Noi e la crisi 11. Ancora a lamentarci?
Crisi, crisi e ancora crisi.
Tv, giornali, la gente al supermercato, dove vai vai è questo l’argomento di discussione. Persone che proseguono il loro lavoro regolarmente senza cambiamenti, gente che mantiene lo stesso tenore di vita, tempi di weekend al mare, ma sempre e comunque di crisi si parla. Sembra che lo spread abbia dato l’appiglio giusto agli italiani per lamentarsi, come se non bastasse già il tempo, che quando fa caldo fa troppo caldo “è ancora presto per questo clima!” e quando fa freddo ” e basta non se ne può più di questo tempo!”. E quando c’è da lavorare cambia la situazione? Certo che no! ” siamo stanchi di lavorare troppo, non abbiamo mai tempo di riposare!”. Quando non c’è lavoro “eh ma è impossibile non si trova lavoro!”
Non va mai bene niente!
Arrivando da un Paese in cui le persone erano succubi di un governo che li reprimeva e che quindi accettavano ciò che avevano, accettavano la povertà, l’instabilità, la mala sanità e chi più ne abbia più ne metta, capisco che la crisi italiana è anche morale, psicologica, o probabilmente è solo questione culturale. Sempre a lamentarsi!
Lamentele che arrivano da chiunque….
Non voglio e non posso generalizzare, ma le continue lamentele infondate e sulla base del nulla sono veramente inconcepibili, quando ci sono veramente dei casi di miseria al Mondo di cui non si può nemmeno immaginare.
Non se ne può più!
Si vive una volta sola! Basta lamentarsi! E vivete un po’! Andate avanti, costruite, siate felici di quello che avete! Invece di sbuffare sorridete!
Credo che molti dei problemi e delle varie reazioni alla crisi che sentiamo ai telegiornali siano dovuti al modo esagerato con cui si vedono e si vivono le situazioni, che comunque non voglio sottovalutare, anche perché non le vivo in prima persona. Ma credo sia opportuno che i media, il governo o chi di competenza faccia una campagna o una “educazione” in questo senso.
Non so se è un problema delle società capitalistiche, dove ormai il consumismo ha disgregato certi valori, ma vivendo in ambienti meno abbienti come quelli che si possono trovare in Egitto mi rendo veramente conto di come due diversi approcci culturali possano far reagire diversamente in varie situazioni.
Basti pensare ai tempi delle proteste a piazza Tahrir dove le persone cantavano nel pieno degli scontri. Le persone in giro stanno bene, i sorrisi si vedono a distanza, la gente è comunque felice, o per lo meno accetta ciò che ha. Forse è una cosa inaccettabile per un italiano che non si accontenta perché a suo parere può avere di meglio. Ma ad aspettare di meglio e vivendo lamentandosi credo che si possa perdere gran parte della propria vita senza averla sfruttata al massimo.
Direi che la crisi italiana di cui tanto si parla non sta nella sua economia o per lo meno, non esclusivamente in essa, ma pure e in gran parte nel suo stato d’animo, ed è anche, e soprattutto lì che bisogna lavorare.
Naturalmente parlo in maniera molto generalizzata senza entrare nel vissuto di nessuno perché esistono diverse situazioni e non posso fare di tutta l’erba un fascio.
E ora scusate il mio essere stata petulante e criticona, ma evidentemente parte di questo gene ce l’ho anch’io!
Le altre puntate di Noi e la Crisi
Noi e la crisi 1. Yalla Italia…o Ciao Italia?
Noi e la crisi 2.Fratelli d’Italia, dov’è la Vittoria?
Noi e la crisi 3. Per i marocchini l’Italia rimane l’Eden
Noi e la crisi 4. Noi, giovani sfigati di oggi
Noi e la crisi 5. Orientalisti in fuga…verso Occidente
Noi e la crisi 6. Io marocchina, arriverò in alto anche senza la cittadinanza
Noi e la crisi 7. Anche gli avvocati soffrono
Noi e la crisi 8. Scappare all’estero… devo proprio?
Noi e la Crisi 9. Sbarcata dalla manica con la benedizione della Queen
Noi e la crisi 10. La crisi spiegata a mio figlio
Gentile Daniela, non capisco perchè al di la dei commenti, a mio avviso spesso negativi e poco costruttivi, lei ha sempre quella nota di cattiveria e prepotenza nel suo modo di esprimersi. È giusto confrontarsi, dialogare e a volte scontrarsi, ma non crede di essere un po’ troppo acida e ripetitiva. Se non le piace il blog….non vedo perchè sia diventata la nostra fan numero 1. A me fa comunque piacer,e leggere i suoi sfoghi, anch’esse non sempre condivisi, comunque da rispettare. È il suo punto di vista, e ame basta così.
Al di là dell’articolo di Sabrina, rispetto al quale anche io avrei delle perplessità, la notizia del giorno è che finalmente abbiamo individuato il problema della signora Daniela. Ragione per la quale, Rania, non infierirei più di tanto. Falsità storiche, cattiveria, prepotenza e mega-scivoloni sul significato del giornalismo tornano tutti alla ragione madre, una secchiata di frustrazione che metà basta.
E’ cattivo e frustrato chi si dente offeso per un articolo che dipinge la crisi come un fatto di testa e gli italiani disperati dei piagnucoloni lamentosi?
Lei crede che sono cattiva e frustrata a risentirmi , mentre presa dalla realtà della crisi cerco di stare a galla, perchè leggo che la crisi è un fatto mentale che si spazza via dipingendo il mondo di rosa?
Le do il consiglio che ho dato a Sabrina, si rimbocchi le maniche e vada a lavorare così imparerà come è facile mentre lotta e si barcamena nei problemi di ogni giorno per sopravvivere, prendersi della frustrata da un blogger saccentello fresco di scuola!
Io, invece, sono d’accordo con Sabrina.
A conferma di ciò, quando sono arrivato questa mattina al lavoro, un amico mi ha chiesto: “Ciao, come va?”, e io: “Male!”.
Nuova domanda da parte sua: “E Perché ?”
Nuova risposta da parte mia: “Perché così, non lo so, va male a prescindere!”
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Comunque, qualche tempo fa ho litigato duramente con mio fratello proprio su questo discorso: aveva perso il lavoro, ha una famiglia a carico, ma non hanno cambiato nulla delle loro abitudini!
“A Sabrì… queste cose il governo Berlusconi le ha già dette anni addietro. La campagna o l’”educazione” dell’”ottimismo” pare non abbiano riscosso tanto successo!”
Ne ho ormai assoluta conferma che la campagna di Berlusconi non ha avuto successo. L’unica campagna di Berlusconi che ha avuto successo a quanto pare è il Bunga Bunga.
Parlando di Monti e del governo lei parla di macroeconomia e non era quello che intendevo. Non parlo nemmeno delle persone che hanno subito realmente la crisi, ma di quelle che continuano la loro vita regolarmente e che han trovato l’appiglio in più per lamentarsi.
Io non ho generalizzato in quello che ho scritto ma lei sì pretendendo di sapere tutto di tutti. Cosa ne sa di me, del mio passato e del mio presente? Sa se lavoro o meno?
Le dico che sono italiana dalla nascita, sono residente all’estero e che ho fatto degli investimenti qui per cui continuo a pagare le tasse senza usufruire di tanti servizi perché residente all’estero per cui non ho nemmeno la sanità in Italia se non in casi estremi.
Parla di immigrati? Senza di loro l’economia sarebbe in crisi da già molti anni, perché molti degli italiani (molti, non tutti) otre a lamentarsi non fanno altro, perchè troppo fighi per fare i lavori “miseri” che fanno molti immigrati. Vada a fare un po’ di ricerche e veda come contribuiscono al PIL nazionale. Lei pretende di pagare per loro? Le assicuro che i soldi che mettono nel Paese non sono da poco.
La libertà di parola ce l’ho ma preferisco usarla per cose utili piuttosto che parlare a vanvera.
Attenzione attenzione, la rabbia cresce. Ma non ho ben capito contro chi sia questa guerra, un po’ tutti mi pare.Due osservazioni:
A. Come fa a dire a me, una sconosciuta, “rimboccati le maniche e vai a lavorare”? Ma che ne sa delle singole situazioni delle persone? Dei disagi, dei mutui, dei finanziamenti, della precarietà che possono colpire il suo interlocutore tanto quanto lei? Abbiamo pubblicato una serie di dieci puntate sulla crisi e questo forse è l’unico articolo dove non si esprime disagio. Quindi la gravità della situazione, soprattutto per noi ventenni, è stata abbondantemente descritta.
B. siamo saccenti, diffondiamo l’Islam con la spada, è un blog di bambini, nullafacenti, bla bla bla…continuo quindi a non capire che ci fa ancora qua.
Una piccolissima cosa da fare: non guardare i media. Mandarli a quel paese, che falliscano tutti (tranne i pochi buoni se secondo voi ci sono) ! Poi altra piccolissima cosa: provare a ricreare la famiglia allargata che può aiutare chi è debole e fragile ed è necessaria per chi vuole avere la fiducia e lo slancio per intraprendere. Lo Stato non potrà essere più la nostra mamma , il Comune non potrà più essere il nostro papà , la sanità pubblica non sarà più nostra figlia che ci assiste e l’Inps non sarà più il nostro zio d’America pieno di soldi. Lo dico perchè mi sembra evidente, non perchè mi piaccia quanto sta accadendo. Il fatto è che si tratta di inventare qualcosa di nuovo, ma si continua a pensare con gli schemini economici di un secolo fa tipici dei professori. Poi ci vuole la fiducia, ma la fiducia l’hai se sai di poter contare sull’aiuto di qualcuno e su una relativa stabilità che non esiste in una società globalizzata e tecnologica in cui tutto cambia ogno mezz’ora. Noi quest’inverno senza problemi abbiamo consumato il 40 per cento di gas che abitualmente consumavamo indossando durante il giorno qualche maglione in più e gestendo con più attenzione l’impianto.










Complimenti!!!
I tecnici al governo cercano di risolvere la crisi italiana, l’Unione Europea e il mondo intero si mobilitano per questa emergenza mondiale ed arriva Sabrina che ha scoperto che in fondo la crisi non sta nell’economia del paese ma nel suo stato d’animo!Brava! un applauso! Perchè non corre a dirlo a Monti che in questo momento è impegnato ad affrontare la crisi dal punto di vista economico, faccia presto però, perchè non vorrei che senza questa illuminante idea, si perdesse la soluzione al problema della crisi ECONOMICA!
“…Non voglio e non posso generalizzare, ma le continue lamentele infondate e sulla base del nulla (NULLA???????)sono veramente inconcepibili, quando ci sono veramente dei casi di miseria al Mondo di cui non si può nemmeno immaginare.
Non se ne può più!
Si vive una volta sola! Basta lamentarsi! E vivete un po’! Andate avanti, costruite, siate felici di quello che avete! Invece di sbuffare sorridete!…”
Sorridete fate come Sabrina che, come ogni figlio di immigrato, usufruisce di aiuti sociali forniti da noi , perciò è felice di quello che ha! Soprattutto voi disoccupati con figli a carico, che vi pagate tutto anche i servizi sociali agli altri, ascoltatela, non vedete che guizzo di ottimismo dona il fatto di non avere responsabilità nella vita? Lei può permettersi di dire “…molti dei problemi e delle varie reazioni alla crisi che sentiamo ai telegiornali siano dovuti al modo esagerato con cui si vedono e si vivono le situazioni,…”.
Sono cose però che lei non vuole sottovalutare perché non le vive in prima persona(facile parlare da fuori vero?). Però lei crede che “…sia opportuno che i media, il governo o chi di competenza faccia una campagna o una “educazione” in questo senso….”
A Sabrì… queste cose il governo Berlusconi le ha già dette anni addietro. La campagna o l’”educazione” dell’”ottimismo” pare non abbiano riscosso tanto successo!
Lei crede davvero che la gente si lamenti per sport? Lo dica a quel padre ultraquarantenne che ha perso il lavoro, che ha moglie e figli a carico e mutuo in scadenza, che si si lamenta troppo e che deve essere felice di quello che ha!!!!! Lo dica a quegli operai che hanno visto chiudere le aziende, o ai giovani che non trovano lavoro. Avranno un gran piacere di sapere che i loro problemi, una come sabrina li risolverebbe subito che la colpa è loro che sanno solo lamentarsi, non si rimboccano le maniche, non vanno avanti, non costruiscono, non sono felici e che ascoltano troppa tv!
Faccia come me Sabrina, COSTRUISCA anche lei, lavori in proprio come me. Quando avrà poco lavoro, i fornitori da pagare, i clienti che non pagano e sarà oberata di tasse, allora vedrà come imparerà anche lei a lamentarsi! Forse (come asserisce qui) provenendo da paesi dove si è succubi dei regimi non ha ancora capito che almeno qui da noi è concesso lamentarsi. Che la gente lo faccia al mercato, nella satira, sul web, comunque sia si chiama libertà di parola.
Gli lasciamo almeno la possibilità di lamentarsi o gli togliamo pure quello?
Scenda dal pero perché questo blog sembra sempre di più un blog per bambini delle elementari!!