Gli italiani non conoscono il mondo arabo? Non abbiamo nemmeno finito di dirlo in questo articolo, che una prova tangibile ci viene offerta su un piatto d’argento. Questa volta però, non parliamo più di ragazzi, ma di professionisti, e in particolar modo dei giornalisti del primo quotidiano ligure, “Il Secolo XIX”. Apro il giornale, leggo distrattamente i titoli principali, e da buon copto non posso non farmi attirare dalla foto del Papa Shenouda III in fondo alla pagina degli esteri. Leggo l’articolo, e mi chiedo cosa c’entri il Papa di Alessandria con la storia recente dei rapporti Vaticano-Azhar! Ma le perplessità non durano molto, perché la didascalia sotto la foto parla chiaro: “I Grande imam Ahmad at-Tayyeb”… il grande chi!? (fra l’altro se proprio vogliamo essere puntigliosi, sarebbe IL Grande imam eccetera eccetera… errorino di stampa). Che gaffe bestiale! (Sempre se la vogliamo chiamare così) Ma a noi di Yalla...
“Che vergogna” avranno pensato i molti che sono venuti a conoscenza del ricongiungimento familiare accordato ad una coppia di omosessuali regolarmente sposata in Spagna e che richiedeva di poter ottenere il permesso di soggiorno per il coniuge uruguaiano, così da vivere insieme nel nostro Paese. “Che palle” dico io a queste persone che si spaventano di una diversità che non esiste, non è mai esistita e mai esisterà. Gay ed immigrati sono infatti sempre esistiti, pensate ai greci e ai romani omosessuali e agli italiani immigrati negli Stati Uniti, retorica, però è vero. Capirei la perplessità nello sguardo di una persona che vede convolare a nozze un uomo e una capra (già successo, ma non era un animale…) o un tavolo e una tartaruga, ma tutto questo sgomento di fronte a due persone che si amano e che vogliono solo vivere insieme non lo capisco. C’è chi non crede nell’omosessualità,...
Cari Italiani, comunicazione d’urgenza. Sono un vostro nuovo e fedele conoscente, definito tecnicamente microblog. Ho alcuni concorrenti agguerriti di nome Google+, Linkedin, e soprattutto il famigerato Facebook. Pare che il 93% di voi lo utilizzi. Pare, a dire il vero, che in tutto il mondo una persona su nove sia su Facebook, 750 milioni di utenti su 6,94 miliardi di esseri umani. Che vi vengano condivisi 30 miliardi di contenuti al mese. Abbiamo comunque un rapporto privilegiato: secondo il Global Web Index siete i primi in tutta Europa nel mio utilizzo e nella condivisione video. Sono diventato anche un mezzo nobile e dalla grande capacità di aggregazione: in Tunisia, Egitto, Yemen, Libia e Siria sono improvvisamente diventato catalizzatore di idee e frustrazioni, motore di rivolte epocali. Ho un piccolo difetto, d’accordo: potete usarmi 140 caratteri alla volta. Che va benissimo per dire “Viva la rivoluzione!” “Mubarak si è dimesso!”, “Monti...
Ecco che un altro San Valentino è passato…. Ma che dire dei rapporti di coppia di “seconda generazione”? Ahimè la vita è una cosa complicata, ancor di più quando si tratta di uomini…. A parte gli scherzi, non sono una sociologa, ma la mia esperienza, seppur giovane, mi consente di cogliere alcuni dei meccanismi “amorosi” dei nuovi giovani italiani. Le dinamiche culturali che stanno dietro ad una persona nata da genitori arabi, cresciuta in un’altra cultura come quella occidentale, non sono facili da comprendere, soprattutto se si tratta di un mix arabo-islamico-occidentale. Le tendenze educative generali dei genitori arabi cambiano a differenza del sesso del figlio. In linea di massima, per una questione meramente culturale, i figli maschi sono lasciati più liberi nel vivere alla “maniera occidentale”, per cui la sessualità e i rapporti di coppia sono vissuti apertamente senza troppe restrizioni. L’uomo non ha problemi ad avere rapporti con...
Torniamo sull’argomento Siria proseguendo il focus sulla diaspora in Italia: la nostra redattrice Sabika Shah Povia ha intervistato Yasar Fattoom, membro anch’egli di un movimento che gioca parte del suo attivismo sui social media. E di nuovo cade la neve e copre con un mantello bianco il sangue rosso dei siriani che continuano a morire nell’indifferenza. Yasar Fattoom ha scelto di andare via dalla Siria e di venire a vivere a Roma tre anni fa. Oggi, da qui, si fa portavoce di un movimento rivoluzionario a cui i media non stanno dando la giusta importanza. Come Aya Homsi, crede nell’importanza del ruolo dei social media nella distribuzione dell’informazione e dirige la pagina Facebook Syrian Uprising 2011 Information Centre, creata appunto con l’intento di informare e semplificare la comprensione dei complessi avvenimenti in Siria ad un pubblico internazionale. Perchè hai lasciato la Siria? Il servizio militare è d’obbligo in Siria. Io...
“Ti senti più italiana o più egiziana/tunisina/siriana/ecc?”. Domanda ricorrente e ormai quasi noiosa per molte seconde generazioni. Oggi però quella stessa domanda può incoraggiare una giovane italo-siriana ad usare la libertà acquisita in terra occidentale per denunciare con passione e dolore la tragedia umana che si sta consumando nella terra delle sue origini. Giovane studentessa bolognese, Aya Homsi, che porta nel suo cognome il nome di una delle città più martoriate della Siria, Homs, decide insieme a un gruppo di amici siriani di uscire dal silenzio e di abbattere il muro della paura che la dittatura ha crea nell’anima dei siriani, anche se vivono altrove, anche se sono figli di immigrati. Il gruppo facebook Vogliamo la Siria libera nasce quasi un anno fa con pochi membri per diventare oggi un punto di incontro e discussione per chi vuole capire meglio quanto avviene in Siria e sostenere un popolo che non...
Presentata la ricerca effettuata nelle province afghane occidentali sotto il comando italiano Isaf-Nato Disillusione, diffidenza e sospetto. Sono i sentimenti prevalenti verso le truppe straniere che emergono dalla ricerca “Le truppe straniere agli occhi degli afghani: percezioni, opinioni e rumors a Herat, Farah e Badghis” promossa dalla Ong Intersos e realizzata dal ricercatore e giornalista freelance Giuliano Battiston. Le interviste raccolte nell’estate 2011 con interlocutori diversi – dai religiosi ai funzionari governativi, dai commercianti agli attivisti – segnalano un forte scollamento tra le dichiarazioni delle cancellerie occidentali, che sostengono che le forze Isaf-Nato siano riuscite in buona parte a stabilizzare il paese, e quelle degli afghani, che ritengono che la comunità internazionale abbia fallito nel garantire la sicurezza alla popolazione, pur manifestando apprensione sulle conseguenze del ritiro delle truppe. La maggior parte degli intervistati lamenta condizioni di sicurezza precarie e ritiene che il dispiegamento delle truppe internazionali non abbia prodotto...
Tra le vittime delle violenze in Siria ci sono moltissimi minori. Secondo la portavoce dell’Unicef, dal marzo scorso ad oggi sarebbero 400 i bambini morti e oltre 400 quelli arrestati. Intanto le violenze non accennano a placarsi. Ieri i bombardamenti su Homs sono ricominciati e secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, sarebbero state uccise 113 persone, di cui 69 solo a Homs. Una blogger egiziana recentemente faceva notare che ogni volta che accade qualcosa di grosso in Egitto, viene operato un massacro in Siria, quasi sistematicamente. Come se l’establishment siriano si rendesse conto della cronica distrazione dell’Occidente davanti ad accadimenti più spettacolari (come successo per la strage allo stadio di Port Said, per quanto anche questa notizia non sia stata coperta con particolare zelo dai mainstream media). Al di là di questo, il silenzio dei nostri media sull’eccidio siriano è assordante. Forse sarebbe bene ripassare i manuali di giornalismo...
Sono circa 140 milioni le donne nel mondo che hanno subito mutilazioni genitali. Mentre in Europa, secondo stime del parlamento Ue, sono 500mila le donne e le bambine residenti che portano le conseguenze permanenti di queste pratiche e altre 180mila sono a rischio ogni anno. Oggi si celebra la Giornata mondiale per l’abbandono delle mutilazioni dei genitali femminili. E sono tante le associazioni, internazionali e nazionali mobilitate. Amnesty International e l’European Women’s Lobby hanno rivolto un appello all’Unione europea affinchè si impegni a porre fine alle mutilazioni genitali femminili e ad altre forme di violenza contro le donne. Dal 2010, quando la Commissione europea aveva promesso di adottare una strategia sulla violenza contro le donne, comprese le mutilazioni genitali femminili – ricorda Amnesty – non vi è stato alcun tentativo coerente e strutturato di affrontare questa violazione dei diritti umani. Molto spesso – prosegue Amnesty – le bambine vengono portate...
At least 74 people have been killed in clashes between rival fans following a football match in the Egyptian city of Port Said. Scores were injured as fans – reportedly armed with knives – invaded the pitch after a match between top-tier clubs al-Masry and al-Ahly. Officials fear the death toll could rise further. It is the biggest disaster in the country’s football history, said the Egyptian deputy health minister. “This is unfortunate and deeply saddening,” Hesham Sheiha told state television. Some of the dead were security officers, the Associated Press news agency quoted a morgue official as saying. Field Marshal Hussein Tantawi, the head of Egypt’s ruling army council, went to a airbase near Cairo to welcome back al-Ahly players who were flown back from Port Said on a military aircraft. “This will not bring Egypt down… These incidents happen anywhere in the world. We will not let those...