Noi e la Crisi 9. Sbarcata dalla manica con la benedizione della Queen
Basta poco, oggi come oggi, per ascoltare una frase cosi: “Scapperò in Inghilterra per la crisi che c’e qui in Italia”.
Infatti, in questo momento storico, per gli italiani, l’Inghilterra può sembrare un paese cheap, economico. E rappresenta una opportunità. Credo infatti di essere stata l’unica che sotto il Big Ben, con un cocktail in mano, ho detto alla mia amica: “Basta, mi sono stufata della mia vita qui in Gran Bretagna a lavorare tra la City e i tribunali di Chancery Lane. Vado in Italia vicino al mio amore. Non mi interessano più né i soldi, né la carriera. Voglio solo iniziare una vita nuova”.
Diciamo che un grande colpo per me, per cambiare vita, è stata anche la perdita di mio padre, quando lui era ancora giovane.
Così ho deciso che l’Italia sarebbe stato il mio nuovo paese, senza pensare che avrei potuto trovarci la crisi. Sono infatti arrivata munita del mio “british cold blood”. Ma, bastava guardarsi attorno, ascoltare, che si sentiva sempre quello “gne gne” tipico del popolo del paese dello stivale.
Poi, invece, mi sono accorta che la crisi non è “italiana”. Se si prova a espatriare e fare un giro in qualsiasi paese europeo, si nota a colpo d’occhio che vi sono interi quartieri in cui la gente dorme in auto, perché ha perso la casa. Poi c’è anche tantissima gente che ha dovuto rinunciare all’auto perché non se la può più permettere. Ovviamente ognuno si lamenta della propria situazione, ma la crisi è europea, se non mondiale.
Quello che però trovo strano è che comunque, se non prenoti in anticipo, posto in hotel non lo trovi. E al ristorante, invece, non ti fanno proprio entrare. Allora dove è questa così grave crisi?
Secondo me una bella fetta è nascosta nelle abitudini di vita degli italiani. Faccio un esempio: l’uso del telefonino (che ha un costo e spesso anche abbastanza alto). Quanto si spende al mese per il telefonino in telefonate, sms? Quante persone sono disposte a fare 200 metri a piedi, lasciando a casa l’auto? Quanta gente utilizza i vestiti dell’anno scorso, anche se sono fuori moda? Pur di non rinunciare alle ferie, gli italiani sono disposti a chiedere un prestito.
Una ricerca degli addetti di “Prestiti.it” evidenzia che sono più di 35 mila gli italiani che, pur di non rinunciare alla meta esotica dei loro sogni, negli ultimi 12 mesi hanno chiesto un finanziamento in banca. I più spendaccioni sono gli uomini, che chiedono oltre di 8 mila euro per i loro divertimenti estivi. Però poi si lamentano della crisi.
Gli italiani insomma non usano più lo strumento del microcredito solo per finanziare spese di pura necessità, ma anche per concedersi piaceri ormai sempre più irrinunciabili.
Nella cultura inglese questo sarebbe impossibile perché esiste solo una regola: se non hai soldi non vai in vacaza. Rimani in casa. Tutto questo poi accade mentre proprio di recente, il dato del Pil del terzo trimeste risulta essere in rosso, mentre il report dell’Istat indica che l’economia italiana si è contratta dello 0,2% durante il periodo.
Non si pensi che lo scenario sia cupo solo in Italia. Anche la più grande economia della zona euro, la Germania, locomotiva d’Europa, non è stato risparmiata dalle vibrazioni negative. Quindi qual è il trucco per combattere la crisi? Semplice.
“Saldi a non finire”. E’ così che Londra e l’Inghilterra combattono la recessione in atto e danno una risposta concreta, reale, alle difficoltà dell’economica.
A Londra c’è stata la stessa crisi. Anzi forse peggio. E si respisava un clima come se fosse stata persa una guerra mondiale. I fallimenti delle banche d’affari non riguardano solo chi lavora nella finanza o chi investe, toccano tutti e una risposta immediata del Governo era necessaria. Risposta che c’è stata, con interventi per supportare l’economia reale.
E gli interventi all’economia sono stati veloci, incisivi e decisi: primo fra tutti la riduzione dell’Iva (Vat, in inglese) di cinque punti percentuali, che ha portato a un risparmio immediato per il consumatore. Nei negozi, alla cassa, veniva applicato il 5% di sconto su tutte le merci.
Inoltre per evitare il crollo dei consumi si è dato il via ai saldi prenatalizi: riduzioni medie del 15/20% su tutti i prodotti, sconti in alcuni casi fino al 50%, 3×2 istituito un po’ ovunque.
Qui, in Italia, invece mezzo milione di genitori aiuta i figli disoccupati. Anche prima della crisi, molti over 30, vivevano alle spalle dei geniori per il “gusto del dolce far niente”.
Ma come si fa a calcolare il Pil solo sull’economia legale in un paese dove l’illegalità trionfa? Rifacciamo i conti aggiungendo l’economia illegale, l’evasione fiscale e quella contributiva e vediamo che il rapporto tra debito pubblico e Pil in Italia è il migliore d’Europa. Forse del mondo.
L’Italia non è piccola come la Grecia o il Portogallo. E’ l’ottava potenza industriale del mondo. È vero c’è un problema di debito. Ma c’è tanta gente piena di debiti che campa benissimo. Basta non pagarli.
Perché nel Belpaese sembra che viga la regola: se hai un piccolo “scoperto”, la banca ti sequestra tutto, se invece hai un debito colossale la banca è tua.
L’unica cosa da fare è incaricare uno con le palle per trattare con il resto del pianeta. I soldi ci sono: lo Stato italiano spreca nell’inefficienza energetica almeno 40 miliardi di euro all’anno, cittadini e imprese almeno 3 volte tanto. Per esempio i tetti delle case italiane non si possono mandare in Cina per isolarli. Bisogna isolarli qui. Ecco dove trovare 4 milioni di posti di lavoro, altro che disoccupazione.
Per concludere: lo spreco dello Stato, la corruzione, l’evasione fiscale, l’esosità della Casta e le criminalità ci costano 500 miliardi di euro all’anno. Vi sembra crisi questa?
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Noi e la crisi 4. Noi, giovani sfigati di oggi
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Noi e la crisi 6. Io marocchina, arriverò in alto anche senza la cittadinanza
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Noi e la crisi 8. Scappare all’estero… devo proprio?









Ebla, questo articolo è bellissimo. Grazie