Orgoglio, pregiudizio o solo ipocrisia?
Devi essere composta, devi studiare, devi ringraziare sempre chi ti aiuta, devi essere gentile, devi ascoltare i genitori, devi finire i compiti prima di uscire, devi essere brava a scuola, educata, devi essere d’esempio, devi aiutare in casa, devi tornare a casa presto da brava bambina, devi essere onesta e umile, rispettosa e carina, sorridente e determinata, semplice e pura…
“E poi, che altro”? Si chiedeva inconsciamente la piccola bambina carina, umile, gentile, brava, educata, onesta e rispettosa, semplice e pura.
Non devi dire bugie, non devi dire parolacce, non devi mancare di rispetto ai grandi, non devi essere disobbediente, non devi parlare male degli altri, non devi dare le spalle ai più grandi, non devi urlare o parlare con la bocca aperta quando mangi, non devi giudicare nessuno, non devi correre di qua e di là senza meta, non devi dimenticare chi sei e da dove vieni, e devi sempre ricordarti i sacrifici che i tuoi genitori hanno fatto per te, per permetterti di essere quella che sei.
“Ecco, ora si che condurrò una vita felice e spensierata, senza nessun senso del dovere o senso di colpa se non riuscirò a diventare la più bella e brava del reame”- pensò la piccola bambina carina, umile, gentile, brava, educata, onesta e rispettosa, semplice e pura!
La donna di oggi, forse non più pura e nemmeno tanto semplice, non sempre educata e non sempre onesta pensa che gli imperativi non esistano. Educata e rispettosa sì, ma non a prescindere…carina sì ma non fessa, intelligente sì ma basta regalare perle ai porci, buona sì ma non buonista e poi basta con l’ipocrisia.
Sono nata in un Paese dove l’apparenza regna sovrana. Tutti fanno tutto ma alla resa dei conti sono tutti dei Santi. E non vale solo per l’Iran, il Medio oriente in generale ne sa qualcosa…e non solo…
Sono tutte pure, vergini, immacolate, oneste, credenti, brave madri e mogli…uno spettacolo di perfezione.ma dietro le quinte si nascondono vite complicate e intrecciate, peggio delle soap opera e penso che gli sceneggiatori di Beautiful trovino ispirazione proprio li!
Donne che fanno di tutto e di più e poi, da brave musulmane, vanno in sartoria a ricucirsi l’imene…uomini maschilisti e arroganti che vanno a farsi le vacanzine in Tailandia( non certo per salvare le tartarughe giganti) e poi tornano in patria per trovare la brava donna da sposare. E ancora…signore che tornano dalla mecca con mille souvenir e parlano del miracolo del signore e poi nel giro di 10 min. le ritrovi sul pulmino a parlar male di chiunque. Giovani donne finte credenti che sotto il chador indossano perizoma Victoria’s Secret e indossano il chador solo perché altrimenti il figlio della zia della sorella del cugino del gioielliere le considererebbe delle poco di buono e rimarrebbero, a detta loro, zitelle e ripudiate.
Quindi ora che non sono più una piccola graziosa bambina credulona direi che il decalogo del DEVI E NON DEVI me lo faccio da sola.
Così, la piccola bambina graziosa e carina prese un pezzo di carta e scrisse:
“Devi mandare a quel Paese e ribellarti a chi usa il suo potere per farti sentire una formica, chi si crede capo solo perché messo lì per caso o grazie al paparino arricchito, devi smettere di dire sempre quello che pensi perché non tutti amano sentirsi dire la verità, devi evitare di parlare di religione o integrazione con chi non vede al di là del proprio naso perché tanto non si arriverà mai a un dialogo costruttivo, non devi più cercare di creare una sintonia con quelle stronze delle tue colleghe…non c’è paragone, tu sei il futuro e loro preistoria. Devi smetterla di cercare sorrisi in metropolitana…sono quasi tutti esauriti, perché dovrebbero ridere? Devi creare un distacco con tutte le convenzioni e imposizioni, vendute come tradizioni, inventate da barbari solo per tenerci a freno e controllarci meglio. Devi sempre rimanere te stessa anche se questo vorrà dire non essere politically correct, non avere 1874567809 amici su Facebook, non essere invitata agli eventi che contano, non venire assunta in determinati contesti perché risulteresti brillantemente scomoda e poco controllabile”..
“Non ci sono altri imperativi” – concluse la bambina. “Ricordati solo che non sarà un passaporto a fare di te un’italiana nè gli occhi grandi e neri e la casa piena di spezie a fare di te un’iraniana”. C’è ben altro, quindi non smettere mai di ricercare quel je ne sais quoi..
Bellissimo articolo! brava!
Cara Maral,
Condivido nella maniera più assoluta la volontà di rifiutare le convenzioni, pur se a volte dobbiamo renderci conto che sono inevitabili.
Per quanto riguarda i consigli iniziali di stare buoni, essere obbedienti, ecc… non c’è mica bisogno di andare in Iran: basta mia madre!
Si, lo so che certi schemi e obblighi sono universali, infatti scrivendo ho preso spunto da mille storie diverse, non necessariamente situate in Iran. Anche se poi in certi contesti particolarmente opprimenti gli imperativi aumentano!
Bellissimo articolo Maral!
Aggiungo che sencondo me l’ipocrisia non solo è un ostacolo alla felicità individuale e, di conseguenza, collettiva ma anche un cancro politico. Con meno ipocrisia funzionerebbe molto meglio anche la democrazia.
Quoto il primo commento: quel “Je ne sais quoi” è un vero tocco di classe!
Cara Maral,come stanno oggi,13 luglio 2012 le ragazze,le donne,gli anziani in Iran???????grazie.
@LA67
Sai che non ho ben capito la tua domanda…
Le ragazze, le donne e gli anziani in Iran stanno bene o male a seconda del ceto sociale, del contesto familiare e di mille altre variabili…ma non so se è questo che volevi sapere..
davvero bell’articolo, molte delle cose che ho letto le ho ritrovate in marocco, l’abito non fa il monaco no? hihi, o almeno cosi dovrebbe essere, ma penso siano solo le contraddizioni di tutte le società in via di transizione, cmq bell’articolo! complimenti!







WOOOOW, grazie Maral…Quel “Je ne sais pas quoi” è il risultato di una Multicural Mind, solo lei è capace di creare una fluidità di pensiero tale da spingerti a non fermarti mai….e del conformismo Chissenefrega, meglio una Leonessa che vive con i brividi sulla pelle accettandone i rischi che un branco di pecore assoggettate.