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Il rimpatrio dall’esilio

24 October 2011

Il rimpatrio dall’esilio Dati Articolo

Era l’estate del 2010 quando un giorno mio figlio di 5 anni, seduto accanto a me in un taxi che da Tunisi mi portava a Sidi bou Said, mi chiese “ Mamma le foto del “Comandante” della Tunisia sono dappertutto….Perchè?”. Tornai indietro con la memoria all’estate di molti anni prima, quando alla stessa età di mio figlio rivolgendomi a mio zio Ali posi la stessa domanda. Non vi era alcun dubbio: tanto le raffigurazioni di Bourguiba mi avevano colpito nelle estati della mia infanzia quanto quelle di Ben Ali facevano altrettanto con mio figlio. Mi resi conto di quanto poco fosse in realtà cambiato negli anni. L’uso della raffigurazione del proprio ritratto posto in ogni angolo del paese era il simbolo della conservazione del Potere. Un potere che dal 1956, anno in cui la Tunisia era diventata indipendente dal dominio francese, era stato detenuto da sole due persone che lo...

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Nasce così Menta&Guaranà

21 October 2011

Nasce così Menta&Guaranà Dati Articolo

Mi ricordo di entrare in una casa diversa, eppure era sempre la stessa. La casa di colei che sarebbe diventata mia suocera era addobbata per la grande festa, sopra mobili in argento, grosse candele verdi, una ciotola con un’impasto verde scuro che scoprirò solo dopo essere l’henné per i tatuaggi che mi hanno accompagnata fino al giorno del nostro “sì”. Sembrava di conoscere da sempre i parenti arrivati dalla Francia e dal Marocco, tutti mi abbracciavano e mi riempivano di baci, due piccole principesse mi danno il benvenuto in famiglia, lo sapevo anche se non capivo una parola di quello che dicevano. Pochi istanti dopo vedo mia madre uscire da una delle stanze della casa vestita con una tipica Djellaba marocchina di colore blu. Era stupenda e mi sono emozionata come non mai; aveva un sorriso che ha illuminato ancora di più quella giornata così speciale. Subito dopo sono entrata...

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Sguardi e Identità nell’Incontro

19 October 2011

Sguardi e Identità nell’Incontro Dati Articolo

Quando Majid nel 1962 giunse in Italia per studiare all’Università non avrebbe mai immaginato che si sarebbe fermato per sempre. Non avrebbe pensato di costruire la propria vita in un paese così lontano ma anche così vicino. Majid era nato in un piccolo paesino situato nel centro della Tunisia nel 1941, quando l’Europa stava vivendo la violenza di una guerra brutale che avrebbe lasciato un segno indelebile. Una guerra di cui Majid, qualche anno più tardi, avrebbe letto nei libri della scuola francese che frequentava nella Tunisia del Protettorato. Ed era proprio la Francia il luogo che scelse per terminare i suoi studi all’Università. Tuttavia in seguito ad un cruento scontro tra Francia e Tunisia per il controllo della base militare della città situata nel nord, Biserta, rimasta in mani francesi, Majid fu dirottato verso l’Italia. L’Italia era un paese che Majid conosceva bene dai racconti di alcuni dei suoi...

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Relax al bocciodromo, scatenate al fitness club

17 October 2011

Relax al bocciodromo, scatenate al fitness club Dati Articolo

Per due giorni la settimana, la palestra comunale Scarlini del comune di Sesto Fiorentino in provincia di Firenze, sarà a completa disposizione di donne musulmane con il velo che non si trovano a loro agio in tuta e a fare ginnastica e corsi di fitness a contatto con gli uomini. Come fa notare il sito Immigrazione Oggi, l’iniziativa è nata per favorire la partecipazione delle immigrate e per permettere alle donne musulmane di svolgere le attività rispettando le proprie tradizioni. Promotori del progetto sono state l’associazione Donne Arabe con il supporto dell’Associazionismo Sestese. Per le donne arabe di Sesto Fiorentino, le opportunità non finiscono qui. Presso il Bocciodromo comunale infatti, sarà promosso un corso di bocce gratuito per le donne, sia straniere che italiane, il lunedì mattina dalle 10 alle 11.30 e il martedì e giovedì dalle 18 alle 19.30 per i bambini (a partire dal 24 ottobre). “Grazie ai...

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Yalla Wejdane

14 October 2011

Yalla Wejdane Dati Articolo

La nostra redattrice Wejdane Merji si candida alle elezioni tunisine del 23 ottobre nella lista Tunisini oltre le Frontiere. Dalla redazione di Yalla Italia al nuovo parlamento tunisino… inshallah… Perché ti candidi? La rivoluzione ci ha regalato la possibilità inaspettata ma tanto sperata di diventare cittadini a tutti gli effetti. Credo per cui sia dovere di ogni tunisino contribuire alla costruzione del futuro del paese attraverso un impegno civico e per chi può anche politico. Qual’è il contributo che una donna come te che vive in Italia può dare rispetto a una candidata che vive in Tunisia? La sfida è di valorizzare i punti di forza di un sistema come quello italiano e adattarli alla realtà tunisina, come per esempio la separazione tra i poteri e la presenza di istituzioni che si controllano e bilanciano a vicenda. Credo anche che quando arriverà il momento di valutare le proposte per la...

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Perchè avere fede nel marketing islamico…parte 2

13 October 2011

Perchè avere fede nel marketing islamico…parte 2 Dati Articolo

La seconda parte dell’intevista all’esperta di Marketing islamico AnnaMaria Aisha Tiozzo. Quali sono i settori (moda, farmaceutica…) dove il marketing islamico può incidere sulla vendita di un prodotto? Non vi è un segmento in particolare, in tutti i settori si può dimostrare sensibilità per l’ altro, creando empatia con il consumatore, simpatia per il brand, interesse. Cambiano senz’altro gli strumenti : food, feed, cosmetica e farmaceutica si prestano alla creazione (formulazione o riformulazione) di prodotti ad hoc , in virtù della necessità o opportunità di rispettare le prescrizioni alimentari islamiche. Per altri settori, come i servizi o l’hospitality,e’ essenziale concentrarsi sulla formazione del personale, sulla islamic etiquette o business etiquette. Per tutti i settori, dalla moda, al luxury, all’industria pesante, è essenziale che posizionamento del prodotto, prezzi, e comunicazione tengano conto anche delle prescrizioni (quando non delle normative ) islamiche. Parlando di comunicazione: parole e immagini da usare e da...

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Perchè avere fede nel marketing islamico…parte 1

11 October 2011

Perchè avere fede nel marketing islamico…parte 1 Dati Articolo

AnnaMaria Aisha Tiozzo, l’esperta di marketing islamico, inizia la collaborazione con Yallaitalia con questa intervista doppia. Quello islamico è veramente la nuova frontiera del marketing? Diciamo piuttosto che é la nuova frontiera del glocal; non una ulteriore segmentazione del marketing multiculturale , multietnico,o etico, ma un mix dei tre, trasversale rispetto a Paesi, etnie e classi sociali. Una segmentazione data da un credo religioso che accomuna circa due miliardi di persone nel mondo provenienti da esperienze e culture diverse, con un unico denominatore: la fede gioca un ruolo importante (a livello conscio o inconscio) nelle loro decisioni di acquisto. Quale e’ lo stato dell’arte del marketing islamico in Italia? L’Italia arriva in ritardo rispetto a Paesi come Francia, Gran Bretagna e Germania, che hanno una storia d’immigrazione molto diversa. Ma farei senz’altro una distinzione tra mercato interno ed export. Nonostante la presenza di due milioni di musulmani, le nostre imprese...

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Yalla gnocca

10 October 2011

Yalla gnocca Dati Articolo

Ecco una barzelletta araba che potebbe benissimo essere raccontata alle cene di Arcore. «Ad un tale, esperto di arti magiche, fu portata una ragazza posseduta da un demonio. Rimasto solo con lei riuscì a sapere che non era più vergine e simulava la follia per non subirne le conseguenze quando il marito e la sua famiglia se ne fossero resi conto. Il buon uomo informò i parenti che avrebbe potuto far uscire lo spirito maligno dalla ragazza attraverso un occhio di lei, ma in tal caso sarebbe rimasta orba. Oppure da un orecchio, ma sarebbe rimasta mezza sorda. Oppure ancora da una mano, che sarebbe rimasta però paralizzata o da un piede che si sarebbe azzoppato. Facendolo uscire dalla vagina ella avrebbe perso la verginità, ma senza altri inconvenienti. Scelsero quest’ultima soluzione come male minore, e la ragazza fu salva». Il cartoonist egiziano Ashraf Hamdi l’aveva pure illustrata per questo...

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Steve Jobs: era arabo il profeta della tecnologia

6 October 2011

Steve Jobs: era arabo il profeta della tecnologia Dati Articolo

Steve Jobs era il figlio di un immigrato siriano, Abdulfattah Jandali, e di Joanne Simpson, una donna americana. Fu però adottato e cresciuto da Paul and Clara Jobs in California perché, secondo le interviste che Jandali ha spesso rilasciato, il padre di Joanne non permise alla figlia di sposarsi per via del figlio avuto da nubile. Il tipico padre conservatore che vuole la figlia vergine al matrimonio, non era arabo bensì un americano. E poi dicono degli arabi… Abdulfattah Jandali è nato nel 1931 a Hama, la città simbolo del movimento anti Assad. Figlio di un business man milionario, Jandali emigrò ( anche i ricchi arabi emigrano!) negli Usa negli anni 50 e divenne un professore di scienze politiche. Jandali ha dichiarato di non aver avuti rapporti stretti con il figlio, tuttavia lo ammira immensamente. «Se Steve fosse cresciuto con un nome arabo» ha dichiarato Jandali «avrebbe ottenuto lo stesso...

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Alla ricerca del nuovo Sadat

4 October 2011

Alla ricerca del nuovo Sadat Dati Articolo

Il 6 ottobre 1981, esattamente 30 anni fa, fu ucciso il presidente egiziano Anwar Al-Sadat. Questi fu assassinato da un esponente del movimento integralista della Jihad Islamica Egiziana che si era infiltrato nella parata militare presieduta dallo stesso Sadat. In quell’occasione, l’allora vicepresidente Hosni Mubarak, uscì indenne dal lancio di granate e della mitragliatrice indirizzate verso il palco. Oggi l’Egitto non ha un presidente e non si vede neppure un leader carismatico e all’avanguardia all’orizzonte. Il parterre dei potenziali candidati alle prossime elezioni presidenziali ha un’età media che si avvicina ai sessanti; molti, poi, nel bene o nel male, hanno un cv le cui referenze sono quelle del regime caduto lo scorso gennaio. C’è un detto secondo il quale ogni presidente, per salvagaurdare la propria eredità politica nel futuro, sceglie un vicepresidente che non sia alla sua altezza politica. Ecco perché Nassr aveva scelto Sadat, perché Sadat aveva scelto Mubarak,...

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