Sono aumentate le tasse del permesso di soggiorno; cresce il partito anti ius soli; è spuntata la tassa sui money transfer; in alcune città serve una certificazione della lingua italiana anche per aprire una kebabberia; c’è chi vuole negare la sanità ai clandestini; non ci permettono di votare; e a parità di qualifiche professionali, gli stipendi degli immigrati tendono al ribasso. Ma noi a questo paese vogliamo dare proprio tutto, anche il sangue. Cosa aspetti? Contatta l’Avis Taxes for the Permit to Stay are increasing; the party against “ius soli rights” is increasing, a new tax on money transfers is on place, in some cities there is a need “of an italian language certificate”, even to open a kebab take-away, there are those who seek to deny healthcare to illegal aliens; they do not allow us to vote and even with equal professional qualifications, salaries of immigrants stretch out to...
Se il Wall Street Journal conferisce alle italiane la palma di migliori mamme d’America in un articolo semiserio su tutti i diversi stili di parenting, dovremmo dire mothering, negli Stati Uniti delle mille etnie, sostenendo che «le mamme migliori sono le italo-americane, in parte perché sono affettuose e solari, ma soprattutto per i loro manicotti», cosa potrebbe raccontare Yalla Italia a proposito delle mamme italo-arabe? La premessa è racchiusa nella massima che segue: “Il paradiso giace sotto i piedi delle madri”. È proprio così che recita un hadith di Abu Hurairah, conosciuto da tutti i figli di origine arabo-musulmana. Una mamma tipicamente araba? Non esiste, ma vi sono tratti comuni che si ritrovano non di rado. Molte mamme italo-arabe hanno di natura un’inclinazione iper materna, escluderebbero babysitter a lungo termine e interpretano con un senso tutto loro la fertilità. Avete mai visto una donna egiziana sull’autobus? È probabile che corrisponda...
Aumenta il numero dei matrimoni misti negli Stati Uniti, con un record di matrimoni tra bianchi e neri in Virginia, stato dove fino a 45 anni fa vigeva una legge che li vietava. Ora, secondo uno studio del Pew Reesearch Center, uno ogni cinque matrimoni che si celebrano del distretto di Washington sono interraziali. Secondo lo studio, nel 2010 in tutto il paese il 15% dei matrimoni hanno superato le divisioni di razza e di etnia, un dato doppio rispetto a 30 anni fa. Si chiamavano Mildred e Richard Loving la coppia della Virgina che nel 1967 ottenne dalla Corte Suprema l’abolizione della legge che impediva loro di coronare appunto il loro amore.
La religione è “messa da parte, emarginata e squalificata nella sfera pubblica”: questo il parere della Baronessa inglese Warsi, membro della Camera dei Lord e ministro senza portafoglio del governo Cameron, espresso oggi in un articolo per il Daily Telegraph. La parlamentare, musulmana, ha aggiunto che l’Europa ha bisogno di diventare “più fiduciosa e più a suo agio nel suo essere cristiana”. Warsi ribadirà il concetto – assicura la Bbc – in un intervento che terrà in Vaticano questo pomeriggio. “Dirò che per creare una società più giusta la gente ha bisogno di sentirsi più forte nella propria identità religiosa e più fiduciosa nelle proprie convinzioni”, ha scritto sul Telegraph. “Per questo occorre che le persone non diluiscano la loro fede e le nazioni non neghino le loro radici religiose”. La Baronessa Warsi, di origine pakistana, che oltretutto è la prima donna musulmana con un ruolo di governo della storia...
Giulietta e Romeo non potevano amarsi perché appartenevano a due fazioni avverse. Dramma universale che molti secoli prima era già presente in modo ossessionante nei componimenti degli antichi poeti arabi preislamici. Tribù ostili impedivano in ogni modo agli innamorati di superare il muro invisibile, ma non per questo meno reale, delle rispettive appartenenze… Il carattere universale della religione islamica ebbe anche la funzione di andare oltre tali ristrettezze, mantenendo il divieto per i propri fedeli (maschi e femmine) di unirsi in matrimonio con un coniuge idolatra e concedendo agli uomini anche le altre ‘monoteiste’ (ebree e cristiane): “Vi sono lecite le donne credenti e caste, le donne caste di quelli cui fu data la Scrittura prima di voi, versando il dono nuziale – sposandole, non come debosciati libertini” (Corano 5, 5). Nessun versetto dice esplicitamente che la donna musulmana non possa fare altrettanto, ma la tradizione e l’interpretazione dominante ritengono...
Un francobollo per celebrare il novantesimo anniversario della Moschea di Parigi. È l’iniziativa delle poste francesi, che sabato hanno inaugurano la vendita del francobollo da 60 centesimi nel salone d’onore della moschea parigina. A Milano, invece, una marca da bollo ha inaugurato il dossier del comune sul tanto atteso piano Moschee. Da quanto si è appreso dalla stampa, Milano rinuncia alla grande moschea e apre la strada alla regolarizzazione di 10 piccole moschee. Probabilmente una ogni 10 anni. Il prezzo da pagare per il vivere nel paese del teatrino della politica e delle marche da bollo.
Leggiamo su Wikipedia: “L’unica religione praticata nelle Maldive è l’Islam sunnita. Nel paese non esiste libertà di culto, nel 2008 un emendamento costituzionale ha negato ai non musulmani di poter ottenere la cittadinanza maldiviana”. Beh, non si può certo dire che le Maldive siano percepite come paese islamico… altre caratteristiche delle stupende isole sembrano prevalere nella percezione che si ha di queste terre. Eppure vi succede anche questo! E pensare che il grande viaggiatore maghrebino
Napolitano ritiene doveroso concedere la cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia, la Lega la considera un’idea esecrabile, Beppe Grillo pensa che sia una questione marginale: scusate l’improbabile accostamento tra il Presidente della Repubblica, un qualsiasi demagogo leghista e un comico ai quali in ogni caso mi accodo per dire la mia. Fino all’età di tre anni non ero una cittadina italiana. Non molti sanno e pochi ricordano che, fino ad una decisione della Corte Costituzionale del febbraio 1983, la legge italiana riconosceva la cittadinanza italiana solo ai figli di cittadini italiani, di cittadini appunto, non di cittadine italiane; la legge in questione risaliva al 1912 e ben poteva dirsi il relitto di una mentalità patriarcale. Nel 1990, sotto la vigenza della medesima legge, mio padre si commosse quando gli fu comunicato per posta che il presidente della Repubblica dell’epoca gli aveva finalmente concesso la cittadinanza italiana e conservò...
Si parla molto di “seconde generazioni”, cioè di tutti quei bambini e ragazzi nati in Italia da genitori stranieri che convivono con la ricchezza e le difficoltà di una doppia identità culturale: quella delle proprie origini e quella del paese in cui vivono. L’Italia è però un paese in cui la storia delle immigrazioni è ancora giovane e tutta da scrivere, al contrario di quei luoghi che sin dall’inizio del ’900 accolgono popolazioni ed etnie straniere, come ad esempio gli Stati Uniti. Vediamo, proprio dagli States (e non solo!), cinque personaggi, conosciuti in tutto il mondo, che possono essere considerati a tutti gli effetti di “seconda generazione”! 5 – John Belushi. Genio, comicità e sregolatezza, Belushi è stato uno degli attori comici più conosciuti e amati dal pubblico in patria e nel mondo. Nato e cresciuto a Chicago, Belushi è figlio di Agnes e Adam Belushi, immigrati provenienti da Qyteze,...
Quando cade un governo sembra fatale che si blocchino tutte le iniziative che facevano capo a uno dei suoi esponenti… E’ successo anche al Comitato per l’Islam italiano, sorprendentemente varato dal Ministro leghista Roberto Maroni e che aveva almeno cominciato a occuparsi seriamente di dare qualche risposta tecnica (e prima del governo dei tecnici) a tante questioni che rischiano di restare irrisolte per sempre a bordo della Concordia-Italia, capace di incagliarsi su qualsiasi scoglio per “fare l’inchino” non si sa bene neppure a chi. Stando così le cose, nonostante i ‘funzionari’ avrebbero potuto tener fede al proprio nome ‘funzionando’ e facendo ‘funzionare’ qualcosa di utile, c’è forse spazio per qualche considerazione. Ammesso che qualcuno lo intenda resuscitare, il Comitato, per assolvere meglio al suo compito dovrebbe ispirarsi ad alcune esigenze che ci permettiamo di elencare: 1. E’ vero che non si trattava, per deliberata e dichiarata scelta, di un organismo...