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	<title>Yalla Italia</title>
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	<description>il blog delle seconde generazioni</description>
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		<title>2G e Mass Media. Come andare oltre al pregiudizio</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 09:54:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avete visto il fim Sta per Piovere e vi è piaciuto? Avete tempo per partecipare a un seminario sulla comunicazione interculturale, sentire le opinioni di esperti e le esperienze di giovani brillanti? Si? Bene, allora questo evento di domani a Firenze fa per voi. Partecipano: Renzo Guolo , Università di Padova Oussama Mansour, Yalla Italia Sabrina Mandouh,Yalla Italia Introduce Leila El Houssi, Università di Firenze]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Avete visto il fim <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/02/haider-rashid-nuovo-film-viaggio-allinterno-dellidentita/">Sta per Piovere </a>e vi è piaciuto?<br />
Avete tempo per partecipare a un seminario sulla comunicazione interculturale, sentire le opinioni di esperti e le esperienze di giovani brillanti?<br />
Si? Bene, allora questo evento di domani a Firenze fa per voi.</p>
<p>Partecipano:</p>
<p><strong>Renzo Guolo </strong>, Università di Padova<br />
<strong>Oussama Mansour</strong>, Yalla Italia<br />
<strong>Sabrina Mandouh</strong>,Yalla Italia<br />
<strong>Introduce Leila El Houssi</strong>, Università di Firenze</p>
<p><a href="http://www.yallaitalia.it/wp-content/uploads/2013/05/locadina.png"><img src="http://www.yallaitalia.it/wp-content/uploads/2013/05/locadina.png" alt="locadina" width="399" height="586" class="aligncenter size-full wp-image-20918" /></a></p>
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		<title>I dati Istat smentiscono la Lega. All&#8217;81% degli italiani il paese piace multiculturale</title>
		<link>http://www.yallaitalia.it/2013/05/i-dati-istat-smentiscono-la-lega-all81-degli-italiani-il-paese-piace-multiculturale/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 09:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Yallabreak]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[sondaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[L’81% degli italiani apprezza la convivenza tra culture e accetta le migrazioni. In Italia c’è un generale riconoscimento del ruolo positivo delle relazioni interculturali e della multiculturalità. È il risultato che emerge dal sondaggio realizzato per il Rapporto annuale 2013 dell’Istat presentato ieri. Qui i dettagli da ImmigrazioneOggi PS: non dimentichiamoci che il 70% degli italiani è favorevole alla riforma della cittadinanza]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’81% degli italiani apprezza la convivenza tra culture e accetta le migrazioni.<br />
In Italia c’è un generale riconoscimento del ruolo positivo delle relazioni interculturali e della multiculturalità.<br />
È il risultato che emerge dal sondaggio realizzato per il Rapporto annuale 2013 dell’Istat presentato ieri.<br />
<a href="http://www.immigrazioneoggi.it/daily_news/notizia.php?id=005352">Qui i dettagli da ImmigrazioneOggi</a></p>
<p>PS: non dimentichiamoci che il <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/riforma-cittadinanza-gli-italiani-hanno-detto-si/">70% degli italiani è favorevole alla riforma della cittadinanza</a></p>
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		<title>Rifugiati in Italia, non c&#8217;è alcuna emergenza</title>
		<link>http://www.yallaitalia.it/2013/05/rifugiati-in-italia-non-ce-alcuna-emergenza/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 08:23:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Yallabreak]]></category>
		<category><![CDATA[Cooperativa Ruah]]></category>
		<category><![CDATA[Giada Frana]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono passati due anni dalle Primavere arabe e dall’arrivo dei profughi sul territorio italiano. A Bergamo, la Cooperativa Ruah ha ospitato e assistito per conto di Caritas e del Comune centinaia di persone. Il 2011 e il 2012 sono stati anni impegnativi e intensi di lavoro e di attività, non privi di difficoltà: li trovate raccontati attraverso un report di venti pagine, curato da Raffaele Avagliano . Il report lo &#8230;&#160;&#124; <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/rifugiati-in-italia-non-ce-alcuna-emergenza/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sono passati due anni dalle Primavere arabe e dall’arrivo dei profughi sul territorio italiano. A Bergamo, la <strong>Cooperativa Ruah</strong> ha ospitato e assistito per conto di Caritas e del Comune centinaia di persone.<br />
Il 2011 e il 2012 sono stati anni impegnativi e intensi di lavoro e di attività, non privi di difficoltà: li trovate raccontati attraverso un report di venti pagine, curato da Raffaele Avagliano . Il report lo si può sfogliare online al seguente <a href="http://www.cooperativaruah.it/ena/">link</a></p>
<p>Qui invece trovate l’articolo de l’Eco di Bergamo del 20 maggio 2013, dedicato al convegno <a href="http://www.yallaitalia.it/wp-content/uploads/2013/05/Quale-integrazione-per-i-rifugiati.pdf">Quale integrazione per i rifugiati</a></p>
<p>Fonte: <a href="http://giadafrana.wordpress.com/2013/05/22/rifugiati-in-italia-non-ce-alcuna-emergenza/">Giada Frana&#8217;s blog</a></p>
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		<title>Piacere di conoscerti, almeno questo avrei voluto dirti</title>
		<link>http://www.yallaitalia.it/2013/05/piacere-di-conoscerti-almeno-questo-avrei-voluto-dirti/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 06:23:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zeina Ayache</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza filtro]]></category>
		<category><![CDATA[Comunità San Benedetto]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Cara Zeina purtroppo la salute fa i capricci. La richiesta dell&#8217;intervista è importante. Ho visto nascere la Democrazia a 17 anni. Da vecchio devo vederla morire? No! Resisto! Rinviamo alla prossima settimana. Ci terrei proprio Ciao Don Gallo&#8221; Con queste splendide parole, cariche di energia e coinvolgenti, Don Gallo rispondeva ad una mia richiesta di intervista lo scorso 4 aprile. Intervista che, come è possibile immaginare, non c&#8217;è stata. Avremmo &#8230;&#160;&#124; <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/piacere-di-conoscerti-almeno-questo-avrei-voluto-dirti/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Cara Zeina purtroppo la salute fa i capricci.<br />
La richiesta dell&#8217;intervista è importante.<br />
Ho visto nascere la Democrazia a 17 anni.<br />
Da vecchio devo vederla morire? No! Resisto!<br />
Rinviamo alla prossima settimana.<br />
Ci terrei proprio<br />
Ciao Don Gallo</em>&#8221;</p>
<p>Con queste splendide parole, cariche di energia e coinvolgenti, Don Gallo rispondeva ad una mia richiesta di intervista lo scorso 4 aprile. Intervista che, come è possibile immaginare, non c&#8217;è stata.</p>
<p>Avremmo parlato di giovani, di immigrazione, di integrazione, di uguaglianza e di rispetto.</p>
<p>Ci avrebbe regalato una, e forse più, delle sue perle di saggezza.</p>
<p><strong>Quella saggezza così sincera e trasparente, piena di carisma, che proprio lui, in questo periodo culturalmente e intellettualmente buio, è unicamente in grado di regalare con umiltà e generosità.</strong></p>
<p>Un uomo d&#8217;altri tempi, una voce fuori dal coro, <strong>una voce che ha dato vita ad un nuovo coro</strong> che oggi, oggi che lui non c&#8217;è più, però continuerà a parlare, a portare avanti quegli ideali per i quali vale ancora la pena vivere e combattere.</p>
<p>La tua comunità non è solo quella di San Benedetto, siamo tutti noi che in te credevamo, crediamo, e ai quali hai dato nuova linfa.</p>
<p>Non ho avuto la fortuna di conoscerti di persona, di stringerti la mano e di dirti grazie, ma nel mio piccolo ho avuto l&#8217;opportunità di capire che sei davvero un uomo grande!</p>
<p>Un uomo che, tra i suoi milioni di impegni, ha avuto la correttezza e la gentilezza di rispondere ad una mia mail, una fra le tante che ogni giorno ti raggiungevano.</p>
<p>Io non sono nessuno, non sono una penna del giornalismo italiano o internazionale, non sono una famosa conduttrice televisiva, sono solo una ragazza che aveva, ha, la certezza che le tue parole avrebbero aiutato e interessato molte persone.</p>
<p><strong>Sei un uomo normale, uno uomo straordinario.</strong></p>
<p>Grazie te lo dico ora, grazie te lo diciamo tutti!</p>
<p>E ora basta con la tristezza, non fa parte di te!!!</p>
<p><strong>Festeggiamo insieme ciò che hai creato, festeggiamo insieme ciò che grazie a te possiamo realizzare!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una centrifuga con Liliana Liao, in una nuova Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 04:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mary Pan</dc:creator>
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		<category><![CDATA[elezioni comunali roma]]></category>
		<category><![CDATA[Liliana Liao]]></category>
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		<description><![CDATA[È un sabato pomeriggio ed è raro che io mi trovi alla zona Pigneto durante il giorno. Questa è una parte di Roma che sto scoprendo poco a poco. Ogni volta c’è qualcosa di nuovo per me. Durante la sera e bel tempo permettendo, la sua zona pedonale è riempita di tavolini, gente in bici e i volti di qualsiasi provenienza ti confondono in modo tale da non permetterti più &#8230;&#160;&#124; <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/una-centrifuga-con-liliana-liao-in-una-nuova-roma/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È un sabato pomeriggio ed è raro che io mi trovi alla zona Pigneto durante il giorno. Questa è una parte di Roma che sto scoprendo poco a poco. Ogni volta c’è qualcosa di nuovo per me.</p>
<p>Durante la sera e bel tempo permettendo, la sua zona pedonale è riempita di tavolini, gente in bici e i volti di qualsiasi provenienza ti confondono in modo tale da non permetterti più di capire chi è l’autoctono.<br />
I pariolini la considererebbe di certo un “centro sociale” all’aperto, eppure quando mi trovo li, percepisco l’energia che sprizza da tutte le parti, stranamente con un andamento lento e pacifico, che richiama comunque l’eleganza indescrivibile di Roma. </p>
<p>Mi trovo qui perché sto aspettando <a href="http://www.romapost.it/index.php/prima-pagina/item/2869-liliana-liao-una-cittadina-del-mondo-alla-conquista-di-roma#.UZv3BZghVrO">Liliana Liao</a>, una mia vecchia conoscente che ho scoperto si è candidata come consigliere comunale nella lista SEL, per le prossime e vicinissime elezioni comunali (26 e 27 maggio).<br />
Le chiedo di incontrarci perché mi piacerebbe ascoltare la sua storia. Una ragazza di <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/02/litalia-tinta-di-agrodolce/">origini cinesi</a>, che come me è nata qui, quali punti in comune possiamo avere? Che cosa ha fatto nella sua vita? Come mai ha deciso di buttarsi nella politica? Quali sono i suoi progetti? </p>
<p>L’appuntamento è davanti al Contesta Rock Hair, un parrucchiere rinomato della zona, della città ma anche all’estero (sono vari i suoi locali sparsi per la città e per il mondo).<br />
Mentre aspetto fuori, alcuni dei lavoratori escono per una piccola pausa e dalla vetrina vedo che la maggior parte delle clienti sta aspettando il riposo della tinta. Porgo particolarmente attenzione a questo locale, perché me ne hanno parlato sempre molto bene. Sono curiosa e continuo ad osservare, probabilmente qualcuno avrà pensato che ero una matta di passaggio.<br />
Mi scappa un sorriso quando all’ennesimo passante, quelle persone ferme in strada salutano in un modo, fatemelo dire, che al nord se lo sognano proprio. È stupendo vedere come la gente, anche se incontra le stesse facce ogni giorno, riesca a salutarle sempre con lo stesso calore. </p>
<p>Nel mio quartiere purtroppo questo non accade. Accanto a me, un bambino di origini mediorientali, non so precisamente di quale paese, ma porta un abito tradizionale bianco e un copricapo, di quei tipi che si usa indossare durante la preghiera. Però è in strada a giocare a palla con il suo amico. Non è che ho la mania degli “stranieri”, è che mi fa sempre effetto vedere bambini in abiti tradizionali: può essere stato obbligato dai genitori? Forse i suoi vestiti preferiti non sono ancora asciutti? Ma in fondo, quanto me ne dovrebbe importare?<br />
Il punto sta che ho un bambino accanto vestito da arabo con un romanaccio impeccabile, e mi accorgo che tuttora non riesco neanche io ad abituarmi. Ma come… non sono pure io una “occhi a mandorla” che parla romano?</p>
<p>A un certo punto, la palla rimane impigliata a un albero, e dopo tanti tentativi lanciando pacchetti di gelatine e addirittura scarpe, uno dei tanti del quartiere si avvicina e si arrampica riuscendo a far cascare il pallone dai rami dell’albero.<br />
Tornando finalmente tra le mani dei bimbi. Alla fine di tutto questo spettacolo, mi rifugio nuovamente in quella vita sociale online a portata di mano e penso a quanto sono triste in confronto a loro, che giocano all’aria aperta con persone in carne ed ossa.</p>
<p>Rialzo la testa e vedo che Liliana è già arrivata.<br />
È tra le braccia di uno di quelli che erano rimasti fuori dal parrucchiere. Scoprirò in seguito che è anche il gestore del Contesta Rock Hair. Dopo aver salutato il suo fidanzato, io e Liliana ci avviamo verso un locale un po’ nascosto tra i cantieri e i “lavori in corso”.<br />
Il locale mi piace a prima vista, sembra una casa con un giardino. Ci sediamo in uno dei tavolini e prendiamo entrambe una centrifuga. Parliamo del più e del meno.<br />
Ma è ora dell’intervista imbarazzante: chi è che scambia due chiacchiere con una vecchia conoscente prendendo appunti sulla sua vita personale?</p>
<p>Del suo passato mi racconta che ha sempre amato studiare e cercare le proprie radici. Tanto è che si recò a Shanghai per cercare di recuperarla. Ma per un motivo e altro, il suo soggiorno durò solo due mesi.<br />
A quanto pare, il suo futuro era legata sì a entrambi i paesi, ma nel territorio italiano. Dopo varie esperienze lavorative in ambito di comunicazione, Liliana è oggi curatrice d’arte dopo aver conseguito un master e insegna cinese in un’università privata per interpreti.<br />
“<em>Purtroppo qui in Italia non ho avuto molte opportunità di curare mostre. Soprattutto a causa dei tagli. All’estero ho avuto molte più opportunità. Li non guardano chi sei, guardano cosa fai</em>”.</p>
<p>Riguardo alla sfida elettorale, Liliana mi racconta che ha deciso di candidarsi perché è sempre stata interessata alla politica. Suo padre è il presidente della Federazione delle Comunità Cinesi e della testata “<strong>Il Tempo Europa Cina</strong>”.<br />
“<em>Ero stanca di essere una spettatrice passiva. Fummo messi in contatto da SEL perché cercavano una persona per i servizi a disposizione degli stranieri, e io mi sono buttata. Poi le cose si sono evolute</em>”.</p>
<p>Ma chi pensa che Liliana sia solo una trovata pubblicitaria come per dire “<em>Ecco la straniera che sa come comportarsi con gli immigrati</em>” si sbaglia di grosso.<br />
Certamente uno dei punti del suo programma è dedicato ai servizi per stranieri, ma le sue idee per contribuire alla società romana sono tante altre.<br />
“<em>Sono convinta che a Roma sia fondamentale puntare sull’arte. Siamo propensi a legare Roma con l’arte classica, cosa che facevo anche io. In passato non apprezzavo l’arte contemporanea, ma perché non la capivo. Proprio per questo motivo decisi di studiarla. L’arte contemporanea è stata per me una vera e proprio scoperta e deve essere valorizzata. Anche a Roma. Perché l’arte è connessa in automatico al turismo</em>”.</p>
<p>Come mestiere di curatrice d’arte, le piacerebbe ristabilire un po’ le carte. “<em>Non sopporto quei curatori d’arte che una volta ottenuto il posto, stanno legati alla loro sedia. Dovremmo ricevere la percentuale sui biglietti strappati, uscirebbe fuori tutto un altro servizio, tutta un’altra qualità</em>”.</p>
<p>Un altro punto che le sta a cuore e per cui si batte, sono i programmi ecosostenibili. “<em>Sono un’amante della bicicletta. Potrei andare dappertutto in bici ma questa città ne dà poca importanza. È l’ora di riprendersi la città</em>”.</p>
<p>Tra un discorso all’altro, le nostre centrifughe cominciano a svuotarsi e mi accorgo che si è fatta una certa ora ed entrambe dobbiamo andare via. Le faccio un’ultima domanda da intervista: piano piano le facce dei politici in Italia stanno cambiando.<br />
Personaggi come <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/04/cecile-kyengeministro-di-colore/">Cécile Kyenge</a>, ministro dell’Integrazione, o <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/lonorevole-ottimista-khalid-chaouki/">Khalid Chaouki </a> neo deputato al Parlamento, sono stati invasi da insulti razzisti e senza senso solo per le loro origini. Se riuscirai a diventare consigliere comunale, come reagiresti tu alle discriminazioni che sicuramente (e purtroppo) qualcuno farebbe nei tuoi confronti? Sei italiana a tutti gli effetti, ma una donna dai lineamenti orientali in politica.</p>
<p>Alla mia domanda, è inevitabile non notare un certo velo di preoccupazione in lei, ma alla fine mi risponde semplicemente e con molta sicurezza “<em>beh, io sono pronta già da un bel pò, anche per quelli ignoranti</em>”. </p>
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		<title>La cittadinanza incontra l&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 13:43:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Video ripresa della conferenza La cittadinanza interroga l’Europa organizzata dalle Acli e Terrafutura. Potevano mancare? Certo che no. A rappresentare yallaitalia c&#8217;era la nostra Sissy Ghali ( il suo intrevento al minuto 0.28.30 e 1.10.42)]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Video ripresa della conferenza <a href="http://www.acli.it/index.php?option=com_k2&#038;view=item&#038;id=7897:terra-futura-la-cittadinanza-interroga-leuropa&#038;Itemid=105">La cittadinanza interroga l’Europa</a> organizzata dalle <a href="http://www.acli.it">Acli</a> e <a href="www.terrafutura.it/">Terrafutura</a>.<br />
Potevano mancare? Certo che no. A rappresentare yallaitalia c&#8217;era la nostra <a href="http://www.yallaitalia.it/author/sissy/">Sissy Ghali</a> ( il suo intrevento al minuto 0.28.30 e 1.10.42)</p>
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		<title>Khalid Chaouki su Radio24: siamo per lo Ius Soli temperato</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 13:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa mattina, il responsabile dei Nuovi italiani del Pd Khalid Chaouki è stato ospite nella trasmissione 24 Mattina su Radio 24 ed ha parlato di Ius Soli. Qui il podcast dell&#8217;intervento]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina, il responsabile dei Nuovi italiani del Pd Khalid Chaouki è stato ospite nella trasmissione 24 Mattina su Radio 24 ed ha parlato di Ius Soli.<br />
<a href="http://www.radio24.ilsole24ore.com/notizie/24mattino/2013-05-22/chaouki-simao-soli-temperato-093352.php">Qui</a> il podcast dell&#8217;intervento</p>
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		<title>Superman è arabo. Joumana Haddad a Milano il 30/05</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 09:55:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Yallabreak]]></category>
		<category><![CDATA[Joumana Haddad]]></category>
		<category><![CDATA[superman è arabo]]></category>

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		<description><![CDATA[La potesse-scrittrice Joumana Haddad presenta il suo libro Superman è arabo a Milano. L&#8217;appuntamento è per giovedì 30 maggio ore 18.30 presso la libreria Feltrinelli di Piazza Piemonte, 2. Moderatore: Alessandra Muglia del Corriere della Sera Coordina l&#8217;incontro Camille Eid, dell&#8217;Associazione Araba Fenice. Avete voglia di un&#8217;anteprima? Eccola direttamente dalla voce di Joumana Non vi basta? Allora leggetevi l&#8217;intervista che le ha fatto yalla. Un pò più Lilith e un &#8230;&#160;&#124; <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/superman-e-arabo-joumana-haddad-a-milano-il-3005/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La potesse-scrittrice <a href="http://jspot.me/">Joumana Haddad</a> presenta il suo libro <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/03/superman-e-arabo-libro-su-dio-il-matrimonio-il-machismo-e-altre-invenzioni-disastrose/">Superman è arabo</a> a Milano.<br />
L&#8217;appuntamento è per giovedì 30 maggio ore 18.30 presso la libreria Feltrinelli di Piazza Piemonte, 2.<br />
Moderatore: Alessandra Muglia del Corriere della Sera<br />
Coordina l&#8217;incontro Camille Eid, dell&#8217;<a href="http://www.arabafenicenet.it/index.php?option=com_catco&#038;Itemid=171">Associazione Araba Fenice</a>.</p>
<p>Avete voglia di un&#8217;anteprima?<br />
Eccola direttamente dalla voce di Joumana<br />
<iframe width="380" height="214" src="http://www.youtube.com/embed/JbxkakMRYx0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Non vi basta? Allora leggetevi l&#8217;intervista che le ha fatto yalla. <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/un-po-piu-lilith-e-un-po-meno-eva-parola-di-joumana-haddad/">Un pò più Lilith e un pò meno Eva. Parola di Joumana Haddad </a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ius Soli. Ecco perchè è una buona idea per l&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 09:16:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sotto il lampione]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Fogli]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[ius soli]]></category>
		<category><![CDATA[Università Bocconi]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo video, Alessandra Fogli, docente di economia del lavoro e delle risorse umane alla Bocconi, spiega per quale motivo l&#8217;introduzione dello ius soli, come negli Stati Uniti, potrebbe essere positiva per il nostro paese. Fonte: ufficio stampa Università Bocconi che ringraziamo della segnalazione]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In questo video, <strong>Alessandra Fogli</strong>, docente di economia del lavoro e delle risorse umane alla Bocconi, spiega per quale motivo l&#8217;introduzione dello ius soli, come negli Stati Uniti, potrebbe essere positiva per il nostro paese.</p>
<p><iframe width="380" height="214" src="http://www.youtube.com/embed/_PExpcfa6FY" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Fonte: ufficio stampa <a href="http://www.unibocconi.it/wps/wcm/connect/Bocconi/SitoPubblico_IT/Albero+di+navigazione/Home/">Università Bocconi</a> che ringraziamo della segnalazione</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Grazie Iran per il lavoro che ci dai</title>
		<link>http://www.yallaitalia.it/2013/05/grazie-iran-per-il-lavoro-che-ci-dai/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 05:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Serrano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Yallaleaks]]></category>
		<category><![CDATA[iran]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[taarof]]></category>

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		<description><![CDATA[Siete degli imprenditori, dei commercianti e volete ampliare il vostro mercato? Non fermatevi ai soliti paesi intra europei ma guardate oltre! Con Paesi come l’Iran si possono fare affari d’oro. Non sempre siamo noi a dare lavoro agli stranieri ma anche loro possono aiutarci! Leggete questa intervista. Chiara: &#8220;Ciao Andrea come ti dicevo ho trovato la tua azienda di lavorazione di marmi cercando su internet aziende che lavorano con l&#8217;Iran. &#8230;&#160;&#124; <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/grazie-iran-per-il-lavoro-che-ci-dai/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Siete degli imprenditori, dei commercianti e volete ampliare il vostro mercato?<br />
Non fermatevi ai soliti paesi intra europei ma guardate oltre!</p>
<p>Con Paesi come l’Iran si possono fare affari d’oro.</p>
<p>Non sempre siamo noi a dare lavoro agli stranieri ma anche loro possono aiutarci!</p>
<p>Leggete questa intervista.</p>
<p>Chiara: &#8220;<em>Ciao Andrea come ti dicevo ho trovato la tua azienda di lavorazione di marmi cercando su internet aziende che lavorano con l&#8217;Iran. Dimmi, cosa nello specifico importi o esporti dall&#8217;Iran e come ti trovi a lavorare con loro</em>&#8221;</p>
<p>Andrea: &#8220;<em>Ciao, allora per chi è esperto nel settore marmi saprà che il territorio iraniano è ricco di un materiale molto glamour. Il travertino rosso! E&#8217; un materiale che si usa molto all&#8217;interno delle case di privati ma anche per marciapiedi e per pavimentazioni sotto i portici. Ma c&#8217;è anche la pietra grey molto utilizzata soprattutto per fare le piscine. Perciò devo dire che importiamo molto da loro e se non fosse per le tasse esorbitanti il lavoro sarebbe anche maggiore. Ringrazio pubblicamente gli amici nonché i nostri fornitori! Ho usato appositamente il termine amici perché lavorando con loro da tanti anni, nonostante ci unisca solo un rapporto professionale, le reputo delle belle persone. Abbiamo modi diversi di approccio ma basta entrare nello spirito e accettarli per quelli che sono. Esempi? <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/04/ogni-paese-ha-le-sue-buone-maniere-larte-del-taarof/">Quando chiedi loro un prezzo sono loro che dicono di dargli quanto riteniamo </a></em><b><a href="http://www.yallaitalia.it/2013/04/ogni-paese-ha-le-sue-buone-maniere-larte-del-taarof/"><em>giusto</em></a>. </b><em>Capite che in affari non è il massimo una trattativa del genere. Poi loro sono chiusi di venerdi e spesso anche di giovedi quindi a volte è un problema concentrare tutto in 3 giorni lavorativi (lunedì, martedi e mercoledi). Tutto sta ad organizzarsi, per il resto siamo grati per l&#8217;opportunità che ci danno e aspettiamo le<a href="http://www.diruz.it/2013/05/12/teheran-verso-le-elezioni4/"><b> elezioni di giugno</b></a> così da poter magari intensificare le attività</em>&#8221;</p>
<p>Chiara: &#8220;<em>Trattate solo con uomini o è capitato di parlare anche con donne? e soprattutto.. basta l&#8217;inglese? e sono corretti negli affari?</em>&#8221;</p>
<p>Andrea: &#8220;<em>Per ora abbiamo sempre parlato in inglese e/o in francese e 90% delle volte con uomini ma a volte è capitato di parlare con donne. Dopo anni di collaborazione ogni volta si ripete il teatrino del prezzo ma una volta definito non lo cambiano, non provano a fregarti. Questa è la nostra esperienza poi sicuramente ci sono aziende che tentano di fregarti ma possono essere di tutte le nazioni</em>&#8221;</p>
<p>Chiara: “<em>Grazie Andrea per il tuo intervento. A presto!</em>”</p>
<p>Sapevo che il rapporto Iran Italia era buono e sul sito <a href="http://www.ccii.it"><b>CCII</b></a> ho trovato dei dati interessanti che qui sotto riporto.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.yallaitalia.it/wp-content/uploads/2013/05/serrano.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-20780" alt="serrano" src="http://www.yallaitalia.it/wp-content/uploads/2013/05/serrano-175x235.jpg" width="350" height="470" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Flash mob anti Ius Soli in Piazza di Spagna</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 09:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Yallabreak]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[flash mob]]></category>
		<category><![CDATA[ius soli]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo ius soli per molti non è priorità! Per sottolineare questa contrapposizione, ieri è stato organizzato un flash mod in piazza di Spagna a Roma. Per saperne di più, cliccate QUI.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo ius soli per molti non è priorità!</p>
<p>Per sottolineare questa contrapposizione, ieri è stato organizzato un flash mod in piazza di Spagna a Roma.</p>
<p>Per saperne di più, <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/primopiano/2013/05/20/Flash-mob-piazza-Spagna-contro-ius-soli_8736255.html">cliccate QUI</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sesto Senza Frontiere: cittadinanza onoraria con Radio Popolare</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 09:17:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Yallabreak]]></category>
		<category><![CDATA[ius soli]]></category>
		<category><![CDATA[Radio Popolare]]></category>
		<category><![CDATA[Sesto Senza Frontiere]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 2 giugno, presso il Carroponte di via Granelli, a Sesto San Giovanni verrà consegnata la cittadinanza onoraria alle bambine e ai bambini stranieri nati a Sesto. Se volete partecipare o saperne di più, seguite QUESTO link.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica 2 giugno, presso il Carroponte di via Granelli, a Sesto San Giovanni verrà consegnata la cittadinanza onoraria alle bambine e ai bambini stranieri nati a Sesto.</p>
<p>Se volete partecipare o saperne di più, <a href="http://www.sestosg.net/pls/portal30/EVENTI.DYN_EVENTO_1.show?p_arg_names=id&amp;p_arg_values=24122">seguite QUESTO link</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ius Soli e cittadinanza: anche Le Iene ne parlano</title>
		<link>http://www.yallaitalia.it/2013/05/ius-soli-e-cittadinanza-anche-le-iene-ne-parlano/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 08:56:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zeina Ayache</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza filtro]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[ius sanguinis]]></category>
		<category><![CDATA[ius soli]]></category>
		<category><![CDATA[le iene]]></category>

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		<description><![CDATA[La questione &#8216;Ius Soli&#8216; sembrerebbe essere davvero sulla bocca di tutti! L&#8217;ultima, in ordine cronologico, ad aver affrontato il tema, è stata Sabrina Nobile, volto noto del programma televisivo Le Iene. Attraverso un interessante incontro e confronto tra bambini e ragazzi italiani e &#8216;non&#8217;, Sabrina Nobile cerca di capire cosa significhi essere italiani per diritto o per nascita. La conclusione alla quale porta il servizio è una: il problema della &#8230;&#160;&#124; <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/ius-soli-e-cittadinanza-anche-le-iene-ne-parlano/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La questione &#8216;<strong>Ius Soli</strong>&#8216; sembrerebbe essere davvero sulla bocca di tutti!</p>
<p>L&#8217;ultima, in ordine cronologico, ad aver affrontato il tema, è stata <strong>Sabrina Nobile</strong>, volto noto del programma televisivo <strong>Le Iene</strong>.</p>
<p>Attraverso un interessante incontro e confronto tra bambini e ragazzi italiani e &#8216;non&#8217;, Sabrina Nobile cerca di capire cosa significhi essere italiani per <strong>diritto</strong> o per <strong>nascita</strong>.</p>
<p>La conclusione alla quale porta il servizio è una: <strong>il problema della cittadinanza è una questione tra adulti e non certo tra bambini, i quali reputano italiano chiunque sia nato &#8216;qui&#8217;.</strong></p>
<p>Mi sento di fare i miei più sentiti complimenti a questo servizio che, come da buona firma de <strong>Le Iene</strong>, riesce a chiarire argomenti spinosi e scottanti con una semplicità disarmante, quasi a dire, a tutti noi che non facciamo altro che &#8216;sprecare&#8217; fiumi di parole (come direbbero i Jalisse): &#8216;<strong>ci voleva tanto?</strong>&#8216;</p>
<p>Avete ragione care Iene, grazie alla trasparenza dei bambini si possono comprendere tematiche che noi adulti affrontiamo con grandi paranoie e troppe ansie da prestazione.</p>
<p>Concludo con il dire che con questo servizio Le Iene sono riuscite a rientrare della pessima figura, a mio avviso, che hanno fatto con il servizio che strumentalizzava il velo di quella ragazza <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/sara-mahmoud-te-la-sei-andata-a-cercare/">che tanto voleva fare volantinaggio</a>.</p>
<p>Nella speranza che la questione <strong>Ius Soli</strong> non rimanga solo un tema ottimo per le chiacchiere da salotto tv e web, non ci resta che guardarci il servizio del quale vi ho appena parlato:</p>
<p><a href="http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/390062/nobile-cittadini-italiani-.html">NOBILE: Cittadini italiani?</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>KAIROS. Lo sliding doors nella vita di due migranti</title>
		<link>http://www.yallaitalia.it/2013/05/kairos-lo-sliding-doors-nella-vita-di-due-migranti/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 08:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Yallabreak]]></category>
		<category><![CDATA[babel tv]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Musicco]]></category>
		<category><![CDATA[Kairos]]></category>
		<category><![CDATA[sliding doors]]></category>

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		<description><![CDATA[Babel, il canale 141 di Sky dedicato ai “Nuovi Italiani”, presenta KAIROS – L’attimo presente, la nuova produzione originale del canale in onda in anteprima assoluta dal 30 maggio ogni giovedì in prima serata. Scritto e diretto da Davide Musicco (Cambio Moglie, Le Vite degli altri, La più bella della classe, Straparlando), Kairos &#8211; l&#8217;attimo presente è un documentario seriale dove in ogni episodio si segue in parallelo la storia &#8230;&#160;&#124; <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/kairos-lo-sliding-doors-nella-vita-di-due-migranti/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Babel, il canale 141 di Sky dedicato ai “Nuovi Italiani”, presenta KAIROS – L’attimo presente, la nuova produzione originale del canale in onda in <strong>anteprima assoluta dal 30 maggio ogni giovedì in prima serata.</strong></p>
<p>Scritto e diretto da <strong>Davide Musicco</strong> (Cambio Moglie, Le Vite degli altri, La più bella della classe, Straparlando), Kairos &#8211; l&#8217;attimo presente è un documentario seriale dove in ogni episodio si segue in parallelo la storia di due persone che hanno lasciato il loro Paese d’origine per venire in Italia.<br />
Ispirandosi alla concezione del tempo, che gli antichi greci distinguevano tra il tempo che scorre inesorabile (Kronos) e l’istante che cambia la vita (Kairos), Musicco ricerca nelle storie dei protagonisti quel momento di “svolta”, in positivo o in negativo, della loro avventura di migranti in Italia.</p>
<p>Accomunate dalle stesse origini, queste persone sono partite spinte da motivazioni e casualità diverse. <strong>Come le storie di Ramadam e Kassim, i protagonisti del primo episodio, entrambi provenienti dalla Somalia che si raccontano in un percorso a ritroso per ripercorrere la loro esperienza migratoria, le occasioni colte e quelle perdute, e ritrovandosi oggi chi in credito e chi in debito con la vita, ma mai nella condizione che si erano immaginati prima di partire</strong>.  </p>
<p>Ramadam voleva diventare ingegnere come il padre, ma la tragedia della guerra civile lo costringe ad abbandonare il suo Paese per trovare rifugio in Kenia.<br />
Poi una borsa di studio gli apre una nuova strada e parte per l’Italia, ma il suo destino non era quello e oggi vive in condizione di emarginazione e miseria. Kassim, al contrario, proviene da una famiglia molto povera, sin da piccolo sogna di fare fortuna all’estero per aiutare i genitori. In un cammino ad ostacoli pieno di difficoltà, riesce ad arrivare in Italia dove, inaspettatamente, si apre davanti a lui una strada che gli ha permesso di ottenere un buon lavoro e di formare una propria famiglia con una italiana.</p>
<p>&#8220;Questo è un progetto al quale sto lavorando da più di un anno &#8211; afferma il regista e autore Davide Musicco &#8211; ogni puntata è incentrata sul racconto di due storie di stranieri provenienti dallo stesso Paese che hanno lasciato più o meno nello stesso periodo per venire in Italia e che, attraverso i concetti di Cronos, il tempo che scorre e di Kairos, l’attimo che cambia l’esistenza, raccontano le loro vite e i risvolti positivi e negativi che hanno vissuto.&#8221;</p>
<p>&#8220;KAIROS – L’attimo presente” è la nuova produzione originale di Babel che torna a raccontare storie inedite dopo il grande successo di “G3|Piccole Mamme Crescono” di Beatrice Coletti, dedicato al tema della gravidanza in età adolescenziale tra le “Nuove Italiane”, il docu-reality “Invito a cena.<br />
Storie di (stra)ordinaria integrazione” di Angelo Bozzolini, e il recente “<strong>Khalid For President!</strong>” documentario di Arrigo Benedetti sul giovane Khalid Chaouki, il primo deputato italiano di seconda generazione eletto al Parlamento italiano.</p>
<p>Qui la <a href="http://www.yallaitalia.it/wp-content/uploads/2013/05/sinossi-delle-puntate.doc">sinossi delle puntate</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Yalla In Cucina: la ricetta di oggi è l&#8217;Ensalada Chilena</title>
		<link>http://www.yallaitalia.it/2013/05/yalla-in-cucina-la-ricetta-di-oggi-e-lensalada-chilena/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 06:23:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpiero Kesten</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciak si Yalla]]></category>
		<category><![CDATA[ensalada chilena]]></category>
		<category><![CDATA[pomodori]]></category>
		<category><![CDATA[prezzemolo]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta]]></category>

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		<description><![CDATA[Ritorna il nostro atteso appuntamento con la rubrica &#8216;Yalla In Cucina&#8216; che svela i segreti culinari dei paesi d&#8217;origine dei redattori di Yalla Italia. Dopo il Libano, e il Fattoush (la ricetta la trovate QUI), andiamo in Cile ad assaggiare l&#8217;Ensalada Chilena. Ingredienti per 2 persone: 6 pomodori 1 o 2 cipolle rosse prezzemolo o coriandolo olio sale Guardiamoci insieme la ricetta dell&#8217;Ensalada Chilena presentata da Gianpiero Kesten:]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ritorna il nostro atteso appuntamento con la rubrica &#8216;<strong>Yalla In Cucina</strong>&#8216; che svela i segreti culinari dei paesi d&#8217;origine dei redattori di <strong>Yalla Italia</strong>.</p>
<p>Dopo il <strong>Libano</strong>, e il <strong>Fattoush</strong> (<a href="http://www.yallaitalia.it/2013/04/yalla-in-cucina-la-ricetta-di-oggi-e-il-fattoush/">la ricetta la trovate QUI</a>), andiamo in <strong>Cile</strong> ad assaggiare l&#8217;<strong>Ensalada Chilena</strong>.</p>
<p>Ingredienti per 2 persone:</p>
<p>6 pomodori<br />
1 o 2 cipolle rosse<br />
prezzemolo o coriandolo<br />
olio<br />
sale</p>
<p>Guardiamoci insieme la ricetta dell&#8217;<strong>Ensalada Chilena</strong> presentata da <a href="-kesten/">Gianpiero Kesten</a>:</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/D7fmUfOgsuE" height="214" width="380" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cittadinanza. 20 anni d&#8217;attesa per sentirmi dire: ma lei capisce l&#8217;italiano?</title>
		<link>http://www.yallaitalia.it/2013/05/cittadinanza-20-anni-dattesa-per-sentirmi-dire-ma-lei-capisce-litaliano/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 12:32:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciak si Yalla]]></category>
		<category><![CDATA[2g]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini in trasnito]]></category>
		<category><![CDATA[giuramento]]></category>
		<category><![CDATA[Manuel Ferreira]]></category>

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		<description><![CDATA[Avete mai assistito a una cerimonia di giuramento per la cittadinanza italiana? No? Il guerriero culturale Manuel Ferreira, in questo strepitoso e divertente monologo, la descrive così]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Avete mai assistito a una cerimonia di giuramento per la cittadinanza italiana?<br />
No?<br />
<a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/manuel-ferreira-il-guerriero-culturale/">Il guerriero culturale Manuel Ferreira</a>, in questo strepitoso e divertente monologo, la descrive così<br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/wmXYgbeDGs0" height="214" width="380" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>I diritti e le esigenze dei migranti avanzano nelle aziende</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 12:30:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Menù multitenici, spazi dedicati alla preghiera oppure la possibilità di assentarsi per recarsi in moschea e recuperare le ore successivamente anche nel corso della stessa giornata ed altri diritti per gli immigrati. Ecco quello che alcune aziende Lombarde e Venete fanno per soddisfare le condizioni e le esigenze dei lavoratori migranti. Leggi qui. &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Menù multitenici, spazi dedicati alla preghiera oppure la possibilità di assentarsi per recarsi in moschea e recuperare le ore successivamente anche nel corso della stessa giornata ed altri diritti per gli immigrati.</p>
<p>Ecco quello che alcune aziende Lombarde e Venete fanno per soddisfare le condizioni e le esigenze dei lavoratori migranti. Leggi <a href="http://www.corriere.it/economia/13_maggio_20/di-vico-menu-etnico-pausa-preghiera-immigrati-fabbrica_46d2f8fa-c10c-11e2-9182-3948fb309202.shtml?fr=box_primopiano">qui</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>In Giordania nasce l&#8217;università per leader arabi illuminati di una società pacifica</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 10:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Carlo Costalli]]></category>
		<category><![CDATA[Fouad Twal]]></category>
		<category><![CDATA[Giordania]]></category>
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		<description><![CDATA[Sorge a Madaba. È un progetto voluto dal Patriarcato latino di Gerusalemme. Reso possibile dalla solidarietà dei Movimento Cristiano Lavoratori, che ha destinato buona parte di ciò che ha raccolto con il 5 per mille. Ecco qui i dettagli]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Sorge a Madaba. È un progetto voluto dal Patriarcato latino di Gerusalemme. Reso possibile dalla solidarietà dei<a href="http://www.mcl.it/"> Movimento Cristiano Lavoratori</a>, che ha destinato buona parte di ciò che ha raccolto con il 5 per mille.</h2>
<p>Ecco qui i <a href="http://www.vita.it/comitatoeditoriale/news-comitato-editoriale/a-madaba-cresce-l-univerist-della-pace.html">dettagli </a></p>
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		<title>Coppie miste. Ritorni con me se mi converto alla tua religione ? part 2</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 08:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[conversioni]]></category>
		<category><![CDATA[coppie miste]]></category>
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		<description><![CDATA[In questo post Serena voleva convertirsi all&#8217;Islam per riconquistare il suo ex ragazzo, di origini marocchine, che l’aveva lasciata e si era messo con una connazionale. L&#8217;ha fatto, non l&#8217;ha fatto, si è fatta suora, ha smesso di credere in Dio, ha cambiato sesso, si è convertito lui? Va beh, scoprilo qui]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/coppie-miste-ritorni-con-me-se-mi-converto-alla-tua-religione/">questo post</a> Serena v<strong>oleva convertirsi all&#8217;Islam per riconquistare il suo ex ragazzo</strong>, di origini marocchine, che l’aveva lasciata e si era messo con una connazionale.</p>
<p>L&#8217;ha fatto, non l&#8217;ha fatto, si è fatta suora, ha smesso di credere in Dio, ha cambiato sesso, si è convertito lui? Va beh, scoprilo <a href="http://www.linkiesta.it/blogs/amore-senza-confini/volevo-convertirmi-riconquistarlo-seconda-parte">qui </a></p>
<div></div>
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		<title>Pregiudizi da oriente. Gli odori degli italiani</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 04:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierre Hombrebueno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Oggi ce l'ho con]]></category>
		<category><![CDATA[filippini]]></category>
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		<description><![CDATA[[Per tutti gli italiani e non che pensano che l'afrore corporeo sui mezzi pubblici e altrove dipenda dall'anagrafe o dal colore della pelle: beccatevi questa provocazione!] Fin da quand&#8217;ero piccolo, ho sempre sentito dire dai miei compaesani filippini che gli italiani, o i caucasici in generale, emanano odori insopportabili per il nostro naso. Ho avuto la conferma quando effettivamente arrivai in Italia, tra ondate allucinanti di odori, soprattutto sui mezzi &#8230;&#160;&#124; <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/pregiudizi-da-oriente-gli-odori-degli-italiani/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>[<em>Per tutti gli italiani e non che pensano che l'afrore corporeo sui mezzi pubblici e altrove dipenda dall'anagrafe o dal colore della pelle: beccatevi questa provocazione!</em>]</p>
<p>Fin da quand&#8217;ero piccolo, ho sempre sentito dire dai miei compaesani filippini che gli italiani, o i caucasici in generale, emanano odori insopportabili per il nostro naso.<br />
Ho avuto la conferma quando effettivamente arrivai in Italia, tra ondate allucinanti di odori, soprattutto sui mezzi pubblici quando è in arrivo l&#8217;estate.</p>
<p>Non credo sia puramente una questione di sudore, in quanto anche Manila è praticamente sotto i 30° per gran parte dell&#8217;anno, e non ho mai sentito odori neanche lontanamente simili, se non tra i poveracci degli slum che vivono in mezzo alla spazzatura.<br />
Ecco la differenza dunque: nelle Filippine appestano l&#8217;aria i disgraziati che hanno avuto la sfortuna di vivere in mezzo alla m&#8230;, in Italia emanano odori terrificanti anche i manager in giacca e cravatta.</p>
<p>Siccome sono uno str&#8230;, dunque, ho iniziato ad insultare la gente che avevo attorno. La risposta più interessante è stata sicuramente: «<em>Beh, ma io odoro di uomo</em>».<br />
Una giustificazione sterile, è ovvio, persino provinciale e con una certa coda di paglia: la puzza come odore necessario per la propria mascolonità.</p>
<p>Poi arrivi a conoscere persone che si lavano effettivamente una volta a settimana, o che si mettono gli stessi vestiti per 20 giorni di fila, e allora capisci che forse forse, non si tratta solo di «odorare come uomini».</p>
<p>Ma d&#8217;altronde, cosa pretendere, noi siamo in un paese dove le persone hanno paura di lavarsi i capelli perchè «se no si rovinano o cadono», eppure in asia la gente si lava i capelli tutti i giorni e di sicuro hanno meno problemi di calvizia rispetto gli occidentali: che ci sia una misinterpretazione di credenze?</p>
<p>A forza di rompere le palle in giro, mi è stato detto che il problema poteva essere effettivamente solo mio. «<em>Hai il naso ultrasensibile</em>», «<em>Senti odori che non esistono</em>», «<em>Fatti vedere il naso</em>».</p>
<p>Così, sentendomi la persona più sola del mondo, ho fatto due ricerchine con il mio caro amico Google.<br />
Ne sono uscite fuori delle belle. In <a href="http://forum.bodybuilding.com/showthread.php?t=143644363&amp;page=1">QUESTO FORUM</a>, per esempio, una povera signora indiana si sfoga direzionandosi verso gli «uomini bianchi»: «<em>Per l&#8217;amor di Dio, vi ucciderebbe farvi una doccia una volta al giorno?</em>»<br />
Ancora più interessante è che tutte le risposte che ha ricevuto sono praticamente insulti razziali. <a href="http://www.nairaland.com/355779/white-men-stink-badly-when">QUI</a>, un altro poverino si lamenta dell&#8217; odoraccio dei caucasici, stavolta consolato da un suo lettore: «<em>Lasciamelo dire, loro puzzano perchè si lavano male</em>», il tutto, prima dell&#8217;arrivo di altri occidentali che si sono sentiti offesi e che hanno chiesto la chiusura del thread.</p>
<p>Tirando in mezzo studi scientifici del New York Times, in quest&#8217;<a href="http://s1.zetaboards.com/anthroscape/topic/2695032/1/">ALTRA BELLA DISCUSSIONE</a> si dice addirittura che «<em>I caucasici odorano, gli asiatici no</em>».<br />
E questi, sono solo alcuni degli esempi che ho scovato girovagando per la rete.</p>
<p>Dunque non sono solo io. Non sono solo i filippini che per descrivere la puzza caucasica, hanno addirittura inventato una nuova parola inesistente negli altri vocabolari (<strong>Putok</strong>).</p>
<p>Che noi asiatici siamo diventati tutti degli stronzetti che sentono odori inesistenti ovunque? Che sia in giro un virus che ci danneggia l&#8217;olfatto dandoci la sensazione che molte persone «bianche» puzzino?</p>
<p>Non lo so. Ma in ogni caso, vi prego di lavarvi. E di lavarvi bene.</p>
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		<title>Ius Soli: tre stelle si distinguono da M5S</title>
		<link>http://www.yallaitalia.it/2013/05/ius-soli-tre-stelle-si-distinguono-da-m5s/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 09:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Yallabreak]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Bencin]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[Girgis Sorial]]></category>
		<category><![CDATA[Ignazio marino]]></category>
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		<category><![CDATA[M5S]]></category>
		<category><![CDATA[Manuela Serra]]></category>
		<category><![CDATA[Paola De Pin]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[Tre grilline, Alessandra Bencin, Manuela Serra e Paola De Pin hanno sottoscritto la riforma della cittadinanza proposta da Ignazio Marino. Grillo, la settimana scorsa, aveva proposto di passare la parola agli italiani attraverso un referendum. Qui i dettagli. Queste tre intrepide deputate saranno cacciate pure loro? PS. ricordiamoci che nel M5S c&#8217;è anche un neo deputato di seconda generazione: Girgis Sorial &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Tre grilline, <strong>Alessandra Bencin</strong>, <strong>Manuela Serra</strong> e<strong> Paola De Pin</strong> hanno sottoscritto la riforma della cittadinanza proposta da Ignazio Marino.<br />
Grillo, la settimana scorsa, <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/caro-grillo-il-problema-non-e-lo-ius-soli-ma-la-bossi-fini/">aveva proposto</a> di passare la parola agli italiani attraverso un referendum. Qui i <a href="http://www.stranieriinitalia.it/attualita-cittadinanza._tre_senatrici_del_m5s_firmano_proposta_per_lo_ius_soli_17168.html?utm_medium=twitter&amp;utm_source=twitterfeed">dettagli</a>.<br />
Queste tre intrepide deputate saranno cacciate pure loro?</p>
<h1><strong>PS. ricordiamoci che nel M5S c&#8217;è anche un neo deputato di seconda generazione</strong>: <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/03/girgis-sorial-il-neodeputato-di-seconda-generazione-del-movimento-5-stelle/">Girgis Sorial</a></h1>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ministro,scusi, (non ) mi consenta</title>
		<link>http://www.yallaitalia.it/2013/05/ministroscusi-non-mi-consenta/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 08:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lubna Ammoune</dc:creator>
				<category><![CDATA[Oggi ce l'ho con]]></category>
		<category><![CDATA[Cécile Kyenge]]></category>
		<category><![CDATA[gad Lerner]]></category>
		<category><![CDATA[Josefa Idem]]></category>
		<category><![CDATA[lucia annunziata]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>

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		<description><![CDATA[Che noi italiani fossimo un popolo di curiosi, era già risaputo. Che nel nostro Belpaese la politica avesse assunto una leggera sfumatura di personalizzazione, era stato appurato. Siamo dunque in dovere e piacere di porci domande come quelle sotto riportate?  Alfano è cattolico? Se sì, quanto? La Meloni ha fratelli e sorelle? Quanto era testardo e deciso Bersani ai tempi del suo iter scolastico? Vendola ha mai subito atti di &#8230;&#160;&#124; <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/ministroscusi-non-mi-consenta/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: medium;">Che noi italiani fossimo un popolo di curiosi, era già risaputo. Che nel nostro Belpaese la politica avesse assunto una leggera sfumatura di personalizzazione, era stato appurato. Siamo dunque in dovere e piacere di porci domande come quelle sotto riportate?</span></p>
<p><i><span style="font-family: Times New Roman; font-size: medium;"> </span><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman;">Alfano è cattolico? Se sì, quanto?</span></span></i></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman;"><i>La Meloni</i><i> ha fratelli e sorelle?</i></span></span></p>
<p><i><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman;">Quanto era testardo e deciso Bersani ai tempi del suo iter scolastico?</span></span></i></p>
<p><i><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman;">Vendola ha mai subito atti di discriminazione?</span></span></i></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: medium;"> Non mi risulta che qualcuno le abbia mai rivolte alle personalità politiche sopra menzionate. Vi immaginate una serie di domande su questa falsariga alle prime (ma anche successive, poco importa) apparizioni televisive delle emergenti figure che rappresentano le nostre istituzioni?<br />
Il nostro giornalismo ne risentirebbe non poco, così come ne risentirebbe la credibilità dei talk politici che negli anni hanno assunto la fisionomia, a ragion veduta, di una vera e propria terza Camera. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: medium;">Allora perché a una Kienge di turno giornalisti e conduttori di talk che hanno dimostrato negli anni professionalità, serietà e capacità di coinvolgimento hanno invece donato ai telespettatori una non trascurabile gaffe?<br />
Giusto per completare il pensiero con esempi esplicativi, l’Annunziata e Lerner, rispettivamente nei contesti de “<a href="http://www.ustation.it/contenuti/video/8392-video-ministro-kynge-mezz-ora-annunziata-cacile-kyenge-a-in-mezzaora"><b><span style="text-decoration: underline;">In ½ ora</span></b></a>” e “<a href="http://www.la7.it/zeta/pvideo-stream?id=i702098"><b><span style="text-decoration: underline;">Zeta</span></b></a>” hanno proposto quesiti di una certa tipologia come quelli di seguito riportati. Giusto per darvi un’idea.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: medium;"> </span><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman;"><i>“Lei della sua Africa cosa si porta dietro? Tipo questa roba… magia?” </i>(Annunziata)</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman;"><i>“Lei ha una famiglia numerosissima. Davvero siete in trentotto fratelli?” </i>(Lerner)</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman;"><i>“Siete in trentotto fratelli, ma non tutti dalla stessa madre, vero?”</i> (Annunziata)</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman;"><i>“Che tipo di lavori faceva arrivata in Italia?[...] Oggi diciamo badante.”</i>  (Lerner)</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman;"><i>“Lei è cattolica? Cattolica quanto? Ma cattolica battezzata?”</i> (Annunziata)</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman;"><i>“L’hanno fatta soffrire gli insulti di qualcuno?” </i>(Lerner)</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: medium;"> Non solo. L’approccio di Lerner è stato anche inconsueto, dato che nel precedere la domanda ha anche chiesto alla Kienge il permesso per poter chiedere (vi risulta sia accaduto con altri neoministri? Io non rammento).</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: medium;">Per dovere di completezza, però, mi sento di aggiungere che l’Annunziata, almeno nella seconda parte della trasmissione, ha nettamente alzato il livello delle domande in termini di giornalismo politico.<br />
Dopo, infatti, una prima parte in cui è apparsa in una (insolita) veste simil salottiera, in una seconda parte ha invece condotto un confronto di tutto rispetto.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: medium;"> A una Kienge talvolta evasiva nei riscontri su questioni decisive, l’Annunziata ha invece preteso delle risposte chiare, concise e complete, dimostrando una non comune capacità “stringente”, nel senso che metteva la sua interlocutrice alle strette per ottenere un responso senza superflui e distraenti giri di parole. Uno stile che la giornalista ha adottato quando sul tavolo sono state messe questioni come quelle riguardanti lo ius soli, il reato di clandestinità e la costruzione di luoghi di culto a Milano.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: medium;">Ascoltando le interviste, mi è stato molto spontaneo pensare a un parallelismo con le 2g a cui spesso (per ricerche, interviste, tesi di laurea e altro) sono proposte questioni private (anche intime e delicate) che mai nessuno proporrebbe invece ai loro coetanei “italiani doc”, questioni che a volte esulano anche dalla ricerca o dall’intervista o altro. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: medium;">In questo panorama di presentazioni dei neoministri, Fazio è stato invece molto acuto. Non tanto per l<a href="http://www.youtube.com/watch?v=i8R1XyQG96I">’<b><span style="text-decoration: underline;">intervista</span></b></a> in sé confezionata per la ministra Josefa Idem, quanto per una domanda in particolare rivolta al neoministro per il futuro (come suggerisce lei stessa per racchiudere in un unico termine pari opportunità, sport e politiche giovanili).<br />
Fazio le ha chiesto perché l’approccio nei confronti della Kienge è stato diverso rispetto a quello nei confronti della Idem, dato che entrambe non sono nate in Italia (ma questa, forse, è un’altra storia).</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Signore e signori buongiorno, iniziamo l’imbarco&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 05:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Wanda Mosgfegh</dc:creator>
				<category><![CDATA[S-veliamoci]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[iran]]></category>
		<category><![CDATA[spelling]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[“Signore e signori buongiorno, iniziamo l’imbarco del volo IK1703 in partenza per Tehran attraverso l’uscita d’imbarco numero 12”. Estate 1989, mamma mi stringe forte la mano, siamo atterrate all’aeroporto Mehrabad e tra pochi minuti sarò travolta da un vortice di eterne emozioni. In aeroporto c’è un chiasso assordante, intorno a me ci sono soldati muniti di mitra, donne coperte da testa a piedi e uomini dalla lunga barba. Uscire da &#8230;&#160;&#124; <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/signore-e-signori-buongiorno-iniziamo-limbarco/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“Signore e signori buongiorno, iniziamo l’imbarco del volo IK1703 in partenza per Tehran attraverso l’uscita d’imbarco numero 12”.</p>
<p>Estate 1989, mamma mi stringe forte la mano, siamo atterrate all’aeroporto <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/04/non-romana-a-roma-non-iraniana-in-iran-ora-terrona-a-brescia-ben-venuta-sara/">Mehrabad</a> e tra pochi minuti sarò travolta da un vortice di eterne emozioni. In aeroporto c’è un chiasso assordante, intorno a me ci sono soldati muniti di mitra, donne coperte da testa a piedi e uomini dalla lunga barba. Uscire da qui sembra impossibile, una gincana intricata fatta di controlli e di assurde domande come: avete audio o videocassette? Ad un tratto il chiasso si amplifica, una vetrata mi separa da un mare di gente ammassata. E` tra loro che si nasconde parte di me ed è lì che come un copione, tutte le estati con il cuore in gola, incrocerò il mio sguardo con quello di centinaia  di persone alla ricerca dei miei parenti, per poi salire sulla peycan bianca di mio nonno ed arrivare a casa in via Kamali. E` proprio tra le mura di quella casa, che come pezzi di un puzzle, quelle estati andranno a comporre parte della mia identità.</p>
<p><a href="http://www.yallaitalia.it/2013/04/la-cosmopolita-vi-presentiamo-una-nostra-nuova-yallista/">Mi chiamo Wanda</a> e sono nata a Bologna a metà degli anni 80 e sono un’emiliana doc, se non fosse per quello strano cognome difficile da pronunciare ma semplice da sbagliare a scrivere. “Mi chiamo Wanda il cognome glielo detto: M-o-s-h-f-e-g-h”… Perché è sempre con lo spelling che va a finire. Se fossi cresciuta in America, avrei vinto tutte le gare di spelling della scuola!</p>
<p>I<strong> miei genitori sono iraniani, in casa si parla un miscuglio tra il farsi e l’italiano. Per me questo è sempre stato naturale fin dalle prime parole, quando inventavo composizioni tra l’una e l’altra lingua come ad esempio “banos” che è l’incrocio tra “banana” e “mos”.</strong></p>
<p>E allora come faccio ad essere emiliana con quel cognome e i tratti un po’ mediorientali? Perché sono cresciuta qui, perché il mio alfabeto è composto da 21 lettere e il mio intercalare preferito e` “ Sócc&#8217;mel”, perché a  Natale ho sempre mangiato i tortellini, perché in camera dovevo ripetere le poesie di Leopardi e perché Cristina D’Avena ha incorniciato la mia infanzia. Ciononostante non sono cresciuta con Hansel e Gretel o Riccioli d’oro: papà, il mio cantastorie preferito le favole le inventava, mamma mi leggeva quasi sempre “khale suske”: “zia scarafaggio” .</p>
<p>E come per le favole, tutta la mia vita è stata caratterizzata dall’incontro di due mondi lontani che si sono intrecciati, come fili di diversi colori che vanno a comporre un unico tappeto. Così la lista della spesa è sempre stata scritta con scarabocchi che a scuola non mi insegnavano; mentre i miei amici passavano le vacanze in riviera adriatica, io le passavo sulle spiagge del <a href="http://www.yallaitalia.it/2012/07/il-mio-iran-perche-i-veri-terroristi-sono-i-media/">Mar Caspio</a>, a casa dei miei nonni c’era il “samovar” costantemente acceso, con l’acqua che bolliva per chiunque avesse voglia di un tè, mentre a casa delle mie amiche il fornello era sempre spento.</p>
<p>Con il tempo, con i viaggi, con la conoscenza, la consapevolezza, tutto diventa limpido come un cielo senza nuvole. E ciò che per alcuni pare bizzarro per me è quotidiano, indispensabile. E allora non mi sorprende più se papà parla il bolognese meglio di me o se mamma ascolta Battisti. Ed ecco che diventa pure normale ascoltare Battiato o De Andrè per le strade di Tehran dai suoi odori e colori peculiari. Normale è pure quel foulard che prima ti copre il capo e, quando atterri in Italia, scende a coprirti il collo.</p>
<p><strong>E dunque se il mio cantautore preferito è italiano, la mia fumettista preferita iraniana, il mio film preferito francese e se i miei credi si avvicinano a quelli indiani, io chi sono?</strong> Sono un patchwork, frutto della parte sana di una globalizzazione fatta di scambi culturali, dove i confini sono solo interruttori che accendono una o l’altra parte di me.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Islam e oriente, le voci dei reporter</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 14:15:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Yallabreak]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>

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		<description><![CDATA[Prosegue anche domani, venerdì 17 maggio, nella sala Quattro Stagioni di Palazzo Medici Riccardi (via Cavour 1), il Forum dei Giornalisti del Mediterraneo. A Firenze si sono riuniti giornalisti, blogger e analisti provenienti da Siria, Tunisia, Turchia, Egitto, Iraq e in generale dai Paesi dell&#8217;area Medio Oriente-Magreb, per portare racconti di prima mano su cosa succede nei loro paesi, le loro valutazioni sullo stato dei diritti umani e dei livelli &#8230;&#160;&#124; <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/islam-e-oriente-le-voci-dei-reporter/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue anche domani, venerdì 17 maggio, nella sala Quattro Stagioni di Palazzo Medici Riccardi (via Cavour 1), il <strong>Forum dei Giornalisti del Mediterraneo.</strong><br />
A Firenze si sono riuniti giornalisti, blogger e analisti provenienti da Siria, Tunisia, Turchia, Egitto, Iraq e in generale dai Paesi dell&#8217;area Medio Oriente-Magreb, per portare racconti di prima mano su cosa succede nei loro paesi, le loro valutazioni sullo stato dei diritti umani e dei livelli di democratizzazione dopo la fase delle cosiddette “primavere arabe”. L’evento ha il patrocinio e la collaborazione organizzativa della Provincia di Firenze.<br />
<strong>Ecco il programma per la giornata di domani, venerdì 17 maggio:</strong> </p>
<p>Ore 09.30 &#8211; Islam e Democrazia: quale modello ? &#8211; PARTE PRIMA<br />
Coordinatori: prof. Alberto Tonini e Janiki Cingoli (direttore CIPMO)<br />
Partecipano: i giornalisti e blogger provenienti da: Turchia, Iran, Iraq, Egitto, Tunisia, Siria, Palestina, Pietro Marcenaro (pres. Comitato Affari Politici e Democrazia del Consiglio d’Europa).</p>
<p>Ore 11.30 &#8211; ISLAM E DEMOCRAZIA: UNA MISSIONE POSSIBILE ? – PARTE SECONDA<br />
Gli studenti del Master del Mediterraneo interrogano gli ospiti stranieri.<br />
Coordinatori: prof. Alberto Tonini e Janiki Cingoli<br />
Partecipano: giornalisti e/o blogger (tutti i relatori invitati). </p>
<p>Ore 15.00 &#8211; ISLAM E DEMOCRAZIA: LA QUESTIONE FEMMINILE E I DIRITTI CIVILI – PARTE SECONDA<br />
Coordinatore: dr.ssa Leila El Houssi<br />
Partecipano: Lina Ben Mhenni (Tunisia), prof.ssa Setenay Nil Dogan (Turchia), Asseel Kamal (Iraq), dr.ssa Deborah Scolart (Università Tor Vergata Roma), dr.ssa Fatma Sayed (Egitto)</p>
<p>Ore 17.00 &#8211; ISLAM E DEMOCRAZIA: MISSIONE POSSIBILE? CONCLUSIONI<br />
Coordinatori: prof. Alberto Tonini e Stefano Marcelli.</p>
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		<title>Manuel Ferreira, il guerriero culturale</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 13:38:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sotto il lampione]]></category>
		<category><![CDATA[2g]]></category>
		<category><![CDATA[Alma Rosè]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini in transito]]></category>
		<category><![CDATA[Manuel Ferreira]]></category>

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		<description><![CDATA[Manuel Ferreira è un artista, uomo di teatro, attore, scrittore. E&#8217; un grande sostenitore della riforma della legge sulla cittadinanza. L&#8217;avevamo incontrato ( leggi qui intervista Manuel Ferreira:il regista con due passaporti vuole portare in scena le 2G durante i preparativi del suo spettacolo &#8220;Cittadini in transito&#8221;. Oggi ve lo presentiamo in video. E settimana prossima manderemo on line una sua performance. Il 2 e il 22 giugno Manuel porta &#8230;&#160;&#124; <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/manuel-ferreira-il-guerriero-culturale/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Manuel Ferreira è un artista, uomo di teatro, attore, scrittore. E&#8217; un grande sostenitore della riforma della legge sulla cittadinanza.<br />
L&#8217;avevamo incontrato ( leggi qui intervista <a href="http://www.yallaitalia.it/2012/02/manuel-ferreirail-regista-con-due-passaporti-vuole-portare-in-scena-le-2g/">Manuel Ferreira:il regista con due passaporti vuole portare in scena le 2G</a> durante i preparativi del suo spettacolo &#8220;<strong>Cittadini in transito&#8221;</strong>.<br />
Oggi ve lo presentiamo in video. E settimana prossima manderemo on line una sua performance.</p>
<p><iframe width="380" height="214" src="http://www.youtube.com/embed/Be1Unk10q9M" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il 2 e il 22 giugno Manuel porta il suo spettacolo a Milano. Consulta il sito della compagnia <a href="http://www.almarose.it/site/">Alma Rosè</a> per orari e location.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Idee per il weekend? Vedere la mostra &#8220;Il popolo vuole&#8221; di Ali Hassoun</title>
		<link>http://www.yallaitalia.it/2013/05/idee-per-il-weekend-vedere-la-mostra-il-popolo-vuole-di-ali-hassoun/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 12:44:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Yallabreak]]></category>
		<category><![CDATA[ali hassoun]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Il popolo vuole&#8221; la mostra del pittore Ali Hassoun di cui abbiamo parlato in questo articolo, è stata inaugurata questo mercoledi. Qui sotto il video dell&#8217;evento con una carrellata di alcune opere di Ali Hassoun. Sede: Museo Piaggio Indirizzo: Viale Rinaldo Piaggio, 7 – Pontedera (PI) Periodo espositivo: 11 maggio – 22 giugno 2013 Orario: dal martedì al venerdì 10.00-18.00; sabato 10.00-13.00/14.00-18.00. Aperto la seconda domenica del mese. Ingresso gratuito]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il popolo vuole&#8221; la mostra del pittore <a href="http://www.alihassoun.it/">Ali Hassoun</a> di cui abbiamo parlato in <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/04/ali-hassoun-il-popolo-vuole-una-mostra-del-pittore-italo-libanese/">questo articolo</a>, è stata inaugurata questo mercoledi.<br />
Qui sotto il video dell&#8217;evento con una carrellata di alcune opere di Ali Hassoun. </p>
<p><iframe width="380" height="214" src="http://www.youtube.com/embed/WXqSX2dDzvk" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Sede: Museo Piaggio<br />
Indirizzo: Viale Rinaldo Piaggio, 7 – Pontedera (PI)<br />
Periodo espositivo: 11 maggio – 22 giugno 2013<br />
Orario: dal martedì al venerdì 10.00-18.00; sabato 10.00-13.00/14.00-18.00.<br />
Aperto la seconda domenica del mese.<br />
Ingresso gratuito</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sesso e religione: cosa si nasconde sotto il velo dell&#8217;Islam?</title>
		<link>http://www.yallaitalia.it/2013/05/sesso-e-religione-cosa-si-nasconde-sotto-il-velo-dellislam/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 12:43:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zeina Ayache</dc:creator>
				<category><![CDATA[S-veliamoci]]></category>
		<category><![CDATA[grazia]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>

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		<description><![CDATA[Sesso e religione sono due temi che spesso vanno di pari passo! Questa settimana a parlarcene sono alcune ragazze che, attraverso la rivista GRAZIA, raccontano cosa si celi sotto il velo dell&#8217;Islam&#8230; Tra le protagoniste dello speciale c&#8217;è anche la nostra Ebla, che qui sotto potete vedere in alcuni bellissimi scatti.   &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sesso e religione sono due temi che spesso vanno di pari passo!</p>
<p>Questa settimana a parlarcene sono alcune ragazze che, attraverso la rivista <strong>GRAZIA</strong>, raccontano cosa si celi sotto il velo dell&#8217;Islam&#8230;</p>
<p>Tra le protagoniste dello speciale c&#8217;è anche la nostra <a href="http://www.yallaitalia.it/author/ebla/">Ebla</a>, che qui sotto potete vedere in alcuni bellissimi scatti.</p>
<p><a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/sesso-e-religione-cosa-si-nasconde-sotto-il-velo-dellislam/byt8b66rhrfce26su01pjr0f/" rel="attachment wp-att-20543"><img class="aligncenter size-medium wp-image-20543" alt="ByT8b66rHrFCE26SU01PJr0F" src="http://www.yallaitalia.it/wp-content/uploads/2013/05/ByT8b66rHrFCE26SU01PJr0F-153x235.jpg" width="153" height="235" /></a> <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/sesso-e-religione-cosa-si-nasconde-sotto-il-velo-dellislam/h2uc2xerycnb0r3d2a6k6bmt/" rel="attachment wp-att-20544"><img class="aligncenter size-medium wp-image-20544" alt="h2UC2XeRYCNB0R3D2A6K6BMT" src="http://www.yallaitalia.it/wp-content/uploads/2013/05/h2UC2XeRYCNB0R3D2A6K6BMT-270x182.jpg" width="270" height="182" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Blogger e reporter arabi a Firenze per il Forum Internazionale dei Giornalisti del Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 09:57:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Yallabreak]]></category>
		<category><![CDATA[blogger]]></category>
		<category><![CDATA[firenze]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>

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		<description><![CDATA[Inizia oggi a Firenze nella sala Quattro Stagioni di Palazzo Medici Riccardi, il Forum Giornalisti del Mediterraneo (via Cavour 1). Si incontreranno a Firenze giornalisti, blogger, analisti provenienti da Siria, Tunisia, Turchia, Egitto, Iraq e in generale dai Paesi dell&#8217;area Medio Oriente-Magreb, per portare racconti di prima mano su cosa succede nei loro paesi, le loro valutazioni sullo stato dei diritti umani e dei livelli di democratizzazione dopo la fase &#8230;&#160;&#124; <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/blogger-e-reporter-arabi-a-firenze-per-il-forum-internazionale-dei-giornalisti-del-mediterraneo/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Inizia oggi a Firenze nella sala Quattro Stagioni di Palazzo Medici Riccardi, il Forum Giornalisti del Mediterraneo (via Cavour 1).<br />
Si incontreranno a Firenze giornalisti, blogger, analisti provenienti da Siria, Tunisia, Turchia, Egitto, Iraq e in generale dai Paesi dell&#8217;area Medio Oriente-Magreb, per portare racconti di prima mano su cosa succede nei loro paesi, le loro valutazioni sullo stato dei diritti umani e dei livelli di democratizzazione dopo la fase delle cosiddette “primavere arabe”. L’evento ha il patrocinio e la collaborazione organizzativa della Provincia di Firenze. </p>
<p>Il Forum dei Giornalisti del Mediterraneo nasce dalla partecipazione di Information Safety Freedom al bando regionale per le attività di cittadinanza globale con la partnership di Ordine dei Giornalisti, Associazione Stampa Toscana, Giunta Regionale, <strong>Master in Studi mediterranei dell&#8217;Università di Firenze</strong>, Forum per i problemi della pace e della guerra. </p>
<p>Scarica il <a href="http://www.yallaitalia.it/wp-content/uploads/2013/05/programma.pdf">programma</a></p>
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		<title>Guarda il mini-docu ITALEÑAS e sostieni la campagna &#8220;Insieme per lus Soli&#8221;</title>
		<link>http://www.yallaitalia.it/2013/05/guarda-il-mini-docu-italen%cc%83as-e-sostieni-la-campagna-insieme-per-lus-soli/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 09:03:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Yallabreak]]></category>
		<category><![CDATA[Insieme per lo Ius Soli]]></category>
		<category><![CDATA[Italeñas]]></category>
		<category><![CDATA[Zalab]]></category>

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		<description><![CDATA[Zalab lancia “ITALENAS”, il nuovo documentario della serie “Schegge di Za” sul tema dei diritti di cittadinanza. Il video è pubblicato in contemporanea su siti, blog e social network da tutte le realtà della società civile che hanno aderito all’iniziativa “INSIEME PER LO IUS SOLI”. Nei giorni in cui le forze xenofobe della politica italiana, Lega Nord e Forza Nuova in primis, riaccendono i fuochi dell’odio e della paura per &#8230;&#160;&#124; <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/guarda-il-mini-docu-italen%cc%83as-e-sostieni-la-campagna-insieme-per-lus-soli/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.zalab.org/">Zalab </a>lancia “ITALENAS”, il nuovo documentario della serie “Schegge di Za” sul tema dei diritti di cittadinanza. Il video è pubblicato in contemporanea su siti, blog e social network da tutte le realtà della società civile che hanno aderito all’iniziativa “<a href="http://www.zalab.org/progetti-it/48">INSIEME PER LO IUS SOLI</a>”.</p>
<p>Nei giorni in cui le forze xenofobe della politica italiana, Lega Nord e Forza Nuova in primis, riaccendono i fuochi dell’odio e della paura per arginare e denigrare la proposta di riforma del diritto di cittadinanza del Ministro Kyenge, ZaLab diffonde <strong>Italeñas</strong> un mini‐doc che puoi vederei <a href="a href="http://vimeo.com/65749550">qui</a>, sulle ingiustizie subite da cittadini di origine straniera nati in Italia o da anni residenti nel paese. </p>
<p>Nel farlo ZaLab lancia “<strong>Insieme per lo Ius Soli</strong> “ un appello alla società civile e alle associazioni per arginare e denunciare le campagne di odio che la Lega e i suoi alleati si preparano a far crescere nel Paese.</p>
<p>Italeñas unisce le storie di Melina e Domenica. Melina è una ragazza diciannovenne nata in Italia cui è stata rifiutata la cittadinanza perché è stata in Ecuador (il paese di origine dei suoi genitori) per meno di un anno quando ne aveva quattro. Melina e suo padre Omero hanno contattato Domenica, una giornalista peruviana che vive in Italia e si occupa di tematiche legate all&#8217;immigrazione. In una trasmissione radiofonica Domenica racconta la storia di Melina e parla dell&#8217;iniquità della legge italiana sulla cittadinanza. Un’ingiustizia parallela a quella che anche Domenica subisce: giornalista in Italia da 22 anni, non può diventare direttrice di una testata perchè cittadina straniera.</p>
<p>Nel 2011 il 15% dei nati in Italia sono figli dei genitori stranieri. Secondo dati ISTAT questi “nuovi italiani” sono circa 600 mila. Insieme a loro dobbiamo far sentire la nostra voce e chiedere senza esitazioni una nuova legge sulla cittadinanza.</p>
<p>E’ il momento di unire gli sforzi di tutti coloro che si impegnano a diverso titolo in questa battaglia. È possibile aderire all’iniziativa, diffondendo il video di Italeñas sulla rete, e utilizzando il semplice claim comune INSIEME PER LO IUS SOLI (hashtag #proiussoli).</p>
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		<title>La guerra civile siriana raccontata attraverso le opere di due artisti</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 07:55:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Yallabreak]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[pittori]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>

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		<description><![CDATA[I siriani raccontano che all’origine della loro protesta c’è un disegno. Due bambini avevano imbrattato un muro di Dara’a, una cittadina a sud della Siria. Quando sono stati scoperti, la polizia li ha portati in commissariato, ma una parte della popolazione si è ribellata. Da quel momento è iniziata la rivolta siriana&#8230;continua qui.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I siriani raccontano che all’origine della loro protesta c’è un disegno. Due bambini avevano imbrattato un muro di Dara’a, una cittadina a sud della Siria. Quando sono stati scoperti, la polizia li ha portati in commissariato, ma una parte della popolazione si è ribellata. Da quel momento è iniziata la rivolta siriana&#8230;<a href="http://www.thepostinternazionale.it/mondo/siria/la-rivolta-degli-artisti">continua qui</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Clandestini. Catastrofisti e buonisti, diamoci una calmata</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 04:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cécile Kyenge]]></category>
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		<description><![CDATA[Ius soli; clandestinità; rispetto delle regole; criminalità. In questi giorni febbrili, e non certo esclusivamente a causa delle destre più estreme (di tanti “amici della causa” che fan affermazioni imbecilli di segno uguale e contrario a quello dei razzisti più beceri se ne potrebbe tranquillamente fare a meno) questi concetti sono andati mischiandosi come il lime e l’avocado nel guacamole, ma con effetti ben diversi. Personalmente mi infastidiscono e non &#8230;&#160;&#124; <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/clandestini-catastrofisti-e-buonisti-diamoci-una-calmata/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ius soli; clandestinità; rispetto delle regole; criminalità. In questi giorni febbrili, e non certo esclusivamente a causa delle destre più estreme (di tanti “amici della causa” che fan affermazioni imbecilli di segno uguale e contrario a quello dei razzisti più beceri se ne potrebbe tranquillamente fare a meno) questi concetti sono andati mischiandosi come il lime e l’avocado nel guacamole, ma con effetti ben diversi.</p>
<p>Personalmente mi infastidiscono e non poco i ragionamenti non argomentati, le frasi apodittiche e la retorica scadente, per cui in questi ultimi giorni sto avendo -ogni volta che apro un giornale o leggo un blog-  dei travasi di bile, che però han avuto almeno il piccolo vantaggio di costringermi a riflettere e a mettere in discussione tutto. Rifarmi le domande che mi son fatto altre volte, confrontarle con la realtà che vivo e con quella della cronaca, coi numeri e coi dati, e ridarmi delle risposte. A volte non sono mutate, altre lo sono.</p>
<p><strong>Partiamo dallo <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/kyenge-frena-sullo-ius-soli-puro/">ius soli</a></strong>. Il termine non mi piace, è fuorviante; ma il succo è: nonostante tutto sono ancora convinto che i ragazzi che nascono in Italia, studiano in Italia, debbano avere la cittadinanza italiana? Si, ne sono convinto. P<br />
oi ritengo che ciò debba accadere in automatico al termine del ciclo scolastico se i bambini non sono nati qui, quando cioè  a 16 anni vi è la possibilità di lavorare, poiché solo in quel momento si manifesterebbe la sperequazione che tanto ci sta a cuore, mentre credo che se nascano da genitori di cui almeno uno da 5 anni regolarmente nel paese (escludendo chiaramente eventuali periodi di irregolarità) debbano essere italiani dalla nascita. </p>
<p>In questi giorni si è parlato tantissimo di immigrazione e criminalità (e non nascondiamoci dietro a un dito, se ne parla perché i numeri sono atroci, far finta di nulla è stupido oltre che squallido) e qualcuno, peraltro non pochissimi, li ha messi in relazione con la riforma della cittadinanza. Ora, chiunque lo capisce da solo che è una scemenza, dato che attribuire a un ragazzino o a una ragazzina che fa il liceo e che è sempre vissuto qui la cittadinanza in tempi decenti non ha proprio nulla a che vedere con la criminalità e i tremendi fatti di cronaca sempre più alla ribalta.<br />
Queste ragazzine e questi ragazzini sono semmai le vittime, non certo gli esecutori dei crimini, al pari di tutti i loro coetanei. Speculare su questo è squallido. Si possono avere, anche comprensibilmente, idee del tutto avverse alla modifica della legge sulla cittadinanza, ma usare queste argomentazioni significa non averne altre di più solide e corrette, e questo sotto un certo aspetto, non è certo un male: significa che chi sostiene la necessità di modifiche sostanziali sia nel giusto, vista la qualità delle campagne avverse, non ultima quella di una formazione politica di estrema destra che con “garbo ed eleganza” pone un sillogismo tanto ad effetto nella forma quanto fallace a un esame attento, degno di Anselmo di Laon: “l’immigrazione uccide”.</p>
<p><strong>Clandestinità</strong>. Boh, alcuni dicono che sia una genialata averlo <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/salvini-da-lezioni-da-delirio-sulla-clandestinita-e-poi-crede-che-esiste-la-padania/">come reato</a>; altri, basandosi sui numeri, che quando un reato (nello specifico la norma prevista nell’art 10bis del famoso “pacchetto sicurezza” del 2009) che potenzialmente doveva applicarsi a 500 mila persone, peraltro in condizioni diversissime l’una dall’altra e con profili costituzionali tutti da chiarire, abbia prodotto 12 condanne in 18 mesi beh ragazzi, il volerlo sopprimere è solo mero buon senso, tanto risulta inutile nella prevenzione dei crimini e in Italia tutto serve tranne che una norma in più. </p>
<p>Questo chiaramente non significa un “tana libera tutti”. Significa solo che quella fattispecie di reato non funziona per risolvere i giganteschi problemi anche legati all’ambito criminale e alla certezza della pena connessi ai flussi migratori, con numeri di cui più volte si è parlato anche qui. Numeri enormi, multipli di molte volte -per i reati più gravi- di quelli relativi alla popolazione con cittadinanza italiana (indipendentemente dalle origini).<br />
Quindi, anche in questo caso, far barricate sull’abolizione della clandestinità è sbagliato. Semmai bisogna rivedere le norme sulle espulsioni e mettere immediatamente chiunque compia reati, nelle condizioni di non nuocere. Si può fare tranquillamente, basta prevedere delle misure alternative al carcere ma con restrizioni per coloro gravemente indiziati di reati, mentre chiunque colto in flagranza di reato deve essere posto in carcere o in struttura alternativa in attesa dell’espulsione.</p>
<p>Inoltre, se una persona è espulsa dopo aver compiuto un reato, e rimane o torna in Italia, basterebbe prevedere una pena pesante per non ottemperanza dell’ordine di espulsione e il cumulo delle pene residue, senza possibilità di accesso alle misure alternative. </p>
<p>In un paese serio si discuterebbe di questo. Qui invece stiamo ancora a discutere come opposte tifoserie degli “immigrati che ci stuprano le figlie” (e nel mentre italiani e stranieri autori del reato son a piede libero in attesa dell’appello e spesso recidivi) o nel campo avverso “degli italiani che delinquono e sfruttano gli stranieri” (e grazie a Grazia, Graziella e pure alla terza Grazia innominabile in un blog: se siamo in Italia col 96% della popolazione con passaporto italiano, i reati dal punto di vista quantitativo chi vogliamo li compiano, i marziani? Poi gli sfruttati sono tutti coloro che lo sono, non è etnico visto che mica tutti gli sfruttatori sono italiani e non pare che tutti gli italiani siano ricchi sfruttatori, chiedere a Istat e Caritas per conferme su quanto sia estesa la povertà e lo sfruttamento tra i connazionali…). </p>
<p>Però reprimere queste devianze si può fare abolendo la clandestinità? Si che si può fare, e meglio pure, dato che si libererebbero circa ¼ dei posti nelle carceri. Se poi iniziassimo anche a ragionare sulla depenalizzazione degli stupefacenti leggeri  o sulla riduzione del carcere per reati non contro le persone e di non particolare allarme sociale, potremo riuscire a punire meglio i reati che invece spaventano e van puniti, ma questo ci porterebbe troppo oltre nel discorso.</p>
<p><strong>Rispetto delle regole</strong>. Le regole si rispettano, non si aggirano, non si interpretano (almeno di non essere giudici, ovviamente). E per far rispettare le regole abbiamo il decreto flussi, la “Bossi-Fini”, legge geniale che il mondo ci invidia. Infatti è stata proprio una genialata: per i furbi e i criminali, mentre per l’economia e molti lavoratori è stata come l’olio santo per il morente. Infatti, legare il permesso di soggiorno a quello di lavoro ha come unico effetto di creare dumping sociale a danno dei cittadini (di qualunque fede, pelle o idea politica, si mangia tutti e tutti si usa le scarpe per camminare), visto che una persona ricattata come può essere un migrante accetterà qualsiasi lavoro e condizione contrattuale pur di aver il rinnovo (quando va bene, per le lavoratrici domestiche a volte il prezzo è ben più salato e anche su questi fenomeni si indaga veramente poco).<br />
In questo modo ci continuiamo a trovare concorrenza sleale, cattivo lavoro che porta cattivo lavoro, tensione sociale e poi i soliti che ci marciano, i “professionisti che campano sulla sfiga”, che ci inondano di stupidaggini sul bisogno di nuove braccia. No amici, in Italia c’è bisogno di lavoro, e decente (quanto a emolumenti, ogni lavoro è decente quanto  a dignità), per dar dignità a tutti, e questo fenomeno è sentito dalle 2g come dalle 1 g dalle 3 g o dai 9g e ½, e per evitare di aver lavoro scadente soprattutto nelle fasce meno qualificate e nei servizi alla persona l’unico modo è cancellare la bossi-fini su questo punto, e rilasciare permessi di lavoro a chiunque voglia venire in Italia e si possa auto-mantenere (basta fare come in altri stati: un deposito bancario cauzionale), magari permessi di 6 mesi o 1 anno per cercarlo il lavoro.<br />
Se non lo trova se ne torna a casa; se delinque finisce dentro (senza falsi buonismi e rendendo agevoli e a prova di bomba le regole) e poi a casa;  ma per carità cancelliamo quest’obbrobrio che sta solo fomentando le illegalità.</p>
<p><strong>Criminalità e convivenza civile</strong>. Punto dolente, non giriamoci attorno. Vi è troppo spesso la tentazione di circoscrivere non solo gli episodi criminali, ma anche il retroterra culturale che li genera, sottacendo le implicazioni del confronto tra culture e valori profondamente diversi, non di rado opposti, e la colpa dei “passionari dell’accoglienza a prescindere” è spesso quella di usare termini quali razzismo, xenofobia a sproposito (anche un buthanese può essere razzista, e non me ne vogliano i buthanesi) come paravento e scorciatoia per non affrontare le problematiche serie sollevate dagli interlocutori. Quindi cercherò di essere adamantino.</p>
<p>Noi tutti vogliamo una nuova Italia, che sia più libera e plurale e questo significa tolleranza zero per chi ha idee e comportamenti che vogliano ridurre le libertà degli altri, nessuna giustificazione culturale per chi compie reati, una massiccia campagna di acculturazione su usi costumi leggi e quant’altro per chi intenda trasferirsi in Italia, assieme a corsi di lingua e cultura (è impensabile stare in un paese senza parlarne la lingua) senza le solite  e facili -quanto fuorvianti- contumelie sul fatto che i razzisti italiani non han cultura o che in Italia non si leggono i giornali quindi perché chiedere cultura agli immigrati.<br />
 L’ambiente con le sue regole pervade chi ci nasce e vive anche senza leggere tutta la Treccani, mentre se  si arriva da una nazione con usi costumi e livello di vita completamente differenti è necessario e doveroso prevedere delle forme di accompagnamento all’inserimento.</p>
<p>Bene, e con questa credo di essermi attirato le ire di tutti, da una parte e dall’altra, ma non me ne curo moltissimo, dato che mi sta ben più a cuore cercare di stimolare, con chi vuole, un dibattito sul contenuto dei temi in questione, piuttosto che non urtare la sensibilità degli altri.<br />
Salvatore</p>
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		<title>Non tutti i brasiliani sanno giocare a calcio</title>
		<link>http://www.yallaitalia.it/2013/05/non-tutti-i-brasiliani-sanno-giocare-a-calcio/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 12:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco De Vidi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nasco a Treviso ventisette anni fa. Papà cresciuto nella campagna veneta, poi al lavoro in Brasile. Lì conosce mamma, figlia della terra meticcia per definizione: nelle vene sangue portoghese, indio, africano – è questo essere brasiliani. Tornano in Italia, arrivo io e due sorelline. Da mamma prendo gli occhi neri e l’ottimismo, nonostante tutto; da papà eredito la tenacia silenziosa e la coscienza di avere radici ben piantate nella terra. &#8230;&#160;&#124; <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/non-tutti-i-brasiliani-sanno-giocare-a-calcio/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nasco a Treviso ventisette anni fa. Papà cresciuto nella campagna veneta, poi al lavoro in <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/03/benzema-non-canta-linno-va-bene-cosi/">Brasile</a>. Lì conosce mamma, figlia della terra meticcia per definizione: nelle vene sangue portoghese, indio, africano – è questo essere brasiliani. Tornano in Italia, arrivo io e due sorelline. Da mamma prendo gli occhi neri e l’ottimismo, nonostante tutto; da papà eredito la tenacia silenziosa e la coscienza di avere radici ben piantate nella terra.</p>
<p><strong>Bambino sveglio e rompipalle, non smetto di fare domande agli altri e a me stesso.</strong></p>
<p>Mi abituo a guardare sempre oltre l’orizzonte delle campagne padane, ascoltando costantemente i suoni dolci del portoghese oltre all’italiano e al dialetto di amici e zii. Imparo così l’amore per la complessità, per le differenze, mi appassiono alle diversità. Comprendo che i libri, la musica e tutto quello che è cultura sono il modo migliore per esprimere la ricchezza di un mondo sempre in evoluzione.</p>
<p><strong>Comincio a scrivere, mi laureo in filosofia, non smetto di leggere da almeno vent’anni.</strong></p>
<p>Non ho mai giocato bene a <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/03/calcio-e-religione-squadra-di-bambini-musulmani-sfida-quella-di-ebrei/">calcio</a>, nonostante le obiezioni degli amici: “<strong>Ma tutti i brasiliani sono forti a pallone!</strong>”, “<strong>Pensavo foste tutti nipotini di Pelé ma tu mi smentisci alla grande</strong>”. Ci ho provato eh, da bambino. In una stagione, a 8 anni, segnano tutti almeno un gol in campionato, tranne io. Rinuncio dunque alle velleità sportive, confortato anche dal fatto che fin da piccino i miei riccioli sudamericani hanno sempre attratto le ragazzine. <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/01/egitto-il-calcio-femminile-al-contrattacco/">L’esotismo paga</a>.</p>
<p>Sentirsi dentro tante identità diverse porta a galla il bisogno di spostarsi, di cercare luoghi sempre nuovi in cui rifugiarsi. Forse esiste un qualche posto in cui sentirsi, finalmente, davvero a casa.</p>
<p>Nel frattempo continuo a viaggiare, a conoscere città e continenti. Incontrare persone e culture nuove serve a non sentirsi straniero. I confini si allargano, la mia vera casa assomiglia sempre più al mondo intero. La voglia di trattarla al meglio, questa casa, mi fa avvicinare all’ambientalismo.</p>
<p>L’idea, poi, che ci sia sempre qualcosa che non funzioni, e che qualcuno ne soffra, mi fa interessare ai conflitti, alle ingiustizie, alle vittime dell’egoismo dei pochi, ottuso e superficiale. Più ci si muove, più si scoprono cose da fare.</p>
<p>Mi convinco che tante ingiustizie siano causate da una mentalità chiusa e insensibile agli altri. Comprendo che una delle poche cose che saprei fare, per <i>riparare</i> questo mondo dove non funziona, è scrivere. Voglio diventare un giornalista, raccontare, denunciare, mostrare ciò che non si vede.</p>
<p><strong> Ecco che tutti i pezzi del puzzle acquistano coerenza: il bambino rompipalle, la voglia di viaggiare, la curiosità verso chi è diverso da me.</strong></p>
<p>Non esser diventato un calciatore famoso alla fine ha avuto i suoi lati positivi. Ho avuto modo di scoprire la mia vera strada, di dare un senso alle cose. Non smetto di chiedermi da dove vengo, per capire in che direzione andare. E’ lì, la casa che un giorno troverò.</p>
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		<title>Libano: donne all&#8217;attacco per i loro diritti</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 09:08:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[libano]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[In Libano le donne vogliono di più! Combattono così per i loro diritti e chiedono il 30% di quota rosa in Parlamento. A spingere verso questa direzione è il movimento &#8220;Donne in Parlamento 2013&#8243; che proprio in questi giorni sta manifestando in vista delle prossime elezioni. Per saperne di più, cliccate QUI.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In Libano le donne vogliono di più!</p>
<p>Combattono così per i loro diritti e chiedono il 30% di quota rosa in Parlamento.</p>
<p>A spingere verso questa direzione è il movimento &#8220;Donne in Parlamento 2013&#8243; che proprio in questi giorni sta manifestando in vista delle prossime elezioni.</p>
<p>Per saperne di più, cliccate <a href="http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/rubriche/politica/2013/05/14/Libano-movimento-donne-chiede-30-Parlamento-governo_8704590.html">QUI</a>.</p>
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		<title>Ius Soli: a Savona si discute sulla legge per la cittadinanza</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 08:57:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[ius soli]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni non si fa altro che parlare di Ius Soli. Così accade che molte città italiane si siano messe a fare i conti con i &#8216;loro stranieri&#8217; per capire quale sia la situazione attuale. Il dibattito sulla cittadinanza è protagonista anche a Savona. Per saperne di più, seguite QUESTO link.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni non si fa altro che parlare di Ius Soli.</p>
<p>Così accade che molte città italiane si siano messe a fare i conti con i &#8216;loro stranieri&#8217; per capire quale sia la situazione attuale.</p>
<p>Il dibattito sulla cittadinanza è protagonista anche a Savona.</p>
<p>Per saperne di più, seguite <a href="http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2013/05/15/AP8LiNXF-sognano_italiani_bambini.shtml">QUESTO</a> link.</p>
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		<title>Kairos, ovvero immigrazione e sliding doors: il video racconto di Babel</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 08:44:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[babel tv]]></category>
		<category><![CDATA[documentario]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi presentiamo &#8216;Kairos &#8211; l&#8217;attimo presente&#8217; il documentario realizzato dalla collaborazione tra Babel TV e Appiam &#8217;13. Attraverso la pellicola Davide Musicco ripercorre in parallelo la storia di immigrazione di due persone con esiti opposti. Da un lato c&#8217;è chi riesce ad integrasi in Italia trovando lavoro e facendosi una famiglia, dall&#8217;altra chi non ha avuto le capacità o la &#8220;fortuna&#8221; di farcela. La voce narrante è di Pamela Villoresi. La &#8230;&#160;&#124; <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/immigrazione-il-video-racconto-di-babel/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Vi presentiamo &#8216;Kairos &#8211; l&#8217;attimo presente&#8217; il documentario realizzato dalla collaborazione tra Babel TV e Appiam &#8217;13.</p>
<p>Attraverso la pellicola <strong>Davide Musicco</strong> ripercorre in parallelo la storia di immigrazione di due persone con esiti opposti. Da un lato c&#8217;è chi riesce ad integrasi in Italia trovando lavoro e facendosi una famiglia, dall&#8217;altra chi non ha avuto le capacità o la &#8220;fortuna&#8221; di farcela.</p>
<p>La voce narrante è di <strong>Pamela Villoresi</strong>.</p>
<p>La presentazione della conferenza stampa sarà Venerdì 17 maggio 2013 ore 10:30<br />
c/o la Sala Conferenze EX CARTIERA LATINA &#8211; Via Appia Antica, 42 &#8211; Roma<br />
Il parcheggio per le auto e i ciclomotori è in Via Appia Antica, 50.</p>
<p>A fine conferenza seguirà un light lunch a buffet.</p>
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		<title>Danza del ventre: quando le tue radici arabe sono nascoste tra i sette veli</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 05:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rania Ibrahim</dc:creator>
				<category><![CDATA[S-veliamoci]]></category>
		<category><![CDATA[danza del ventre]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[dimagrire]]></category>
		<category><![CDATA[prova costume]]></category>

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		<description><![CDATA[Se c’è una cosa che mi irrita particolarmente in estate, oltre all&#8217;afa di Milano e  alle odiose zanzare torturatrici, è il bla bla bla che ruota attorno al “problema dei problemi”, penserete tutti: l’inflazione, il precariato o peggio ancora l&#8217;Imu?…niente di tutto questo. Mi riferisco alla prova costume. I media iniziano già dopo Pasqua quando ancora il sapore della colomba e del cioccolato sono lì che circolano ancora nei nostri &#8230;&#160;&#124; <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/danza-del-ventre-quando-le-tue-radici-arabe-sono-nascoste-tra-i-sette-veli/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Se c’è una cosa che mi irrita particolarmente in estate, oltre all&#8217;afa di Milano e  alle odiose zanzare torturatrici, è il bla bla bla che ruota attorno al “problema dei problemi”, penserete tutti: l’inflazione, il precariato o peggio ancora l&#8217;Imu?…niente di tutto questo.</p>
<p><strong>Mi riferisco alla prova costume.</strong></p>
<p>I media iniziano già dopo Pasqua quando ancora il sapore della colomba e del cioccolato sono lì che circolano ancora nei nostri trigliceridi, a farci sentire in colpa, rimarcando il fatto che siamo stati troppo pigri, <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/01/a-belli-anvedi-lamatriciana-halal/">abbiamo esagerato con i piatti</a> e naturalmente non ci siamo iscritti come avevano suggerito l’anno prima in palestra. Nulla di grave, in un batter d’occhio ti ricoprono di diete-lampo, da anni approvate controproducenti, e alla fine per ripulirsi la coscienza ti rincuorano dicendoti che anche Valeria Marini o la vippetta di turno è stata invasa dalla perfida cellulite.</p>
<p><strong>Insomma la ciccia se vede, se sente, se tocca&#8230;ergo c’era, c&#8217;è e ci sarà.</strong></p>
<p>I telegiornali dopo essersi “seriamente” occupati a Capodanno dell’eterna e cruenta lotta all’ultima goccia tra il ruspante e nostrano spumante e lo sciccoso e schizzinoso champagne, ecco che dopo Pasqua rispolvera il suo evergreen post-ponte del primo maggio: <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/04/yalla-in-cucina-la-ricetta-di-oggi-e-il-fattoush/">la dieta</a>.</p>
<p>Come perdere i chili in eccesso in vista della sempre in auge prova costume, nel mio caso si opta date le mie forme ed un po&#8217; di pudore e rispetto per la vista di chi mi sta nei paraggi, per un più casto e rigoroso caftano. Grazie al cielo, bisogna dire che i canoni di bellezza cambiano da cultura a cultura. Mia nonna mi ricordo che ogni volta che mi rivedeva in estate, esclamava sempre:&#8221;<em><strong>Oddio come sei deperita, eppure dicono che in Italia si mangia bene, come sei magra! Ma tua madre non ti da da mangiare, eh beh, non avete mica le galline buone e ruspanti come le nostre, fanno un brodo che è tutta salute, bello grasso!</strong>&#8220;</em></p>
<p>Fatto sta, non si può negare che il tarlo della cellulite sia una questione universale, trasversale, non conosce religioni, etnie, usi e costumi, si…forse un po’, qualche anno fa nei paesi arabi le donne un po’ in carne erano molto apprezzate, ma non c’era ancora internet, e si sa..occhio non vede, cuore non duole.</p>
<p>Anche i gusti degli uomini arabi con l’avvento della tecnologia e il web, pensiamo ai canali satellitari, ai canali hot molto visitati dai cugini della mezza luna, alle pubblicità che anche nei paesi arabi utilizzano la solita modella in questo caso morbidamente fasciata nella sua taglia 44 hanno cambiato l’immaginario e l’immagine della donna stessa.</p>
<p><strong>Morale, anche a Il Cairo o a Rabat come a Milano, boom di palestre piene di donne anche velate, alle prese con addominali e streching. </strong></p>
<p><strong>Che dire, anche gli arabi si sono convertiti al fascino delle donne  &#8220;asse da stiro&#8221;.</strong></p>
<p>Ma un bel chissenefrega noi donne di tutto il mondo, quando lo urleremo ai quattro venti?</p>
<p>Nel frattempo che si risvegli lo spirito di Braveheart che aleggia dentro di me da qualche parte, come ogni donna, mi imbatto nelle solite menate. Ecco che, se fino a qualche giorno fa con le amiche si  parlava dei canditi, dell’uva sultanina da lasciare un pochino  in amollo, della macchia di sugo che non si smacchia mannaggia a lei, tutte, e dico tutte, bianche, nere, italiane, 2g o extracomunitarie, fuori da scuola, negli uffici, al supermercato con la cassiera, parlano di diete…</p>
<p>Dukan, a zona, quella del minestrone, della banana, del limone, e pur sapendo che sono un danno reale per il nostro organismo, una gigantesca cazzata, siamo li pronte a dare tutto per una giusta causa apparente e a fare come i bambini con le figurine, ce lo manca… Tutto questo per tentare di eliminare lei, la maledetta: la cellulite.</p>
<p>Sicchè, una mia cara amica fashion-victim seriale, assidua frequentatrice di palestre e spa, inizia a parlarmi in una lingua completamente sconosciuta. Non credevo fosse così preparata, a malapena sa spiaccicare due parole d’inglese, eppure mi stupì con il suo repertorio: Zumba, Pilates, Spinning, gag, total tonic-body, acquagym, Fit kombat, idrobike, water running, hydrostep, ecc…</p>
<p>Cristina fermati! Tutte queste non fanno per me. Non voglio sudare, sono pigra, tornare a casa a pezzi, non voglio soffrire, non ne vale la pena. La sera devo cucinare, lavorare e badare ad una ciurma di bambini urlanti.</p>
<p>Ed ecco che la furba, per non usare altri termini, esordisce con un: &#8220;<strong>Ho trovato il corso che fa per te, la sensuale ed esotica danza del ventre, dimagrisci con sensualità, nei punti giusti, e poi vuoi mettere, ritroverai le tue radici</strong>&#8220;.</p>
<p><strong>Ah caspiterina,  Cris, non ci avevo mai pensato -  esclamai!</strong></p>
<p>Ma perché, le avevo perse? Non me ne ero accorta, comunque ecco dove erano finite le mie radici arabe, tra i sette veli, tra il frusci frusci dei fronzoli luccicanti, e io che credevo di avere delle fette di salame rigorosamente halal sugli occhi che mi impedivano di trovarle.</p>
<p>Niente, nisba, neanche per sogno. Mi vergogno, ma mi vedi ancheggiare con quei pezzetti di stoffa luccicanti? Ma mi hai vista? Persino Alvaro Vitali è più sensuale di me.</p>
<p>E poi mio padre se lo venisse a sapere? Che vergogna.</p>
<p>Lo sai cosa si dice delle danzatrici del ventre nei paesi arabi no? Tutte nude, scollate, ammiccanti. Non godono proprio di una buona reputazione – &#8220;<strong>Su dai Rania! Ma sei l’unica araba che non sa ballare la danza del ventre! Ti ricordi al matrimonio di tua cugina? Sei stata l’unica che non ballò, ferma immobile come un palo!</strong> &#8221; &#8211; &#8220;Vabbè, chissene le risposi seccata -  poi non è mica una tragedia, vivo bene lo stesso, e comunque non è vero, molte ragazze di seconda generazione non sono capaci, ma poi, nonnonononono, lascia stare&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ma mica dovrai esibirti in qualche night club malfamato de Il Cairo, semmai a casa e stupirai tuo marito, fidati&#8221; (Mia risata stratosferica)… &#8220;Seh! Ma io voglio solo dimagrire, vorrei intanto riuscire a stupire me stessa&#8221;.</p>
<p>Nulla, lascia stare, questo corso non saddafà!!</p>
<p><strong>Morale</strong>: tra qualche giorno andrò a conoscere l&#8217;insegnante italiana di danza del ventre, quella che mi aiuterà a riscoprire le mie radici, la parte araba intenta a giocare a nascondino, e a provare qualche mossa che lascerà mio marito a bocca aperta, poverino, spera di trovare anche lui da qualche parte la <a href="http://www.yallaitalia.it/author/Scheherazade/">Sherazade</a> che è in me sicuramente nascosta pure lei tra la mia ciccia ed un&#8217;anca sudata, proprio li,  accanto a Braveheart e ad Alvaro Vitali.</p>
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		<title>Anche Gesù era mediorientale&#8230;un &#8216;furbo&#8217; pure lui?</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 13:27:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Branca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza filtro]]></category>
		<category><![CDATA[Boccassini]]></category>
		<category><![CDATA[furbizia]]></category>
		<category><![CDATA[mediorientale]]></category>
		<category><![CDATA[Ruby]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra le istruzioni che Cristo diede ai suoi discepoli, inviandoli a predicare, figura anche la strana ingiunzione a &#8216;non salutare nessuno per via&#8216;. Sono parole che potrebbero suonare bizzarre, indice di una presunta rudezza e mancanza di educazione. I testi, tuttavia, vanno sempre ricondotti al loro contesto, spaziale e temporale, per essere correttamente compresi. E i Testi sacri non fanno eccezione. Incentrare sulla &#8216;parola&#8216;, come e forse ancor più di &#8230;&#160;&#124; <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/anche-gesu-era-mediorientale-un-furbo-pure-lui/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le istruzioni che Cristo diede ai suoi discepoli, inviandoli a predicare, figura anche la strana ingiunzione a &#8216;<strong>non salutare nessuno per via</strong>&#8216;. Sono parole che potrebbero suonare bizzarre, indice di una presunta rudezza e mancanza di educazione.</p>
<p>I testi, tuttavia, vanno sempre ricondotti al loro contesto, spaziale e temporale, per essere correttamente compresi. E i <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/caro-grillo-il-problema-non-e-lo-ius-soli-ma-la-bossi-fini/">Testi sacri </a>non fanno eccezione.</p>
<p>Incentrare sulla &#8216;<strong>parola</strong>&#8216;, come e forse ancor più di altre culture antiche, quelle di ambito semitico hanno sviluppato una serie di formule di saluto e di cortesia complesse e talvolta ridondanti fin quasi all&#8217;eccesso.</p>
<p><strong>Ancora oggi, nell&#8217;arabo corrente, si riscontrano meccanismi che i ritmi affannati della contemporaneità sembrano non aver scalfito.</strong></p>
<p>La prima tendenza che salta agli occhi, o meglio sarebbe dire agli orecchi, è quella a &#8216;rincarare la dose&#8217;. Non si risponde cioè semplicemente ripetendo l&#8217;espressione di saluto o di augurio che si è ricevuta, ma con una più elegante, più enfatica, inserendo formule e parole di maggior effetto.</p>
<p>Al semplice &#8216;buongiorno&#8217; (sabàh el-kher = lett. &#8216;mattino del bene&#8217;) si ribatterà con sabàh el-nùr (&#8216;mattino della luce&#8217;) o sabàh el-ward (&#8216;mattino delle rose&#8217;) e similmente si farà per la sera.</p>
<p>All&#8217;augurio di &#8216;buonanotte&#8217; (tesbih &#8216;alà kher = lett. &#8216;svegliati nel bene&#8217;) anche un bambino sa che occorre rispondere wa-anta min ahluh (&#8216;tu sei una persona per bene&#8217;).</p>
<p>Alla fine del pasto a cui si è stati invitati si augura a chi ce l&#8217;ha offerto &#8216;sofra dàiman&#8217; (che ci sia una &#8216;tavola imbandita sempre&#8217; in casa vostra) per sentirsi rispondere nientemeno che dàmat hayàtak (&#8216;ci sia sempre la tua vita&#8217;).</p>
<p>Imbattendoti in una persona che non vedi da tempo, ma anche che hai visto di recente, sentirai esclamare &#8216;fursa sa&#8217;ìda&#8217; (&#8216;occasione felice&#8217; d&#8217;incontrarti) e baderai bene di rispondere ana as&#8217;ad (&#8216;io sono ancor più lieto&#8217;) se non vuoi sembrare proprio un poveretto.</p>
<p>Naturalmente, <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/04/ogni-paese-ha-le-sue-buone-maniere-larte-del-taarof/">tale tendenza è ancor più amplificata nel caso non si tratti di semplici convenevoli</a>, ma tra gli interlocutori vi sia differenza di età, di ruolo o intercorra gratitudine per un favore ricevuto o semplicemente auspicato.</p>
<p>Non mancano fenomeni simili neppure in italiano, dal parcheggiatore che ti chiama &#8216;dottore&#8217; per compiacerti e sperando in una mancia, al cameriere che dichiara &#8216;per servirla&#8217;, al sottoposto che chiede all&#8217;ufficiale &#8216;comandi!”&#8230; persino il semplice &#8216;ciao&#8217; pare derivi dall&#8217;espressione &#8216;sono il tuo schiavo&#8217;, dal veneto &#8216;sciao&#8217;.</p>
<p>Nel dialetto egiziano espressioni come &#8216;bàsha&#8217;, &#8216;bey&#8217;, &#8216;bek&#8217; o &#8216;fandim&#8217; sono comunissime e derivano tutte da titoli nobiliari turchi che potremmo rendere con &#8216;eccellenza&#8217;.</p>
<p>In arabo non si usano né il &#8216;lei&#8217; né il &#8216;voi&#8217; di cortesia, ma al &#8216;tu&#8217; si abbina un titolo di rispetto nel caso ci si rivolga a una persona ragguardevole: &#8216;siyatak&#8217; o &#8216;hadretak&#8217; vogliono infatti dire &#8216;la tua signoria&#8217;&#8230; espressioni che da noi ormai si trovano solo puntate negli inviti ufficiali: “la S.V. &#8230;”.</p>
<p>Qualora il rapporto sia soprattutto affettivo non è raro che si usi il termine &#8216;amm (zio paterno) o khala (zia materna) anche con chi non è affatto parente, o appellativi quali hajj (pellegrino) o shekh (sceicco, sapiente) se ci si rivolge a qualcuno che è conosciuto per la propria devozione e/o istruzione.</p>
<p>Ma tutte queste son considerazioni inutili, tanto graniticamente siamo certi che &#8216;loro&#8217; sono ipocriti, bugiardi, furbi e infidi quanto noi coerenti, sinceri, ingenui e affidabili: lo dimostra la storia, quella che non conosciamo e non studiamo ricadendo perciò negli errori e negli orrori di cui è cosparsa e dei quali pertanto resterà intrisa, con tanti auguri all&#8217;internazionalizzazione delle imprese o alla diplomazia&#8230;</p>
<p>Una volta sulle cartine dell&#8217;Africa c&#8217;era scritto solo: “Hic sunt leones”, forse dopo la gaffe della Boccassini e le imprese erotiche del Cavaliere sullo stivale qualcuno sarà tentato di scrivere semplicemente (rubo la battuta al grande Marcello Marchesi): “Hic sunt lenones!”</p>
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		<title>Esperienza di volontariato con GapYear</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 12:41:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[gap year]]></category>
		<category><![CDATA[india]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>

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		<description><![CDATA[GapYear è un’associazione Onlus che offre l’opportunità di fare esperienze di Volontariato Internazionale di breve e lunga durata in Africa, Centro America e India in progetti di sviluppo di Associazioni partner. I progetti sono rivolti principalmente ai bambini e ai giovani che nei paesi in via di sviluppo vivono in condizioni di disagio. I volontari partiranno in gruppi da 2 a 6 persone, lavorando a stretto contatto con la comunità &#8230;&#160;&#124; <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/esperienza-di-volontariato-con-gapyear/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>GapYear è un’associazione Onlus che offre l’opportunità di fare esperienze di Volontariato Internazionale di breve e lunga durata in Africa, Centro America e India in progetti di sviluppo di Associazioni partner.</p>
<p>I progetti sono rivolti principalmente ai bambini e ai giovani che nei paesi in via di sviluppo vivono in condizioni di disagio. I volontari partiranno in gruppi da 2 a 6 persone, lavorando a stretto contatto con la comunità locale per aiutare i beneficiari ad ottenere i loro obiettivi.</p>
<p>GapYear si occuperà di assistere, informare e seguire i propri volontari per prepararli al meglio alla partenza. Partire come volontario è un modo per acquisire nuove capacità attraverso un’esperienza formativa nella cooperazione internazionale esplorando e vivendo da vicino una realtà culturale lontana.</p>
<p>Gli incontri informativi mensili di GapYear sono un modo piacevole ed informale per venire a conoscenza di che cosa può offrire essere volontario per uno dei nostri progetti e per conoscere gli ex-volontari.</p>
<p>Troverai le risposte a queste domande:</p>
<ul>
<li>Che cosa significa essere volontario GapYear?</li>
<li>Con quali associazioni lavoriamo?</li>
<li>Che programmi offriamo e dove?</li>
<li>GapYear è l&#8217;organizzazione che fa per me?</li>
<li>Quanto costa partecipare al progetto?</li>
<li>Che tipo di formazione riceverò e che attività svolgerò?</li>
<li>..e a tutto quello che vorrai sapere</li>
</ul>
<p><strong>Ecco i dettagli</strong>: il prossimo InfoDay si terrà <b>venerdì 14 giugno a Milano</b>. L’incontro inizierà alle <b>10.00</b> e durerà fino alle <b>17.00</b>; per partecipare alle attività del pomeriggio è necessario aver seguito le presentazioni del mattino.</p>
<p>Per info e iscrizioni mandate una mail a coordinamento@gapyear.it</p>
<p>Per maggiori informazioni sui nostri progetti visita il sito <a href="http://www.gapyear.it">www.gapyear.it</a> e guarda le foto su Flickr <a href="http://www.flickr.com/photos/gapyearitaly/">www.flickr.com/photos/gapyearitaly/</a></p>
<p>Segui GapYear su Facebook <a href="https://www.facebook.com/gapyearitaly">www.facebook.com/gapyearitaly</a> e Twitter <a href="https://twitter.com/#!/GapYear_Onlus">GapYear_Onlus</a></p>
<p><b>GAPYEAR</b><br />
Via Vittoria Colonna, 50<br />
20149 – Milano<br />
Tel: 0245491504</p>
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		<title>Ius Soli: cittadinanza onoraria a Cairo Montenotte</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 11:06:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Yallabreak]]></category>
		<category><![CDATA[Cairo Montenotte]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[ius soli]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco]]></category>

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		<description><![CDATA[Un registro per le &#8216;cittadinanze onorarie ius soli&#8217; verrà costituito a Cairo Montenotte. &#8220;La concessione della cittadinanza onoraria ai bambini nati in Italia e residenti nel nostro Comune ha certo un valore morale e politico per promuovere un’azione di non discriminazione per tutti i bambini e gli adolescenti che vivono in Italia, sollecitando un processo di riforma legislativa che tarda a venire&#8220;, con queste parole il primo cittadino di Cairo &#8230;&#160;&#124; <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/ius-soli-cittadinanza-onoraria-a-cairo-montenotte/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Un registro per le &#8216;cittadinanze onorarie ius soli&#8217; verrà costituito a <strong>Cairo Montenotte</strong>.</p>
<p>&#8220;<em>La concessione della cittadinanza onoraria ai bambini nati in Italia e residenti nel nostro Comune ha certo un valore morale e politico per promuovere un’azione di non discriminazione per tutti i bambini e gli adolescenti che vivono in Italia, sollecitando un processo di riforma legislativa che tarda a venire</em>&#8220;, con queste parole il primo cittadino di Cairo spiega l&#8217;iniziativa certo interessante.</p>
<p>Per saperne di più, seguite <a href="http://www.ivg.it/2013/05/cairo-montenotte-ius-soli/">QUESTO</a> link.</p>
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		<title>Quando il sapere spiana la strada all&#8217;ingnoranza</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 11:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tarek Kamaleldin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Oggi ce l'ho con]]></category>
		<category><![CDATA[conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[pregiudizi]]></category>

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		<description><![CDATA[Si dice che l&#8217;ignoranza crei pregiudizi, ma si è mai pensato al contrario? Che sia proprio la conoscenza a fregarci? Da quando sono in Italia grazie al mio lavoro (faccio il medico) ho incontrato e continuo ad incontrare moltissime persone che si relazionano con me anche in base a quanto esse credono di sapere sul mondo arabo. In linea di massima li ho divisi in due categorie: 1. Chi non &#8230;&#160;&#124; <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/quando-il-sapere-spiana-la-strada-allingnoranza/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si dice che l&#8217;ignoranza crei pregiudizi, ma si è mai pensato al contrario? Che sia proprio la conoscenza a fregarci?</p>
<p>Da quando sono in Italia grazie <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/03/integrazione-due-pesi-e-due-misure/">al mio lavoro</a> (faccio il medico) ho incontrato e continuo ad incontrare moltissime persone che si relazionano con me anche in base a quanto esse credono di sapere sul mondo arabo.<br />
In linea di massima li ho divisi in due categorie:</p>
<p>1. <strong>Chi non sa molto del mondo arabo (o se ne frega altamente di saperne qualcosa)</strong>. Fortunatamente questa categoria è bella ampia, perché sono le persone con le quali mi rapporto meglio. Sanno poco o niente dell&#8217;Egitto, del mondo arabo e dell&#8217;Islam e, a parte qualche commento di circostanza, o qualche curiosità da sodisfare, non si interessano del mio paese di origine, a quale religione appartengo o altro. Semplicemente si rapportano con me basandosi su ciò che vedono; un giovane medico più o meno bravo che cerca di costruirsi la sua strada, e mi giudicano basandosi sulle mie azioni e sulle opinioni che esprimo.</p>
<p>2.<strong> I Sapientoni, chi crede di sapere</strong>. E qua inizia il dramma. Si parte con la domanda di rito: di che religione sei? Domanda che ho sempre odiato sentirmi rivolgere in Egitto ma che  mi perseguita anche quì.<br />
Per queste persone io sono automaticamente musulmano, credente, osservante e conformante alla loro idea sull&#8217;Islam, e tra l&#8217;altro rimangono deluse se accenno a qualche dubbio sulla fede o se esprimo qualche opinione  laica e perciò, secondo loro, &#8220;poco islamica&#8221;. </p>
<p>Da notare che il pregiudizio non è necessariamente negativo. Molti(e) sono affascinati e in un certo senso, sono attratti da tutto ciò che è arabo o islamico, ma, nel bene e nel male, per queste persone non sono mai Tarek, ma sono un &#8220;uomo musulmano&#8221;, o come scherzosamente mi chiama un caro amico, sono &#8220;un infedele&#8221;, come se davvero un termine così generico possa descrivere uomini di varie etnie, età, esperienze di vita, stati social e livelli di istruzione. </p>
<p>Al di là dell&#8217;effetto sui rapporti umani, mi accorgo che il &#8220;credere di sapere&#8221; blocca anche il processo stesso di apprendimento.<br />
Ho sentito gente coltissima sostenere con fervore delle assurdità del tipo  che le donne musulmane indossano il burka anche quando hanno rapporti sessuali perché l&#8217;avevano letto su qualche libro. </p>
<p>Come dimostrano molti commenti lasciati su questo blog, c&#8217;è chi si improvvisa esperto di politica medio orientale e di primavera araba, e chi, copiando un paio di hadith da internet, si crede esperto di Islam. Il problema non è tanto l&#8217;informazione errata o incompleta. Ci si blocca lì dietro a un &#8220;Io so&#8221; e si rifiuta di ascoltare o di credere a chi essendo cresciuto in quel mondo ne sa sicuramente molto di più.</p>
<p>Chiudo citando un carissimo professore che volendoci insegnare la modestia nel sapere, ci disse che nessuno è più pericoloso di chi conosce le cose a metà; chi ignora non si sbilancia, chi conosce bene una cosa non casca negli errori comuni, mentre chi conosce le cose a metà si lancia in giudizi e azioni senza rendersi conto degli errori che sta commettendo.</p>
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		<title>Forza Nuova la spara grossa: l&#8217;immigrazione uccide</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 10:29:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zeina Ayache</dc:creator>
				<category><![CDATA[Yallabreak]]></category>
		<category><![CDATA[forza nuova]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ridere o piangere (o in&#8230;&#8230;.i) &#8230;di fronte a certe affermazioni quanto meno imbarazzanti, non si sa come reagire! &#8220;L&#8217;immigrazione uccide-la classe politica è il mandante&#8221;. Ebbene sì&#8230;questa è la nuova campagna choc di Forza Nuova! Volete conoscere come viene argomentata tale affermazione? Seguite QUESTO link&#8230; Lasciamo a voi i commenti&#8230;i miei potete certo immaginarli! &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ridere o piangere (o in&#8230;&#8230;.i) &#8230;di fronte a certe affermazioni quanto meno imbarazzanti, non si sa come reagire!</p>
<p>&#8220;L&#8217;immigrazione uccide-la classe politica è il mandante&#8221;.</p>
<p>Ebbene sì&#8230;questa è la nuova campagna choc di<strong> Forza Nuova</strong>!</p>
<p>Volete conoscere come viene argomentata tale affermazione?</p>
<p>Seguite <a href="http://www.forzanuova.org/comunicati/fn-parte-campagna-web-limmigrazione-uccide">QUESTO</a> link&#8230;</p>
<p>Lasciamo a voi i commenti&#8230;i miei potete certo immaginarli!</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Milano raccontata dai ragazzi di seconda generazione</title>
		<link>http://www.yallaitalia.it/2013/05/la-milano-raccontata-dai-ragazzi-di-seconda-generazione/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 08:21:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Yallabreak]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[ius soli]]></category>

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		<description><![CDATA[Ragazzi di seconda generazione o italiani sono gli studenti che parlano di &#8216;intercultura 2.0&#8242; attraverso un progetto pilota che parte da Milano. Vita.it ne parla in QUESTO articolo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ragazzi di seconda generazione o italiani sono gli studenti che parlano di &#8216;intercultura 2.0&#8242; attraverso un progetto pilota che parte da Milano.</p>
<p><strong>Vita.it</strong> ne parla in <a href="http://www.vita.it/societa/giovani/i-pionieri-dell-intercultura-2-0.html">QUESTO</a> articolo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le quote rosa dell&#8217;Islam Tuareg</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 04:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nadia Benahmidou</dc:creator>
				<category><![CDATA[Yallaleaks]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Tuareg]]></category>

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		<description><![CDATA[Uomini velati e donne a viso scoperto, che si sposano per scelta. È questa la sintetica panoramica della società Tuareg. Sono questi i presupposti della società a struttura matriarcale di un popolo, tuttavia, musulmano. La popolazione berbera africana degli “uomini blu”, dal colore del velo che li avvolge e che, talvolta, li tinge (la taguelmust), è ambasciatrice di un Islam rovesciato, progredito, femminilizzato. Le loro donne, “le donne più belle &#8230;&#160;&#124; <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/le-quote-rosa-dellislam-tuareg/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Uomini velati e donne a viso scoperto, che si sposano per scelta.<br />
È questa la sintetica panoramica della società Tuareg. Sono questi i presupposti della società a struttura matriarcale di un popolo, tuttavia, musulmano.<br />
La popolazione berbera africana degli “uomini blu”, dal colore del velo che li avvolge e che, talvolta, li tinge (la taguelmust), è ambasciatrice di un Islam rovesciato, progredito, femminilizzato.<br />
Le loro donne, “le donne più belle del mondo” (come le definì nel Trecento l’esploratore berbero Ibn Battuta), sono le più potenti nel mondo arabo, detentrici di un matriarcato organizzato e incontrastato.<br />
Lontana dall’immagine della donna sottomessa delle società maschiliste-integraliste islamiche e altrettanto lontana dalla finta donna emancipata all’occidentale, la Targhia (donna Tuareg) è forse oggi il più considerevole esempio di emancipazione femminile: oltre la religione, oltre la società, oltre ogni cliché.</p>
<p>Sulle basi di una tradizione indipendente e a suo modo rivoluzionaria, seppure immersa tra le dune del Sahara, nasce l’Islam Tuareg, la religione dei “dominatori del deserto”.<br />
<strong>Il sesso: il primo tabù a essere sfatato.</strong> Le Tuareg godono infatti di un’inusitata libertà, lontane dal bigotto pudore musulmano, lontane dalla lascivia del prototipo hollywoodiano. Sono donne che senza inibizione e con accattivante sarcasmo affermano davanti alle telecamere di consolarsi con i forestieri, in<a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-1297ee80-eae9-406a-9a63-1984a798e564.html"> assenza dei mariti!</a></p>
<p>Per altro la loro cultura non accosta la parola purezza al concetto di verginità: “puro” in tamasheq, la loro lingua orale, vuole dire soltanto “pulito”, aggettivo che riserbano giustamente alla sfera interiore.</p>
<p><strong>Allo stesso modo le famiglie non si oppongono alle scelte matrimoniali dei figli</strong>, non conoscono il matrimonio di convenienza (consuetudine radicata in quasi ogni cultura), non badano alla bellezza, ma alle buone abitudini e alla fama. Per queste ragioni i divorzi sono rari, immuni da ogni pressione sociale.<br />
Non dimentichiamo però che, in virtù di un sistema ereditario matrilineare, è ancora una volta il soggetto femminile a detenere la proprietà delle tende e del gregge, condannando il malcapitato consorte in una posizione decisamente sfavorevole: egli, infatti, ritrovandosi senza un tetto sopra la testa, è costretto a cercare ospitalità presso parenti di sesso femminile (madre, sorelle).<br />
Deve inoltre pagare gli alimenti per il sostentamento dei figli (come in ogni civiltà che si rispetti), mentre spetta ai figli decidere se andare con il padre o restare con la madre.</p>
<p>A discapito della misoginia dottrinale della storia del mondo è poi doveroso sottolineare come eccezionalmente <strong>le donne siano più istruite degli uomini</strong>, depositarie della cultura e della tradizione.<br />
Sanno scrivere, tramandano oralmente di generazione in generazione le antiche leggende, hanno il compito di educare i figli alla vita quotidiana.</p>
<p>Loro, in quell’angolo arido della Terra, non hanno dovuto attendere millenni. È evidente: come afferma Monika Bulaj, autrice di un accattivante <a href="http://www.monikabulaj.com/reportages/tuareg.pdf">reportage sul tema in analis</a>i “l’Islam dei Tuareg è un’altra cosa: sereno, vissuto con la gioia dell’Africa e la leggerezza del nomade, è pieno di regole che il Corano non prescrive né approva, e di antichi codici di comportamento inconcepibili per un europeo”.</p>
<p>Forse per questa ragione i Tuareg vengono definiti &#8220;gli ultimi uomini liberi&#8221;. Forse per questa ragione dovrebbero essere definiti “gli unici”</p>
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		<title>Scuola, ghetti e jus soli</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 12:33:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[intergrazione]]></category>
		<category><![CDATA[ius soli]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Mariolino a scuola ci viene poco, adesso è un po&#8217; che non si vede. Lo incontriamo, io e la sua maestra, mentre aspettiamo l&#8217;autobus. Avanza verso di noi e comincia, già in lontananza, ad agitare le mani, a significare l&#8217;imbarazzo che l&#8217;incontro gli crea. «È la mamma, è la mamma che è &#8230; difficile» dice alla sua maestra, per giustificare l&#8217;assenza, e intanto allarga e richiude più volte le braccia, &#8230;&#160;&#124; <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/scuola-ghetti-e-jus-soli/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mariolino a scuola ci viene poco, adesso è un po&#8217; che non si vede. Lo incontriamo, io e la sua maestra, mentre aspettiamo l&#8217;autobus. Avanza verso di noi e comincia, già in lontananza, ad agitare le mani, a significare l&#8217;imbarazzo che l&#8217;incontro gli crea.<br />
«È la mamma, è la mamma che è &#8230; difficile» dice alla sua maestra, per giustificare l&#8217;assenza, e intanto allarga e richiude più volte le braccia, in quel gesto simboleggiando l&#8217;ineluttabilità e l&#8217;indicibilità di una situazione di cui ci immagina edotti.<br />
Edotti, almeno in parte, lo siamo. La mamma di Mariolino l&#8217;ho vista in azione un paio di mesi fa.<br />
All&#8217;uscita di scuola, come talvolta è già accaduto, Mariolino non trova nessuno che lo riporti a casa. Lasciarlo andare da solo ‒ casa sua è lì vicino ‒ non si può, una legislazione terrifica lo proibisce in maniera tassativa (fino alla quinta, però, dall&#8217;anno successivo potrà prendere l&#8217;autobus da solo e attraversare tutta la città).<br />
La bidella telefona a casa.<br />
Accompagnata in macchina da un malcapitato vicino, la mamma, di lì a poco, arriva, scende dalla macchina e si scatena in una furiosa invettiva, colorita di turpiloquio, contro la scuola, i maestri e le maestre.<br />
È visibilmente alterata e naturalmente noi tutti riteniamo immeritata quella sequela di insulti&#8230;.<a href="http://frantilinfame.blogspot.it/2013/05/scuola-ghetti-e-jus-soli.html">continua qui</a></p>
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		<title>Coppie miste. Ritorni con me se mi converto alla tua religione ?</title>
		<link>http://www.yallaitalia.it/2013/05/coppie-miste-ritorni-con-me-se-mi-converto-alla-tua-religione/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 10:06:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[conversioni]]></category>
		<category><![CDATA[coppie miste]]></category>
		<category><![CDATA[Giada Frana]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco la storia d&#8217;amore di Serena, che, da giovanissima, voleva convertirsi all&#8217;Islam per riconquistare il suo ex ragazzo, di origini marocchine, che l’aveva lasciata e si era messo con una connazionale. Leggila qui. &#160; &#160; &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco la storia d&#8217;amore di Serena, che, da giovanissima, <strong>voleva convertirsi all&#8217;Islam per riconquistare il suo ex ragazzo</strong>, di origini marocchine, che l’aveva lasciata e si era messo con una connazionale.<br />
<a href="http://www.linkiesta.it/blogs/amore-senza-confini/volevo-convertirmi-riconquistarlo-prima-parte">Leggila qui</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Salvini dà lezioni (da delirio) sulla clandestinità e poi crede che esiste la Padania</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 07:41:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblica tu]]></category>
		<category><![CDATA[Cécile Kyenge]]></category>
		<category><![CDATA[clandestini]]></category>
		<category><![CDATA[Kabobo]]></category>
		<category><![CDATA[matteo salvini]]></category>
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		<description><![CDATA[Lettera aperta a Matteo Salvini: Ero ad una conferenza, quando la ragazza seduta al mio lato mi ha passato il suo cellulare. Un giornale inglese riferiva l’accaduto a Milano: un ghanese, per motivi sconosciuti, aggredisce a picconate cinque persone, uccidendone una. Prima lo sconforto per il gesto di un folle, poi il presentimento che il tragico evento sarà instrumentalizzato, politicamente, per continuare la guerra al migrante. Torno a casa, apro &#8230;&#160;&#124; <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/salvini-da-lezioni-da-delirio-sulla-clandestinita-e-poi-crede-che-esiste-la-padania/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css"><!--
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--></style>
<p align="JUSTIFY">Lettera aperta a Matteo Salvini:</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,serif;">Ero ad una conferenza, quando la ragazza seduta al mio lato mi ha passato il suo cellulare. Un </span></span><a href="http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-22496593"><span style="font-family: Arial,serif;">giornale inglese</span></a><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,serif;"> riferiva l’accaduto a Milano: un ghanese, per motivi sconosciuti, aggredisce a picconate cinque persone, uccidendone una.<br />
Prima lo sconforto per il gesto di un folle, poi il presentimento che il tragico evento sarà instrumentalizzato, politicamente, per continuare la guerra al migrante.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,serif;">Torno a casa, apro il computer, ed </span></span><a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/05/11/news/salvini_i_clandestini_della_kyenge_ammazzano_la_gente_a_picconate-58555294/?ref=HREC1-5"><span style="font-family: Arial,serif;">eccola</span></a><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,serif;">, signor Salvini, prevedibile&#8230; “I clandestini che il </span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,serif;"><b>ministro di colore vuole regolarizzare ammazzano a picconate</b></span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,serif;">: Cécile Kyenge rischia di istigare alla violenza nel momento in cui dice che la clandestinità non è reato, istiga a delinquere”.<br />
Ed ancora “Questo è un caso drammatico, il gesto di un folle, ma non va trascurato il fatto, che sia stato </span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,serif;"><b>commesso da un clandestino</b></span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,serif;"> che non avrebbe dovuto essere qua, </span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,serif;"><b>avrebbe dovuto essere espulso</b></span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,serif;">. Altro che abolizione del reato di clandestinità ci sono già migliaia di gazebo pronti: seppelliremo il ministro Kyenge con migliaia di firme”.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,serif;">Quello che ha detto, signor Salvini, è l’ennesima prova non solo della sua ignoranza, ma anche della sua mancanza di rispetto.<br />
Mancanza di rispetto per le vittime e le famiglie delle vittime, mancanza di rispetto per il ministro Cécile Kyenge, mancanza di rispetto per tanti uomini e donne immigrati, che chiama, spesso scorrettamente, e sempre peggiorativamente, “clandestini”. E qui scatta l’ignoranza.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,serif;"><strong>Cécile Kyenge non ha mai detto di voler regolarizzare i “clandestini”. Cécile Kyenge vuole decriminalizzare la clandestinità</strong>.<br />
Il clandestino è la persona che entra nel paese senza i documenti in regola, cioè, per molti, senza un visto che costa ed è sempre più difficile acquisire.<br />
Ma il punto non è questo. Caro Salvini, si immagini in Libia nel Febbraio del 2011: stava lavorando quando un giorno le forze del Presidente la costringono ad imbarcare e partire per l’Italia.<br />
</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,serif;">Oppure si immagini essere in Eritrea, scappare da un campo militare dove viene regolarmente torturato. Dopo essersi resi conto della sua fuga, i militari aggrediscono e minacciano la sua famiglia ogni giorno, e lei sa che non potrà tornare a vederli per tanto tempo, forse per sempre.<br />
</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,serif;">Ecco, Salvini, quando sbarca in Italia dopo avere rischiato la vita in mare, le diranno che è un criminale, perchè non si è nemmeno preso la briga di richiedere un visto, e la rinchiuderanno in un </span></span><a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/cie-incostituzionali-e-costosi-55-mln-allanno/"><span style="font-family: Arial,serif;">CIE</span></a><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,serif;">, o in un carcere, che poi hanno ben poco di diverso.<br />
Ecco, questo il ministro Cécile Kyenge vuole evitare, </span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,serif;"><i>non</i></span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,serif;"> regolarizzare tutti i “clandestini”.<br />
Inutile dire poi che non è il solo ministro Cécile Kyenge a volerlo, ma ovviamente è più semplice ed efficace buttare la colpa sulla “straniera”, “il ministro di colore”&#8230;</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,serif;">Sull’attribuzione dell’atto di un individuo all’intera categoria alla quale si decide di farlo appartenere non voglio soffermarmi più di tanto.<br />
Penso sia abbastanza evidente la mancanza di nesso logico tra l’atto deplorevole di un uomo e l’affermazione che tutti gli appartenenti al suo gruppo faranno, anzi fanno, la stessa cosa. Tra l’altro, se invece di definirlo clandestino, Kabobo fosse definito come, per esempio, un disoccupato, la sua frase diventerebbe “i disoccupati a cui il ministro bianco vuole offrire possibilità di impiego ammazzano a picconate”. Faccia lei&#8230;</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,serif;">Ma c’è un altro punto, forse piu’ grave, che mi sconcerta molto, visto la sua posizione, signor Salvini: Kabobo non è un clandestino, e non sarebbe dovuto essere espulso. Forse nell’entrare in Italia Kabobo era un clandestino. Ma oggi, Kabobo e’ un richiedente d’asilo, la cui richiesta e’ stata respinta, ma che ha fatto ricorso contro la decisione. Kabobo quindi, pur non avendo un permesso di soggiorno, non e’ un clandestino, e la sua espulsione sarebbe una violazione dei suoi diritti. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,serif;">Non sto giustificando, signor Salvini, l’atto di Kabobo. Quello che ha commesso Kabobo, qualsiasi fossero le sue motivazioni, è abominevole e deve essere punito. Kabobo però non ha compiuto un reato di clandestinità, ma un reato di omicidio e tentato omicidio. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,serif;">Ricollegare questo alla sua FALSA clandestinità per motivi politici è, lo ripeto, un atto di ignoranza e mancanza di rispetto. </span></span></p>
<p>Nath Gbikpi</p>
<p>Nath sta conseguendo un Master in Studi di Rifugiati e Migrazione Forzata all&#8217;Universita&#8217; di Oxford</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;università italiana non è attrattiva per gli studenti stranieri</title>
		<link>http://www.yallaitalia.it/2013/05/luniversita-italiana-non-e-attrattiva-per-gli-studenti-stranieri/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 14:20:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[internazionalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[Degli 1,7 milioni di studenti internazionali nei Paesi dell’Ue (sono 4,1 milioni nel mondo) oltre 70mila sono in Italia. Un numero modesto, soprattutto se confrontato con i 550mila in Gran Bretagna, e i 250mila in Germania e Francia. È quanto emerge dal VI Rapporto dell’European Migration Network (Emn) Italia presentato oggi a Roma. &#8220;Gli studenti internazionali nelle università italiane: indagine empirica e approfondimenti&#8221; il tema del volume a cura di &#8230;&#160;&#124; <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/luniversita-italiana-non-e-attrattiva-per-gli-studenti-stranieri/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Degli 1,7 milioni di studenti internazionali nei Paesi dell’Ue (sono 4,1 milioni nel mondo) oltre 70mila sono in Italia. Un numero modesto, soprattutto se confrontato con i 550mila in Gran Bretagna, e i 250mila in Germania e Francia.</p>
<p>È quanto emerge dal <strong>VI Rapporto dell’European Migration Network (Emn) Italia </strong>presentato oggi a Roma. <strong>&#8220;Gli studenti internazionali nelle università italiane: indagine empirica e approfondimenti&#8221;</strong> il tema del volume a cura di Ministero dell’Interno (Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione &#8211; Politiche Immigrazione e Asilo) e Centro Studi e Ricerche IDOS, con la collaborazione dell’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del CNR Roma (Edizioni Idos, maggio 2013).</p>
<p>Ogni anno, 200mila tra studenti e ricercatori si trasferiscono nell’Ue per un breve periodo di studi, trovando (non solo in Italia) difficoltà burocratiche relative al loro soggiorno con conseguenti problematicità per la cosiddetta valorizzazione dei cervelli. Del superamento di questi ostacoli si sta attualmente occupando la Commissione Europea con la proposizione di una nuova Direttiva che accorpi, con i necessari perfezionamenti, le precedenti Direttive Studenti (2004/114/CE) e Ricercatori (2005/71/CE).</p>
<p><strong>In Italia, l’incidenza degli stranieri sulla popolazione accademica totale rimane ancora piuttosto limitata rispetto ad altri Paesi europei.</strong></p>
<p>Nella realtà universitaria italiana troviamo annualmente 1 cittadino straniero ogni 22 immatricolati, 1 ogni 26 iscritti complessivi all’università, 1 ogni 34 laureati (oltre 8mila l’anno). Alla metà degli anni ’60 gli studenti esteri erano appena 10.000 e in quella fase il protagonismo spettava a tedeschi, svizzeri e specialmente greci. Oggi numerosi sono i non comunitari, ma non sempre le collettività più consistenti di immigrati hanno il maggior numero di studenti, come attestano i casi del Marocco e delle Filippine; tuttavia, non mancano alcune eccezioni, come quelle dell’Albania e del Camerun, che continuano a rimanere al vertice della graduatoria. Senz’altro, però, è necessario accentuare la collaborazione interuniversitaria con i Paesi dai quali provengono gli immigrati.</p>
<p><strong>Gli universitari non comunitari in Italia</strong></p>
<p>Oggetto dello studio EMN sono stati gli studenti internazionali non comunitari, cioè quegli studenti il cui ingresso e soggiorno in Italia è condizionato alle previsioni del Testo Unico sull’immigrazione. Nel periodo 2004-2012, anche a seguito dell’introduzione della laurea triennale avvenuta nell’anno accademico 2001-2002, gli studenti internazionali non comunitari sono passati da 22.951 a un numero molto più elevato: 51.947. Nell’a.a. 2011-2012, gli iscritti non comunitari sono soprattutto europei e asiatici, con prevalenza delle seguenti collettività: Albania 11.802, Cina 6.161, Camerun 2.612, Iran 2.271, Perù 1.929, Marocco 1.831, Moldova 1.794, Ucraina 1.559, Israele 1.586 e Russia 1.404.</p>
<p>Per arrivare a tracciare il quadro complessivo della presenza degli studenti universitari è necessario tenere conto che nell’anno accademico 2011-2012, ai 51.947 non comunitari (iscritti nelle università italiane per la formazione di primo e secondo ciclo), vanno sommati i 5.980 iscritti a corsi post lauream e i 4.380 iscritti a corsi di alta formazione artistica, musicale e coreutica, per un totale di 62.307 studenti non comunitari. Inoltre, tenuto conto dei 17.424 comunitari, si ha un totale di 79.731 studenti.</p>
<p>Bisogna tenere conto anche degli iscritti ai college nord-americani (circa 200) e pontifici atenei (circa 20), rispetto ai quali però non sono disponibili dati ufficiali. Recenti studi, tuttavia, hanno portato a stimare pari a 20mila il numero complessivo di studenti nord-americani venuti nello stesso anno per compiere almeno per un breve periodo di studio in Italia. Similmente si stima siano circa 10mila gli universitari, per lo più costituiti da sacerdoti, seminaristi e suore, iscritti nelle strutture pontificie e in possesso di titolo di soggiorno per motivi religiosi valido anche per la frequenza universitaria.</p>
<p>Complessivamente, quindi, sono circa 110mila gli studenti stranieri iscritti in Italia alla frequenza universitaria.</p>
<p><strong>Ripartizione territoriale e problematiche</strong></p>
<p>Un terzo degli studenti internazionali è concentrato nel Centro Italia, dove fungono da fattore di attrazione le università di Roma, Firenze, Pisa, come anche quelle per stranieri di Perugia e Siena. L’Università degli Studi di Bologna è l’ateneo che vanta attualmente il maggior numero di iscritti non comunitari, ma è il Politecnico di Torino a registrare la maggiore incidenza sul totale della popolazione studentesca (12,7%), insieme al Politecnico di Milano (8,2%) e all’Università degli Studi di Genova (6,2%). L’Università “Sapienza” di Roma e i Politecnici di Torino e Milano accolgono il 20% degli studenti non comunitari presenti in Italia, ma anche l’Università degli Studi di Firenze, con oltre 3.000 iscritti, esercita una forte attrazione sul contingente non comunitario.</p>
<p>I non comunitari rappresentano oltre il 5% degli iscritti ad Architettura e Lingue e Letterature Straniere e superano il 4% anche nelle facoltà di Scienze Politiche, Economia e Ingegneria. Economia, Ingegneria e Medicina e Chirurgia sono le facoltà che i non comunitari trovano maggiormente interessanti e che, perciò, totalizzano quasi la metà degli iscritti. Al quarto posto si colloca, con un valore attorno all’8% (e, nel passato, con un’incidenza ancor più elevata), la facoltà di Lettere e Filosofia, mentre sempre più richiesta sta divenendo la laurea in Infermieristica. Notevole difficoltà persiste, invece, nell’accesso agli studi post lauream, come per esempio le scuole di specializzazione medica, essendo richiesto ai fini dell’ammissione il possesso della cittadinanza italiana: questo ostacolo vale anche per i giovani figli di immigrati residenti in Italia.</p>
<p>Infatti, nell’archivio del MIUR tra gli studenti internazionali sono inclusi anche i giovani che risiedono in Italia e, dopo aver ottenuto il diploma, si iscrivono all’università (31,0% degli iscritti stranieri). Diversi sono i fattori che ostacolano una maggiore presenza: le difficoltà connesse alla programmazione dei flussi e l’incertezza del rilascio dei permessi di soggiorno per motivi di studio; le difficoltà burocratiche per la concessione dei visti di ingresso in Italia; il complesso meccanismo di riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all’estero; lo scarso numero di borse di studio erogate; la carenza di residenze universitarie (i posti letto disponibili sono pari al 2,8% della popolazione universitaria); la scarsa conoscenza della lingua italiana prima di venire in Italia. Si segnala la limitata diffusione di corsi in inglese (lo si fa in oltre 60 atenei).</p>
<p><strong>I risultati dell’International Student Survey &#8211; ISS</strong></p>
<p>Il Rapporto EMN contiene anche i risultati di un’indagine (ISS &#8211; International Student Survey), condotta con l’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (IRPPS) del CNR tra maggio 2012 e gennaio 2013, tramite la somministrazione online e sul campo di un questionario di 60 domande in forma chiusa a 1.200 studenti stranieri, di 98 nazionalità, iscritti a 61 diversi atenei distribuiti nel territorio nazionale. Il 69,2% dei rispondenti studia in 20 differenti atenei con sede a Roma, presso la “Sapienza”, la più grande università d’Europa, le numerose università pontificie e i college statunitensi.</p>
<p>Dall’indagine risulta che per la maggioranza degli studenti non comunitari la venuta in Italia per motivi di studio sia una scelta che offre buone prospettive di carriera (24,5%), sia in patria che in altre nazioni. L’ottima considerazione, di cui gode all’estero il sistema accademico italiano merita di essere posta in evidenza, ma, come accennato, non mancano i problemi (tra i quali i costi). L’indagine mette anche in evidenza che prevale un inserimento sostanzialmente positivo nella società italiana (66,1% buono o ottimo; 23,9% sufficiente), in particolare tra coloro che provengono dai Paesi europei non appartenenti all’UE (rispettivamente 77,0% e 17,5%), e una generale soddisfazione per la propria esperienza di studio in Italia (47,3%).</p>
<p>Un terzo degli studenti intervistati (e metà di quelli che vivono nel Nord) svolge un’attività lavorativa, il rimedio solitamente trovato per proprio conto per far fronte alla carenza di risorse finanziarie, in mancanza di una borsa di studio. L’indagine evidenzia che i tre quarti degli intervistati (74,9%), non importa se arrivati negli ultimi anni o prima del 2006, ritengono soddisfacente il proprio rendimento negli studi e poco meno di un sesto lo considera eccellente (15,7%), mentre all’incirca 1 su 10 parla di insufficienza (9,4%). Le valutazioni più positive vengono dagli africani e dagli americani, quelle più negative dagli asiatici. Un giudizio viene espresso anche sul rapporto con i docenti, che 7 su 10 definiscono eccellente (70,1%), e anche sul proprio livello di integrazione: 4 su 10 (40,7%) hanno l’intenzione di fermarsi in Italia (tanto più quando sono figli di immigrati nel Paese).</p>
<p>Probabilmente il numero contenuto di studenti internazionali in Italia non va attribuito a problemi intrinseci al sistema universitario stesso, ma piuttosto al fatto che gli sbocchi professionali per i laureati in Italia sono limitati. È risaputo, infatti, che chi sceglie di frequentare gli studi universitari all’estero lo fa spesso prevedendo poi di restare a lavorare nel Paese dove conseguirà il titolo.</p>
<p>Pertanto, molti giovani stranieri cercano una diversa destinazione per compiere i loro studi così come quelli italiani, ultimati gli studi, si recano all’estero per rimediare al carente collegamento tra mercato occupazionale e sistema universitario.</p>
<p><strong>Le conclusioni dei ricercatori</strong></p>
<p>È indispensabile che il “sistema Italia” si configuri attrattivo anche a livello professionale e si presenti come uno sbocco promettente per una maggiore quota di studenti internazionali che hanno compiuto o completato qui la loro carriera, facendo dell’Italia una “azienda internazionale”, cosa che già attualmente avviene ma solo a livelli più bassi o per realtà ristrette. L’Italia, infatti, a differenza di altri Paesi, solo in misura contenuta trattiene gli studenti internazionali, mentre la maggior parte rimpatria con beneficio per i Paesi di origine e anche per i rapporti internazionali dell’Italia.</p>
<p>A metà secolo i cittadini stranieri, che secondo le previsioni incideranno per circa un quinto sulla popolazione residente in Italia e saranno ancor di più rappresentati tra le classi giovani di età, arriveranno ad avere un peso notevole tra gli iscritti all’università. Così come sta avvenendo ora, l’aumento riguarderà non solo i figli degli stranieri residenti ma anche quelli venuti appositamente dall’estero.</p>
<p>Questo scenario, maggiormente caratterizzato dalla globalizzazione del diritto allo studio, potrà esercitare un effetto positivo sull’Italia a livello culturale innanzitutto, con particolare riferimento ai Paesi dai quali provengono gli immigrati, ma anche economico, commerciale e politico. La presenza degli stranieri non è ininfluente ai fini dell’affermazione del made in Italy, come si rileva dall’esperienza degli altri Paesi europei.</p>
<p>Inoltre, da uno studio condotto con la Fondazione Moressa, emerge che la spesa complessiva sostenuta dagli stranieri che studiano in Italia ammonta a 711,5 milioni di euro (una quota minimale del Pil italiano, lo 0,5 per mille, ma comunque significativa). Dall’altra parte, secondo la Rilevazione sul Diritto allo Studio del MIUR, sono stati 44,9 i milioni di euro spesi per interventi a beneficio di studenti non comunitari (nel 94% dei casi si tratta di borse di studio)</p>
<p>Fonte <a href="http://www.aise.it/">Asie</a></p>
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		<title>Moschea a Milano. Maroni ha detto NI</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 13:22:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[roberto Maroni]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Non è un NO ma neppure un SI convinto quello di Maroni nei confronti della possibilità di avere una Moschea a Milano. Qui il Maroni pensiero sul tema espresso questa mattina a margine della conferenza stampa che si è tenuta all&#8217;arcidiocesi di Milano per presentare l&#8217;arrivo del patriarca Bartolomeo, atteso in Italia il 14 maggio. &#160;]]></description>
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<p>Non è un NO ma neppure un SI convinto quello di Maroni nei confronti della possibilità di avere una Moschea a Milano.</p>
<p><a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_maggio_10/roberto-maroni-moschea-islam-possibile-rispetto-tradizioni-cardinale-scola-2121074469142.shtml?utm_source=twitterfeed&amp;utm_medium=twitter">Qui il</a> Maroni pensiero sul tema espresso questa mattina a margine della conferenza stampa che si è tenuta all&#8217;arcidiocesi di Milano per presentare l&#8217;arrivo del patriarca Bartolomeo, atteso in Italia il 14 maggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Caro Grillo, il problema non è lo Ius Soli, ma la Bossi-Fini</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 12:58:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
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		<description><![CDATA[Beppe Grillo torna a parlare di rifroma della legge della cittadinanza  invocando un referendum. Ecco casa scrive oggi sul suo blog:«In Europa non è presente, se non con alcune eccezioni estremamente regolamentate, lo ius soli. Dalle dichiarazioni della sinistra che la trionferà (ma sempre a spese degli italiani) non è chiaro quali siano le condizioni che permetterebbero a chi nasce in Italia di diventare ipso facto cittadino italiano. Lo ius &#8230;&#160;&#124; <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/caro-grillo-il-problema-non-e-lo-ius-soli-ma-la-bossi-fini/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Beppe Grillo torna a parlare di rifroma della legge della cittadinanza  invocando un referendum.<br />
Ecco casa scrive oggi sul suo blog:«<em>In Europa non è presente, se non con alcune eccezioni estremamente regolamentate, lo ius soli. Dalle dichiarazioni della sinistra che la trionferà (ma sempre a spese degli italiani) non è chiaro quali siano le condizioni che permetterebbero a chi nasce in Italia di diventare ipso facto cittadino italiano. Lo ius soli se si è nati in Italia da genitori stranieri e si risiede ininterrottamente fino a 18 anni è già unfatto acquisito. Chi vuole al compimento del 18simo anno di età può decidere di diventare cittadino italiano. Questa regola può naturalmente essere cambiata, ma solo attraverso un referendum nel quale si spiegano gli effetti di uno ius soli dalla nascita. Una decisione che può cambiare nel tempo la geografia del Paese non può essere lasciata a un gruppetto di parlamentari e di politici in campagna elettorale permanente. Inoltre, ancor prima del referendum, lo ius soli dovrebbe essere materia di discussione e di concertazione con gli Stati della UE. Chi entra in Italia, infatti, entra in Europa</em>».</p>
<p><!--StartFragment--><span style="font-family: Verdana,Helvetica,Arial;">Caro Beppe, prendiamo atto della proposta, anche se ci sarebbe piaciuto leggere pure qualcosa sugli effetti assurdi della Bossi-Fini&#8230; se ci sono già proposte di legge migliorative che potrebbero essere approvate un referendum allungherebbe solo i tempi, e non è chiaro se l&#8217;intenzione del M5S sia migliorativa o ritardante.<br />
L&#8217;importante è la sostanza di ciò che si propone e si fa (possibilmente presto e bene) a vantaggio di tutti. </span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Helvetica,Arial;">Dilazionare prendendosela con il &#8216;sistema&#8217; è un po&#8217; troppo a buon mercato, una musica già sentita che il grande Giorgio Gaber in tempi non sospetti prendeva in giro con una delle sue battute fulminanti: &#8220;<strong>Nudi sì, ma contro la Dc</strong>!&#8221;<br />
</span> <!--EndFragment--></p>
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		<title>Non mi chiamo, mi chiamano</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 10:48:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[S-veliamoci]]></category>
		<category><![CDATA[2g]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>

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		<description><![CDATA[Conosciamo una nuova yallista Sono nata a Genova, il 14 aprile dell’anno 1993. Il mio nome è Nadia Alessandra Benahmidou. Analizziamo insieme! Nadia. Mio padre è marocchino, ma parla il dialetto genovese, ciononostante sembra un siciliano, così lo chiamano Salvatore. Mia madre è genovese, ma non sa parlare in dialetto, nonostante la sua trentennale permanenza nel capoluogo ligure. Quando nacqui, a Genova, vent’anni orsono, si pose la questione: e ora &#8230;&#160;&#124; <a href="http://www.yallaitalia.it/2013/05/non-mi-chiamo-mi-chiamano/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Conosciamo una nuova yallista</p>
<p>Sono nata a Genova, il 14 aprile dell’anno 1993. Il mio nome è Nadia Alessandra Benahmidou. Analizziamo insieme!</p>
<p><strong>Nadia</strong>. Mio padre è marocchino, ma parla il dialetto genovese, ciononostante sembra un siciliano, così lo chiamano Salvatore. Mia madre è genovese, ma non sa parlare in dialetto, nonostante la sua trentennale permanenza nel capoluogo ligure. Quando nacqui, a Genova, vent’anni orsono, si pose la questione: e ora come la chiamiamo? Nadia! Propose mio padre. È un nome utilizzato in tutto il mondo, in Italia come in Marocco (nulla in contrario, se non fosse ch’era in realtà il nome della sua prima fiamma, una lontana cugina).</p>
<p><strong>Alessandra.</strong> Questo nome è stato arbitrariamente aggiunto dalla mia zia materna, salvandomi così da qualche impronunciabile nome arabo!</p>
<p><strong>Benahmidou.</strong> A questo punto la questione si fa più complessa, per lo meno per me! Quando ero piccola pensavo che Abdelhaq fosse il cognome di mio padre, insomma non credevo esistessero nomi tanto complessi! Mia madre pronunciava il mio cognome Benamidù o Benamidou o Bena-acca-midou a seconda dell’interlocutore e ciò mi complicò non poco le cose. Insomma: ma come mi chiamo? Alle elementari decidevo il mio cognome a seconda delle circostanze. In seconda elementare un’amica mi invitò al suo compleanno; sulla busta c’era scritto: “per Nadia Benaccamidou”. Decisamente cacofonico. Oggi ho deciso di chiamarmi Benamidù! Non m’importa quale sia la pronuncia corretta.</p>
<p>Ho studiato canto lirico per sette intensi anni, collaborando inoltre con il Teatro Carlo Felice di Genova. Lavoro dall’età di sedici anni e da un anno risiedo a Milano, ove studio giurisprudenza all’Università Cattolica del Sacro Cuore.<br />
Cresciuta “all’occidentale” temo sia giunta l’ora della resa dei conti!</p>
<p>Nadia Alessandra Benahmidou</p>
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