Questo, dello squalo e il pesciolino, è il titolo di un racconto scritto da un undicenne. “Nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico nuotava un piccolo e delicato pesciolino. All’improvviso il pesciolino ha visto uno squalo che voleva divorarlo. Si è dato alla fuga nuotando in fretta e così ha fatto anche lo squalo. Improvvisamente il pesciolino si è fermato ed ha detto allo squalo: ” Perché vuoi divorarmi? Possiamo giocare insieme!” Lo squalo si è messo a pensare ed ha pensato e pensato. Poi ha risposto: “Va bene, giochiamo a nascondino”. Lo squalo e il pesciolino hanno giocato tutto il giorno fino al tramonto del sole. La sera lo squalo è tornato a casa. Sua madre gli ha domandato: “Come hai passato la giornata, squalo mio? Quanti animali hai divorato?” “Oggi non ho divorato animali, ma ho giocato con un animale che si chiama pesce”. “Il pesce è l’animale che noi...
La morte dei Rais ha scatenato il sadismo dei media. Corriere e Repubblica in testa Perchè all’Olgettina qualcuno si sara pure venduto il corpo, ma a Sirte chi ci ha lasciato l’anima è legione. Perchè abbiamo un bel dire che c’è troppa prostituzione nei palazzi e troppa miseria fuori dei palazzi. La prostituzione, certo – misera anch’essa, deprecabile, avvilente, eppure ancora umana. Ma c’e’ dell’altro, qualcosa che fa talmente orrore da non lasciarsi nominare. Sadismo, pornokrazia, bestialità, servilismo da basso impero… Comunque la si voglia chiamare, è una situazione non più umana. Attiene le immagini. E la pietà. Idoli che sovrastano la ragione e stordiscono il cuore. Già, il cuore. Dopo l’era del colonialismo, dopo la decolonizzazione – compiuta o incompiuta – abbiamo colonizzato noi stessi. I nostri sguardi, le nostre vite. I cuori. Richiamando un detto di Pitagora, Bacone scriveva che è proprio dell’amico costringerci a “Non divorarci il...
MOI. Musulmani Omosessuali in Italia. Ebbene sì: dell’ormai vasta rete associazionista islamica da giugno 2011 sono entrati a far parte anche loro. Almeno nella pratica, omosessualità e dottrina religiosa non vanno molto d’accordo: questo vale tanto per i musulmani quanto per ebrei e cristiani. Ma ciò non toglie che esistano omosessuali in tutti e tre questi “gruppi” identitari nè che nella maggior parte dei casi si mobilitino per difendere i propri diritti. Nella fattispecie, le istanze dei musulmani gay d’Italia saranno rappresentate persino a Bruxelles alla conferenza Calem (Confederazione delle associazioni lgbtq musulmane in Europa). Come spiegano nel loro sito Il Grande Colibrì, gli attivisti del MOI intendono occuparsi tanto di omosessualità quanto di intercultura, partendo da una situazione di doppia “diversità”: i gay musulmani ricevono bastonate a destra e a manca, dagli omofobi quanto dai razzisti (per non parlare della crème de la crème, gli omofobi razzisti e islamofobi)....
15 ottobre: il mondo si prepara a una rivoluzione globale al grido di “occupy”, occupiamo. Le piazze, le strade, le sedi degli istituti finanziari saranno invase da migliaia di giovani con tende e sacchi a pelo. Ma il movimento degli indignados si può davvero definire “globale”? Volontari per lo Svilupppo, l’organo di informazione della Focsiv indaga sulla partecipazione del Sud del mondo, e in particolare dell’Africa, ad un movimento che finora sembra essere prerogativa dei giovani del Nord. Con un commento di Claire Ulrich di Global Voices. di Donata Columbro, Volontari per lo svilupppo Il movimento globale unito dalla voglia di cambiare il mondo al grido di #globalchange! è molto organizzato in rete. C’è un video che circola su YouTube e sui social network per invitare a unirsi alla protesta, ci sono pagine Facebook dedicate ad ogni comitato locale e nazionale che invocano la “Democracia Real Ya” (democrazia reale ora)...
L’emergenza Nord Africa costa 1,2 milioni al giorno ALLA PRIMA NEVICATA LA PAZIENZA DEI MIGRANTI è finita: lo scorso 20 settembre in 40 si sono messi in cammino dai 1800 metri del villaggio sciistico Le Baite di Montecampione, nel bresciano (dove sono ospitati in 114), fino alla cittadina più vicina, una decina di chilometri a valle. «Siamo scappati dalla guerra in Libia, ci avete accolti. Ma ora perché ci lasciate per mesi lassù da soli?», hanno chiesto alle autorità. Faceva impressione vedere la carovana di giovani dalla pelle nerissima scendere tra quelle valli. Così come si rimane di sasso nel vedere centinaia di ragazzi dell’Africa subsahariana (quasi tutti i profughi libici in fuga erano lavoratori stranieri) fuori dall’enorme residence Ripamonti di Pieve Emanuele, o al porto di Marghera, o in altre decine di strutture in Italia, che passano le loro giornate in attesa che la loro domanda di accoglienza venga...
Un mufti dell’Arabia Saudita ha emesso una fatwa, o editto religioso, con la quale ha vietato ai musulmani di giocare a calcio in quanto si tratta di uno sport inventato dagli ebrei, dai cristiani, dagli infedeli, da Stati Uniti, Russia e Francia. In particolare, Abdullah al-Najdi ha vietato ai giovani musulmani di giocare a calcio a meno che non vengano cambiate alcune regole, come riporta l’agenzia di stampa iraniana ‘Irnà. In base alla fatwa, termini creati dagli «infedeli» quali «fallo», «rigore», «corner» e «fuori» devono essere eliminati dalle partite. Al-Najdi ha poi aggiunto che i calciatori di una squadra devono essere più o meno di 11 per evitare di somigliare agli ‘infedelì e che il gioco va svolto con gli abiti indossati tutti i giorni oppure le partite si devono svolgere di notte, in quanto le divise usate oggi dai giocatori non sono idonee ai giovani musulmani. Inoltre, «se qualcuno...
Attenzione: se non avete ironia e autocritica non leggete questo articolo. In particolare se siete dei convertiti dall’islam al cristianesimo e viceversa. Di norma ho imparato a non generalizzare mai, eppure permettetemi di levarmi un sassolino dalle scarpe e chiedermi: perché i convertiti sembra che ce l’abbiano con il mondo intero? Perché (alcuni) si presentano in pubblico musoni, arrabbiati, troppo seriosi, uff! pallosi? Lungi da me il voler criticare scelte o addentrarmi incautamente in un altro noioso dibattito sul perché o percome si sceglie di cambiare appartenenza religiosa; la mia è solo una leggera e “simpatica critichetta”. Mi chiedo però, perché quando si parla di Islam, o in generale di religioni (vedi Magdi Cristiano Allam esempio poco riuscito di nuovo cristiano, visto le sue esternazioni che non hanno nulla a che vedere con il porgi l’altra guancia e i principi di fratellanza della religione di Gesù Cristo) si viene a...
È curioso come a volte parlare con un’autorità religiosa, a cui ci si rivolge con rispetto perché dotto, renda più dubbiosi sul senso della fede. Qualche anno fa, alla vigilia del mese di Ramadan, venne a casa mia un giovane imam. Era un’occasione per scambiarsi auguri, pregare un po’ e conoscersi meglio. Si arrivò a parlare dei miei studi e del mio desiderio di diventare medico fin da piccola; mi chiese cosa avrei voluto fare dopo la laurea, ma quando provai a rispondergl mi suggerì di fare la ginecologa. Rimasta sorpresa, gli chiesi spiegazione e così mi disse: “Se farai la ginecologa, spargerò la voce in giro così curerai tante sorelle, perché è difficile trovare ginecologhe”. Il suo chiarimento non fece altro che accrescere la mie perplessità: pur non essendo irrilevante la quota di ginecologi, buona parte degli specialisti sono donne. Poi continuò: “Sai, quando mia moglie dovette partorire non...
“Potrebbe essere impiccato giovedì Yousef Nadarkhani, il giovane prete cristiano residente nella città iraniana di Rasht, sul Mar Caspio, condannato a morte per apostasia. A lanciare l’allarme è il sito d’informazione ‘BosNewsLife’, che cita fonti iraniane vicine al religioso, secondo le quali Nadarkhani, che oggi sederà sul banco degli imputati in una nuova udienza del processo a suo carico, avrebbe respinto la richiesta di “pentimento” avanzata dal giudice del tribunale provinciale di Gilan nel corso di un’udienza che ha avuto luogo domenica.” [Adnkronos] Nadarkhani ha trentaquattro anni, nato in una famiglia islamica ha deciso però di convertirsi al cristianesimo. Secondo fonti iraniane, davanti alla richiesta del tribunale di abbandonare la propria fede cristiana e di tornare a quella dei suoi “antenati”, Nadarkhani avrebbe risposto al giudice di non essere disposto a ritornare “alla blasfemia in cui mi trovavo prima della mia fede in Cristo”. L’affermazione coraggiosa della propria identità è...
Scrivo, perché sembra che gli altri se ne siano dimenticati. Scrivo, perché non riesco ad ignorarlo. Scrivo, perché la penna è l’unica arma d’istruzione di massa che possiedo. Oltre ai problemi politici, le guerre ed i talebani, il Pakistan deve combattere regolarmente anche contro i disastri naturali. Eppure questa volta, sembra essere solo nella sua lotta. Appena un anno fa, una parte del Pakistan (grande circa quanto l’Italia intera) stava affogando sotto il peso delle piogge monsoniche. Le piogge uccisero quasi 2000 persone e lasciarono 3000 feriti. Almeno 20 milioni di persone furono destabilizzate. Quest’anno le piogge hanno ripreso a cadere eccessivamente. Ad oggi si contano almeno 369 morti e 740 feriti. Quasi 700,000 degli 8,2 milioni di afflitti stanno vivendo in campi profughi. Ho fatto un esperimento. Ho cercato la parola “Pakistan” su 3 dei principali quotidiani italiani: La Repubblica, Il Corriere della Sera ed Il Messaggero. Il risultato...