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Panorama, il Duomo e i musulmani. I don’t like

di Redazione

Che brutto Panorama.

Arrivo a lavoro e una bella gigantografia campeggia davanti alla redazione, quasi un sorriso beffardo rivolto a Yalla e al centro islamico che sorge nell’edificio accanto al nostro.

La foto della famosa preghiera davanti al Duomo con sopra la facebookiana domanda “Like?” e il quantomeno ambiguo claim “La tua Opinione è un fatto”.

Ecco la campagna di lancio del nuovo Panorama che, attraverso una dimensione multicanale, “mira a coinvolgere sempre più il lettore”.
Niente male per un newsmagazine fondato cinquant’anni fa con l’idea di promuovere “I Fatti separati dalle Opinioni”.

Ma si sa, i tempi sono cambiati. Il giornalismo è cambiato.

Interattività digitale, gli sgami della nonna su youtube, il citizen journalism, i blog, eccetera. La competizione è aperta.

Si può usare tutto e il contrario di tutto, pur di vendere, e nessuno di certo si pone questioni etiche a discapito dell’effetto shock. Il giornalismo su carta stampata è al tramonto e non esiste una singola redazione che abbia capito come sopravvivere.

Perciò utilizzare questioni delicate, vecchi fatti di cronaca per infiammare un po’ di animi e spingere il lettore con la sua opinione a dettare i “fatti” di cui si deve occupare il magazine è perfettamente legittimo.

Ma molto sgradevole.
In giro per la città, accompagnata dallo stesso claim, mi capita anche di vedere l’immagine di un’ispezione della Guardia di Finanza, ma la maggior parte dei cartelloni affissi per le strade e la metropolitana reca la foto della famigerata preghiera che, ovviamente, è l’immagine di punta della campagna.

Con questo sottotesto: infiammare gli animi, far leva su capri espiatori, stuzzicare quel lato oscuro che genera pulsioni xenofobe, la guerra tra poveri, e l’ignoranza totale o quasi sul mondo musulmano, e prestare il fianco al sonno della ragione.

“La tua Opinione è un fatto”? Suggerirei un claim ancora più sincero: “Con chi sei incazzato oggi”?

Panorama ti coccolerà, vezzeggerà, lascerà libero spazio all’opinione della casalinga di Voghera e la raffinerà con qualche editoriale pseudo-intransigente che neanche troppo tra le righe riprenderà i beceri luoghi comuni leghisti con termini forbiti e firme prestigiose.

Come dite? Lo faceva già?

Ma ora lo farà ancora meglio.

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Emanuela |

Brava Randa, sottoscrivo in pieno. Bell’articolo :-)

Eva Vittoria Cammerino |

E’ incredibile come alcuni poteri forti strumentalizzino ancora le religioni nel caso dell’Italia per detenere uno status quo che, preghiamo, annighi presto in uno slancio piu’ moderno . Invece di integrare e di mettersi alla prova ( perche’ integrare significa cambiare, e cambiare significa mettere in gioco i propri privilegi), si fa il contrario. E’ triste. Come se nulla fosse, come se l’Italia fosse ancora nel 20esimo secolo .

daniela |

Lei parla di ignoranza totale o quasi sul mondo musulmano. Pare che si sia dimenticata, o faccia finta di farlo, che il mondo oggi è più informato proprio grazie ai media che lei cita. Non solo, ma grazie anche alla tendenza delle persone a viaggiare e ai giornalisti che stanno sul posto, le notizie sfuggono anche alla censura più attenta .
Altro che ignoranza! Direi che si incomincia ora a capire quello che l’ignoranza altrui ha sempre cercato di coprire con la censura o con le minacce di morte.
Cara Randa le ricordo che molti reporter e giornalisti vedono e toccano la realtà in prima linea.
La censura, e di conseguenza la propaganda che copre la verità, non è più possibile in un mondo dove la gente, anche tralasciando notiziari di parte, comunica alla velocità di un clic con chi racconta a tutti ciò che vive sul posto.
Non restringa la sua visione delle cose ad uno spazio che lascierebbe libero sfogo a tutti su una rivista, che fomenterebbe guerre tra poveri che scalderebbe gli animi. Si concentri invece sul perchè tutti o quasi, si sfogano e perchè gli animi si accendono. Propaganda? Ignoranza? intolleranza?
No! ridurre l’insofferenza della gente solo a queste cose sarebbe come considerare la loro capacità di capire, di ascoltare e di informarsi inesistente. Mi creda di possibilita per informarsi la gente ne ha, non ha bisogno di un cartellone propagandistico per farsi inculcare le cose.
Come non è sufficiente accusare un cartellone propagandistico di diffonedere le idee che in realtà sono sotto gli occhi di tutti.

Randa Ghazy |

Mi sa che non ha proprio capito il senso dell’articolo. Ma va bene così.

    daniela |

    mi sa che lei non ha capito il senso del mio post riferito ad una sua frase che trovo scontata e ripetitiva

Randa Ghazy |

In realtà ho capito così bene che non intendo prestare il fianco a questo genere di provocazione (di cui sta infarcendo tutto il blog) e soprattutto abbassare così tanto il livello del ragionamento. Non ne ho proprio il tempo e la voglia, l’Italia sta andando a puttane e io non ho voglia di assecondare le sue pulsioni xenofobe, preferisco dedicare il tempo ad altro, se non capisce il senso del pezzo non ci posso fare molto. Rispetto le sue opinioni ma le trovo crudeli, e soprattutto se vuole andare fuori tema è libera di farlo ma io di certo non le vengo dietro.

Giuliana |

Cara Randa, ne parlavo proprio ieri con il io compagno.
Questa campagna è una vergogna.

Un’altra immagine forte è la donna-politico al parlamento europeo con la figlia sulle gambe mentre vota.

Sembra quasi dire: vi sembra giusto che una bambina stia in quel contesto?

Temo dietro quella immagine ci sia il desiderio di andare contro alle mamme lavoratrici, alle donne che ci tengono alla carriera come e quanto gli uomini.

A sostegno di quella vecchia visione della donna tutta casa e chiesa.

Ed oltre ad essere una campagna SUBDOLA a livello dei contenuti, utilizza una formula inglese inesistente, un miscuglio tra il “like” – affermativo – di Facebook e la domanda in italiano “Ti piace?”

Like + ? in inglese non esiste!

Per non parlare poi dei tre livelli di lettura su cui si basa:
1- Immagine + “like?”
2- “La tua opinione è un fatto”
3- “C’è un nuovo Panorama” e tutto il testo di seguito

Troppi input.

Insomma, grazie per averne parlato.

La mia sfiducia verso la massa mi porta a credere sia proprio come dici tu, che l’obiettivo non sia di dare valore all’opinione dei lettori perché li si stima ma per “infiammare gli animi, far leva su capri espiatori, stuzzicare quel lato oscuro che genera pulsioni xenofobe, la guerra tra poveri, e l’ignoranza totale o quasi sul mondo musulmano, e prestare il fianco al sonno della ragione”.

Grazie

paolo |

fra un po’ ci chiederanno: “Oggi piove. E’ favorevole o contrario?”. Questa prevalenza del parere, dell’opinione è fuorviante anche perché non ci vengono forniti dati su cui basarci, ma stimioli in forza dei quali ‘schierarci’. La realtà, al solito, andrà avanti incurante delle nostre effimere emozioni, se non la gestiremo con solide ragioni

Randa Ghazy |

@Emanuela @Eva Vittoria @Giuliana:

grazie! è confortante sapere che non sono l’unica ad aver provato quel fastidio e ad aver pensato quelle cose.

daniela |

Cara Randa,
in realtà sono io che non vado dietro a lei mentre dribbla, scansa, e accusa di provocazione tutte le opinioni che la infastidiscono.
E’ preferibile dire che una persona è fuori tema, piuttosto che affrontarne i discorsi. Il tema l’ha fornito lei nell’articolo, che sembra indignarsi sui temi proposti da “Panorama” ma la polemica alla fine torna sempre su: ” l’ignoranza totale o quasi sul mondo musulmano” (parole sue).
Nemmeno io ho tempo e voglia di misurarmi con chi continua berciare contro tutti quelli che non la pensano come lei.
Mi piacerebbe sapere se avesse scritto qualcosa di altrettanto polemico, se tra i tanti diversi temi di “Panorama” non ci fosse stato il riferimento alla provocazione arrogante dei musulmani in piazza Duomo a Milano.
Panorama l’ha presentata su un manifesto come un fatto negativo per la città.
In realtà non è il manifesto che le da fastidio ma la consapevolezza che a quel “I like” moltissimi italiani scriveranno NO!
Lei dice che non ha voglia di pensare a quelle che chiama in modo ignorante “pulsioni xenofobe”, perchè in questa Italia, che lei da “gentil signora” definsce con termini poco giornalistici, è in crisi.
Dice che ha più voglia di dedicare il tempo ad altro. Faccia pure pensi pure a quel suo roseo mondo che si è inventata dove il multiculturalismo convive pacificamente se l’italiano tace, subisce e si prende dello xenofobo ogni volta che l’immigrato fa le bizze.

Eva Vittoria |

Cara Daniela,

secondo Lei perche’ non c’e’ integrazione in Italia ?

Il nostro mondo si muove per immagini ormai, e un’immagine puo’ valere piu’ di mille parole–

Usare la provocazione e’ un mezzo potentissimo di comunicazione. Per alcuni temi tuttavia e’ controproducente .

Randa Ghazy |

“…l’italiano tace, subisce e si prende dello xenofobo ogni volta che l’immigrato fa le bizze.”

E io sarei “l’immigrato” che fa le bizze, giusto?

E soprattutto, quanto livore. Secondo me così si vive proprio male, si invecchia anche prima tra l’altro!

Tante buone cose.

daniela |

La frase si riferiva all’”immigrato” in senso generico, non era riferito a lei. Mi pare che il suo malcelato vittimismo non le permette nemmeno di capire ciò che legge.
Il livore trasuda copioso dai suoi articoli tendenziosi che fanno di tutti i granelli dei macigni.
Stamattina ha visto la pubblicità di una risvista e subito ha tratto lo spunto per fare del “giornalismo” peloso.
Tanto per stare in tema, l’iniziativa di “Panorama” la trovo utile e intelligente, serve solo a capire cosa pensano i lettori anzichè ergersi su podio del saccente che punta il dito, altrimenti si rischia di diventare come certi pseudo-giormnalisti che amano ascoltarsi e basta.
Perchè anche a chiudersi nel proprio mondo senza accettare le critiche fa vivere male e , non solo si invecchia prima, ma nel frattempo si passano gli anni senza imparare nulla :D

Pier Francesco |

A giudicare dalla discussione, mi sembra che gli ideatori della campagna di Panorama abbiano ottenuto il loro scopo.
Se mi è consentito di esseer un po’ fuori dal coro, secondo me state facendo dell’allarmismo un po’ eccessivo. Come ha scritto bene Randa, il manifesto è legittimo ma sgradevole, e siamo qui apposta per esprimere il nostro disgusto. Di manifesti pubblicitari urtanti, però, se ne vedono diversi: non è il primo e purtroppo non sarà l’ultimo.
Non vorrei sembrare incosciente, ma non starei troppo a preoccuparmi, come non mi sono mai troppo preoccupato di fronte alle copertine o agli articoli dei giornali stranieri che diffamavano l’Italia (la famosa pistola sul piatto di spaghetti di Der Spiegel, per citarne una): ho sempre fatto affidamento all’intelligenza dei lettori, e non credo che tali copertine o tali articoli abbiano realmente modificato o incrinato i rapporti tra noi e i popoli dei paesi dove quei giornali sono pubblicati.
Può dari che con questo manifesto, la direzione di Panorama voglia semplicemente indicare la propria linea editoriale: come detto prima, linea che potrà apparire sgradevole ma legittima. I lettori ne saranno giudici finali.
Mi preoccupa un po’, semmai, il concetto del “like” che con l’arrivo di Facebook è diventato così popolare. E’ una cosa brutta, perché il “like” non è mai al 100%, ma può essere sempre pieno di distinguo: mi piace, ma… (e io infatti sono l’unico essere umano a non stare su Facebook :-P ). Direi semplicemente “I like” o “I don’t like” esprime a mio parere un atteggiamento molto superficiale nell’affrontare un problema o una questione.

    Eva Vittoria |

    Caro Pier Francesco,

    personalmente ho vissuto abbastanza all’estero e ti assicuro che certe immagini restano nela coscienza collettiva molto a lungo e in modo molto profondo – ti assicuro che grazie a certe immagini anche a livelli alti ( presmibilmente alti ) di educazione ( in senso generale) si da’ un significato che spesso non riflette la realta’, i sentimenti e le abitudini di un popolo straniero. E certi commenti ti fanno davvero male e sono frutto di propagande denigraotorie che tutto fanno tranne favorire l’integrazione e la comprensione dell’altro !

Nadine2 |

Cara Daniela,

Visto che ti piace questo tipo di giornalismo, che sei una fan delle informazioni storicamente ineccepibili (per intenderci alla Giovanni Bosco, ricordi?)vorrei chiederti, ma secondo te è un modo corretto di fare giornalismo questo? è più intelligente saper affrontare le sfide che la società ci presenta proponendo soluzioni adeguate coinvolgendo tutte le parti, invitando alla conoscenza, al rispetto all’impegno comune per creare una società migliore oppure ritieni che fomentando lo spauracchio ed agendo in maniera irresponsabile si otterrà un risultato migliore? bada bene che il fatto di cercare soluzioni adeguate non vuol dire per forza che “il multiculturalismo convive pacificamente se l’italiano tace, subisce e si prende dello xenofobo ogni volta che l’immigrato fa le bizze.” ma bensì lavorare sulla consapevolezza del cittadino autoctono e dell’immigrato, essere appunto cittadini che vivono la loro realtà e ne accettano le sfide, e che vogliono essere guidati dal lume della ragione e non dalla propria ottusità e ignoranza.

    daniela |

    Prima di citare i fatti che lei critica mi sono informata e non ho trovato smentita. Io le chiedo quel’è allora il modo corretto di fare informazione secodo lei. Smentire a priori ciò che da fastidio?

Nadine2 |

Se devo commentare direi I don’t Like! non ha senso fare la preghiera davanti al Duomo, non mi piace l’uso che fanno alcuni mussulmani della religione.

daniela |

La smentita sulle parole di San Gioovanni Bosco gliele ho chieste. Io non ne ho trovate , se lei le ha le fornisca.

Forse per lei le corrette ed ineccepibili informazioni le trae dove si censura ciò che da fastidio?
Se a le i piace il giornalismo “ineccepibile” libera di trovarlo dove crede.
“Panorama” esiste dal 1962, ora a qualcuno scandalizza
l’intenzione di considerare l’opinione dei lettori come fatti, sottolineando con tono sarcasticamente negativo che il giornalismo è cambiato.
E quale sarebbe il giornalismo? Quello che se ne frega delle opinioni altrui e si da ragione da solo?

Nadine2 |

C’era bisogno di trovare delle critiche addirittura…Pensavo bastasse un minimo di obiettività e intuizione!!!! ma comunque la risposta l’avevi già trovata da sola: dal momento che l’hanno fatto Santo non poteva avere detto o fatto cose non veritiere (compreso il tentativo di bruciare i testi dei protestanti)giusto?! eh si, tutti i Santi nella storia della chiesa sono stati dei veri Santi nella vita…Ora se tu fai certi ragionamenti, mi diventa difficile avere una comunicazione intelligente obiettiva.Il giornalismo vero è quello che informa, analizza, presenta degli spunti per fare pensare, che risveglia l’intelligenza degli persone e non quello privo di riflessione alla Lega maniera fatto solo di basse idee populiste che non portano da nessuna parte.

    daniela |

    L’obiettività, l’intuizione e le risposte che ci si da da sè non bastano cara Nadine.
    Forse c’è da chiedersi se una persona è santa per la Chiesa Cattolica anche se fa un’osservazione riguardo una religione perchè la verità in cui crede non può fare sconti a chi sostiene dottrine contrarie.
    Quando lei mi ha detto che, le citazioni da me fatte erano cose false ho lasciato la porta aperta alla possibilità di essermi sbagliata, ma mi sono documentata.
    Mi dispiace…http://www.donboscosanto.eu/oe/il_cattolico_nel_secolo_3a_edizione.php
    il giornalismo vero è quello che da spunti di riflessione ma questi non esistono se ciò che è lo si nega a priori.

Eva Vittoria |

vediamola al contrario Daniela: che obiettivita’ vede lei in un piatto di spaghetti con sopra una pistola? ci sono critiche e immagini edificanti, che fanno crescere, che stimolano l’intelletto e poi ce ne sono altre che sono solo o prevalentemente distruttive – un’immagine come questa e’ solo distruttiva perche’ una persona che vive all’estero e non ha mai incontrato un italiano si fa un’idea ( e le idee sono importanti) che non corrisponde al nostro paese, non e’ esauriente ne’ corretta – e anche Lei si sentirebbe offesa, da italiana .

Aldo |

Signora Eva Vittoria, non capisco il nesso tra la pistola negli spaghetti e i musulmani dei centri islamici milanesi che dopo una manifestazione contro l’attacco israeliano a Gaza si sono messi a pregare davanti al Duomo perchè alle 17 era l’ora in cui dovevano pregare e non potevano fare diversamente (le motivazioni sono state queste). Mi aiuti a capire.

Eva Vittoria |

Caro Aldo,
questa conversazione riguarda un nuovo modo di comunicare attraverso immagini – la mia frase si riferisce al commento lasciato alle h.1.17 da Pier Francesco e si ricollega al tema principale dell’articolo: l’immagine, un manifesto – una provocazione. la provocazione dell’immagine di piazza Duomo sta nello sfacciato LIKE . La provocazione citata dal signor Pier Francesco sta nella pistola nel piatto di spaghetti ( che presuppone l’associazione ITALIANI MAFIOSI) . Sono entrambe PROVOCAZIONI .
E’ piu’ chiaro ? il commento e’ comunque sopra riportato .

nadine2 |

Va bene Daniela, per fare contenta te e Giovanni Bosco, confermo di fare parte di una religione fondata da un impostore che si è fatto scrivere il libro da un ebreo e ha fondato la sua religione direttamente nei bordelli poiche’ trattasi di una religione basata sui piaceri carnali (in questo caso la violenza della spada citata da Bosco dovrebbe essere un attimino rivista, chi non si convertirebbe ad una religione che si basa sui piaceri carnali|?):) e meta’ Mondo ha deciso di credere in questa religione, neanche le comunita’ di Osho hanno riscosso tanto successo!!! Ora possiamo dire di avere un dialogo obiettivo e sincero.

    daniela |

    Non fai contenta nè me e nemmeno SAN Giovanni Bosco a riconoscere la storia documentata. Lasciamo perdere me, ma un illustre SANTO come Giovanni Bosco non ha bisogno della tua approvazione per dire cose che sapeva benissimo perchè storicamente attendibili.
    Vuoi che siano gli altri a cambiare la storia far contenta te? Maometto diffuse con la spada la sua religione e Don Bosco è SOLO uno dei tanti che lo dicono:
    “Non vi stupite se i Saraceni odiano i Cristiani: è perché la legge maledetta che gli ha dato il loro profeta Maometto gli ordina di fare tutto il male che possono alle genti che non seguono la loro fede, e di prendere tutto quello che possono prendere: per loro non è peccato. E se i Cristiani vengono a ucciderli o a fargli qualche torto, i loro fratelli li considerano dei martiri (…). Tutti i Saraceni del mondo si comportano alla stessa maniera” Marco Polo, 1271 .”

    p.s. tanto per rimanere in tema con l’articolo del blog, perchè soffermarsi su un cartellone che ha tutt’altro scopo che parlare nello specifico di islam? Perchè inventarsi che è stato affisso lì apposta per dispetto, come se l’operaio che incolla manifesti avesse tramato un attacco alla redazione o al centro islamico?
    Perchè non fare notizia e spiegare, da islam moderato che dite di essere, ai cristiani allibiti perchè succedono certe cose. http://www.ilgiornale.it/interni/in_nigeria_e_strage_continua_cristiani/nigeria-kamikaze-fedeli-cristiani-fondamentalisti_islamici/10-06-2012/articolo-id=591872-page=0-comments=1

Aldo |

Grazie signora Eva, ho capito. Tuttavia mi permetto di ritenere che la maggior parte delle persone che vedranno l’immagine di Panorama riterranno che i musulmani non stanno facendo la loro preghiera, ma stanno facendo a loro modo la preghiera cattolica o stanno adorando a loro modo il Duomo di Milano. Dobbiamo renderci conto che la cultura media sull’argomento Islam in Italia è al livello di quella che aveva Mike Bongiorno quando si chiedeva smarrito durante un quiz se gli Ittiti erano o meno dei pesci. Con tutto il rispetto per il grande Mike.

Aldo |

Signora Nadine2 , perchè quando parla di Don Bosco, che suppongo abbia già sentito nominare in passato, omette volutamente di scrivere il cognome e il nome preceduto se non da San almeno da Don come è universalmente conosciuto nel mondo cattolico e non solo ? Le crea problemi scrivere Don Giovanni Bosco o addirittura San Giovanni Bosco ? Scriverlo non significa darne necessariamente un giudizio positivo. Visto il suo disprezzo nei confronti di Don Bosco per quello che ha detto nel 1840, lei ritiene che i musulmani che frequentano gli istituti e le scuole salesiane dovrebbero abbandonarle e disprezzarle. Le riporto da Wikipedia : “La Società Salesiana di San Giovanni Bosco (in latino Societas Sancti Francisci Salesii) è un istituto religioso maschile di diritto pontificio; membri di questa congregazione clericale, detti comunemente Salesiani, pospongono al loro nome la sigla S.D.B. La congregazione fu fondata nel 1859 da san Giovanni Bosco nel rione Valdocco a coronamento della sua lunga e intensa esperienza di apostolato tra la gioventù povera di Torino; i salesiani ricevettero il pontificio decreto di lode nel 1864 e le loro costituzioni furono approvate dalla Santa Sede nel 1874.” La ringrazio tanti per i chiarimenti.

Nadine2 |

Da quando Aldo omettere San o Don davanti al nome vuol dire disprezzare la persona? Ho il diritto di non chiamare Santo uno che ha coperto il mio profeta dei peggiori insulti Aldo? Conosco bene ed apprezzo ciò che fanno i Salesiani e Torino è stata la mia città per diversi anni, ma questo non vuol dire tutto debba accettare di essere insultata!!! Parlavo delle citazioni di un uomo e non di un Santo non credo che un Santo possa mai esprimersi in quel modo, mi spiace.

    daniela |

    Nadine, per te un Santo non può esprimersi in quel modo, ma per un cristiano è più giusto avere il coraggio di raccontare cosa subiscono da secoli i cristiani per colpa di quel profeta che ha imposto la sua fede con la spada. E’ storia Nadine, non pareri vaghi detti così per dire.

Nadine2 |

L’islam non si è diffuso con la spada Daniela e sostenere ciò vuol dire essere dei bugiardi e persone di poca intelligenza, non si nega che nella storia dell’Islam policizzato ci siano stati imposizioni forzate, ma è lontano dal dire che l’islam si è imposto con la Spada. Fosse così non ci sarebbero cristiani o ebrei in tutto il medio-oriente,in Nord Africa e nel resto del mondo mussulmano dove convivono diverse religioni insieme. Cosa subiscono i cristiani da secoli? caso mai potresti dire da qualche anno Daniela e ti darei anche ragione, perché riconosco che c’è una parte di mussulmani che purtroppo non ci onora! Sostenere che l’Islam lo fa da secoli Mah….Crociate, Santa Inquisizione, persecuzioni e stermini in America Latina non appartengono al Mondo Mussulmano. Scusami per questi pareri vaghi, detti così per dire, mi dimentico sempre che voi siete i buoni e noi siamo i cattivi.

a.celeste |

Buongiorno a tutti. Sto leggendo con vivo interesse l’articolo qui su postato ma anche i diversi e interessanti commenti che ne sono inevitabilmente scaturiti, per un tema così delicato, ma anche affascinante, quale può essere quello del rapporto continuo e costante dell’essere umano, con un’entita superiore chiamata Dio o Allah… Io sono italiana, cristiana e cattolica, il mio fidanzato è algerino musulmano. Nel piccolo, credo che noi possiamo rappresentare, insieme a tantissime altre coppie, un punto comune di integrazione ed unione tra due religioni così apparentemente distanti ed invce simili e speculari sotto moltissimi aspetti. Nel caso mio e di Mohamed, non è sempre facile il nostro rapporto, abbiamo spesso discussioni e confronti a volte aspri e duri sul modo di vivere le nostre religioni, la nostra fede, ma poi il buon senso, ma credo di più il profondo sentimento,il rispetto e la stima che ci legano, hanno il sopravvento. Mi piacerebbe, condividere qui con voi, queste brevissime riflessioni del Beato papa Giovanni Paolo II :”« La Chiesa guarda anche con stima i musulmani che adorano l’unico Dio, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini. Essi cercano di sottomettersi con tutto il cuore ai decreti di Dio anche nascosti, come vi si è sottomesso anche Abramo, a cui la fede islamica volentieri si riferisce. Benché essi non riconoscano Gesù come Dio, lo venerano tuttavia come profeta; onorano la sua madre vergine, Maria, e talvolta pure la invocano con devozione. Inoltre attendono il giorno del giudizio, quando Dio retribuirà tutti gli uomini risuscitati. Così pure hanno in stima la vita morale e rendono culto a Dio, soprattutto con la preghiera, le elemosine e il digiuno.
Se, nel corso dei secoli, non pochi dissensi e inimicizie sono sorte tra cristiani e musulmani, il sacro Concilio esorta tutti a dimenticare il passato e a esercitare sinceramente la mutua comprensione, nonché a difendere e promuovere insieme per tutti gli uomini la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà ».”

Un saluto a tutti e chiedo scusa per essermi dilungata

Pier Francesco |

A mio parere, non si possono estrapolare opinioni di personagi del passato senza tener conto del contesto storico nel quale vivevano.
Per quanto riguarda Marco Polo, va ricordato che viveva nell’epoca dove i valori religiosi erano molto forti (non esistevano ancora gli stati nazionali): era l’epoca delle crociate e considerava un sopruso inaccettabile il fatto che i musulmani occupassero il Santo Sepolcro; a ciò si aggiunge il fatto che li vedeva come un ostacolo “geografico” molto fastidioso ai traffici tra la Serenissima e l’Oriente. Non c’è nulla di cui stupirsi se esprimeva certi giudizi.
Su Don Bosco, al di là delle sue opere assolutamente meritorie, vorrei però capire quale conoscenza approfondita avesse della realtà del mondo islamico: onestamente, ho molti dubbi che abbia avuto la possibilità di confrontarsi personalmente con anche solo uno di loro (come facciamo noi qui su Yalla Italia); magari mi smentirete, e ne prenderò umilmente atto, ma temo che le sue visioni fossero per forza di cose basate su conoscenze molto superficiali, oltretutto in una realtà notoriamente retriva e bigotta, quale era il Piemonte sabaudo.
Inviterei pertanto a non costruire le proprie opinioni basandosi su affermazioni di personaggi del passato, per quanto grandi. Fino a un paio di generazioni fa, il razzismo aveva piena dignità scientifica, ed era condiviso anche da luminari: oggi possiamo dire che è una grandissima fesseria.
Per tornare al discorso del manifesto di Panorama, mi sembra che nel dibattito non si sia voluto cogliere l’aspetto principale: il tema della coesistenza (e convivenza) tra persone di culture e religioni diverse è molto complesso e articolato, e non è bene ridurlo a un singolo episodio di cronaca. A mio avviso, il problema non è tanto essere o non essere d’accordo (la contrarietà al multiculturalismo è assolutamente lecita, e se permettete alcuni aspetti non piacciono neanche a me), quanto il pericolo di affrontare la questione a mo’ di slogan e sondaggi di opinione.

Randa Ghazy |

“..mi sembra che nel dibattito non si sia voluto cogliere l’aspetto principale: il tema della coesistenza (e convivenza) tra persone di culture e religioni diverse è molto complesso e articolato, e non è bene ridurlo a un singolo episodio di cronaca. A mio avviso, il problema non è tanto essere o non essere d’accordo (la contrarietà al multiculturalismo è assolutamente lecita, e se permettete alcuni aspetti non piacciono neanche a me), quanto il pericolo di affrontare la questione a mo’ di slogan e sondaggi di opinione.”

Finalmente ci capiamo. Che sollievo averti qui, Pierfrancesco..

Lubna Ammoune |

Vi pregherei di tornare sul pezzo. Offre troppi spunti interessanti e importanti per rinunciare a un confronto costruttivo. Ho sempre creduto nel valore della storia e della lettura del passato, ma prendere e decontestualizzarne alcune situazioni senza far riferimento al nostro presente per capirlo e avere uno sguardo al futuro è alquanto sterile. L’immagine dell’articolo è la stessa che ho visto proprio ieri in metropolitana. Una bella gigantografia. Pensa che cercando su google immagini “nuovo panorama like” è l’unica che compare. Incredibile, è diventata un simbolo. Ma se invece vai nella sezione del loro sito, trovi queste: http://magazine.panorama.it/Like-Reporter
Le tesi del tuo pezzo si rivelano ulteriormente dimostrate.

Lubna Ammoune |

Giovedì scorso, durante la puntata di Servizio pubblico, Sgarbi ha incalzato Santoro e Travaglio ponendo l’accendo sulla responsabilità politica dei giornalisti. Sarebbe interessante incalzare con altrettanta enfasi gli ideatori di questo nuovo Panorama mettendo in rilievo la responsabilità culturale di questo nuovo giornalismo o pseudo giornalismo. Chi ha visto la puntata si ricorderà che “Sgarbi è andato fuori di matto”. Non è del tutto vero, la natura era sicuramente provocatoria, ma la questione che ha posto è assolutamente urgente e attuale.

Pier Francesco |

Cara Lubna,
Forse sono fuori tempo massimo nell’accogliere il tuo invito, ma spero di farcela ancora.
:-)
Sono d’accordo che il giornalismo ha sicuramente importanti responsabilità politiche, ma bisogna intendersi sul significato dell’aggettivo “politico”. Temo che molti giornalisti e molti lettori attribuiscano a questo termine un valore unicamente elettorale: nel redigere un articolo, ci si preoccupa cioè se può dare fastidio o danneggiare l’immagine di un uomo politico o di un partito. I giornalisti sono ben consapevoli di questo potere nelle loro mani, e a volte lo usano deliberatamente. Varrebbe la pena a volte ricordare a loro che il concetto di politica è molto più esteso della semplice competizione per la poltrona, perché può toccare tutti gli aspetti della convivenza civile (quello che tu hai ben chiamato “responsabilità culturale”).
Temo che molti direttori di giornali (siano essi cartacei, on-line o televisivi) tendano a considerare tematiche di carattere sociale, come potrebbero essere le questioni legate all’immigrazione, come argomenti “generalisti”, che non richiedono quindi competenze specifiche a differenze di altri tipo economia o scienza; ne consegue che affidano la pratica a persone che non hanno la preparazione adeguata, compresi molti presunti intellettuali, e che trattano quindi la materia in maniera superficiale. Se vuoi, per paradosso, queste vicende invece richiederebbero molta competenza: al di là di tutto quello che c’è dietro (gli studi, la teoria, le ipotesi, gli esperimenti), una legge fisica si scrive in una riga, per la semplice ragione che non ammette eccezioni; invece, la società umana è tutta un’eccezione, perché è costituita da individui diversi tra loro, e nell’affrontarne i problemi occorre a volte (direi spesso) esaminare tutti i risvolti, tutti i “distinguo”, i “se”, i “ma”, ecc…insomma: non si può ridurre a una formula.
C’è poi un fatto spiacevole, a mio modo di vedere: sono sempre più del parere che l’informazione oggi sia come una merce non diversa da quella che si può acquistare al supermercato. Con ciò intendo dire un editore è un normale imprenditore che vende un prodotto sul mercato e che si preoccupa di incontrare il gradimento del pubblico-consumatore, affinché vi sia un congruo ritorno dall’investimento iniziale. Per altro, con l’avvento dei nuovi mezzi di comunicazione di massa (Internet), la competizione su questo mercato si è fatta feroce. In questa macchina infernale, mi sentirei persino di spezzare una lancia in favore dei giornalisti, che si trovano stritolati tra l’incudine (l’editore-proprietario-che-paga e il direttore-padrone-che comanda) e il martello (il-pubblico-che-paga-pure-lui). Spesso sono costretti a preparare pezzi o servizi in pochissimo tempo, con titoloni a effetto perché altrimenti non li noteremmo per quanto siamo assuefatti, con argomenti e tesi che possano piacere alla maggior parte possibile delle persone, e soprattutto che siano brevi (in parole o in durata temporale) perché occorre assolutamente lasciare spazio alla pubblicità, che è quella che poi fa realmente sopravvivere tutta la baracca.
Tralascio poi le questioni di natura strettamente personale, legate al fatto che spesso parliamo di giovani precari, che ovviamente se ne fregano delle conseguenze di quello che scrivono e non si curano di sbattere il mostro in prima pagina se ciò può servire a migliorare la propria situazione (“vedi: il tuo pezzo ha ricevuto 8523 clic, ma quello di Gianni ne ha avuti ben 2000 in più; come puoi capire, mi sento quasi obbligato a dare l’aumento a Gianni…”).
Esistono i codici deontologici, è vero, ma alla fine della fiera non ci si può sottrarre alla legge del mercato, una volta che ci si è entrati.
A me piacerebbe molto che il giornalismo fosse vissuto come “missione”, come “servizi pubblico”, ma non nell’accezione che se ne dà comunemente a proposito della RAI (servizio pubblico = proprietà statale, quindi posto inamovibile e intoccabile, quindi licenza di dire tutte le castronerie che vuoi perché tanto non ti può far niente nessuno), ma nel senso di “servizio al pubblico”, un po’ come i Carabinieri o gli ospedali.
Detto tutto questo, ritengo che il famigerato manifesto di Panorama rientri proprio nella strategia di attirare l’attenzione del pubblico. Concordo che si è scelto un tema sbagliato allo scopo, che non può essere trattato con slogan; tuttavia, io sospenderei il giudizio e valuterei come il settimanale tratta l’argomento nel concreto, dopo averlo letto. Magari svilupperanno la materia in modo corretto.

Alvise Alessandro Crovato |

Mi sembra una uscita molto “Spiegeliana”. A me non dispiace. Che c’è veramente che non ti va?

    Fabio Rizzo |

    Beh il like sulla copertina temo sia ironicamente tendenzioso…

    Alvise Alessandro Crovato |

    Ma nessuno che lo sa prendere per quello che è? Se moltissimi in mente loro rispondono si? Meglio non parlarne e poi finire coi coltelli, il papa e le manifestazioni? Perchè sempre sempre dietrologie? Io non ho visto ironia, ho visto una domanda importante per il futuro e un’immagine su cui c’è molto da pensare. Per fortuna

Nerorosso Avanguanrdia |

In effetti quella domanda “like?” (a proposito, perchè in inglese? Forse che la lingua italiana non possiede il termine necessario?) messa in quel contesto è un pò ambigua…