3,2,1….è iftar!
Quest’anno il mese di Ramadan è cominciato il 20 luglio, proprio in piena estate; non che l’anno scorso fosse meglio, era praticamente coinciso con il mese di agosto, e ci furono giorni davvero difficili.
Uno dei disagi maggiori, quando capita in estate (e aggiungerei quando si vive in mezzo alla Pianura Padana, dove impera un’afa simil-equatoriale), è l’impossibilità di bere, ma se si pensa che in Arabia Saudita lo fanno da secoli – o a quelli che fanno digiuno forzato perché l’acqua pulita non c’è davvero -, forse non dovremmo lamentarci troppo.
L’attesa dell’Iftar, il momento di rottura del digiuno al tramonto, può diventare estenuante, soprattutto se si è passato tutto il giorno o quasi fuori casa.
Chi rimane nelle mura domestiche, tra le varie cose, stila liste chilometriche della spesa intenzionato ad acquistare cibi con il desiderio recondito di svuotare il supermercato (“che dici, compro un’altra anguria fresca fresca? Dai, ne è rimasta solo metà!”) e si incolla alla tv alla ricerca di ricette che diano spunto per la sera o anche solo aiutino a far salire l’appetito – notare che, nove volte su dieci, è una ricetta a base di pollo… a guardare canali arabi durante il Ramadan, sembra che mangiamo solo pollo!
La giornata diventa, così, un tour-de-force, in cui squadre familiari organizzano la tattica strategia sin dal risveglio (non prima del Fajr, l’alba, perché si è ancora troppo sazi) e mettono su una gara culinaria a colpi di carne, riso, verdura e dolci, senza la possibilità di assaggiare nulla; nulla da invidiare a Masterchef, insomma.
Cosa un non-musulmano pensa, in genere, pensandosi a digiuno? “Che sete ragazzi, io svuoterei la brocca… ma come fanno? Non stanno male? Io non riuscirei mai a non bere con questo caldo, mi porterebbero in ospedale … e il cibo, poi! No no, se non mangio impazzisco! Chissà come fanno i musulmani…”
Cosa pensa un musulmano a digiuno, invece: “Che sete ragazzi, adesso svuoto la brocca… avrò cucinato a sufficienza? Ma basteranno 3 chili di kofta, 4 di pane, 1 di datteri, 5 piatti di keshk, un cesto di insalata e un pollo ripieno (che sembra un bambino per quanto è grosso) per tutti? E i dolci? Ne avrò comprati abbastanza per i bambini (nota: il termine “bambini” ha un’estensione valida tra gli 0 e i 30 anni)? Forse era il caso di comprare un altro pacco-famiglia di noccioline… non importa, per stasera ci facciamo bastare quello che c’è, al hamdulillah!”.
Notare che, regolarmente, nei primi 3 giorni di Ramadan il frigorifero si riempie fino ad implorare pietà e chiedere aiuto al frigorifero dei vicini di casa, perché non si finisce mai tutto quello che è stato cucinato.
Una bella via di mezzo tra questi due pensieri viene offerta da una pubblicità esilarante di Nando’s, una catena di ristoranti, che augura un Ramadan generoso ai suoi clienti musulmani: un giovane, seduto su una piattaforma affacciata sul mare al tramonto attende trepidante l’Iftar, con in mano… indovinate cosa? Ebbene sì, una coscia di pollo (halal, tra l’altro)!
Che altro dire… Ramadan Kareem!
Vado a cucinare qualcosa per stasera…
Post Scriptum: il mese di Ramadan, tra le restrizioni che comporta dall’alba al tramonto, comprende anche non fumare, non dire parolacce, non litigare, non mentire, non avere cattivi pensieri, non assumere atteggiamenti e sguardi di natura sessuale… sicuri che sarebbe solo il digiuno alimentare il problema?
In realtà no, o meglio: si beve per reintegrare ciò che si è perso durante il digiuno, ma per quel che riguarda il cibo si mangia normalmente, se non di meno, perchè ci si riempie con poco. E’ la fame che ti fa venir voglia di comprare cibo e ci cucinare un sacco, ma di fatto dopo due o tre bocconi io sono già sazia! Al più faccio uno spuntino e poi colazione prima dell’alba (si dovrebbe mangiare qualcosa di sostanzioso, ma non me la sento e sto bene così!).
Generalmente si perde qualche chilo (con grande gioia del genere femminile), di certo non si guadagnano!
Cara Nadia,
Da non musulmano, confermo totalmente quanto da te scritto su cio’ che pensano i non musulmani.
Poi, pero’, rifletto un attimo e mi rendo conto che essendo un digiuno rituale e penitenziale, è giusto che il fedele “soffra”, astenendosi da tutto: altrimenti a cosa servirebbe??
Beh, non è una penitenza, è una catarsi: è un modo per purificarsi e riavvicinarsi a Dio. Insegna la pazienza, la disciplina e rafforza la fede (perchè in certi momenti non è che la fede che non ti fa cedere nel mangiare o nel mandare a quel paese qualcuno!)… e perchè no, ci ricorda di apprezzare quel che abbiamo (anche solo un bicchiere d’acqua) perchè non è affatto scontato! =)
aaaargh, come mi hai chiamata? =P Guarda che sono gelosisssssima del mio nome!
Hai ragione, scusami!!!
Non so perché mi è venuto spontaneo scrivere Nadia invece di Naghia: sarà il caldo?
E’ il bello è che anch’io sono gelosissimo del mio nome, e quindi ti capisco benissimo!
Hai il diritto di picchiarmi, ma siccome siamo in Ramadan mi perdoni vero?
Beh io lo vivo in prima persona stando in Algeria, alla fine credo uno che conosce l’antropologia umana, la matematica, la chimica, la filosofia,potrebbe avere degli strumenti per farsi un’idea critica di tutto ciò. Invece no.
Il fatto di avvicinarsi a Dio seguendo regole stringenti fine a se stesse è assurdo dal mio punto di vista, quando poi si è bugiardi, cattivi e ipocriti tutto il resto dell’anno.
Alla fine molti mangiano e bevono di nascosto, non sia mai lo fai davanti alla umma, rischi il linciaggio.
Dal punto di vista medico è un disastro, non bere e mangiare di giorno quando ti servono le forze …e rimpinzarti di notte, quando non bruci e stai a letto …per il fisico è un grosso danno. mi sembra ci sia qualche medico in linea.
Gli amici musulamni citano semre fantomatiche ricerche mediche dove dicono che invece fa benissimo al fisico, …per questo poi dopo la decina di giorni molti hanno problemi ai reni o allo stomaco.
Io credo che si possa essere bravissime persone e sentirsi vicini a “Dio” anche senza tale digiuno.
Eisiste in mille religioni il digiuno, Cristo mi sembra che ne facesse di continuo, alla fine tutte queste regole stringenti sono solo apparenza, la sostanza è che poi le persone sono quelle che sono ….buone o cattive indipendentemente dagli atti dovuti.
Fai il ramadhan ..e poi ascolti musica (vietata dall’islam perchè Haram) non ha senso, come tantissime altro contraddizioni.
L’umanità, quella che produce davvero, trova il bosone di Higgs (o anche detta particella di Dio), andiamo su marte con un robot che cerc tracce di vita extraterrestre, troviamo tutti gli anelli mancanti e conferma sia genetica che di reperti ossei sulla teoria di Darwin. Riusciamo a creare la vita in laboratorio, manipoliamo la fisica e la chimica a nostro piacimento …e ancora stiamo a questo?
Se tutti gli umani si impegnassero nella ricerca di cose vere invece che dei sogni altrui o delle loro immaginazioni, dal punto di vista scentifico saremmo 500 anni avanti.
Beh cmq a tutti i musulmani …obbligati e non,
Ramadhan mabrouk w saha foutorkom
Marco, ma quel “lo vivo in prima persona stando in Algeria” è inteso come che ci sei stato in vacanza? Perchè mi risulta che tu sia in tutt’altro posto…ma torniamo al punto.
“Il fatto di avvicinarsi a Dio seguendo regole stringenti fine a se stesse è assurdo dal mio punto di vista”; io non lo trovo per nulla assurdo, è una questione di punti di vista. Anzi, lo trovo una questione di scelte: la religione non ti impone nulla, ti indica quali sono le regole, sta a te accettarle o meno, se ci credi lo fai, se no no, non ci vedo nulla di “obbligato” se non l’obbligo di fare ciò che ritieni giusto per te in attesa di essere giudicati (al massimo, citandomi tu casi di persone che mangiano di nascosto, si può parlare di ipocrisia perchè lo si fa per tradizione e non per credenza, ma questo è un altro discorso). In particolare, per quel che riguarda il digiuno rituale, ci sono delle regole, bisogna essere in buona salute per poterlo sostenere -se stai male durante la giornata puoi interromperlo e recuperare il giorno più avanti, per esempio- e i pasti serali non devono essere pesanti, di certo chi ha un’insufficienza renale cronica non lo fa. Se la cosa può placare le tue preoccupazioni, sono ormai più di 10 anni che digiuno nel mese di Ramadan e non ho mai avuto nè disturbi renali nè gastrici, nè ha mai compromesso la salute di familiari e conoscenti… del resto dura 29/30 giorni, diventa un problema di salute quando il digiuno di verifica in ben altre circostanze. Dubito che Dio ci faccia fare qualcosa per farci morire
Circa il fatto che per te sia assurdo quando nel resto dell’anno si è cattivi e bugiardi, ti do ragione, ma anche qui, è una questione dell’individuo: un vero credente (o anche solo chiunque ha una coscienza morale salda) non aspetta di certo un giorno o un mese per essere buono e timoroso, magari lo sarà di più perchè deve concentrarsi, mentre negli altri 11 mesi può capitare che gli impegni della vita lo distolgano da Dio, ma di certo non si sente legittimato ad essere iniquo per il restante anno. E’ lo stesso discorso che emerge, ogni anno di fronte a “a Natale bisogna essere tutti più buoni”: quindi a Santo Stefano posso rigare la macchina al vicino?
Scusami, ma la seconda parte del tuo discorso non l’ho proprio capita. Scienza, scoperte, evoluzione… qual è il nesso con il tema? Mi sfugge il passaggio, illuminami.
Comunque, per inciso, credere in Dio non impedisce di essere uomini di scienza, di far scoperte e di contribuire all’evoluzione dell’umanita. Potrei citarti una lista di scienziati musulmani e il loro contributo alle scienze, ma mi limiterò a riportarti due citazioni a cui sono molto affezionata, la prima di Galileo, la seconda di Muhammad (pbsl):
“Ma che quell’istesso Dio che ci ha dotati di sensi, di discorso e d’intelletto, abbia voluto, posponendo l’uso di questi, darci con altro mezo le notizie che per quelli possiamo conseguire, sì che anco in quelle conclusioni naturali, che o dalle sensate esperienze o dalle necessarie dimostrazioni ci vengono esposte innanzi a gli occhi e all’intelletto, doviamo negare il senso e la ragione, non credo che sia necessario il crederlo.”
“Andate alla ricerca della conoscenza quand’anche fosse in Cina”
Ad ogni modo, ti ringrazio per il tuo commento, mi hai appena dato uno spunto per un articolo. =)
@Pier Francesco: certo! Anche perchè non posso arrabbiarmi
Prima di tutto in Algeria ci vivo da un anno e mezzo, ..anche perchè le vacanze la faccio in ben altri posti.
Preoccupazioni non ne ho, le mie sono osservazioni ..poi allargavo il discorso al punto di vista medico.
Per quanto riguarda gli scenziati musulamani, ti dico che si sono sempre limitati a studiare tutto ciò che non andasse contro ciò che và contro la propria religione.
Ancora devo vedere un musulamano che dopo esami in medicina o scienze affini, dichiare che adamo ed eva primi umani sia una balla.
Il nesso con la scienza è presto detto, se le forze profuse a dare tutto per certo e gia scritto, come ad esempio la credenza che un digiuno possa dare una mano a guadagnarsi uno pseudo paradiso (ancora non esiste dimostrazione empirica o teorica della sua esistenza), fossero usate invece per porsi domande a cui dare risposte vere ..intendo senza preconcetti, allora si che il mondo progredirebbe ad una velocità molto maggiore.
Tutte queste sono solo considerazioni, poi ognuno di credere in ciò che vuole e massimo rispetto per tutti.
Per quanto mi riguarda ho rispetto anche per i pastafariani, quelli scientology o quelli della wikka, insomma chi dice quale sia quella giusta?
Ramadhan Kareem
Allahu Akram =)
Vedi, il motivo per cui i nostri pensieri sono divergenti è che per te scienza e fede sono mondi paralleli, per me invece non sono inconciliabili; il fatto è che per te qualunque cosa non percepibile con i sensi non è contemplata (o perlomeno è questo che traspare), per me sì, da qui la tua convinzione che certi gesti siano assurdi. Per me non lo sono, perchè mi fanno sentire bene e mettono in pace ciò che le dimostrazioni empiriche non sono ancora state in grado di dimostrare – sì, al di là dei primi giorni di adattamento, a me il digiuno fa star bene sotto tanti aspetti e mi fa sentire in grado di poter migliorare e rimediare ai miei errori. Non ti posso descrivere con una regola matematica o un principio di fisiologia questa convinzione, la sento, ne vedo gli effetti e basta: tu hai bisogno di un’equazione per sapere quando, per esempio, sei innamorato?
Sai, io non credo che sia la fede a rallentare la progressione del mondo, ma piuttosto l’egoismo, la sete di potere, la stupidità e l’incapacità di far tesoro dei propri errori per non ripeterli…se ci pensi, quando hanno scoperto l’atomo e le sue potenzialità, la prima applicazione a cui hanno pensato è stata la guerra. E dov’è la risposta vera qui, dov’è l’evoluzione del mondo?
Ma questo è solo il mio pensiero.
Circa i risvolti medici del digiuno: mi sono permessa di fare una ricerca veloce su Pubmed (il principale motore di ricerca di articoli scientifici) e inserendo “fasting ramadan” come parole chiave escono moltissimi articoli, molti dei quali riferiti all’attività sportiva. Leggendone alcuni, ciò che emerge è che non ci sono rischi per soggetti sani (sebbene, per esempio, le concentrazioni sieriche di acido urico aumentino), mentre per pazienti con sottostanti patologie il digiuno va valutato in base al caso (per esempio, è sconsigliato nel diabete mellito di tipo 1 ma possibile per il tipo 2).
Giusto per farti leggere un abstract, ti segno il link dell’articolo più recente che ho trovato: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22742901
Scusami, ma confido che tu sappia la storia del pastafarianesimo e di scientology per poter notare delle differenze, perchè altrimenti siamo in alto mare! Il primo è una parodia delle religioni monoteiste, il secondo è un’organizzazione (è definita come religione solo in USA e Australia). Poi certo, ognuno è libero di credere a ciò che vuole, ma permettimi, le prospettive sono un po’ diverse.
Cara Naghia,
Non so neanch’io perché siamo finiti a parlare di un argomento tanto serio come il rapporto tra Scienza e fede in un post che all’apparenza voleva avere un’impronta un po’ piu’ leggera. Siccome l’argomento è pero’ uno di quelli che trovo assai avvincenti, non resisto alla tentazione.
Io ritengo che Scienza e Fede siano in effetti due mondi paralleli, ma non in conflitto poiché trattano tematiche e ambiti ben diversi. Visto che ti piacciono le citazioni di Galilei, ce n’è una che riassume bene questo concetto: “La Bibbia spiega come si va in Cielo, non come va il Cielo”. D’altronde, lo stesso Galilei era credente e aveva amici influenti in Curia e tra i Gesuiti, mentre era osteggiato dalla Santa Inquisizione che, pare, all’epoca fosse dominata dai Domenicani: se non avesse avuto queste “amicizie”, probabilmente avrebbe fatto la fine di Giordano Bruno e non si sarebbe limitato a uan semplice abiura. Allo stesso modo, erano credenti molti altri grandi scienziati del passato come Copernico, Keplero, Pascal, Pasteur, Newton e via dicendo. E’ poco noto, ma Newton si occupo’ persino di teologia. Il personaggio piu’ straordinario fu secondo me George Lemaitres, un abate cattolico belga, dotato di capacità matematiche straoridnarie (Einstein provava una grandissima ammirazione per lui), che teorizzo’ per primo il Big Bang e l’espansione dell’Universo partendo dalle equazioni della relatività di Einstein: bene, è passato quasi un secolo da allora, sono stati teorizzati mille modelli di Universo possibile, e oggi le evidenze sperimentali fornite da telescopi e sonde spaziali portano alla conclusione che quella lemaitriana è la descrizione del nostro Cosmo piu’ realistica e probabile. (Per chi volesse approfondire la questione, si veda “Il libro degli Universi” dell’astrofisico inglese John Barrow, ed. Mondadori: è in teoria un saggio a carattere divulgativo, ma ho trovato molte pagine veramente ostiche da comprendere). Tutto cio’ per confermare quanto dici che si puo’ essere grandi uomini di Scienza e al tempo stesso grandi uomini di Fede.
Il problema sorge quando la religione da Fede, intesa come spiritualità, diventa ideologia politico-religiosa: quando cioè il versetto del Corano (o del Vangelo, ci mancherebbe: nessuno è senza colpa, sia chiaro) da strumento di miglioramento spirituale diventa pretesto per sbattere in galera oppositori politici e riformatori della società, oppure il “timor di Dio” da segno di rispetto diventa manifestazione di paura e terrore, frutto di superstizione. Temo che qui le preoccupazioni di Marco non siano del tutto peregrine, nel senso che la società musulmana rischia di cadervi, o vi è già caduta. Non c’è dubbio che oggi esistono grandi scienziati e ricercatori musulmani, ma sono pronto a scommettere che la maggior parte di loro opera in Europa e Nord America, dove possono trovare un ambiente favorevole alla loro attività. I ricercatori non sono piu’ i geni isolati nei loro laboratori, ma devono condividere esperienze e informazioni con altri studiosi, devono cioè avere libertà di parola: purtroppo, questa è mancata spesso nei Paesi musulmani in passato (in molti ancora oggi).
La relativa “arretratezza” dei Paesi musulmani rispetto all’Occidente nel campo scientifico si puo’ certo addebitare alla povertà causata dal dominio coloniale negli anni passati, ma solo fino a un certo punto: la Germania ha avuto il suo sistema industriale raso al suolo dagli Alleati nella seconda guerra mondiale, eppure oggi è ai primi posti mondiali nella ricerca scientifica e tecnologica.
Forse mi sbagliero’, ma il primo problema sta nell’inadeguatezza di un sistema scolastico dove gli studenti non sono stimolati alla riflessione critica: correggimi se il caso, ma mi sembra che nelle scuole mondo musulmano permanga ancora la mentalità dell’Ipse Dixit (in questo caso il docente), quella che Galilei contestava piu’ di tre secoli fa. Non dico di arrivare alla situazione della scuola italiana attuale, dove gli studenti mandano gli insegnanti a quel paese, ma ci sarà una via di mezzo, o no?
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Inoltre non vorrei che stesse prendendo piede una versione dell’Islam di tipo “totalitario” (l’ideologia di cui parlavo prima), di quelli che dicono che con il Corano si puo’ spiegare tutto, dall’andamento dello spread ai record di Bolt. E’ chiaro che una siffatta visione porta all’autoreferenzialità, al pregiudizio che non si ha bisogno del mondo esterno perché il Testo Sacro spiega già tutto (anche come va il Cielo, per parafrasare Galilei): penso che anche tu puoi capire come questo approccio sia essenzialmente un ostacolo al progresso scientifico. Purtroppo, la vittoria elettroale dimovimenti come i Salafiti o i Fratelli Musulmani non sembra essere molto incoraggiante in proposito.
@pierfrancesco: ma quante cose sai???…mi sono avventurata in queste discussioni per caso ..e mi hanno colpito molto…un complimento alla redazione e ai suoi redattori…parlare di islam è un piacere fatto in questo modo! poi per ritornare a te pierfrancesco ti faccio i miei complimenti per la tua intelligenza e ironia nello scrivere…ma percaso sei un giornalista anche tu? trovo i tuoi commenti in ogni articolo…e fino ad ora non li ho mai trovati fuori luogo, mi fa tirare un sospiro di sollievo che esistano persone così preparate e da cui si può sempre imparare qualcosa!
Cara Imane,
Scusami, ma mi accorgo solo ora del tuo messaggio.
Grazie tantissime per i complimenti. Mi metti in imbarazzo…
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No, non sono un giornalista: diciamo piuttosto che sono molto curioso e quindi cerco di interessarmi un po’ di tutto.
Se vuoi fregarmi, però, è facilissimo: parlami di argomenti tipo cinema, telefilm, reality, e sono più ignorante di una capra. Pensa che quando giocavo con gli amici a Trivial Pursuit evitavo sempre come la peste le caselle arancioni, quelle dove invece tutti gli altri cercavano di finire.
P.S. mi pare fossero le arancioni, le domande sullo spettacolo, o sbaglio? E’ da tanto tempo che non ci gioco più…
Caro Pier Francesco,
in effetti il dibattito ha preso tutt’altra piega rispetto al tema e allo spirito dell’articolo, ma avete offerto spunti davvero stimolanti e vi ringrazio molto per questo. Ci sto lavorando su, vorrei scrivere qualcosa in merito, in modo da poter proseguire questa conversazione in un’area più adeguata… quindi rimanete aggiornati!
Nel frattempo, ti dico che sono d’accordo con te su molte cose; non so come sia il sistema scolastico attuale, devo dire la verità, dovrei documentarmi, ma so che ai tempi di mio padre l’autorità e la parola del docente non si discuteva e a volte c’era fin troppa rigidità…quando mi racconta, mi sento molto fortunata a vivere in quest’epoca, polemica come sono, non so cosa sarebbe successo! Ti ringrazio per aver parlato di Lemaitres (che non conoscevo) e per il suggerimento del libro, in effetti mi interessa molto, ultimamente mi sto interessando all’astronomia.
Cara Naghia, oggi ho letto su un sito islamico un’interessante discussione sulla liceità o meno di usare l’aria condizionata durante il Ramadan. Si concordava sul fatto che l’assenza di aria condizionata in termini di “punteggio” rappresenta un significativo valore aggiunto. Tu durante questi giorni molto caldi e afosi hai fatto uso dell’aria condizionata? La mia impressione è che un Ramadan nei mesi caldi senza aria condizionata acquisisca un maggior valore in termini di purifizione e di devozione.
Caro Mario,
sinceramente non avevo mai sentito considerazioni sul fatto di usare o meno l’aria condizionata: potresti girare il link del sito a cui ti riferisci?
Personalmente non credo che sia l’aria condizionata a rendere valido o meno il digiuno, ma lo spirito e la pazienza con cui esso si affronta, certe cose mi sembrano proprio dettagli rispetto al vero significato (e, comunque, l’aria condizionata non ti segue fuori casa). Però, sai, noi diciamo Allahu a’lam (Dio ne sa di più).
No, io non ho l’aria condizionata, per cui non l’ho usata.
Cara Naghia, non ricordo con precisione il sito islamico (sono tanti i siti che si occupano di Halal /Haram) , era un sito non in italiano, probabilmene in lingua inglese. Dubito si riescano a trovare quelle considerazioni sull’aria condizionata con un motore di ricerca, soprattutto se non si trattava del sito vero e proprio, ma dello spazio che quel sito ha su Facebook. Se non ricordo male la questione era stata sollevata nell’ambito di una discussione sul Ramadan che non aveva in partenza come oggetto l’aria condizionata. Ti segnalo un sito molto prescrittivo che ho seguito ogni tanto con interesse ultimamante e, forse in Facebook, potrebbe essere quello in cui si discuteva di aria condizionata: http://www.muslimmatters.org anche su su Facebook all’indirizzo http://www.facebook.com/MuslimMatters
Non voglio tornare sempre sulle stesse cose, ma dimostrare come tutte le religioni siano contraddittorie e false dal punto di vista scentifico e storico sarebbe troppo facile, mi limiterò a dire che comunque è un’esigenza umana dare spiegazioni su cose che non comprendiamo fino in fondo quindi le accetto ….il guaio è che credenze e usanze di altri finiscono per condizionare la vita di altri a cui non importa nulla e questo è assurdo.
Tutte le religioni sono fondamentalmente copiate le une dalle altre, in particolare le abramitiche …discutere sull’aria condizionata dal punto di vista religioso? ma vi rendete conto di quello che dite????
Infine Naghia, per quanto riguarda il pastafaresimo è citato appositamente, in quanto parodia delle religioni.
Partendo dal pressuposto che non rispondenza alla realtà dei fatti, ..prova a dimostrare il contrario, sono tutte uguali. Pertanto mettere “dal punto di vista religioso e non culturale” un velo in testo oppure uno scolapasta, per uno che non crede a queste cose è lo stesso.
Ora credere che la propria religione sia la migliore …questo è solo quello che credono i seguaci, che siano più numerose come seguito le religioni monoteistiche concordo, ma siano più razionali del pastafaresimo …dissento.
Amine
Infine







Ma voi durante il Ramadan di quest’anno mangiate e bevete di più o di meno rispetto ad un luglio/agosto senza Ramadan? Guadagnate chili di peso?