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Politica e attualità, fughe di notizie piccanti condite di commenti yallesi

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Che cosa sta cantando?

17 October 2011

Che cosa sta cantando? Dati Articolo

La foto è stata scattata a Sirte la scorsa settimana. Ci chiedevamo: ma che cosa sta cantando l’intrepido artista? La versione araba di Desperado Singing in the Bullets, la versione libica di Singing in the Rain Dont’cry for me Libia mia. Del gruppo i Tres Amigos Libicos Vita Spericolata Stairway to Heaven o Hell Awaits

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Libia connection.La regia occulta di Al Jazeera ha vinto la guerra delle bugie

14 October 2011

Libia connection.La regia occulta di Al Jazeera ha vinto la guerra delle bugie Dati Articolo

Altro che giornalisti embedded. La guerra a Gheddafi è stata “inventata” e orchestrata dalle tv satellitari sunnite, che hanno trascinato sul terreno della disinformazione il mainstream mondiale. È la tesi di Paolo Sensini, storico e saggista italiano. Che è andato a cercare la verità sul campo. «Diecimila morti e almeno cinquantamila feriti in Libia». È il 17 febbraio 2011 e questo messaggio postato su Twitter dalla tv satellitare Al Arabiya – che dichiara di riprendere una dichiara- zione da Parigi di Sayyid al-Shanuka, fantomatico membro libico della Corte penale internazionale – fa il giro del mondo. Come il classico sasso lanciato in uno stagno produce cerchi sempre più grandi, la notizia si amplifica, genera rabbia, suscita sdegno, produce riprovazione e offre agli interessati il principale argomento per riunire il Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Non fa, al contrario, il giro del mondo e non smuove coscienze il comunicato stampa con cui...

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Al Qaeda vs Ahmadinejad: quando una tira le orecchie all’altro

12 October 2011

Al Qaeda vs Ahmadinejad: quando una tira le orecchie all’altro Dati Articolo

Dopo l’11 settembre, Al Qaeda si è proposto come il peggiore e più fervente nemico degli Stati Uniti. Nel 2005, però, Mahmoud Ahmadinejad è stato eletto in Iran e, da quando è presidente, non ha lesinato commenti aspri e critici nei confronti degli USA, mettendo il gruppo terroristico in secondo piano. Le loro posizioni sulle dinamiche dell’attentato sono differenti: Al Qaeda se ne prende (con grottesco orgoglio) il merito, Ahmadinejad è convinto che ci sia la mano degli stessi americani. Tali opinioni sono così inconciliabili che Al Qaeda, attraverso la sua rivista in lingua inglese “Inspire”, ha lanciato un monito al presidente iraniano, accusato di volersi accattivare simpatie: basta con le teorie della cospirazione sull’ 11 settembre! La notizia è stata riportata su un blog del New York Times. Leggendola, non ho potuto evitare di immaginarmi la scena-preludio dell’uscita del nuovo numero della rivista, una litigata alla “Sandra e Raimondo”...

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Egitto. Siate Hassan, siate Marcos

10 October 2011

Egitto. Siate Hassan, siate Marcos Dati Articolo

«Dio è con noi, Cristo è con noi. Loro vogliono che (l’Egitto sia uno Stato) islamico, ma noi non ci arrenderemo», inneggiano i copti. Sul fronte opposto i musulmani ripetono senza sosta, «Islam, Islam, Islam». Yalla Italia rilancia con un consiglio: guardate il film egizianoHassan e Marcos. Nel film, un rispettato uomo religioso musulmano interpretato da un grande Omar Sharif assume l’identità di un prete copto, mentre un reale prete copto rinuncia alle vesti di stimato religioso indossando quelle di uno sheikh islamico per sfuggire al clima di violenza dopo un attentato bomba organizzato dai suoi correligionari a causa della sua apertura verso i musulmani. Il film racconta con ironia i pregiudizi che musulmani e cristiani nutrono gli uni verso gli altri nella terra dei faraoni, ma lascia intravedere la possibilità di una covivenza possibile a patto che gli uni si mettano nei panni degli altri. Qui il trailer del...

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Iran chic. Il grande boom della disuguaglianza

7 October 2011

Iran chic. Il grande boom della disuguaglianza Dati Articolo

Durante la rivoluzione iraniana la gente che manifestava per le strade chiedeva sostanzialmente la fine del lusso sfrenato della monarchia Pahlavi e un più equo accesso alle risorse del Paese. Chi poteva immaginare che trent’anni dopo il lusso sfrenato avrebbe di nuovo contrassegnato i pochi ricchi iraniani, sempre più ricchi in mezzo a un gran numero di poveri che faticano ad arrivare alla fine del mese? La differenza sostanziale rispetto ad allora è che la modernità ha creato nuovi e inediti modi per spendere, e per farlo alla grande. Così la novità di un cono gelato ricoperto di oro commestibile, che si può consumare dall’alto della Torre Milad godendosi la vista sulla città per la modica cifra di 250 dollari, scatena le polemiche di chi su quella torre non ci potrà mai salire, né potrà mai permettersi la crema gelato all’oro; e si fa sempre più pubblica l’opinione che la...

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Mia zia in Pakistan e il suo iPhone taroccato

6 October 2011

Mia zia in Pakistan e il suo iPhone taroccato Dati Articolo

Voglio raccontarvi un aneddoto. Un giorno quando ero in Pakistan qualche mese fa, e’ venuta a trovarmi mia zia. Mentre si parlava del piu’ e del meno, mi e’ squillato il cellulare ed e’ partita l’inconfondibile suoneria della Apple. Noto che mia zia, confusa, guarda il suo telefono e intanto io mi avvio a rispondere. Quando si conclude la chiamata, mia zia mi dice, “Ah, anche tu hai l’iPhone!” Io sorrido e la guardo. Lei sventola il suo telefono e continua, “Proprio come me!”. Quello che lei tiene in mano e’ sì un telefono, e c’e’ disegnata una mela sopra, ma da qui a dire che fosse un autentico prodotto Mac, ce ne vuole. Anche mia zia nota la “leggera” differenza ed aggiunge «Ma il tuo e’ il modello piu’ vecchio o piu’ nuovo?”» Io non le avrei mai detto la verita’. La fama dell’industria tecnologica piu’ cool dell’ultimo decennio...

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Per i sauditi, l’Egitto non è il paese dei copti

5 October 2011

Per i sauditi, l’Egitto non è il paese dei copti Dati Articolo

L’aumento delle tensioni religiose in Egitto ha portato all’emigrazione di circa 100mila cristiani dal marzo del 2011. Lo denuncia l’Unione egiziana delle organizzazioni per i diritti umani, secondo cui questa fuga di massa potrebbe modificare le componenti demografiche che caratterizzano il Paese e la sua stabilità economica. La principale causa che determina l’emigrazione, sottolinea l’organizzazione, è da ricercare nel conflitto tra i salafiti e i copti. Secondo il direttore dell’Unione egiziana delle organizzazioni per i diritti umani, Naguib Gabriel, i copti non stanno abbandonando l’Egitto volontariamente, ma vengono costretti a fuggire dai salafiti con tattiche aggressive. Parlando di tattiche, ce ne sono alcune di carattere politico-amministrative volte a lasciare i Copti egiziani lontani sia dal paese e anche dalla politica egiziana. Un funzionario del ministero della cultura egiziano in Italia per l’inaugurazione della mostra Venezia e l’Egitto presso Palazzo Ducale a Venezia, ha spiegato a Yalla Italia che gli egiziani...

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La rivoluzione algerina della moralità

4 October 2011

La rivoluzione algerina della moralità Dati Articolo

Algeri, 4 ottobre – Una ‘primavera algerina’ all’insegna del rigore morale. È questo il movente che sta spingendo migliaia di cittadini di tutto il Paese a scendere in piazza a chiedere non il pane, non le riforme bensì la chiusura delle case di tolleranza, dei locali notturni e dei negozi di alcolici. Un fenomeno, quello della ‘Rivoluzione morale’ in corso in Algeria, che conta già morti e feriti e che alle altre rivoluzioni che stanno infiammando il mondo arabo ha ispirato i suoi slogan: ‘Via le prostitute dal Paese’ e ‘Il popolo vuole la chiusura dei locali notturni’ sono solo alcune delle frasi scandite dai manifestanti, che lamentano un decadimento dei costumi giudicato ormai insostenibile. Ad accendere la miccia della rivoluzione sono stati gli abitanti di un villaggio della provincia di Bejaia, a est di Algeri, spiega il quotidiano algerino ‘Ecchorouq’. Qui la popolazione ha inscenato una protesta contro le...

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La primavera araba passa anche dal Bahrain

3 October 2011

La primavera araba passa anche dal Bahrain Dati Articolo

Nada Dhaif. Fatima Haji. Ali El Ekri. Ricordatevi questi nomi e associateli al Bahrain, il Paese arabo celebre per il circuito di Formula 1, che quest’anno non ha accolto il Gran Premio per le proteste. Sono gli ennesimi protagonisti della “primavera araba”. Fanno parte dei venti medici che il 30 ottobre 2011 sono stati condannati per furto di medicinali, traffico di armi, occupazione del Salmaniya Medical Complex, negazione delle cure, diffusione di notizie false e tentato golpe. Il primum movens? Aver soccorso i feriti degli scontri di piazza. Sono stati giudicati da un tribunale, gestito dai militari, che applica le disposizioni dello stato di emergenza volute a marzo dal re Hamad Al Khalifa. Un processo durato meno di dieci minuti, senza prove a sostegno delle accuse, in cui gli imputati hanno potuto parlare con gli avvocati solo in quel momento e con dichiarazioni di colpevolezza firmate sotto coercizione. Dopo essere...

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La fine del mondo si chiama Chrislam

29 September 2011

La fine del mondo si chiama Chrislam Dati Articolo

Si parla sempre di più di dialogo interreligioso, ecumenico, pace fra culture e civiltà…ma qualcuno ha mai pensato che, in nome di questo, ci potesse essere un’effettiva “contaminazione reciproca”? Come al solito gli americani fanno da capiscuola. E qualcuno ha pensato: perchè agitarci tanto ad andare d’accordo, autodefinirci per differenziazione, quando possiamo semplicemente…diventare una cosa sola? In breve, perchè essere cristiani, o musulmani…e non, semplicemente, crislamici? Il concetto di Chrislam nasce alla Grace Fellowship Church di Atlanta, in Georgia, come risposta alle domande e alla crescente necessità di confronto che nascono dopo l’11 settembre. Queste le tappe: i sondaggi dicono che solo il 30% degli americani ha una visione positiva dell’Islam? Bene, allora qualcuno inizia a riflettere sul significato di “ama il tuo prossimo”. E a realizzare che non si può amare il prossimo senza avere un rapporto con lui. Così la Memorial Drive Presbyterian Church organizza un seminario dal...

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Maha

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