Vacanze..ma quale crisi?
Durante le mie colazioni mattutine, al bar, tra uno sbadiglio ed una lettura al giornale, riesco a sentire voci petulanti che si lamentano di tutto, dalla politica all’euro, passando per il calcio e concludendo con il meteo.
Ma puntualmente come per magia, questa settimana, Milano si svuota, e la domanda viene da sè ” Ma la crisi?” “Le voci petulanti della mattina?” ” Dove sono finite?”
Tornando al mio giornale, leggo un trafiletto sulle vacanze ideali nel caldo Egitto, ed inizio a domandarmi su come gli egiziani vivono le loro vacanze estive e la crisi.
E’ risaputo che l’estate,in Egitto, è particolarmente torrida sopratutto nei mesi di luglio e agosto dove le temperature raggiungono i 40° ed i cairoti fuggono verso la costa settentrionale del paese,per godersi un pò di pace ed il mar Mediterraneo.
C’è crisi ,in Italia, in Egitto,ovunque,ormai come ci giriamo non sentiamo altro.
E’ proprio vero, tutto il mondo è paese, come i Milanesi anche i Cairoti si lamentano ma poi? Tutti pronti con il trolley in mano.
La mia domanda sulla crisi, si fà ancora più insistente quando sento un’amica cairota che si sta preparando alle ferie per stare via più di un mese,è la stessa che un mese fà si lamentava del lavoro,e delle elezioni e di tutto,ed ora cosa mi dice? Che parte per stare via più di un mese? Ma allora, perchè fino a qualche giorno fà ti lamentavi?
E quando durante un viaggio in macchina, per raggiungere il mare Ligure, lo scorso week end, anzichè metterci 1h e 30m, l’ho fatto in 2h 15m? Perchè secondo voi?
Ovvio, perchè la gente sta andando in vancanza ,alla faccia della crisi!
Io a questo scenario, abbastanza assurdo, ho sorriso, pensando di come noi,umani, sappiamo solo e soltanto lamentarci.
Personalmente, stavo andando a fare un week end, per poi rientrare lunedi operativa in ufficio ma le altre persone?
Vi assicuro che stavano partendo per stare via settimane, non me lo sono sognato,davvero, le macchine erano talmente piene che a momenti non riuscivo a vedere l’interno delle autovetture. Per un attimo ho creduto di essere in Egitto, avete presente quando si muovono in macchina? Si portano tutta casa ed in più si portano tutta la famiglia..figli,zii,nonni e chi più ne ha ne metta, ed il tutto per magia entra nella stessa ed unica autovettura!
La crisi c’è, ok, lo sappiamo tutti, e le abitudine stanno cambiando, se prima si sceglievano mete oltre oceano, forse ora ci si accontenta o molto più semplicemente ci si adatta ed anzichè andare alle Hawaii si preferisce giocare in casa, che diciamocelo, di posti bellissimi con mare azzurro ne offre, ma perchè allora ci lamentiamo?
Davvero, non trovo una risposta a questa domanda.
Basta vedere , le offerte, incredibili, lanciate quest’anno, e mai viste prima, “paghi due ombrelloni e ne prendi tre”, “usi tutta la stagione e paghi con calma” o ” hai figli? No problem pago io per loro”.
Non sono comunque vacanze? In questo modo non aiutiamo il nostro paese ad uscire da questo periodo “di crisi?”
Voci petulanti, basta lamentarsi! E godetevi la tanto amata Italia e sopratutto le vancanze, perchè di VACANZE SI PARLA!
ahh…dimenticavo…spesso le strade e i luoghi di villeggiatura sono pieni, ma di turisti stranieri.
L’anno csorso al mare gli italiani si contavano sulle dita, erano tutti americani e tedeschi.
Cara Marwa,
Bentornata! Era da un bel po’ che non ti facevi viva da queste parti! Presumo che la piccola Giada ti abbia tenuta ben impegnata…
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Sfondi una porta aperta. Sono, infatti, assolutamente d’accordo con te sulla mania delle persone di lamentarsi. Io ho una mia personalissima opinione a riguardo, e cioè che gli esseri umani sono fondamentalmente invidiosi ed egoisti, e l’unico modo per ottenere qualcosa dagli altri è lamentarsi, far credere di essere in difficoltà. Se non ti lamenti, la gente penserà che ti va tutto bene e che non hai problemi, e quindi che non hai diritto ad accampare pretese. Ad esempio, secondo te, il capo a chi dà l’aumento? Ai più meritevoli? Ai più disponibili? Ai più ligi? No, ovviamente: lo darà a quelli che hanno fatto la questua davanti al suo ufficio piangendo miseria, e che lui è costretto ad accontentare unicamente con lo scopo di toglierseli di torno. (ogni riferimento a fatti o a personaggi realmente esistenti è puramente casuale).
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Sicuramente ci sono molte persone che in questo momento stanno passando attimi non proprio piacevoli dal punto di vista economico-lavorativo, ma penso che ce ne siano anche tante che semplicemente vedono sempre il bicchiere mezzo vuoto. Le vacanze sono un campo dove questo spirito viene maggiormente esaltato.
In particolare, come dici tu, la gente sperava (o sognava) di andare alle Hawaii e invece si ritrova in Romagna. Ti chiedi perché la stessa gente si lamenta. Risposta semplice: perché vede che c’è qualcuno più “fortunato” che si può permettere di andare alle Hawaii e loro no, e la cosa li fa incazzare.
Non ha alcuna importanza che in Romagna ci si possa divertire un mondo, che ci siano servizi eccellenti per i turisti, che si mangi molto bene, che ci siano meravigliosi borghi medievali da visitare nell’entroterra, che sia un concentrato multi-etnico con Russi, Tedeschi, Olandesi, Francesi, Belgi, Torinesi, Milanesi, Bolognesi, ecc…; e di contro il nostro “hawaiiano” si è sparato 20 ore di volo, 12 ore di fuso che non gli fanno più capire quando deve mangiare e quando dormire, gli hanno perso la valigia negli scali, l’ufficiale dell’Immigration Office gli ha stritolato i marroni perché il passaporto aveva un puntino strano a pag. 25, ecc…; tutto ciò non ha importanza: lui ha più soldi ed è andato alle Hawaii, mentre io ne ho meno e sono “rimasto” in Romagna, e quindi mi lamento.
Quando ti raccontano la storia delle vacanze in tempo di crisi, non devi farti ingannare: stamattina sentivo alla radio che quasi 6 Romani su 10 non andranno via da Roma in Agosto. Detto così, sembrerebbe una mini-catastrofe dal punto di vista socio-economico: peccato, però, che il giornalista si sia dimenticato di precisare che Roma sta a 20 Km dal mare, e che in un momento come questo, non proprio florido, uno può benissimo stare a casa e godersi ugualmente Sole, spiaggia, onde.
Per quanto riguarda il traffico verso la Liguria, non ti stupire più di tanto: interi paesi di pescatori e marinai si sono trasformati in villaggi di seconde case per Milanesi e Torinesi, che le hanno comprate quando c’era più denaro, ed è normale che le usino specialmente in periodi dove magari non ti puoi permettere un viaggio lontano con tutta la famiglia. Vale la pena ricordare, purtroppo, come gli acquisti immobiliari hanno snaturato il tessuto urbano e sociale di queste località, che praticamente “chiudono” e diventano paesi-fantasma per 9 mesi all’anno!
In ogni caso: Buone Vacanze anche a te!
P.S. Scusa, dove le hai trovate le offerte di cui parli? Sono vere o sono scherzi, così per dire?
Ciao Marwa.
Mamma mia…. mi sembra di aver già ascoltato e letto queste parole (le tue).
Strana similitudine con chi tempo fa negava l’esistenza della crisi, il tuo concittadino….. Berlusconi…. i ristoranti erano pieni…. la crisi era una nostra fantasia…..
I dati di confcommercio, dell’associazione albergatori Italiani, dei ristoratori Italiani, dei piccoli imprenditori e degli artigiani, danno una visione diametralmente opposta alla tua.
Con cali di oltre il 35 % delle presenze nelle strutture alberghiere nelle località più note, bene che vada asseriva confcommercio, gli stessi turisti di qualche anno fa, hanno dimezzato i loro soggiorni presso Hotel, pensioni, alberghi.
Stesso calo presso gli stabilimenti balneari, con punte di oltre il 60 %.
Io credo che chi va in vacanza ( ed è giusto che parta in vacanza!!!) sono quelle persone che la mattina non sempre avanzano tempo per fare colazione al bar: se la fanno a casa, in famiglia(e sono sempre quelle persone che partono con la macchina piena, portandosi tutti i memebri della famiglia)
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risparmiano sul caffè, e non solo! evitano anche le mattutine lamentele!
d’altronde l’essere umano è così, se non parla di una cosa, sparla di un’altra.
Parecchi milanesi sono costretti lasciare la loro città e vivere fuori. Per loro non c’è precedenza sulle case popolari, gli affitti e le bollette se li devono pagare tutti,la sanità non è gratis, la scuola e gli asili gratis non danno precedenza ai loro figli.
Sono costretti ad alzarsi alle 5,00 , viaggiare più di un ora per essere in ufficio giusto in tempo per sorbirsi un caffè veloce.
Invece la signorina comodamente seduta al bar sorseggia il caffè, legge il giornale e trova anche il tempo di criticare gli altri!
Forse la signorina immigrata che vive a Milano grazie alle agevolazioni largamente elargite ai suoi genitori, non sa che moltissimi italiani fanno dei sacrifici enormi per vivere!
Facile dire “sapete solo lamentarvi” mentre si sollazza comoda in un bar sorseggiando caffè e leggendo i giornale!
Perchè non si alza anche lei alle 5.00 del mattino e si spara un ora e più di viaggio? Vedrà che il tempo per stare al bar a bivaccare non ce l’ha più e smetterà di scandalizzarsi delle lamentele altrui!
“Voci petulanti, basta lamentarsi! E godetevi la tanto amata Italia e sopratutto le vancanze, perchè di VACANZE SI PARLA!”
Lo vada a dire a una mia amica dopo che si è sparata un ora e mezza di viaggio per essere a Milano alle 8.00!
Anzi, le dica di godersi la SUA tanto amata Milano tanto aperta agli immigrati e chiusa ai milanesi! Vedrà il suo caffè dove va a finire!
p.s. critica tanto gli italiani che si fanno al massimo 15 giorni al risparmio.
Conosco un immigrato che per andare al suo paese sta via almeno un mese!
@Anonimo quanta rabbia repressa!! woooww!!
Cara Amica pendolare,
Non stiamo a sindacalizzare le scelte personali di vita, se lei , come tantissime altre persone, decidono di vivere nel hinterland milanese ed usufrurire del servizio di Trenitalia, non è una mia colpa e neanche sua ma è una scelta di vita.
Lei preferisce casa più grande ma svegliarsi alle 5.00? è una scelta sua, che può essere o meno condivisa dalla sottoscritta.
La signorina (come da lei chiamata) , ha fatto delle scelte e le assicuro che la mia sveglia suona alle 6.30 tutte le sante mattine, e non mi lamento ..quindi se vuole una vita migliore che si faccia il mazzo (come la signorina, che esce in orari improponibili dall’ufficio)e non venga qua a lamentarsi!
Un altro dettaglio… mi sento italianissima…anzi mi correggo Milanese…e le dirò quando parlo di Milano, parlo della MIA Milano, città dove sono nata e vivo da 31 anni.
Quanta superficialità e leggerezza!!!!
Non continui a decidere cosa pensano gli altri. Il suo raccontino infantile è un po’ uno schiaffo alla crisi di oggi!
Una bambinetta che vive qui SOLO da trent’anni, generazioni escluse, guarda Milano con gli occhi della fantasia!
Vorrebbe che tutti ridessero, non si lamentassero che si godessero la vita, come fa lei seduta comoda al bar!
Si alza alle 6.30 , orario più che tardivo per me che abito a Milano, e decide che gli altri che non sono immigrati che a Milano nessuno gli da nulla, scelgono di andare via.
Se dessero anche a loro precedenza alle case, aiuti per pagare bollette e affitti, asili gratis, sanità gratis, scuole gratis ecc.. farebbero come lei, resterebbero qui a godersela criticando chi si lamenta!
tTante persone non decidono di vivere fuori per poi fare fatica a raggiungere il posto di lavoro, come vede nel suo mondo fatato dove tutti si godono la vita e non si lamentano mai, lo sa?
Non stia qui a giudicare gli altri, come ha fatto sino ad ora facendosi interprete delle loro lamentele e decidendo pure che chi si fa il mazzo alzandosi alle 5.00 e tornando a casa alle 20.00, sia una loro scelta di vita.
Se vuole capire perchè la gente si lamenta, anzichè scrivere di smetterla di lamentarsi , si faccia davvero il mazzo!!! Punti la sveglia alle 5.00, porti i figli dai genitori e corra a prendere il treno. Si smazzi una bell’ora e mezza di viaggio più mezz’ora di mezzi a Milano, si beva il caffè in piedi e ritorni a casa dopo 9 ore di lavoro più un paio di viaggio alle 8.00!!! Cucini e badi ai figli per poi ricominciare il giorno dopo.
La mia amica dice sempre che lei, mentre corre per non perdere il treno, vede immigrati bivaccare tranquilli sulle panchine nel parco davanti all’ufficio. Loro si che non si lamentano! E sono i futuri padri delle nuove generazioni, come quelli che ho visto 20 anni fa spacciare nel mio quartiere padri delle generazioni odierne!
Io la fortuna di vivere in un quartiere residenziale dignitoso a Milano ce l’ho, ma non critico come fa lei da snob (tipico atteggiamento della perdente arrivata) chi fa più fatica di me. Non relego i problemi che lamentano gli altri ad una scelta di vita che sta bene a loro, perciò ridiamoci su e non lamentiamoci mai!!
Per molti italiani sarà anche una scelta andare via , preferiscono così, piuttosto che vivere in 20 in un monolocale come fanno gli immigrati che escono di casa alle 6.30 perchè fanno a turno col bagno!
p.s.
Quando parlo di Milano parlo della MIA Milano quella dove sono nato, dove vivo e dove ci hanno vissuto i miei genitori, nonni bisnonni trisnonni da più di un secolo!
ahaha, Anonimo, guarda, ti risponderò in un modo a te famigliare, ma va a chapa i rat va, i milanesi sono persone come tutte le altre , ne piu ne meno, anzi, se vieni qui a Bergamo siete considerati degli scansafitche, “cucianebbia” no? sti toni son fin troppo tolleranti, parli di lavoro e dici che gli immigrati non fanno niente han tutto gratis e se la spassano, ma dimentichi che gli immigrati sono persone come milanesi e bergamaschi, c’è chi lavora e chi no, le tue opinioni sul milanese lavoratore sono al quanto discutibili, va bè, vado va, fa ‘ l brao ciucianebbia !
Caro Luca AH, AH, AH, lo faccio io. I milanesi sono quelli che hanno costruito la città più industrializzata e ricca dell’Italia. Città che ha attirato i meridionali e i cosiddetti “terun del nord”, ossia i bergamaschi e i bresciani che venivano qui come edili.
Altro che ciucianebia!!!! I milanesi hanno fatto lavorare anche tuo padre e tuo nonno.
Come faccio io adesso con la mia azienda!
Fi il brvo tu, terun del nord!
@anonimo…. Le assicuro che le persone che sono con me al bar e che si lamentano sono le stesse che si fanno tutti i week end via da Milano e le stesse che a settembre torneranno tutte abbronzate e le stesse che sentirò lamentarsi ancora ed ancora.
Detto questo, ci tengo a precisare due cose.
I miei si sono sempre fatti in quattro per noi figli , ci hanno cresciuto con sacrifici e tante, tantissime rinuncie e le assicuro che bollette, mutuo, rette scolastiche le hanno sempre pagate e nessuno ( tanto meno lo stato) ha regalato nulla.
Ho la fortuna di vivere e lavorare a Milano, e la mia sveglia ( che lei critica con presunzione) quando mi porta alla vita frenetica di tutti i giorni, fatta di corse per portare la mia bimba al nido per poi correre in ufficio, e per tornare a casa a sera inoltrata.
Quindi , se non ha colto dal mio articolo ció che volevo far arrivare mi spiace ma lei non faccia di tutta l’erba un fascio!!!
Come mi ha definita?? Bimba snob e viziata? Parliamone!
Nessuno mette in dubbio che lei fa dei sacrifici, ma quelli come noi che vivono e lavorano nella stessa città, quel genere di sacrificio è solo la normalità di chiunque lavora. Non si confronti con chi sente la sveglia suonare che è ancora notte e che torna tardi la sera.
Quelle ore in più non sono straordinari voluti che portano soldini in tasca , sono ore di vita spese sui treni!
E sono cittadini milanesi che hanno più diritto di lei di essere milanesi.
Anche Berlusconi l’anno scorso ha deciso che la crisi non c’era perchè i ristoranti erano pieni.
Allora qui si racconta che siccome le città sono vuote e le autostrade piene, allora la crisi non c’è.
Bel modo superficiale e berlusconiano di vedere le cose.
Berlusconi con le conseguenze del suo parlare tanto per far prendere aria alla bocca, non ha insegnato nulla?
Forse qualcuno un giorno dirà che la crisi non c’è perchè ci sono i bar pieni alla mattina di gente che beve il caffè legge il giornale e vede tutto rose e fiori!
Un saluto
L’articolo lascia il tempo che trova è una analisi un pò superficiale che mi ricorda un certo ex primo ministro, ma dire che le persone scelgono di vivere nell’ Hinterland milanese e quindi non dovrebbero lamentarsi se devono impiegare ore per raggiungere il posto di lavoro o i servizi essenziali è una vera forzatura. Le persone comuni sono state espulse dalla città e spesso l’estrema periferia è una scelta obbligata, prima di fare certe affermazioni così superficiali e anche un pò irrispettose sulle scelte di vita degli altri bisognerebbe riflettere un pò di più!
Di immigrati che hanno occupato le case popolari, a volte anche abitate da anziani temporaneamente all’ospedale, spesso usando i figli come scusa per non essere sbattuti fuori, ce ne sono stati tanti.
Oh che bello!! Finalmente ritrovo la mia Yalla di sempre, quella senza l’awaiting moderation!
Vi siete resi conto anche voi della redazione che stava diventando noiosissimo, neh ?? (scusate il piemontesismo, ma ormai dopo 15 anni mi viene…).
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Volevo solo dare un mio contributo alla discussione che sta diventando interessantissima.
Non so in quale ameno quartiere di Milano siete nati e cresciuti (soprattutto l’Anonimo), ma vi posso dire che dove vivevo io, in Via Padova, tra Parco Trotter e Leoncavallo, negli anni ’70 la droga girava eccome, anche senza gli extracomunitari. Se andavate vicino al muro della ferrovia, o nei giardinetti, di siringhe ne trovavate quante volevate (si usava l’eroina, ovvio: la cocaina era inavvicinabile per la maggior parte degli esseri umani con stipendio umano). In ogni caso, allora come oggi, vale lo stesso discorso della prostituzione: ci sono gli spacciatori perché ci sono i consumatori, e nessuno ha costretto questi ultimi a diventarlo.
Per quanto riguarda le persone che hanno abbandonato Milano per trasferirsi in provincia, mi pare anche questo un fenomeno che è iniziato da tempo, ben prima che l’immigrazione straniera assumesse le attuali proporzioni. Io mi ricordo che il boom economico degli anni ’80 e il conseguente benessere aveva prodotto da un lato l’aumento dei prezzi degli immobili in città, perché posti vicini al cuore delle attività e degli affari, e dall’altro ha spinto molti nuovi benestanti a cercare casa fuori, dove avrebbero potuto finalmente abitare in casette con giardino invece che in appartamenti striminziti di anonimi palazzoni, costruiti per gli immigrati meridionali negli anni ’50 e ’60. Anche qui, se la memoria non mi tradisce, non mi ricordo che all’epoca le persone accusassero gli extracomunitari di averle costrette ad emigrare a Gessate o a Magenta: ci abbiamo messo 20 anni per trovare i colpevoli?
La questione delle scuole, degli asili, degli ospedali, ecc… è un altro aspetto interessante, perché ne sento spesso parlare, ma non ne capisco mai i termini della questione. Non avendo figli, non ho conoscenza diretta della materia, però prima di accusare gli stranieri di rubare chissà cosa, vorrei capire cosa dice esattamente la legge. Spero che qualcuno di voi possa darmi lumi a riguardo. Da quanto mi posso immaginare, dubito che la precedenza nell’assegnazione dei posti negli asili o nelle scuole venga data ai figli degli stranieri perché sono stranieri, per la semplice ragione che ritengo assai improbabile che i politici dispensino “favori” a chi non li può votare, a scapito di chi li può votare. Ho chiesto informazioni ad amici e colleghi, che hanno bambini piccoli, che mi hanno spiegato che l’assegnazione avviene sulla base di tanti parametri, tipo reddito, numero di componenti del nucleo familiare, genitori entrambi occupati oppure no, e altre cose del genere. Ho cominciato allora a pensare che i figli degli stranieri ottengono il posto all’asilo semplicemente perché i loro genitori hanno redditi più bassi, cosa del tutto verosimile dato che spesso fanno lavori meno pagati dei nostri. Capisco che molti di noi si sentano poveri, perché viviamo in un paese dove il rapporto stipendio-carovita è osceno, soprattutto dopo l’introduzione dell’Euro, ma vale la pena di sforzarci a pensare che c’è gente che è persino più povera di noi.
Resterebbe a questo punto da capire la questione fiscale, e cioè se i redditi dichiarati dagli stranieri al fisco italiano sono veritieri oppure no: qui entriamo in un ginepraio davvero intricato, che è materia per fiscalisti (c’è tutta la questione, della residenza fiscale e della doppia imposizione: io che ho lavorato all’estero mi son trovato a sbatterci contro). Possiamo naturalmente supporre che molti stranieri siano evasori fiscali, e che quindi non avrebbero diritto ai servizi: peccato solo che in questa disciplina poco olimpica noi Italiani siamo campioni a livello internazionale, e abbiamo a mio parere ben poco da protestare. Al Politecnico pagavo le tasse della fascia più alta, e il mio compagno di corso pagava quelle di fascia bassa non perché fosse straniero, e quindi in virtù di chissà quali “diritti” politicamente corretti, ma solo perché figlio lombardissimo di libero professionista o piccolo imprenditore, lombardissimi anche loro.
Un aspetto, purtroppo negativo, legato all’immigrazione esiste, ed è inutile negarlo: il deprezzamento del valore degli immobili nelle zone a forte presenza straniera. Chi in passato ha acquistato appartamenti, case, negozi, in quartieri dove poi sono arrivati molti stranieri (via Padova è un ottimo esempio), ha certamente visto il proprio investimento perdere valore. E’ un fatto molto triste, perché legato più spesso a stereotipi che non a fatti reali, ma si sa che il mercato segue le sue regole e non si pone troppe domande.
In conclusione, cerchiamo di restare sereni: possiamo accusare gli stranieri di tanti misfatti, anche del triplete di Mourinho (che fu una vera catastrofe…), ma facciamolo a ragion veduta. Lo sfogo tanto per sfogarsi, del tipo “oggi sono incazzato, me la devo prendere con qualcuno” non ha mai risolto i problemi dell’incazzato stesso.
Il quartiere in cui ho vissuto ha sempre visto ala droga negli anni 70, ma le assicuro che nelle campagne circostanti MAI e ripeto MAI nessuno aveva visto nordafricani bivaccare e nascondere la droga negli argini dei campi. Mai, da che sono nato avevo visto polizia fare le retate dietro casa mia. E mai nessuno aveva subito minacce dagli immigrati intenti a spacciare, come invece è successo dopo “l’arricchimento culturale immigratorio”!
Le assicuro che li ci sono nato e cresciuto e ci sono cresciuti i miei genitori e nonni!
Perciò se vuole paragonare lo schifo di oggi allo spaccio di trent’anni fa si documenti almeno!
E si lamenta pure? Almeno lei ha la polizia che viene a fare le retate e a difendervi: da noi, manco i vigili urbani c’erano!!
E poi mi scusi, Anonimo, esistono quelle cose che si chiamano elezioni, perché voi potete votare mentre gli immigrati no. Se avete votato liberamente per Pisapia, che vuole riempire Milano di moschee, mica è colpa mia: di nuovo, prima ancora che con gli stranieri che accampano le loro pretese, se la prenda con i suoi concittadini, che evidentemente in maggioranza non ritengono le moschee un problema. Allora i casi sono due: o la maggioranza dei Milanesi si è riconcoglionita, e non si accorge della catastrofe alle porte, oppure la catastrofe è una bufala. Mi dica qual’è secondo lei la verità.
la verità è che moltissimi milanesi si sono pentiti di Pisapia!
ahaha, anonimo anonimo, rimani pure nei tuoi localismi, sicuro di essere nel giusto, mentre il mondo globalizzato fa divenire le nostre città sempre piu multiculturali, c’è chi come te vive nelle proprie sicurezze e nelle stronzate del tipo che i milanesi sono i migliori lavoratori del mondo! si si proprio del mondo, ora dirai, nonmettermi parole che non ho mai detto, bè , non lo hai mai detto è vero, ma è proprio quello che vuoi far intendere, ah! a proposito di teru del nord, una sola precisazione, vorrei ricordati che la Brembo e la Tenaris sono tra le due piu grandi aziende lombarde, e di aziende milanesi ne vedo solo fallire, ora sono i ciucianebbia che vengono a lavorare da noi, ahahaha, dai ridiamo sulle tue convinzioni che è meglio, ahaha
“ahaha, anonimo anonimo, rimani pure nei tuoi localismi, sicuro di essere nel giusto, mentre il mondo globalizzato fa divenire le nostre città sempre piu multiculturali,”
ah, ah, ah, mentre i pro-multicultura come te sognano l’Italia multiculturale, la crisi ha già fatto scappare i cosiddetti “nuovi italiani”, che si credono italiani ma appena la barca affonda, alla faccia dei veri italiani che lottano IN CASA LORO, vanno altrove!!!
Un anno fa la tua cosiddetta Italia multiculturale contava ,arrotondando per eccesso a favore della propaganda, 4milioni e mezzo di immigrati (già pochi per parlare di multicultura), ora continuano a dire che l’Italia è sempre più multietnica sfoderando la cifra di 3milioni e mezzo di immigrati senza però dire che gli altri hanno già levato le tende!
E mentre quelli come te ci credono ancora, il multiculturalismo ha fallito!
“c’è chi come te vive nelle proprie sicurezze e nelle stronzate del tipo che i milanesi sono i migliori lavoratori del mondo!”
Pensa che ci sono invece gli incapaci come te che parlano di certezze mai scritte, ma dicono di averle lette, pensa un po’! Io ho detto d’Italia, non del mondo!!!
“si si proprio del mondo, ora dirai, nonmettermi parole che non ho mai detto, bè , non lo hai mai detto è vero, ma è proprio quello che vuoi far intendere, ah! ”
Che faccio intendere? non l’ho detto ma lo si intende…mmmmh, hai mai pensato di fare il mago?
“a proposito di teru del nord, una sola precisazione, vorrei ricordati che la Brembo e la Tenaris sono tra le due piu grandi aziende lombarde, e di aziende milanesi ne vedo solo fallire, ”
Se impari a leggere capiresti che io ho parlato di chi ANNI FA ha industrializzato MILANO, non della crisi di oggi. Non la usare come scusa per cancellare la verità di decenni di industrializzazione milanese…
“ora sono i ciucianebbia che vengono a lavorare da noi, ahahaha, dai ridiamo sulle tue convinzioni che è meglio, ahaha”
Ai “terun del nord” piace ciuciar la nebbia quando gli fa comodo, anzi magari lo fai pure tu, perchè diciamolo, a Milano c’è tutto quello che dalle tue parti non c’è, università, opportunità di lavoro…insomma meglio terun del nord che fa il ciucianebia, che stare a Brescia vero?
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Ma si ridiamo anche delle tue convinzioni!
Sempre per Luca.
Sei un po’ confuso! Confondi la Milano della crisi di oggi, con la Milano industrializzata di anni fa. Quella che attirava pure i bresciani come te! Ti ricordo che star li OGGI a contare le aziende milanesi che chiudono e quelle bresciane che non chiudono, è un ragionamento da bambinetto immaturo e poco scolarizzato.
Se neghi che Milano è sempre stata la città più industrializzata d’Italia lasci solo capire che sei tu quello che ragiona con idee sue e vive dei suoi localismi. Anzi, ti do un consiglio, non raccontarlo in giro altrimenti ti prendi solo del “gnurant!”.
E poi, dove sarebbero tutti ste aziende bresciane che darebbero lavoro agli altri se non ce n’è nemmeno per voi?
Se con la crisi di oggi va male a Milano figuriamoci altrove.
http://www.bsnews.it/notizia/18139/24_07_2012_brescia_aziende_bresicane_il_secondo_trimestre_del_2012_%C3%A8_tutto_in_negativo_Vendite_in_calo_del_57_
A uno che nega che Milano non si è arricchita grazie ai milanesi,tanto per inventarsi che i milanesi non lavorano, allora ti dico solo:
Vai a scuola a studiare, che è meglio!
p.s. fatti tu i ritmi che fanno i milanesi tutti i giorni, poi ne riparliamo su chi non ha voglia di lavorare!!!
In attesa di capire come si risolverà la guerra tra Milano e Brescia, decisiva per le sorti della Patria, volevo fare solo qualche riflessione.
Non c’è ombra di dubbio che Milano sia stata, e credo che lo sia ancora oggi, la città piu’ ricca d’Italia: basta prendere il PIL della città, divederlo per il numero di abitanti e si ottiene un risultato migliore di qualunque altra città italiana. Sull’industrializzazione, il discorso è un po’ piu’ complesso, e non è il caso di affrontarlo qui: lo scheletro arrugginito della Falck che ammiriamo dalla A4 e dalla Tangenziale Est è eloquente in proposito, cosi’ come l’ex Magneti Marelli dove hanno fatto sorgere un centro commerciale.
E’ inoltre indiscutibile che lo stipendio medio di un milanese sia piu’ alto dello stipendio medio di qualsiasi altro italiano. Questi sono i dati statistici, che come sapete mi piacciono molto e per me sono un dato di fatto. Il problema è che questi dati non tengono conto di un parametro che non puo’ essere quantificabile, cioè la qualità della vita: in questo caso, penso che il discorso cambi. La vita in una grande città come Milano (e ovviamente lo stesso discorso di puo’ fare per Roma, Napoli o Torino), è fatta di ritmi frenetici, aria inquinata, traffico da delirio e altre amenità, e io personalmente trovo molto difficile pensare che sia uno stile di vita migliore di chi vive in “cittadine” di provincia del calibro di Bergamo, Verona o Parma. Non sono neache del tutto sicuro che solo Milano possieda tutto cio’ che queste cittadine non hanno; questo discorso poteva essere valido 40 anni fa, ma credo che oggi non sia piu’ applicabile. Per farvi un esempio, ho una cugina che lavora in Provincia a Bologna, che mi racconta di come ormai Rimini stia superando il capoluogo come polo economico (e soprattutto fieristico) della regione.
“A uno che nega che Milano non si è arricchita grazie ai milanesi…”: credo che nessuno voglia negare la grandezza e l’operosità dei Milanesi, ma sarebbe una forzatura storica negare che la ricchezza di Milano è stata fatta anche da persone di tante provenienze geografiche e sociali diverse. Se c’è una cosa che ha distinto Milano dalle altre città è stata proprio la sua capacità di accoglienza degli altri, e la loro integrazione nel tessuto sociale.
Cio’ che pero’ dovrebbe farci riflettere è che questi ritmi frenetici non sono secondo me qualcosa di cui andare fieri, onestamente parlando. Purtroppo, a volte ho l’impressione che a Milano succeda proprio questo: che si vada “fieri” di correre per prendere la metropolitana, di uscire alle 20:00 dall’ufficio e simili, solo per poter rinfacciare al Romano o al Napoletano che noi facciamo e quindi abbiamo diritto di pretendere, mentre loro sono fancazzisti e dovrebbero stare zitti. Se passiamo 3 ore della nostra giornata imbottigliati tra Sesto San Giovanni e Viale Certosa, c’è qualcosa che non va! Pensare che è il prezzo che dobbiamo pagare per il nostro “benessere” o misero stipendio è sbagliatissimo !!!! Io ho vissuto per un anno a Stoccolma per motivi di studio e vi posso raccontare il mio stupore, e quello di tutti i miei connazionali, nell’osservare di come (difficoltà climatiche a parte) gli Svedesi possano godere di un elevato tenore di vita senza sbattersi! Lavorano un terzo e producono il triplo, eppure non hanno petrolio, hanno anche loro tasse soffocanti, eppure tutto funziona meravigliosamente bene. Quello è un Paese dove l’amministratore delegato della multinazionale esce alle 17:00, gli straordinari sono praticamente inconcepibili, a meno di emergenze cosmiche, eppure…dopo quasi 20 anni, mi sto ancora domandandomi dov’è il trucco: perché loro ci riescono e noi no?
lo sai Anonimo, sei proprio una persona intelligente, ahaha, mi dici di andare a studiare e di informarmi, ma non sai nemmeno che la Tenaris e la Brembo (tra le migliori aziende ITALIANE) sono BERGAMASCHE! mica bresciane, per cui ti ripeto un altra volta, va a chapa i rat ciucanebbia, e non parlare solo perchè hai una bocca, ci fai solo brutta figura ..
Tu invece hai bisogno di rifarti le scuole dalle elementari in su.
Intanto non capisci la differenza tra “parlare” e “scrivere”.
…sfotti sfotti poi sei il primo provinciale che corre a Milano a ciuciare la nebbia per convenienza!
p.s. non ce l’ho coi bergamaschi nè coi bresciani…ce l’ho solo con te che sei un bimbominkia istruito che non sa nemmeno cos’è davvero un’azienda. Ne parli perchè l’ha letto sui libri. Lavora e fatti il c…o poi puoi parlare di aziende ITALIANE!
E se capiterai nella mia vedi come ti faccio sgamellare! Altro che fare lo studentello mantenuto dai genitori!
Ciao bombominkia
X Luca
Meglio ciucuianebia industrializzato e realizzato che bimbominkia!!
bè neanche io ce l’ho coi milanesi, ce l’ho proprio con te, mi fai proprio ridere, io una laurea in finanza ce l’ho, nella tua amata Milano ci ho vissuto ben cinque anni, e so benissimo i ritmi di vita di un milanese e di un bergamasco, bimbominkia? ma scusa, ma tu (fiero milanese) che ci fai in un forum di 2 generazioni? vieni a provocare a pretendi di essere anche ascoltato, guarda, non ti rispondo neanche piu, la tua sarà una piccola azienda famigliare, una persona come te non potrebbe mai lavorare in un azienda seria, Mckinsey o Goldman Sachs sono solo nomi di Fiabe e aziendine “americane”, americane eh! mica milanesi, te lo ripeto, rimani pure nelle tue sicurezze e nei tuoi localismi, milanes che non t’à se other
ps: secondo me tu ti sei fatto mantenere fino ad adesso, anzi ti fai ancora mantenere, sono le persone come te che si vantano quando non fanno una mazza, una persona che lavora veramente non ha bisogno di vantarsi di una picolla aziendina famigliare (con il rispetto delle imprese famigliari, anzi, qui a bergamo si vive di quello, ma so di certo non è il tuo caso)
“…nella tua amata Milano ci ho vissuto ben cinque anni,”
e io che ho detto? che insulti i milanesi però a ciucciare la nebbia ci vieni pure tu per comodità. E ringrazia i “ciucianebia”, invece di dire che non lavorano, perchè hanno creato quello di cui hai usufruito anche tu pur di non fare il provincialotto a casa tua!
La chiami aziendina la mia? come vuoi, non mi interessa il tuo parere … mi rende bene, a me basta! ![]()
Hai studiato finanza? ma sei sicuro di avere studiato proprio tutto, tutto, tutto?
Lo sai che non ci sono solo le aziendine ma ci sono anche i professionisti, che non hanno le aziende come gli americani ma lavorano e guadagnano? ![]()
Io non mi faccio mantenere, lavoro e ho fatto la gavetta, mi sono sempre pagato tutto, gli studi, la patente, la macchina e la creazione della mia attività, non sono corso a piangere da papà come fanno i bimbom****a! Non come te che ora, dopo aver studiato grazie a mamma e papà, girerai a mostrare la tua laurea ovunque e ti inca****i perchè non ti regalano SUBITO sul piatto d’oro i posti di dirigenza!
Cresci fatti le ossa e fai la gavetta!!!
Finora chi si è vantato qui, è stato un bimbom****a fresco di scuola che pretende di insegnare quello che ha letto sui libri, a chi l’ha imparato prima di lui anche con l’esperienza!!!
Hai ragione io non lavoro, faccio lavorare gli altri!!!
Quelli come te….
Ti saluto…anche io non ti risponderò più!
Marwa dirsi orgogliosa di essere milanese è una parola grossa.
Voglio dire, fossi stata napoletana …ancora, ancora ti avrei capita e supportata, ma milanese ….ma daaiiiii
@Marco— hahahahahah mentre leggevo ,ridevo!!! qualcosa mi dice che sei Napoletano?!?
Siiiiii sono al 100% napoletano, devi sapere che la mia camera in Algeria è sede di pellegrinaggi.
Gli italiani dicono agli algerini e di altre nazionalità (tunisini, egiziani, portoghesi,…etc) che io non sono italiano, ma napoletano.
Così quando mi chiedono (come sempre) di che religione sono, io gli dico la frase che cantano allo stadio San Paolo “la nostra unica fede ..si chiama Napoli”
Marwa comunque sei ancora in tempo per salvarti, vieni a Napoli ..non tutto è perduto.
PS. Sono in vacanza in Italia …ops, sono in vacanza a Napoli e oggi sono tornato da Capri, ti dico 4 giorni stupendi …che paradiso
..ma dai ? non avevo dubbi sulle tue origini :-p !
Guarda,tifosi come i tifosi Napoletani non ne ho mai visti …siete unici !!
Non dimenticherò le partite viste con amici napoletani, tutti concentrati manco fossero in campo loro, e mai ho visto un tifo come quello nella partita di campionato juve-napoli dello scorso campionato…ero in un locale , a Milano, che è il fan club del napoli (scoperto dopo) per un paio d’ore non ero a Milano ma a Napoli con cori incomprensibili e parole mai sentite prima ahahahha!!
Non volermene ma a Napoli non ce la farei, troppo caos…per parlare al telefono devi urlare per coprire le voci altissime ed i clacson che non smettono di suonare (in questo sembra di essere al Cairo :-p).
Bhè Capri, è CaPRI e poi avete la costiera amalfitana che è stupenda.
1 Maggio 1988, indimenticabile pomeriggio trascorso incollato alla radio, Ameri-Ciotti, Virdis-Virdis-Van Basten…
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Mi spiace interrompere l’idillio che stava nascendo, ma era più forte di me!
P.S. Per il premio del record, non lo so, dovresti chiedere alla Redazione. Io neanche avrei immaginato che ci saremmo riusciti. Una parte cospicua, però, spetterebbe a noi lettori, altrimenti col cavolo che diventavi la recordwoman del blog…
@ Pierfrancesco….1988?!?!?! ero piccolina, ma il Milan di Sacchi con Van Basten,Gullit,rijkaard era stupendo
!
ps. mi informerò per il premio e merito ai voi lettori!
ahahahaha mi piace recordwoman del blog…
Ah dimenticavo, nello stesso pomeriggio: i caroselli, il casino bestiale in Piazza Duomo, la città paralizzata, gli interisti che rosicavano,…
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Basta: non si vive di nostalgia, torniamo a noi e al presente (e qua mi viene da piangere…
)
In effetti alla mia ex egiziana del Cairo, gli dicevo spesso che molte zone di Napoli somigliano alla sua città e che non doveva avere nostalgia.
Ad ogni modo lo scudetto del 1988 è stato imposto di venderlo a “Silvio”, c’è poco da ridere
Napoli adesso si è tranquillizzata molto, anche perchè stanno facendo isole pedonali ovunque, tra poco conviene venderla la macchina.
Una cosa distingue il tifoso napoletano dagli altri, per noi non è solo questione calcistica, ma di rivalsa di una città, di un popolo come diciamo noi, di una storia di circa 3000 anni che nostante i milioni di problemi cerca di andare avanti e affermarsi anche in modo positivo e non solo per Gomorra, che ho scoperto essere conosciuto anche in Algeria, Egitto e via dicendo.
A presto e …noi non siamo italiani, ma orgogliosi di essere Napoletani
In certo sento se facessi dei figli a Milano loro sarebbero dei 2G.
A volte basta cambiare aria, visuale, rilassare un pochino mente e corpo, e ci si sente meglio, più carichi e pronti per ricominciare a lavorare o a combattere coi problemi quotidiani, più o meno grossi e stressanti. le vacanze non sono necessariamente un vezzo, anche se c’è chi ci si aggrappa per farsi bello con i conoscenti; sono una necessità. sono d’accordo con Rogers, con ogni sua parola. La crisi è innegabile. C’è chi sulla sua pelle l’ha già avvertita, chi la vede in prospettiva, chi si lamenta per esorcizzarla, per scaramanzia… Non siamo ancora in fondo al baratro, è chiaro, e a questo punto sta a ognuno di noi scegliere se fare come la cicala o come la formica. voi da che parte state?
è proprio cosi!







Come si vede che non sai nulla degli italiani!!!!
Da sempre le vacanze si fanno, crisi o no, e perchè?
Perchè ci sono tanti modi per farle risparmiando.
Molti raggiungono parenti e amici (come voi quando tornate al paese d’origine).
Ci sono persone che vivono in città che hanno i genitori, fratelli,zii o amici in luoghi considerati di villeggiatura, quale miglior occasione per rivedersi e respirare aria buona per un po’?
Altri vanno in campeggio con tenda e sacco a pelo per risparmiare. Alcuni hanno il camper.
Oppure si suddividono in tanti le spese di una casa in affitto.
Altri conoscono diversi luoghi dove si paga poco e si fanno vacanze bellissime.
Come vedi ci sono molti modi per risparmiare.
Non pensare sempre male, la crisi c’è e giustamente ci si lamenta, ma per fortuna un po’ di svago lo si trova altrimenti si impazzisce.
Non vedere sempre male in chi si lamenta, alcuni esagerano, ma altri davvero si lamentano per problemi seri.
Io conosco tante persone che non andranno via ma abitano in luoghi ariosi in mezzo al verde.
Spesso le vacanze sono un esigenza per chi vive in città in appartamenti angusti in mezzo allo smog.
Le città si svuotano non necessariamente perchè tutti vanno in crociera o all’Hotel Excelsior!!! Ma perchè in quel periodo la maggior parte delle persone ha le ferie e le usa per andare via, anche con poco. Da sempre il mese di agosto per le città italian è così.
Si svuotano degli abitanti e si riempiono di turisti.
Le file in autostrada sono alimentate da vacanzieri ma non solo, c’è anche chi viaggia per diversi motivi e si ritrova assieme ai turisti nell’ingorgo.
Poi ci sono questo tipo di ferie che apparentemente svuotano le cttà
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=113215&ctc=0&ordine=asc
Credevo fossero cose relegate nei lontani anni 50/60 e riprese dai film commedia, ma vedo che sono ancora attuali.
Io non sarei così severo nel giudicare, nella società bisogna cogliere anche gli aspetti più caratteristici, quel sapersi sempre lamentare ma anche quel saper sempre trovare il gusto delle cose, come è tipico della nostra gente!
Sono quei piccoli “difetti” degli italiani che da sempre li rende tanto veri, e tanto…italiani!