Intorno allo stesso tavolo Francia, Olanda, Belgio, Gran Bretagna, Polonia, Finlandia, Spagna e Italia. Non è un incontro dei membri dell’Unione Europea. Si tratta del meeting “Semaine de Rencontres Islamo-Chretiennes” SERIC conosciuto come “Week of Muslim-Christian Encounters”, che si tiene ogni anno a cui ho avuto l’occasione di partecipare qualche giorno fa a Rotterdam. Durante il meeting i “rappresentanti” di ogni stato membro hanno condiviso i risultati delle iniziative per migliorare i rapporti tra religioni che varie organizzazioni specializzate hanno pensato e sviluppato durante la SERIC week (nel 2011 si è svolta dal 17 al 27 novembre in tutta Europa). Giorgio Bernardelli, giornalista del Pime e rappresentante dell’Italia, ha raccontato la giornata di volontariato alla mensa dei poveri dell’Opera San Francesco a Milano, a cui ha partecipato la redazione di Yalla Italia e mi ha dato l’assist per presentare il nostro blog. Il dibattito è proseguito sulla questione della Moschea...
Ha preso l’idea del “Giardino dei giusti” e l’ha allargata a tutte le shoah del Novecento. Raccontando le piccole storie di chi oggi rischia la vita per rompere il meccanismo del male. Dal Rwanda alla Bosnia, fino ai ragazzi che, a Napoli, si dedicano ai bambini di strada. Ci sono storie impossibili da tacere. Dimitar Peshev, il deputato bulgaro filonazista che nel 1943 tolse all’ultimo momento 50mila ebrei di Bulgaria dal treno che li portava ad Auschwitz. Pierantonio Costa, il console italiano in Rwanda che nel 1994 portò oltre confine duemila persone di etnia tutsi nascondendole nel suo fuoristrada, e le salvò dal massacro messo in atto dagli hutu. Ancora, l’italorussa Luciana De Marchi, figlia di un comunista piemontese condannato a morte durante i pogrom staliniani con l’accusa di spionaggio, che dopo una lotta di mezzo secolo riabilita la figura del padre dalle accuse infondate. O la giovane palestinese che,...
L’Associazione Italiana Amici di Neve Shalom Wahat al Salam ha compiuto vent’anni nel 2011 e per l’occasione il mese scorso si è voluto festeggiare l’anniversario con un convegno la storia di questa piccola e preziosa amicizia, quella cioè tra il villaggio e i suoi sostenitori italiani. Tra i vari interventi che si sono susseguiti durante il convegno, è stato degno di rilievo il contributo originale e innovativo di Rita Sidoli, docente di Pedagogia Speciale presso l’Università Cattolica del sacro Cuore di Milano. Nella sua relazione, L’empatia e il rischio educativo, la Prof.ssa ha creato un trait d’union tra la storia del villaggio e una recentissima scoperta neuroscientifica. Si sono spiegati i motivi per cui è importante la loro esistenza nella storia dell’evoluzione umana. Essi, infatti “permettono (insieme ad altri circuiti neuronali) l’attivazione mentale “convergente” fra le menti di chi racconta, insegna, spiega, mostra … e di chi ascolta, riflette, confronta,...
Tony Blair, ex primo ministro britannico e oggi presidente della The Tony Blair Faith Foundation è tornato in Italia, all’Università Cattolica di Milano, per partecipare all’incontro “Religione in ambito pubblico, secolarismo o laicità?” organizzata da Fondazione per la Sussidiarietà. Prima dell’appuntamento Blair si è intrattenuto in sala stampa per rispondere alle domande dei giornalisti. C’era anche Yalla. Lei ritiene che il tema principale di oggi sia la libertà religiosa. Perché? Deve essere una delle principali nostre preoccupazioni la convivenza tra le religioni. È indispensabile che in tutto il mondo si porti la coesistenza religiosa. Questo perché come il secolo scorso è noto per i conflitti ideologici politici questo rischia di essere ricordato per quelli ideologici religiosi. Cosa l’ha affascinata del cattolicesimo? È da molti anni che vado a messa con mia moglie. In Chiesa mi sono sempre sentito a casa. Tutto qui, molto semplice. Come si conciliano libertà religiosa e...
Una campagna pubblicitaria avvicina due popoli nemici «Dopo vent’anni di spargimento di sangue, è arrivato il momento di donarlo»: una pazzia, o un’idea rivoluzionaria? Prima di rispondere si deve pensare che questo «scambio di sangue» avviene tra israeliani e palestinesi, due popoli separati da abissi di ostilità maturati in decenni di rancore. E avviene non grazie a un’iniziativa umanitaria o di pace, magari promossa dall’Onu o da qualche Nobel, ma da un’idea «impossibile» lanciata da un’agenzia pubblicitaria e raccolta da migliaia di creativi sparsi in tutto il mondo. Riepiloghiamo la storia. Nel giugno 2010 dal palcoscenico del Festival di Cannes l’agenzia internazionale Saatchi&Saatchi lancia una sfida chiamata «Impossibile Brief», dove il brief è l’idea che i pubblicitari devono realizzare su imput dell’azienda che commissiona loro una campagna. Un’idea davvero impossibile, in questo caso: inventare un messaggio per avvicinare israeliani e palestinesi, usare il linguaggio dell’advertisement per convincere due “nemici” a...
C’è un progetto di una piccola onlus italiana, Hope Onlus che sta per concludersi. Si tratta della riqualificazione (in realtà una vera opera di salvataggio che ne scongiuri la chiusura) di un orfanotrofio in una piccola località israeliana. Si tratta del paese natale della Madonna, Sephoris. Il centro, che accoglie 74 bambini, fra i 3 e i 17 anni, sorge in un kibbutz ebraico in un’area del paese prevalentemente abitata da arabi musulmani. Motivo per cui i minori accolti appartengono alle più disparate etnie e religioni. Ad accudirli ci pensa, dall’inizio del secolo, l’Ordine delle Figlie di Sant’Anna. Un eccentrico gruppo di suore italiane. Lo spirito dell’iniziativa, che vuole rinnovare le strutture, si basa sulla convinzione che l’unica possibilità di pace nella zona sia la convivenza delle tre maggiori religioni. Convivenza che, al contrario di quello che spesso si sente predicare, non passa né per la “tolleranza” né per la...
L’attesa per il grande momento del cardinal Scola è stata condivisa non solo dai fedeli che hanno voluto partecipare alla messa, ma anche da molti credenti di altre confessioni che nelle parole dell’attuale arcivescovo hanno riposto delle speranze per il futuro. Come milanese e come fedele di fede islamcia, ho seguito il suo discorso con un certo coinvolgimento perché ho pensato alla preziosa eredità lasciata dal cardinal Tettamanzi che accresce un senso capace di rincuorare. Ogni tradizione e ogni ritualità sono state seguite conferendo loro un significato profondo, come il passaggio del bastone pastorale di San Carlo e l’entrata nella simbolica basilica di Sant’Eustorgio che ha accolto i primi battesimi. Lo sguardo del nostro nuovo cardinale si volgeva da una parte e dall’altra per regalare un pensiero collettivo e a ciascuno. La sua persona ha rappresentato anche un punto di riferimento per l’incontro interreligioso e interculturale. Proprio in nome di...
Sarò sincera – e anche banale – ma la lingua che preferisco è il francese: ogni cosa tradotta nella sua musicalità arrotata mi sembra più poetica; ogni concetto mi pare più preciso, ogni sentimento più palpabile, ogni insulto più tagliente; mi piace anche quando si mescola ai suoni gutturali dell’Africa e decifrarlo diventa un gioco, nella parlata del Senegal in particolare. Tradisco così, con piacere e con intenzione, la lingua di mia madre, l’italiano, e la lingua di mio padre, l’arabo; pago in questo modo un debito culturale verso un’amatissima insegnante che mi ha trasmesso il suo modo di vedere il mondo, permettendomi di guardarlo allo stesso tempo con profondità e con leggerezza. Tuttavia, se invece di una lingua, mi trovassi a dover scegliere una parola preferita, sarebbe una parola araba: rahma, misericordia. L’italiano non sa rendere le sfumature e l’etimologia antichissima di questa parola che costituisce per i Musulmani...
Il Paradiso dei Bambini Una bambina musulmana confessa ai genitori la sua passione per la compagna di classe Nadia, una cristiana, lamentando il fatto che vengono separate nell’ora di religione. Ingenuamente chiede: «Se mi faccio cristiana sto sempre con lei?». Il padre risponde: «Ogni religione è buona. I musulmani adorano Dio, i cristiani pure». E lei: «Perché lei lo adora in una stanza e io in un’altra?». Il papà taglia corto: «Chi lo adora in un modo, chi lo adora in un altro». Ma alla fine, dopo un serrato e logorante interrogatorio su Dio, Gesù, la vita e la morte, la bambina musulmana conclude irremovibile: «Voglio stare sempre con Nadia!». E chiarisce: «Anche nell’ora di religione!». E’ in definitiva il trionfo dell’umanità sul dogmatismo, dell’illuminismo sul fanatismo. Ed è questo lo spirito che dovrebbe ispirare la percezione del Natale come festa condivisa da cristiani e musulmani. Nel rispetto di una...
Pensate che digiunare per un mese intero sia una follia? Beh, i trenta giorni di Ramadan sono niente in confronto al “Ramadan copto”… I Cristiani d’Oriente, infatti, hanno periodi di digiuno ben più lunghi rispetto alle altre comunità cristiane: in un anno solare per 210 giorni non sarebbe consentito fare uso di alcun alimento di derivazione animale, né di alcun cibo o bevanda alcolica. La festa principale è la Pasqua, preceduta da 55 giorni di digiuno durante i quali non si può mangiare neanche pesce: “il Grande digiuno” è massicciamente osservato dai Copti. Comincia già nella settimana pre-quaresimale, è seguito da 40 giorni in cui i fedeli commemorano il digiuno di Cristo sulla montagna, e poi dalla Settimana santa. Altri periodi di digiuno della Chiesa copta sono l’Avvento (festa della Natività), il digiuno degli Apostoli, il digiuno della Santa Vergine Maria ed il digiuno di Niniveh. Ma chi sono i...