Il lupo perde il pelo ma non il vizio…Tunisian police docet
ACAB (All cops are bastard), questo è lo slogan che campeggia da un po’ su molti muri delle strade tunisine, sui tanti gruppi aperti su Facebook per chiedere libertà da qualunque tipo di bavaglio , sotto le immagini di agenti della polizia tunisina che prendono a manganellate dei manifestanti o, ancora, sotto i post dei numerosi bloggers e videobloggers che denunciano lo stato attuale delle cose in Tunisia, a quanto pare, non molto diverso da quello che i tunisini erano abituati a vivere sotto Ben Alì.
Lo scorso 18 Novembre 2011, dopo neppure un mese esatto dalle elezioni che hanno formato l’Assemblea Costituente che sta ri-scrivendo la Costituzione Tunisina, Mohammed Hichem Meddeb, portavoce del Ministero dell’Interno tunisino, aveva presentato ai media i nuovi agenti della polizia tunisina con addosso le loro nuove divise. Questo cambiamento estetico rientrava nel quadro di riforme degli apparati di sicurezza della Tunisia, che si era deciso di attuare dopo il 14 Gennaio 2011, giorno in cui l’ex Presidente Ben Alì abbandonava il Paese alla volta dell’Arabia Saudita.
Prima di questo cambiamento nell’abbigliamento delle forze dell’ordine tunisine, già erano state introdotte delle modifiche ai veicoli che gli agenti avrebbero usato per svolgere il loro lavoro in questa nuova fase storica del Paese.
Divise nuove, auto e moto pure ma, a giudicare dalle notizie che arrivano dalla Tunisia, sarebbe proprio il modo d’agire della polizia che non è cambiato per niente…non in meglio,almeno.
Con Ben Alì al potere, la shurta ( polizia) era sinonimo di terrore per i tunisini. Tutte le strade del Paese, ad ogni rondpoint ( rotatoria) avevano i loro omini in divisa che, dall’interno del loro gabbiotto, erano pronti ad intervenire contro chiunque (turisti a parte) contravveniva alle disposizioni d’ordine di Ben Alì. Dal semplice cittadino che si azzardava a parlare di politica in pubblico (criticando le président), agli oppositori di sinistra del regime, fino agli islamisti, tutti conoscevano la stessa sorte: presi di peso dagli agenti, portati in caserma, rinchiusi in cella ( se tutto andava bene senza botte annesse) e poi tutti liquidati sulla base di processi sommari montati pezzo su pezzo e secondo leggi fatte ad hoc per servire il regime. Destinazione finale dei poveri mal capitati? Il carcere,ovviamente.
Ora Ben Alì è via da un po’ dal Paese e , sebbene una pulizia generale di tutti coloro che erano collusi con il vecchio regime non sia stata fatta del tutto, a tutti i tunisini ( me compresa) sembrava di essersi liberati dall’oppressione…sembrava.
Era lunedì scorso quando nel fare il giro mattutino dei blog e siti che seguo, visitando ancora una volta su quello della blogger tunisina Lina Ben Mhenni e mi sono trovata a leggere due notizie di cui avrei volentieri fatto meno.
Lina raccontava, in un post, come sia la vita di chi è (ancora) costretto a vivere sotto i soprusi della polizia e in particolar modo raccontava un episodio accaduto ad alcuni suoi amici, Zakaria Bouguira, Azyz Amami e Rim Banna ( due ragazzi ed una ragazza), il sabato sera precedente in viale Habib Bourguiba, nel cuore di Tunisi.
Di ritorno da una giornata di mare, Zakaria e Rim erano passati a recuperare il loro amico Azyz a Tunisi per passare la serata in compagnia. Mentre i due erano in auto ad aspettare l’amico, si sono avvicinati a loro dei poliziotti che hanno iniziato ad insultare Zakaria per poi dare il meglio di sé stessi con Rim. La ragazza, colpevole di indossare un abito troppo corto e di essere in auto con un uomo che non era suo parente, è stata per questo definita come poco di buono ed una “cagna”. Come se questo potesse non bastare, l’umiliazione verbale verso Rima, non è bastata a placare gli animi degli agenti che l’hanno schiaffeggiata e, avendo avuto un’improvvisa necessità di perquisirla, l’hanno sottoposta a palpeggiamenti che nulla avevano a che fare con una normale prassi di controllo di una persona.
Poco dopo la pubblicazione di questo post, nella stessa giornata di lunedi, sulla pagina Facebook di Lina Ben Mhenni c’è un’altra ragazza che scrive, si chiama Iness Ben Kraiem e racconta un episodio molto simile a quello successo a Rim. Fermata allo stesso modo da poliziotti che hanno cercato di spaventarla( perfino minacciandola che se non li avesse seguiti in caserma l’avrebbero accusata di consumo e spaccio di droga), Iness è stata sottoposta ad un vero e proprio interrogatorio sul perché era in giro di sera, se i suoi genitori sapevano che lei era fuori a quell’ora, se aveva bevuto alcolici e, addirittura, le è stato chiesto di che religione fosse per comportarsi così.
Subito dopo lo scoppio della rivoluzione in Tunisia, la poliziotti, discolpandosi per gli atteggiamenti che per ventitre anni avevano avuto contro il loro stesso popolo, avevano sostenuto che la colpa non era loro e che loro avevano eseguito soltanto gli ordini, ma che in futuro non sarebbe più stato così.
Dove sono ora quei poliziotti? A cosa servono uniformi nuove, auto da inseguimenti americani alla “Blues Brothers”, e moto-bolidi straveloci e luccicanti se tutto quello che c’è dietro è rimasto uguale a prima? A cosa serve riempirsi la bocca con la parola democrazia, se la paura è ancora sovrana per le strade in ogni dove?
Mi vien da dire che l’abito non fa il monaco e che spesso si cambia tutto per non cambiare niente in effetti…pessimista? No…in verità aspetto ( e spero) solo che il tempo mi smentisca.
A quanto pare il diverso clima politico si è fatto sentire presto, a cominciare dai poliziotti, bassa manovalanza dei poteri forti
Esmehen, il tempo ti smentirà solo che se queste cose verranno taciute. Finché si parla e si denuncia c’è speranza. La cosa più importante è non ricadere nella coltre di omertà, paura ed apatia del periodo benalista. In questi giorni stanno uscendo articoli che indicano come difendersi dagli abusi della polizia, come ad esempio questo http://directinfo.webmanagercenter.com/2012/07/09/vos-droits-lors-dun-controle-didentite/
Mi sembra però che la normativa sia vaga in troppi casi e si presti ad interpretazioni arbitrarie con conseguente violazione dei diritti della persona. Forse una legislazione più matura in materia di diritti sarebbe augurabile. O forse già esiste ma non viene applicata, non lo so.
@ Armonia: Io aspetterei ancora prima di parlare della Libia…la Libia è un Paese molto più complesso e vario rispetto alla Tunisia e all’Egitto stesso, anche se vincerà una formazione di governo liberale sarà molto difficile gestire bene tutto il Paese e non è detto che l’assenza di gruppo islamici faciliterà le cose.Intanto si è votato per l’Assemblea Costituente e si attendono i risultati e poi si potrà cominciare a dire qualcosa…
@Alessio: Cambiano i padroni ma gli scagnozzi no…la polizia tunisina ha sempre la solita aria da sbruffona che per 23 anni ha avuto sotto Ben Alì… da questo punto di vista la Rivoluzione ha rivoluzionato ben poco e il popolo, purtroppo, ha di nuovo paura come prima e forse anche di più…
@Silvia: Una delle poche cose che in Tunisia si sta cercando di fare è proprio quella di non far cadere di nuovo tutto nel silenzio… da più parti si stanno levando voci di protesta anche a rischio della vita ma purtroppo devo dirti che il far circolare informazioni non basta…anche sotto Ben Alì, per 23 anni, si sapeva in che condizioni versava il popolo tunisino ma non è stato mosso un dito. Ben Alì è stato denunciato da numerose ONG per il suo sistema di governo e in particolar modo per il potere conferito alle forze di polizia che prendevano le persone e le facevano sparire nel nulla eppure…Ben Alì è rimasto saldamente attaccato alla poltrona per 23 anni. Io non demordo,questo è certo però al di là degli articoli moooooolto vaga e aperti a molteplici interpretazioni io vedo ancora una volta la mancanza di volontà da parte del governo di agire fermamente contro quello che rappresenta il problema…la soluzione non è fornire indicazioni su come difendersi dalla polizia il problema andrebbe risolto a monte…e non viene fatto…Dio solo sa perché…
Esmehen, per quanto mi riguarda l’attuale governo non merita alcuna stima o sostegno, e da esso c’è da aspettarsi assai poco. Vedremo a marzo 2013.
Per il momento i cittadini mi sembrano un po’ lasciati a se stessi. Anche per questo ammiro la loro forza e il loro continuo cercare soluzioni e nuove strade.
Silvia, le tue percezioni sono esatte purtroppo. Il governo non è altro che una farsa, un insieme di facce che girano le televisioni a farsi propaganda e nulla più…il popolo soffre la fame peggio di prima, la crisi mondiale ci mette il suo, le imprese (soprattutto le piccole) faticano a rimettersi in piedi dopo la rivoluzione e le persone finiscono per indebitarsi per poter sopravvivere…la censura c’è sempre e la libertà di poter parlare è solo un miraggio che ancora aspetta di concretizzarsi, in alcune zone è tornato il coprifuoco e, come ho detto anche ad Alessio, la gente continua ad aver paura…
Io spero davvero non si arrendano ma il 2013 è ancora un po’ lontano e chissà quante ancora ne dovrà subire il popolo tunisino…ammesso poi che il governo che successivamente si formerà sarà degno di esser chiamato tale…staremo a vedere.







Intanto solo in Libia hanno vinto i liberali, mentre in Egitto e Tunisia hanno prevalso gli islamisti.