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Muhammad, Jesus and James bond: Imran Ahmad, “the perfect gentleman”

di AnnaMaria Aisha Tiozzo

Mi scusi Mr. Imran

Si?

Posso essere la sua Bond girl….per qualche minuto?

E’ così che ho approcciato Imran Ahmad al termine della sua conferenza al World Halal Forum di Kuala Lumpur ad Aprile, cercando di farmi notare tra decine di giornalisti che reclamavano la sua attenzione.

Un guizzo divertito nei suoi occhi, mi ha afferrata per un braccio dicendo: “venga“.
Se non fosse che “un pakistano non bacia sulla bocca“, sarebbe stato perfetto nella parte del famoso 007; invece, Imran Ahmed è l’autore del libro “Muhammad, Jesus and James Bond“, titolo scomodo che a me piaceva molto, diventato poi “Unimagined” ed infine, per le edizioni hachette, “The perfect gentleman“.
The perfect gentleman” è la storia di molti di noi; Imran la quintessenza di un yallista.

Seconda generazione d’immigrati pakistani in Inghilterra, Imran cresce non senza contraddizioni. Ne seguiamo la vita di anno in anno, dal secondo posto al concorso per più bel bambino di Karachi (nepotismo: il primo classificato era il figlio dell’organizzatore), all’infanzia in cui apprende dagli amici la sua “identità diversa” (ah! la religione! è per questo allora che non mangio il maiale!) fino agli anni dell’Università ed all’inserimento nel mondo del lavoro.

Ossessionato dal dover essere un “perfect gentleman”,troppo pakistano per essere inglese e troppo inglese per essere pakistano, il giovane Imran schernisce i suoi colleghi per gli accenti provinciali, per l’abbigliamento poco consono, per l’assenza di classe.

In bilico tra una religione “di nascita” e una che gli vuol essere inculcata, vive nel terrore di bruciare all’inferno per avere scelto quella sbagliata. Combatte contro i suoi dubbi, cede, discute, fino a trovare delle sue (a volte personalizzate) risposte. Rimanendo, infine, Musulmano.

Passano gli anni, scanditi dalla presente–assenza dei due co-attori non protagonisti, i suoi genitori, che lavorano, fanno sacrifici, si adattano e mimetizzano in uno sforzo d’integrazione che è proprio di tutte le prime generazioni di immigrati; con poco tempo per spiegare ai figli chi sono, da dove vengono e il perché delle regole imposte, ma con la grande forza di trasmettere esempi da seguire.

La loro vita nel libro compare e scompare insieme ai simboli della loro integrazione: la casa in affitto condivisa con altri immigrati diventerà una villetta, e l’auto poco a poco, ancorché usata, sarà finalmente una Mercedes.

C’è un’altra cosa ad ossessionare il giovane Imran-Bond: le donne.

Brune (ma se almeno una lo considerasse, andrebbe bene anche bionda) attraenti, possibilmente alla guida di una Jaguar xjs (la macchina dei sogni), esse rappresentano il vero terreno di scontro tra l’essere (pakistano ) e il voler essere (europeo) dell’autore: l’Amore.

Un amore che è debolezza occidentale, sentimentalismo, passione distruttiva e non ponderata.

Imran si strugge, desidera, si autoconvince di amare e di essere amato, invoca coincidenze e si affida al destino come tutti noi; ma senza il coraggio di opporsi davvero a quel matrimonio programmato, sicuro, emotivamente in equilibrio che i suoi genitori si aspettano e che lui stesso finirà per convincersi essere la soluzione migliore.

(nota del redattore: mi sto quasi convincendo pure io…)

Già, l’Amore. Oggi Imran (che nel video da me postato vi parla non solo del libro, ma anche dell’esilarante e testardo percorso che ha portato alla sua pubblicazione) è un fervente sostenitore delle donne e del loro diritto alla realizzazione personale e alla libera scelta.

Ho l’onore di annoverarlo tra i miei amici più cari, e di prendermi cura della prossima edizione italiana del suo libro; pochi giorni fa l’ho sentito parlare con sua figlia (ormai universitaria):

Io ti ordino….e bada…TI ORDINO……

Sì…?

Che nella vita tu sposi solo l’ uomo che ami

“Promesso, Papà”.

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Andrea |

Bell’articolo come sempre Anna!
Stavolta ho pure sorriso e mi son divertito per l’approccio “Bond girl”!
Complimenti come sempre!

PS: dov’è possibile reperire il libro in questione?

Francesca |

Mi è piaciuto molto questo articolo,mi hai incuriosito

Luca |

complimenti…. veramente complimenti..
mi piacerebbe leggere il libro. Dove posso reperirlo ?

    annamaria |

    grazie Andrea, Francesca e Luca. il libro per ora non e` pubblicato in italia, ma se potete leggerlo in inglese, potete trovarlo su amazon. ciao !

Luca |

sempre gentile…
gz mille