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Cristianesimo: le domande di una musulmana

di Sabrina Mandouh

Dopo i continui interventi che leggo e che vedo in tv di un giornalista, parassita, che esiste solo per in suoi commenti contro l’Islam, purtroppo mi trovo a fare il suo gioco.

Dopo i ripetuti attacchi alla mia religione e le lunghe sopportazioni che devo subire tocca a me fare un po’ di domande e non perché sia contro il Cristianesimo, anzi, senza di esso e senza Gesù non esisterebbe Islam, ma contro le menti offuscate a mio parere di molti Cristiani.
Non sarebbe molto più utile diffondere il vostro messaggio piuttosto che infondere odio verso i musulmani. È questo l’obiettivo?

Sento parlare spesso di apostasia, che venissero in Egitto a vedere i Cristiani perseguitati perché hanno deciso di convertirsi all’Islam. Non giustifico la cosa da nessuno dei due fronti, anzi, nella vita ognuno deve essere libero di scegliere quanto è meglio per se,  ma mi sembra opportuno farsi una bella autocritica prima. C’è un detto in egiziano che fa:” chi ha la casa di vetro, non dovrebbe lanciare le pietre alle persone!”
Sento svariati commenti contro il velo islamico, e mi chiedo perché una donna musulmana non possa essere devota a Dio quanto le Suore? Perché tutto questo astio contro il velo?

Mi è capitato di andare a un incontro con dei giovani di una parrocchia con una collega di Yalla Italia per avere un dialogo-scambio interreligioso che è stato solo a senso unico, cosa quasi scontata date le curiosità che ci sono sull’Islam.
Tanti sono stati gli argomenti affrontati e spero tante le lacune colmate, ma ad un certo punto al secondo incontro mi è venuta voglia di togliermi io una curiosità: nelle scuole ci insegnano che “Maometto” è stato un mercante, ignorante,  fino all’età di 40 anni…. Chi pensate che sia? Non credendo nell’Islam credete che oltre un miliardo e mezzo di persone vadano dietro a un ciarlatano?
Molti dei ragazzi non si erano mai posti il problema, solo uno mi ha risposto: “sì, magari é stato mandato da Dio, ma a noi è venuto di meglio. Dio! Non un messaggero.”
La mia risposta a quel punto è stata:” ok, a voi è arrivato Dio, ma se dopo 600 anni ha pensato di mandarvi un messaggero non vi viene il dubbio che avesse qualcosa da dire?” Il discorso è finito lì ma mi ha aperto una forte perplessità.

Dalla mia visione islamocentrica mi chiedo, o forse vi chiedo incuriosita del fatto che per i Cristiani, Dio, l’Onnipotente, si fosse impersonificato nella persona di Gesù consentendo di essere crocifisso e ucciso per salvare l’umanità dal peccato.
M’incuriosisce, o forse vorrei saperne di più sul fatto della salvezza.
Volevo sapere la salvezza da chi, se Dio il Misericordioso è colui che perdona?
Naturalmente non sono ne un’esperta di Cristianesimo nè di Islam, parlo, per sentito dire o per letture varie qua e là, senza una conoscenza approfondita, ma come spesso in questo blog mi tocca rispondere a vari commenti mi piacerebbe togliermi pure io qualche curiosità. Il tutto spero nel rispetto di ogni credo e di ogni religione e sperando di non aver intaccato la sensibilità di nessuno di voi.

Credo che il dialogo sia la cosa migliore per tutti piuttosto che criticare per principio senza interagire con l’altro.
Solo confrontandoci possiamo vivere veramente in maniera pacifica.

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marco |

Rieccoti Sabrina :)

sinceramente prima di tutto vorrei dirti che fai confusione tra i cristiani in senso generale e i cattolici, molto spesso tra le varie correnti dei “cristiani” corrono differenze abissali.

Il cattolicesimo poi è una mistificazione del messaggio di Cristo, mi chiedo cosa capiscano del messaggio originario nelle loro letture.

Capitolo Islam, sai ho letto bene il Corano e molte parti della sunna e sinceramente lo trovo pienissimo di errori scentifici, decisamente maschilista e cmq per tantissimi avvenimenti contraddittori a uso e consumo del Profeta, …mi fermo qui. Ho molto rispetto per i credenti di tutte le fedi, ma questo è quello che ho capito senza pregidizi di sorta credimi.

Stai parlando dei perseguitati convertiti all’islam da copti? Ma stai scherzando?
Avete i documenti in Egitto con la religione scritta sopra perchè in base quella esistono carriere nel privato o nello stato specifiche, tipo magistratura, esercito e altro. Anche se ti ferma la polizia si regola leggendo la tua relgione per decidere come e se intervenire.

Chiunque non è di fede islamica è visto malissimo, le conversioni per convenienza è pieno, del resto è quello che hanno fatto in sicilia, andalusia, territori occupati dagli ottomanni nel corso dei secoli. Non sono permesse ristrutturazioni di luoghi di culto che non siano quelli musulmano sunniti, sono ostacolate tutte le attività quali scuola e altro, il proselitismo musulmano è tollerato, permesso e incoraggiato in Egitto, mentre se lo fai al contrario vieni arrestato o peggio..e tu parli dei convertiti perseguitati????

Per i poveri copti va ancora bene, ci sono i Bahai che non possono professare la propria fede e come loro altri gruppi, perchè non è previsto dall’ordinamento che si possa essere di una religione diversa da quella musulmana, cristiana o ebrea.

Dai Sabri, la tua visione non islamocentrica …ma quanto SalafitoIslamoCentrica.

Ad ogni modo saluti a tutti e via al waltzer del contraddittorio ;)

hadan saidan ..likoli ouhid

Roberto |

Gentile Sabrina,
non mi soffermo su chi pesta i piedi a chi e su chi l’ha fatto per prima o con più cattiveria…
Potremmo diventare vecchi senza venirne a capo.
Apprezzo invece il tuo “curiosare” intelligente, e la tua sottile provocazione.
Infatti, la tesi del “come potrebbe essere che ci sbagliamo così in tanti?” accomuna direi tutte le partigianerie (anche nella partita cristiani/ebrei o cristiani/atei…), quindi non vi dò peso.
Per i cristiani, per quanto ne so – così come i ns. fratelli ebrei non si pongono una questione Gesù,, e difatto attendono ancora la venuta del Messia- la questione Maometto è una non-questione (fatto salvo il rispetto per chi professa una religione diversa dalla nostra, per di più monoteista e ricca di prescrizioni molto vicine alla ns sensibilità: la preghiera, la carità vs. il prossimo, l’umiltà, il ringraziamento a Dio per i doni della vita, l’abbandono in fiducia alla volontà di Dio.
Ma ora la questione veramente spinosa, che chiede ragione della ns fede di cristiani (e cattolici): x’ Gesù (1 persona del Dio Trinitario Onnipotente), Dio-Uomo per i Cristiani, ha dovuto essere crocifisso e ucciso per salvare l’umanità dal peccato.
La contraddizione è palese, tanto k i Cristiani stessi parlano di “scandalo della croce”!!
La faccio breve: Dio, che è Uno ma è intrinsicamente formato da tre Persone (questo è il Mistero + profondo e complesso della ns. fede), “motu proprio” crea il mondo e tt i suoi abitanti, non x bisogno, ma x amore di far parte con altri della propria pienezza. Il Male incrina la creazione e si insinua tra l’uomo/donna ed il Creatore, minandone il rapporto: u/d nn riconoscono + Dio come tale. Questo, in parole poverissime, è il peccato originale. Nel peregrinare terreno, la storia del popolo ebraico si evolve nella continua tensione di recuperare il corretto rapporto Dio/creatura: i “sacrifici” ne sono l’esempio più limpido (vd. Abramo).
Per ultimo, Gesù, incarnato a sottolineare la possibilità di portare a pienezza la condizione umana, a compimento della sua rivelazione si lascia uccidere quale ultimo sacrificio, perfetto. La condizione umana in questo modo è riscattata “per il sangue dell’Agnello”.
Dio Uno e Trino perdona a u/d e li salva, nel senso che permette loro di addivenire alla pienezza e alla perfezione del Logo, della parola perfetta con cui sono stati creati, creature perfette nell’amore.
Ho condensato in 20 mezze righe 20 secoli di teologia cristiana, mi auguro di aver fatto pochi errori :-D DDDD
spero di non aver scandalizzato nessuno ;-)

Andrea |

Ciao Sabri!
Devo confessarti che non credo nel dialogo interreligioso! Quindi anche potendo rispondere alle questioni dogmatiche non lo faccio :P

Risponderò invece sulla questione dell’apostasia e mi allineo un po’ al discorso che ha fatto Marco sui copti… Potrebbe anche essere che i cristiani d’egitto “perseguitino” i convertiti all’islam (io non ne conosco), di certo per la famiglia è una disgrazia, questo sì assolutamente e ti do ragione… Però l’apostasia è un REATO PENALE solo per i musulmani!!
Che almeno si parta dalla legge, e poi la società piano piano cambia, no?
:)

Pier Francesco |

Cara Sabrina,
Ti poni delle domande profonde alle quali credo che ben pochi abbiano la competenza per rispondere: mi riferisco in particolare ai tuoi quesiti su Peccato, Salvezza, Misericordia, Perdono e concetti collegati. Sicuramente non potrai avere risposte da me, poiché non sono credente. Faccio parte di quella categoria di persone che ritiene le religioni una creazione puramente umana, necessaria ad un duplice scopo: il primo era di dare spiegazione a fenomeni all’epoca inspiegabili, e il secondo era il desiderio di stabilire un insieme di regole comuni nelle quali tutta una comunità potesse rispecchiarsi. Ciò non toglie che a volte pure io mi pongo domande sul senso ultimo della vita o se ciò che vedo attorno a me sia dovuto solo al caso, e simili. (Un classico esempio: cosa c’era prima del Big Bang? Un vero astrofisico ti direbbe semplicemente che la domanda è senza senso, perché lo Spazio e il Tempo hanno avuto inizio solo in quel momento, ma io invece a volte il dubbio me lo pongo; il fatto stesso che ci si ponga la questione, vuol dire che un senso ce lo deve avere, e lì mi accorgo dei limiti della Ragione rispetto alla Fede).
Spero che comunque vorrai accettare il mio punto di vista molto laico e razionale, anche se sono già consapevole che non riuscirò a darti soddisfazione.
Provo ad andare per ordine.
1) “E’ questo l’obiettivo?”. Mi sembra che la domanda nel contesto del tuo articolo sia rivolta direttamente ai Cristiani (o presunti tali), e quindi me ne potrei pilatescamente lavare le mani. In ogni caso, per quanto mi riguarda, non diffondo messaggi che non siano le mie opinioni personali né mi pare di incitare all’odio per chicchessia. Riconosco che ci sono purtroppo persone che non condividono lo stesso approccio, e non so spiegarmi perché, ma non so che farci tranne che biasimarli (cioè, non ho il potere di farli tacere, e penso che sia meglio così).
2) “L’autocritica”: distinguiamo du aspetti, e cioè il Cristianesimo e l’Occidente. Nel primo caso, se ti aspetti l’autocritica da parte di un’istituzione che ha impiegato tre secoli per ammettere che forse Galilei non aveva tutti i torti, campa cavallo!! Mettiti il cuore in pace e armati di santa pazienza! Per quanto riguarda l’Occidente in senso lato, mi pare che di autocritica ce ne facciamo: continuo a sentire politici, intellettuali, preti e compagnia danzante che mi dicono che io, in quanto occidentale, sono la causa della fame, della povertà, dello sfruttamento nel mondo, e altro; in genere, il senso di colpa me lo faccio venire, ma poi mi guardo allo specchio e vedo solo un povero sfigato che deve sborsare in continuazione per mantenere il tenore di vita dell’oligarca russo del gas o dell’emiro del petrolio del Qatar, e allora mando a cagare tutti quanti.
3) “Perché tutto questo astio contro il velo?”. Me lo chiedo pure io, ma credo che dipenda essenzialmente dalla mancata conoscenza di ciò che il velo rappresenta. Anche in questo caso, espongo solo la mia visione, che certamente non vale per gli altri. Poiché viviamo in una società fortemente laicizzata, che ha espulso la religiosità dalla sfera delle relazioni sociali, una donna velata (che si suppone aprioristicamente molto pia e devota, cosa tutta da dimostrare…) rappresenta una sfida non indifferente per una società come la nostra. Quando incontro per strada una ragazza con l’hijab, io mi pongo sempre molte domande su come mi dovrei comportare con lei, nel caso mi trovasssi nella condizione di averci a che fare: posso stringerle la mano? Posso abbracciarla? Posso parlarle? Posso invitarla per un caffé? Che parole devo evitare per non offenderla? Mi farà un sacco di storie al lavoro, perché non abbiamo le pause per la preghiera? Se faccio una gaffe, mi mena? Se la invito a casa mia, poi devo stare attento al fratello che mi aspetta sotto casa? ecc…ecc… E’ ovvio che questi interrogativi si potrebbero porre con chiunque, anche con le “svelate”, italiane, americane o cinesi, è solo che il velo li rende più visibili. Vietare il velo è in sostanza un po’ come mettere la polvere sotto il tappeto o la testa nella sabbia.
Inutile aggiungere che forse la sorpresa più grande è scoprire che magari posso tenere gli stessi atteggiamenti che userei con chiunque altro, ma lo si scopre solo a posteriori.
3) Il “Ciarlatano”. Questo è un punto interessante, ma che nella tua esposizione mi pare presenti qualche lacuna. Il problema principale, a mio parere, non è se Cristo o Maometto fossero ciarlatani, ma è certo che dopo di Loro di siffatti personaggi ne sono arrivati parecchi. Correggimi se sbaglio, ma mi risulta che il miliardo e mezzo di persone che si riconoscono nell’Islam (la cosiddetta Ummah) non hanno le visioni quotidiane del Profeta che dice loro che cosa possono e non possono fare, bensì si affidano alle parole e alle interpretazioni da parte di personaggi che in maggioranza saranno sicuramente dotti e onesti, ma tra i quali è lecito prevedere la presenza di ciarlatani. Se pensi a come in Occidente, dove si presume che il livello di istruzione sia elevato, riescano ad avere successo comici, pseudo-intellettuali ed imbonitori politici o televisivi, figuriamoci cosa può succedere in Paesi caratterizzati da un elevato livello di analfabetismo, come purtroppo deduco essere i Paesi a magioranza musulmana (fonte: blog Yalla Italia). In questo senso, sì, mi sentirei di dire che la Ummah dà un po’ troppo seguito ai ciarlatani, poiché i suoi stessi membri spesso non hanno i mezzi di accedere direttamente alle fonti. Mi viene da pensare che se il Profeta Maometto vi potesse parlasse direttamente, chiss che cosa vi direbbe!
Ovviamente, il discorso è applicabile a tutte le religioni, sia ben chiaro!
4) “Le domande a senso unico”. E’ ovvio, perché diamo per scontato che tu conosca la cultura italiana perché sei italiana, mentre siamo noi a non conoscere la cultura egiziana: per tale motivo gli incontri ai quali partecipi ti sembrano a senso unico.
5) Peccato, Perdono, Salvezza, ecc…: come già detto all’inizio, lascio ad altri la risposta alle tue domande su questi temi.
Scusandomi se mi sono dilungato, volevo finire con una riflessione e una domanda. Siete andate a un incontro interreligioso presso una parrocchia, ed è certamente cosa buona apprezzabile. La riflessione è che se un ragazzino (o no? Quanti anni aveva?) si permette di dire a una persona più grande di lui (e fedele di un’altra religione) che “noi abbiamo avuto di meglio”, mi sembra che ci sia evidenza di un grosso deficit educativo (detto in altri termini: cafonaggine e insensibilità massime); per giunta, mi pare un’interessante testimonianza di quanto possa essere pericoloso l’indottrinamento operato da certi sacerdoti sulle giovani menti. Beato lui, che così giovane, è già in possesso di granitiche certezze…
La domanda invece è se pensi/pensate, in ragione della secolarizzazione di cui parlavo all’inizio, di estendere l’iniziativa anche ad altre tipologie di persone: avete mai pensato di affrontare i giovani all’ingresso di una discoteca? O di uno stadio? Vi siete mai confrontate/i con i frequentatori di un apericena (senza bere, naturalmente)? O pensate che quelle “categorie” di persone non possa dirvi nulla?
Un bacione a tutte in redazione!
:-) :-)
(ai maschi solo una stretta di mano, sia ben chiaro!)

Mario |

Cara Sabrina , Andrea ha colto perfettamente i termini del problema. Dovresti essere lusingata del livello degli interlocutori che hanno risposto al tuo articolo. Io ritengo che le religioni siano state inventate dagli uomini. Non entro nel merito della discussione. Assisto e guardo.

Edo |

Per chi ha voglia di approfondire segnalo un testo che a me ha fatto riflettere molto:

http://www.lankelot.eu/letteratura/keshavjee-shafique-il-re-il-saggio-e-il-buffone.html

emanuela |

Gesù, il Figlio di Dio, ha amato fino alla fine e fino alle estreme conseguenze, restando fedele a sé stesso e a quello che aveva intuito, più di ogni altro, della natura di Dio, ovvero che è Amore. Non si è “fatto crocifiggere”, ha semplicemente continuato ad essere fedele all’Uomo, a credere negli uomini delle donne, contrastando la strumentalizzazione di Dio e una certa visione di Dio e rivelando il vero volto del Padre. Per questo ci ha salvati. dal dogmatismo, dal potere dei farisei, dall’odio interreligioso… un conto è il cristianesimo o l’Islam come “identità” da difendere, un conto è la spiritualità e la relazione con Dio e con i fratelli (tutti gli uomini) seguendo umilmente una via…

Paolo |

Cara Sabrina,
provo a rispondere alla tua domanda” La salvezza da chi? Essendo Dio colui che tutto perdona”.
Il peccato si manifesta nell’uomo quando lo stesso non si apre al bene ma si chiude nel suo egoismo cedendo alle seduzioni del male.L’inferno non è l’aldilà ( come tu hai ben capito) in quanto l’aldilà è il regno di Dio che tutto perdona. Questo mi sembra valga per tutte le religioni. Attenzione poi a quei credenti che vogliono far credere che il “loro Dio” sia il migliore. Gesù nella sua vita operò molti miracoli e guarigioni, ma mai (MAI) chiese alle persone il loro orientamento religioso, politico o sessuale, e dopo averle guarite mai (MAI) chiese loro di convertirsi a Dio. Per Gesù l’Amore e la Misericordia erano alla base di tutto, per questo si mise contro gli stessi dottori della fede del tempo, i quali in nome di una legge erano disposti ad uccidere,. “….allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio e gli dissero ” questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio,ora Mosè nella legge ci ha comandato di lapidare donne come questa,Tu che ne dici?” Gesù disse ” chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra” Quelli udito ciò se ne andarono uno ad uno…..”

daniela |

Qui si cerca di spiegare i misteri della fede cristiana sui quali ci si sono lambiccati il cervello filosofi e teologi nel corso dei secoli.
Se per i musulmani non fosse impedito avvicinarsi, anche solo per comoscere, ad un sacerdote o entrare in chiesa magari Sabrina troverebbe le sue risposte ponendo i suoi quesiti ad un sacerdote che, oltre agli studi teologici possiede anche divese conoscenze sulle altre fedi.
Io attenendomi a fonti attendibili, vorrei però sottolineare un paio di inesattezze che ho risontrato in questo dialogo:
Signora Emanuela a me il catechismo ha insegnato che , con la crocifissione e risurrezione, Gesù ci ha liberati dal peccato e dalla morte eterna.
Chi le ha dettto signor Paolo che l’inferno non è nell’aldilà? Si parla di inferno dopo la morte come può negare che non sia nell’aldilà?
Inoltre, nessuno vuole affermare che il suo Dio sia migliore, ma conosce altri come i cristiani che possono vantare un profeta più perfetto di Gesù?
Gesù operava miracoli veri, mi sa dire quale miracolo più grande di quelli operati da Gesù, fecero gli altri? Guarirono dei malati? risuscitarono i morti o addirttura se stessi?
Ovvamente Gesù non chiedeva a nessuno di cambiare religione poichè la religione da Lui fondata si è creata dopo, con la spontanea adesione di chi voleva seguirlo.
Chi le ha detto che Gesù pur buono e misericordioso tollerasse altri dei? Così facendo avrebbe negato ciò che predicava cioè la sua divinità unica.
“Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi il culto” (Mat. 4:10;).
Ovviamente questa non vuole essere una supremazia religiosa verso altri credo. Ma il punto di vista del cristiano.
Direi di non confondere il buon cuore di Gesù che perdona con il consenso a tutto ciò che Egli stesso ha indicato come contrario alla fede.

nadine2 |

Ciao Daniela,
scusa mi spiegheresti da dove tiri fuori le tue seguenti affermazioni? “Se per i musulmani non fosse impedito avvicinarsi, anche solo per comoscere, ad un sacerdote o entrare in chiesa magari Sabrina troverebbe le sue risposte ponendo i suoi quesiti ad un sacerdote che, oltre agli studi teologici possiede anche divese conoscenze sulle altre fedi”
Roba veramente da matti, questa non la sapevo….Dovrei chiedere perdono ad Allah per aver visitato Santa Croce, Santa Maria Novella ed il Duomo di Firenze la settimana scorsa ed ora informo immediatamente Don Donato che la nostra decennale amicizia si è conclusa essendo io mussulmana e lui un prete cattolico!!! Grazie di questa preziosa informazione ora mi sento in pace con Allah…ma vogliamo finirla con questi inacidimenti verso i mussulmani? chiedi sia troppo richiedere un lavorio in più alla tua intelligenza e un appello al buon senso prima di dire certe affermazioni oppure il Santo Vero delle tue fonti attendibili lo applichi solo a tuo piacimento

daniela |

Scusa Nadine, io stavo parlando della mia religione non stavo assolutamente facendo una critica alla tua.
Pensavo solo che per voi non fosse concesso entrare in luoghi cristiani , perchè così qualcuno mi ha detto.
Sono contenta che non sia così, anche perchè io non avrei nessun problema a visitare una moschea dal punto di vista artistico. Sono stata informata male, mi dispiace ora grazie a te ne so qualcosa di più.
Non vederlo un inacidimento verso la tua religione! Anche tu ti stai inacidendo un po’ per nulla.
Mi sembri prevenuta, io davo solo il consiglio di porre domande così profonde a chi ne sapeva più di me ma consideravo, nel rispetto della vostra fede, che non fosse possibile.
Non stavo discutendo su questo.
Io ho parlato della mia fede, permettimi di sbagliare su qualcosa che non conosco bene senza insultarmi o credere che lo faccio apposta.
Anche capire che si può sbagliare senza voler offendere richiede un certo lavorio di cervello.
Grazie. Un saluto

daniela |

Mi permetto di aggiungere ancora al mio post precedente che io ho letto questo:
“Non è ammissibile per un Musulmano entrare in luoghi di culto non musulmani dato che questo potrebbe accrescere il numero di persone che lo fa. Inoltre, Al-Baihaqi ha narrato, con una catena autentica, che Umar (che Allah si compiaccia di lui) disse: “Non andate nelle chiese o luoghi di culto dei politeisti, perché l’ira di Allah scende su di loro là”. Tuttavia, se vi è un beneficio religioso in tal modo, o lo scopo è quello di invitare all’Islam, o qualcosa del genere, allora non c’è problema [nell'entrare in una chiesa]”

Dal momento che entrare per chiedere approfondimenti sul cristianesimo è assolutamente contrario a ciò che è scritto nella frase citata, cosa dovrei pensare?
In fondo cara Nadine, se qualcuno mi ha informata male ben venga saperne di più.
Non è per questo che esiste questo blog?

Nadine2 |

Ecco cosa dovresti pensare Daniela:
«O uomini! in verità Noi vi abbiamo creato da un maschio e da una femmina e abbiamo fatto di voi popoli vari e tribù, affinché vi conosciate a vicenda. In verità presso Allàh, il più nobile e il più degno di onore tra di voi è colui che ha più timore di Dio (taqwà)» (Corano 49,13).
Non sono una teologa, ma potrei tranquillamente intendere in questi versetti che il conoscersi a vicenda includa tutte le espressioni culturali e religiose presenti nell’umanità.

Sabrina |

Innanzi tutto ringrazio tutti per la loro disponibilità. Inizio rispondendo a Daniela e poi passo al resto.
Premetto dicendoti che mia madre era cristiana e che quindi ho metà della mia famiglia cristiana. Sono stata più volte in chiesa per funerali, matrimoni, oltre ad aver frequentato per i miei primi anni d’infanzia una scuola di suore.

Il pezzo che é hai citato su, :”Non è ammissibile per un Musulmano entrare in luoghi di culto non musulmani dato che questo potrebbe accrescere il numero di persone che lo fa.” era per tutelare i cristiani, perchè se i Kaliffi avessero iniziato a pregare nei luoghi di culto di altre religioni probabilmente gli altri musulmani li avrebbero colonizzati. È solo per quello che non era permesso.

Per quanto riguarda i profeti e il discorso che Gesù è migliore perchè ha fatto più miracoli mi fa sorridere. Non credo che un Profeta vada valutato per i suoi miracoli ma per il messaggio che è riuscito a far arrivare. E comunque io non mi permetto di decidere o definire un profeta migliore di un altro. Per me sono tutti e tre messaggeri di Dio e per questo vanno tutti e tre seguiti ed ascoltati, dato che per me il messaggio è lo stesso.

daniela |

cara Nadine,
tempo fa una trasmissione che parlava del grande Giovanni Paolo II ripropose delle interviste fatte ad alcuni giovani accorsi ad un incontro col Papa.
Fu intervistato un ragazzo che diceva di essere musulamano e che era li apposta per quell’incontro perchè ammirava Papa Wojtyla. Ho trovato davvero commovente vedere questo ragazzo, che sapeva cogliere il buono nel papa senza soffermarsi alla religione che rappresentava.

Mario |

Cara Daniela, se tu sposassi un musulmano in Comune alla messa per il funerale di tua madre tuo marito musulmano verrebbe in prima fila senza problemi. Nel caso di funerale islamico le cose sarebbere abbastanza diverse in termini di libero accesso. Non entro nel merito su cosa sia lecito o illecito, ma vedo tanti imam italiani appassionati di dialogo interreligioso che sono sempre felicissimi di entrare nelle chiese. Più che il mero atto di presenza in Chiesa andrebbe fatta a Nadine questa domanda:Cara Nadine, se un tuo familiare manifestasse la necessità di approfondire le conoscenze della religione cristiana e cattolica in particolare e questa fosse per lui una necessità importante e fondamentale, tu come reagiresti ?

daniela |

Per Sabrina, in fondo è vero il profeta può anche essere ispirato, non avevo pensato a questo.
Non intendevo dire che Gesù era migliore perchè faceva miracoli, ma che operando questi atti prodigiosi, Egli confermò di essere Dio e quindi sicuramente infallibile negli insegnamenti. Però questo, lo riconosco, non toglie che gli altri profeti possano essere stati ispirati, come lo sono stati anche i profeti del Vecchio Testamento.
Un saluto.

Sabrina |

Cari Marco e Andrea, non voglio aprire il dibattito di nuovo su i me, o più che su di me su quello che succede in alcuni Paesi musulmani , anche perché io sono convinta che ogni persona vive la sua fede dal suo punto di vista.
Il mio Islam é fondato sulla libertà, ognuno é libero di decidere la sua religione e il modo in cui viverla, non sarò io giudicare, anche perchè non voglio essere giudicata ;)

Comunque Andrea credo che il dialogo interreligioso sia utile, non deve per forza significare che l’uno deve conincere l’altro della propria religione.
Ti lascio un link di sola testimonianza, ma continuo a ribadire che non condivido la cosa da nessuna parte.

http://m.youtube.com/watch?v=g6pWsfFQ4Tw&fb_source=message

    Andrea |

    Bè Sabrina, almeno lei è fortunata che ne può parlare liberamente in televisione senza essere una criminale!
    Io dico solo che la BASE dei diritti civili sia anche la libertà religiosa che comprende anche la libertà di poter DECIDERE la propria religione… è una cosa che ho sempre detestato il reato di apostasia, e anzi, secondo me andrebbe abolita anche la religione dalla carta d’identità, ma chiaramente per un qualunque egiziano queste parole sono fantascienza andante. Quando sono in Egitto, e mi capita di andare in gita con il gruppo dei giovani della chiesa, i preti ci mettono sempre all’erta dagli “amori pericolosi”, dicendoci che dobbiamo sentirci responsabili davanti a Dio se per colpa di una “scappatella” muoiono delle persone e vengono messi a ferro e fuoco i villaggi, e quindi sarebbe proprio meglio non averci neanche a che fare con i ragazzi musulmani. Per me questo è inammissibile. Se c’è UNA cosa che non possono vietarci, quella è l’amore, ma d’altronde cosa vuoi che dicano? “Fatevi le musulmane”?!… Quindi per me in Egitto ci sarebbe ancora molto “lavoro” da fare per queste cose. E la conversione (da ambo le parti) deve ESSERE e RIMANERE un fatto PRIVATO! Se mi piace una religione e mi converto, devo poter al massimo litigarci su con la mia famiglia, e basta! Non che si dia fuoco alle persone che non c’entrano nulla!

    DIALOGO INTERRELIGIOSO
    Secondo me è inutile e privo di senso. Ma per una serie di motivi molto semplici.
    Tu ora hai avuto giustamente un dubbio sulla Trinità (o su Cristo in generale). ci può stare, è giusto che vengano i dubbi. Hai chiesto clarificazioni, e ognuno ti ha dato la sua PERSONALISSMA INTERPRETAZIONE. C’è chi ha parlato di Amore, chi ha parlato di al di là, chi non era d’accordo con la concezione dell’altro di “al di là”, chi si sofferma sui miracoli, e chi dice addirittura che se hai fede non devi dare importanza alla “burocrazia”. Questo è solo un esempio, io non sto criticando nessuno dei commenti precedenti, sia chiaro, vi sto solo usando per provare una mia tesi!
    Questa discordanza deriva dal fatto che ognuno vive la propria fede in maniera diversa, e io in questo sono molto agostiniano “noli foras ire, in te redi!” non cercare la fede fuori, ma dentro di te.

    Ora, è molto probabile che qualcuno abbia dei dubbi (o curiosità) sulle altre Fedi. Che fare?
    La soluzione più precisa per conoscere un’altra religione è secondo me prendere un Testo di riferimento e cominciare a leggere anche con qualche aiuto per orientare meglio la lettura. Se ho un dubbio sull’Islam me lo chiarisco sul Corano, e se ho un dubbio sul Cristianesimo me lo chiarisco sul Vangelo, senza stare a fare un tipo di dialogo distruttivo, perché è ovvio che prima o poi incontri quello che ti risponde come quel ragazzino. Poi quale sarebbe lo scopo?
    Conoscenza?
    Come vedi trovi opinioni discordanti anche fra i fedeli, quindi non c’è di meglio del Corano stesso o del Vangelo stesso per poter conoscere l’Islam o il Cristianesimo (se vuoi conoscere una cosa studia la cosa stessa, non fartela raccontare);
    Chiarimento?
    Non penso che chi abbia una cattiva idea dell’Islam cambi idea solo perché una ragazza gentile bella simpatica e moderata gli ha spiegato che l’Islam è una religione raffinata e non come si crede. Per far cambiare idea a queste persone bisogna che i musulamani diano una buona immagine di sé (e anche i cristiani ovvio). E qui purtroppo giocano un ruolo ahimè fondamentale anche le persone come il giornalista che tu critichi all’inizio…

    Io dico che la religione sia una cosa interiore. Se Dio mi chiama (all’islam o all’ebraismo o che ne so), sarò attirato io stesso dai loro Testi sacri, tutto qui.
    NESSUNO ti convincerà mai a parole a diventare cristiana (ora esco un po’ dall’argomento): quanti testimoni di geova mi hanno parlato!! Eppure, eccomi qui XD… Potrebbero convincerti le opere buone di qualcuno, la sua integrità, e la tua (o la mia) curiosità di scoprirne l’essenza, ma altrimenti puoi parlarmi ore ore ed ore di Islam, ma non riconoscerò mai Maometto come profeta mandato da Dio.
    Da sviluppare però è sicuramente il RISPETTO.
    Il rispetto religioso, per quanto mi riguarda si basa sull’informarsi PERSONALMENTE da FONTI DIRETTE prima di dire “Maometto era maschilista”, o “il cristianesimo è un’invenzione”, o altre dicerie dette per sentitodire. Poi se si confermano le dicerie dall’attenta lettura, dovrò comunque tenermi per me le critiche, perché ad un fedele possono far male. E in ogni caso, non riuscirei mai a convincere nessuno (anche smontandogli “scientificamente” la sua religione) della fallacità di un Credo.
    Io detesto quelli che vanno in tv a “smontare” le fedi… In primis Padre Zaccaria Boutros, o anche altra gente come lui. Non serve né a cristiani né a musulmani.
    Non credo in Maometto sAs come profeta, ok, ma se leggo in qualche Hadith dei principi che condivido, nulla mi può vietare di ammirarlo come uomo. Così come i musulmani ammirano Gesù come profeta non potendolo riconoscere come Dio.

    Ma quando posso usare il dialogo interreligioso?
    Quando le 2 fedi che si confrontano sono molto vicine, e si può arrivare a un accordo di unione.
    Ad esempio cristiani ortodossi e cristiani cattolici in nome dell’ecumenismo DEVONO dialogare per trovare un’unione… Penso lo stesso si possa fare anche fra le branche di musulmani o ebrei, anche se è molto diverso…

Nadine2 |

Ciao Mario,
Non avrei nessun problema se un mio famigliare volesse approfondire le conoscenze della religione cristiana, io stessa in questo periodo sto leggendo “Obbedienza e Libertà di Vito Mancuso”, teologo cattolico che mi piace molto ed il cui concetto di Amore e fede in questo libro è molto profondo e bello. Sono mussulmana ed essendo profondamente monoteista, mi è difficile la concezione della trinità ma non per questo non apprezzo gli insegnamenti e i messaggi universali che provengono da persone di fede. Credo anche che quando l’essere umano approfondisce la propria spiritualità, l’aspetto burocratico della religione, passa in secondo piano rispetto al sentimento di fede.

Andrea |

Perdonami Sabri! È un commento un po’ inorganico, ma è tutto per dire la mia visione di religioni universali e private.
Se il cristianesimo riuscisse a superare le questioni teologiche (principalmente il figlioque, fortunatamente Paolo VI ha risolto la cristologia) potremmo TUTTI aver diritto alla comunione in tutte le chiese del mondo, ma ahimè.
Penso che la chiesa debba tornare a diventare un concilio di vescovi delle varie città. Con riti diversi, ma lo stesso Credo.
Ad esempio: vescovo di Roma, vescovo di Alessandria, di Costantinopoli, di Antiochia, di Parigi… Tutte Chiese con “amministrazione” autonoma, riti anche diversi, ma universalmente riconosciute da tutti i cristiani.
Rimarrebbe il problema dei protestanti, ma è comunque fantascienza, visto che il vaticano scoppierebbe in una fragorosa risata se leggesse questo commento!

Sabrina |

Caro Andrea sono d’accordissimo con te sulla questione in Egitto. Anch’io trovo assurda la religione nella carta d’identità, oltre all’indottrinamento dalle varie autorità.
Hai ribadito come me che la fede e personale e ognuno vive la religione a suo modo ed è giusto che sia così.
A proposito del ragazzo della parrocchia io non l’ho percepita male, anzi accetto la sua sincerità e il suo credo, non l’ho presa come arroganza.. Probabilmente non l’ho scritta io con il tono giusto, lui cercava solo di spiegarmi il suo punto di vista. Ci tengo a precisarlo.
Per quanto riguarda il dialogo hai ragione sul fatto che ognuno deve informarsi dai vari testi, ma ti dico che per me é importante, e questo lo so perché lo vivo continuamente in prima persona. Ho tanti amici italiani, cristiani, che hanno conosciuto l’islam da me, dialogando e vivendomi senza dover abbandonare la loro fede. Son convinta che sia costruttivo, poi naturalmente sono punti i vista ;)

paolo |

Cara Daniela,
cerco di risponderti (scusa il tu, ma mi è più semplice).
Parlando di inferno non vorrei che tu pensassi alla Divina commedia, in quanto Gesù di inferno non ha mai parlato ( inferno, non regno degli inferi)inoltre non credo si possa valutare la bontà di Dio dal numero di miracoli o guarigioni compiute ( saprai benissimo che anche gli apostoli operarono guarigioni e altri miracoli). Inoltre io scrivo di Dio non di dei, quel Dio che riconoscono cristiani, ebrei, e mussulmani.Riguardo Gesù, Lui si battè più volte contro l’ipocrisia dottrinale del tempo, contro coloro per i quali il bene e il male non erano in relazione all’uomo, ma alla Legge. Gesù non affronta scribi e farisei su un piano teologico ma su quello della vita. Non è venuto per elaborare nuove dottrine su Dio, ma a manifestare l’amore per tutti (TUTTI ) gli uomini,perchè è l’amore che comunica vita, non la legge (sono passati 2000 anni ma temo che molti non lo abbiano ancora capito). Mai parlerò ad un mussulmano dicendo che io ho un Dio perfetto, ma parlerò loro di misericordia di Dio la stessa che loro insegneranno a me parlandomi di Allah. Che centra la perfezione di un Dio, il buon cuore di Gesù e quantaltro?

    daniela |

    Gentile sig. Paolo,
    nel risponderle premetto che intendo riportare alcune mie riflessioni in base all’educazione cristiana che ho ricevuto.
    Parlando dell’inferno ovviamente non pensavo alla “Divina Commedia”, ma al Vangelo. Nella parabola del ricco Epulone (Luca 16,19-31), Gesù dice “…Stando all’inferno tra i tormenti …”. Raccontato così l’inferno parrebbe un luogo ma sappiamo anche che, essendo sconosciuta a noi la vera natura dell’inferno, Gesù ne parla con linguaggio figurato dovendo descrivere qualcosa di inimmaginabile per noi.
    Si dice infatti che l’inferno sia uno stato di perdizione e la privazione eterna di Dio. Il fuoco stesso non sarebbe fuoco ,come viene inteso qui sulla terra, ma non essendoci parole umane per descriverlo lo si definisce “fuoco” perchè Gesù utilizza quel termine.
    Il Vangelo parla spesso dell’inferno. Forse non sarà un luogo ma non v’è dubbio che comunque rifguarda l’aldilà poichè sono le anime che ci andrebbero.
    Gesù era perfetto e con questo lungi da me l’intento di sminuire il credo altrui. Era solo un sottolineare l’infallibilità dei suoi insegnamenti , il fatto che ooperasse miracoli grandiosi è solo la conferma della Sua divinità. Gli apostoli e i santi che operano miracoli dichiarano essi stessi di non essere loro a compierli ma di operare tramite l’unico che può farli.
    Come giustamente lei afferma, Gesu “lottava” contro l’ipocrisia dottrinale e contro l’osservanza esteriore della legge.
    la mia non era una presa di posizione arrogante, perchè so bene che Gesù stesso non ha mai assunto posizioni di superiorità a parte quella divina che è la sua natura. So che il cristiano ha il dovere di testimoniare con le parole e le opere la su fede, facendola conoscere ed invogliando a seguire Gesù con l’esempio e non con la prepotenza o dichiarandosi migliore.
    Sul buon cuore di Gesù intendevo dire solo che, se Gesù ama tutti non significa che accetta tutto ciò che va contro i suoi insegnamenti. Il suo metodo non è punire ma spronare a seguirlo perdonando le colpe ,ovviamente dopo un vero e sincero pentimento.
    Una volta un musulmano ha detto: “voi peccate, tanto poi andate a confessarvi e tutto torna come prima” io gli ho risoposto: “magari fosse così facile. Fors il prete ci assolve lo steesso ma con Dio siamo davvero a posto?”

Sabrina |

Roberto vedo che hai colto il mio pezzo a pieno ;)
Ti ringrazio per il tuo chiarimento, che sicuramente ha colmato già alcuni dubbi, ma a questo punto una domanda mi nasce spontanea :” Per ultimo, Gesù, incarnato a sottolineare la possibilità di portare a pienezza la condizione umana, a compimento della sua rivelazione si lascia uccidere quale ultimo sacrificio, perfetto”.
Gesù profeta? O Gesù Dio? Il dubbio in questo caso mi viene se Gesù Dio sacrifica se stesso per Dio.

Grazie ancora per la tua disponibilità.

Sabrina |

Pier Francesco ti ringrazio. :)
 Cogli sempre i punti giusti ;)  
Per quanto riguarda il ragazzo della parrocchia, come ho precisato anche ad Andrea prima, non l’ho percepita come atto di presunzione o cafonaggine come hai detto tu, ma voleva solo spiegarmi a parole sue che essendo a loro è arrivato Dio in persona, un profeta è sempre e comunque qualcosa di inferiore. Ti assicuro che non lo voleva dire in maniera ineducata.

Per quanto riguarda l’iniziativa, é stata una proposta che ci era stata fatta, io sono aperta al dialogo con chiunque lo capisca e nel rispetto reciproco. ;)

A presto :)

Sabrina |

Emanuela e Paolo vi ringrazio. :)
Ma i vostri interventi mi lasciano un dubbio a questo punto. Dalle vostre parole percepisco che in questo caso Gesù non e Dio. O ho capito male io?

Andrea |

Visto Sabri? Leggendo quei commenti ti è venuto il dubbio perché loro stanno confrontando 2 diverse e personalissime concezioni! (come già detto non sto criticando le vostre opinioni, le sto solo sfruttando…). Questo prova ancora una volta che il dialogo religioso sussista solo se condotto fra fedeli di una stessa religione, o di branche diverse della stessa religione!

Ad esser necessaria è la conoscenza della STORIA delle altre religioni. Tu ti stai ponendo un dubbio che è stato oggetto di controversie per SECOLI!… E se qui non fossimo offuscati dal Vaticano (chiedo scusa ai cattolici, è solo un attacco all’atteggiamento, e non alle persone), capiremmo -e anche tu- che il cristianesimo come lo conosciamo oggi è frutto di un lungo lungo lungo processo di trasformazione… mi piace sempre dirlo, anche perché è la verità storica dei fatti, ma il cristianesimo è nato in Egitto!

Paolo |

Cara Daniela,
vorrei tanto continuare con te questo dialogo, ma temo di rubare troppo spazio, mi limito solo a 2 considerazioni. Primo: ti suggerisco di acquistare l’ultima edizione del Vangelo con il testo della Cei, vi è una migliore traduzione rispetto i testi passati.
Secondo: il passo di Luca che tu mi citi, nella nuova edizione è cosi tradotto “…. stando negli inferi tra i tormenti…” Cosa sono gli inferi? Gli inferi sono il regno dei morti, cioè ciò che sta sotto, giusto il contrario dei superi, cioè ciò che sta sopra,sempre comunque nel regno dei morti “…alzò gli occhi e vide di lontano….” ma non sono inferno e paradiso. Un salutone e grazie..

    daniela |

    Gentile sig. Paolo,
    se vogliamo analizzare il significato di inferi è interessante quello che dice un’antica omelia: “Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c’è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme… Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi” (Omelia sul Sabato Santo, PG 43, 439).
    In una versione della preghiera del Credo,si dice:“fu crocifisso sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto, discese agli inferi, e il terzo giorno risuscitò da morte”.
    Per inferi, se non erro, si intende quel luogo dove stavano quelli morti prima della venuta di Gesù e quindi mancanti dei Suoi insegnamenti e della Sua redenzione. Quindi non meritavano l’inferno. Un limbo penso.
    Mi fermo qui, rischierei di scervellarmi inutilmante per cose che in fondo sono misteri incomprensibili.
    Un cordiale saluto.

paolo |

Cara Sabrina,
Gesù è il figlio di Dio venuto tra noi a completare gli scritti dei profeti. Gesù parlò di Dio in modo nuovo, per gli uomini Dio è quello che si legge nei testi e si manifesta attraverso la legge, eterna e immutabile, mentre Dio si manifesta nell’amore, fedele e incondizionato,offerto a tutti.
Andrea, perchè escludere il dialogo? Meglio chiudersi nella propria stanzetta a sentenziare frasi tipo ” ecco lo sapevo che è impossibile” forza proviamoci, vogliamo o no diventare migliori?

Un saluto e un grazie a tutti….

Sabrina |

Paolo hai appena toccato il tasto del mio eterno punto di domanda per quanto riguarda il Cristianesimo. “Gesù è figlio di Dio”. Tu mi dici questo, altri dicono che è Dio.
L’intervento del ragazzo in parrocchia era appunto per precisare che per i Cristiani Dio è sceso in terra e per questo non possono guardare ad altre religioni, perché se per le altre religioni monoteiste sono arrivati dei Profeti per i Cristiani è arrivato l’Onnipotente in persona. Dio o figlio di Dio?

daniela |

Cara Sabrina non sono un teologo ma provo a spiegarti secondo ciò che so io.
Gesù per noi cristian è figlio di Dio ed è anche Dio. E’ entrambe le cose.
perchè Dio è Padre, Dio è Figlio ed è Spirito Santo. Quello che si chiama Trinità.
Spiegarlo è impossibile perchè il mistero della Trinità è stato oggetto di studi da secoli per teologi santi ecc…
Noi crediamo che Dio é UNO ma in Lui vi sono Tre persone distinte come appunto ti spiegavo sopra.
Per questo senti dire che Gesù è Dio oppure è Figlio di Dio perchè è come dire la stessa cosa.
Infatti i cristiani non adorano più dei, ma la Trinità che è Dio. Non vado oltre perchè il mistero è impenetrabile.
Spero di esserti stata utile.

Andrea |

Prof, ma infatti io non lo escludo il dialogo, dico solo che non porta a risultati se condotto fra religioni diverse… Si dialoga per arrivare a un sunto, a una “soluzione” di un problema che ci siamo posti…. “Gesù è Dio?”… Per un musulmano la risposta è certa, ed è giusto che rimanga così.
Invece fra cattolici e ortodossi (sempre il solito esempio), si può fare ancora qualcosa: “Lo spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio, o solo dal Padre?”… Se si risolvesse questa già cambierebbero le vite di molte persone credimi!
A presto!

marco |

Oh Sabrina إشتقت إليك كثيرا

e io? ti sono mancato?

Allora, visto che sono in pieno deserto e ieri qui 51 gradi vedo di portarvi una considerazione bella fresca.

Avete mai pensato che testi quali il Corano e la Bibbia (esclusi i vangeli canonici), si basino su cose che sono dei falisi storici, scentifici e che si contraddicono di continuo?

Escludo i vangeli in quanto essi sono più che altro dei resoconti su degli episodi e fatti, che poi potrebbero essere a loro volta discussi.

Discutere di un argomento non significa arrivare per forza ad una conclusione, ma credo che certe cose non possano essere assolutamente confutate.

Discutere di trinità, di profeti, e di altro …quando alla base le genetica impone che da una sola coppia di uomini non può nascere tutto un genere (umano) ..conoscete il DNA?, che non ci sono prove storiche dell’esistenza di abramo (ibrahim) o di mosè (Mussa) e via dicendo se non i riferimenti bibblici, mentre esiste l’antropologia, esiste la storia morfologica della terra dalla sua nascita ad oggi, esistono le tracce certe dell’evoluzione e via dicendo, mi sembra che si parli quasi di mitologia per il resto, no?

Ciò non esclude la veridicità che esista Dio, esclude a mio parere solo che le verità sia quella canonica dei testi sacri.

هلا صديقي /صديقتي!

تصبح/ تصبحين على خير

:)

Andrea |

Scusa Paolo! Un lapsus freudiano…. Ho detto “prof” non so perché! Sarà l’effetto maturità XD

Sabrina |

Marco certo che mi sei mancato! Un tempo eri il mio fan numero uno! ;)

Come ben saprai per noi Musulmani il Corano sono le parole di Dio ed è questo il nostro “miracolo”. Ci credo totalmente. Probabilmente se mi addentrassi a leggere le interpretazioni, su quelle potrei avere alcuni dubbi, dato che quello sono frutto di uomini. Dico probabilmente perchè sinceramente non mi sono mai informata troppo e questo non mi fa onore. :(

Per quanto riguarda la Bibbia a mio personalissimo parere, avrei qualche dubbio, perchè so che il vecchio testamento avrebbe dovuto essere la Taurat ( il testo sacro degli Ebrei, non so se dice anche in italiano così), ma vedo delle grosse differenze tra ebraismo e cristianesimo, e questo mi lascia un po’ perplessa. Naturalmente nemmeno in questo mi sono informata più di tanto quindi le mie parole possono essere frutto della mia sola ignoranza.

Per quanto riguarda la genetica, le scienze e tutto il resto preferisco pensare di essere nata dalla costola di Abramo che credere di provenire dalle scimmie, anche se una mia amica ha sempre trovato una certa somiglianza con me :P

Pier Francesco |

@ Sabrina,
la costola era di Adamo, non di Abramo…
Mi sa che una bella ripassata ti ci vuole proprio…o era solo un errore di stampa?
:-D :-D :-D

@ Marco,
Anche la Chiesa Cattolica ha ormai accettato la teoria evoluzionista (bontà sua…); il contenzioso con il mondo scientifico riguarda il fatto che sostiene che la nostra evoluzione non sia avvenuta per caso (o meglio: per adattarsi ai cambiamenti ambientali) ma per un imperscrutabile Disegno. Da questo punto di vista, la Chiesa è stata abilissima nel pararsi il sedere: infatti, se la teoria dell’evoluzione è oggi difficilmente confutabile perché ci sono la genetica e le testimonianze fossili, è praticamente impossibile andare a verificare se esiste o no il famoso Disegno.

Sabrina |

Ops errore di stampa… :D giuro che questa la sapevo!

Sabrina |

Andrea mi sono informata dl reato di Apostasia in Egitto. Non esiste anche perchè in Egitto vige la costituzione francese.

Inoltre ho fatto un po’ di ricerche per quanto riguarda l’apostasia nell’Islam e per fortuna le mie sensazioni erano giuste. Ti cito alcune cose che ho trovato oltre a linkarti un articolo molto interessante.

“….Il Corano, nella sura II, versetto 256, recita: «Non vi è costrizione nella fede»; nella sura XVIII, versetto 29 dice anche: «Di’: La verità viene dal vostro Signore: chi vuole creda, chi non vuole non creda». Questi versetti ed altri dimostrano che l’islam tiene conto del principio della libertà religiosa. Tuttavia l’islam considera a-riddah (l’apostasia) come un peccato che sarà severamente punito da Dio: «Coloro che hanno barattato la fede con la miscredenza, non potranno nuocere a Dio in nulla e avranno doloroso castigo» (sura III, versetto 177). Il Corano parla quindi di una punizione divina e non temporale affidata all’arbitrio degli esseri umani.”

“…..Quindi, nonostante i fondamenti teologici a favore della pena di morte per l’apostata siano deboli, gran parte dei dotti islamici continua a far riferimento ad una giurisprudenza che risale all’epoca del primo secolo della nascita dell’islam, quando a-riddah (in arabo significa «tornare indietro») era considerato un grave problema politico: dopo la morte del profeta, vi erano musulmani che ritornavano al paganesimo e si coalizzavano con i nemici dell’allora nascente comunità islamica; questo fu il motivo principale per il quale l’apostata veniva punito con la pena capitale.”

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/42871

Pier Francesco |

Cara Sabrina,
Ve bene, te lo concedo, è stato un errore di stampa…
:-D :-D
Per quanto riguarda l’apostasia, mi ricordo che era stato l’argomento di un vecchio post qui su Yalla Italia, e come sempre non ne eravamo riusciti a raggiungere una soluzione condivisa, poiché anche tra i commenti di lettori musulmani le posizioni erano spesso contrastanti.
Mi scuserai, ma alla fine della fiera ciò che conta (almeno per me) non è tanto quello che affermano le Sacre Scritture, ma ciò che fanno gli esseri umani, perché è con loro che si vive quotidianamente. Credo che possa essere di scarsissima consolazione per un musulmano, che abbandona la propria religione, sapere che il Corano gli riconosce tale libertà, quando poi il mondo che gli sta attorno (a cominciare dai parenti) lo vuole fustigare o peggio.
Mi rendo perfettamente conto che situazioni analoghe possono essere vissute anche da chi percorre la strada in senso inverso

P.S. Ma se in Egitto vige la Costituzione francese, perché sparano ai manifestanti e torturano gli oppositori?

Paolo Branca |

mi complimento per il tono e la sincerità che tutti stanno dimostrando in questo non facile confronto… Comunicare anche e specie con chi non la pensa come te è utile a porsi almeno delle domande. Forse non sarà dialogo interreligioso, ma relazione tra persone di fedi diverse che cercano di capire, di spiegare agli altri e a se stessi delle cose magari rimaste implicite. Se vissuto senza arroganza è un vantaggio per tutti. Resta il fatto che su tante questioni si dovrebbe approfondire. Faccio solo un esempio sperando che alimenti il dibattito. Credo che religione e stato ci vogliano entrambi, ma è meglio che restino su piani distinti. Un peccato è anche un reato? Nel caso del furto o dell’omicidio sì, ma che dire della masturbazione o del dire parolacce? Ve la immaginate la polizia che interviene? Come disse Foscolo: “nozze, tribunali ed are (cioè altari) diero all’umana belva d’esser pietosa di se stessa e d’altrui”. Visto che durante i primi passi verso la democrazia (si spera) in Egitto e Tunisia qualcuno vorrebbe adottare la shari’a come legge non sarebbero queste le questioni su cui confrontarsi? Nella confusione dei termini e dei concetti prosperano i furbi e gli ipocriti e ci perdono le persone oneste. Se giriamola faccia dall’altra parte e pensiamo ‘che si arrangino’ o peggio non facciamo un buon servizio a nessuno.

enrica |

scusate io vorrei rispondere a Mario a proposito di quello che ha detto sul fatto di non poter entrare in moschea per una funzione religiosa be io sono cattolica sposata con un Egiziano mussulmano io sono entrata due volte in Moschea per ben due volte nessuno me lo ha impedito anzi ho messo il velo mi sono tolta le scarpe ho rispettato tutte le loro regole e lui è venuto in chiesa con me senza nessun problema. Dio è unico e ognuno è libero di pregare per lui come meglio lo desidera lui ascolta tutti. Queste discussioni su quale religione sia meglio non fanno altro che allontanarci,il rispetto verso gli altri e il saper accettare ciò che è diverso da noi è la miglior cosa per capirci e vivere serenamente insieme so che è un utopia pensare così ma io ci credo.

    Marco |

    @Sabrina @Tutti

    per quanto riguarda l’apostasia, essa è punita con la morte secondo diversi Hadit, ed essi hanno valore quanto il Corano, vediamoli:

    Abū Mūsā: “Un uomo accettò l’Islam e in seguito ritornò al Giudaismo. Muʿādh b. Jabal venne e vide l’uomo assieme ad Abū Mūsā. Muʿādh chiese: “Cosa c’è che non va con questo (uomo)? Abū Mūsā rispose: “Egli ha accettato l’Islam e quindi è tornato al Giudaismo”. Muʿādh replicò: “Non mi siederò a meno che non lo ucciderai (in quanto questo è) il verdetto di Allāh e del Suo Apostolo”. 9:89:271

    Ikrima: ʿAli [b. Abī Ṭālib] bruciò alcune persone (ipocriti) e questa notizia raggiunse Ibn ʿAbbās,[2] che disse: “Se fossi stato al suo posto non li avrei bruciati, perché il Profeta ha detto: ‘Non punite (nessuno) con la Punizione di Allāh’.[3] Nessun dubbio comunque che li avrei uccisi, perché il Profeta ha detto: ‘Se qualcuno (un musulmano) abbandona la sua religione, uccidetelo’“. 9:84:57

    Abd Allāh: l’Inviato di Dio disse, “Il sangue di un musulmano che confessa che nessuno ha il diritto di essere adorato se non Allah e che io sono il suo inviato, non può essere sparso se non in tre casi: in caso di omicidio, nel caso in cui una persona sposata partecipi a un atto sessuale illegittimo e nel caso in cui una persona abbandoni l’Islam (apostata) e lasci [la comunità dei] musulmani.”

    Abū Dharr: Il Profeta disse, “Gabriele mi ha detto, ‘Chiunque fra voi seguaci muore senza aver adorato nessun altro se non Allah, entrerà nel Paradiso (o non entrerà nel Fuoco (dell’Inferno)).” Venne chiesto al Profeta: “Anche se avesse commesso atti sessuali illegittimi o ladrocinio?” Egli replicò “Anche in quel caso.” 4:54:445

    @Enrica

    tu sei entrata in moschea, ma tu sei donna.

    Secondo il Corano gli uomini sono i preferiti da Dio rispetto alle donne, esse non hanno obbligo di pregare in moschea, se vogliono devono farlo in luogo separato dagli uomini e non nella sala principale.
    Non essendo di valore uguale agli uomini e quindi non costituiscono minaccia, in quanto la donna dipende dall’uomo, può essere non musulamana ..ma i figli, che sono di proprietà del marito sono musulmani.

    Enrica battezzerai i tuoi figli? Gli farai mangiare il prosciutto? Impedirai la circoncisione? ..io credo di no, perchè tu non hai tale potere, pertanto entri o no in moschea, non ha importanza.

    Beslama sadiky

Aldo |

Signora Enrica, il commento del signor Mario si riferiva al funerale islamico che è riservato solo ai musulmani. Legga qui:
http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/cronaca/erba-3/funerali-tunisia/funerali-tunisia.html

Paolo Branca |

quando è morta mia madre un italiano convetito all’islam è venuto, ma è rimasto fuori dalla chiesa… dopo anni, l’ho visto in Duomo per l’arrivo del nuovo vescovo: shari’a elastica?

Aldo |

Signor Paolo, è rimasto fuori perché lo ha voluto lui o perché gli è stato vietato l’ingresso perché si sapeva che era musulmano?

Sabrina |

Enrica infatti il mio pezzo non nasceva per un confronto tra quale religione sia migliore, ma serviva per colmare delle mie lacune. Sono figlia di una coppia mista e mio padre si é sposato in chiesa. Non ho mai, per fortuna, vissuto una divisione netta tra musulmani e cristiani se non solo nel mio credo (anche se poi anche lì nelI’Islam ci deve essere il Cristianesimo).

Sono d’accordo con il professor Branca sul fatto che la politica dovrebbe essere assolutamente separata dalla religione. La religione é personale e la politica per tutti.

Pier Francesco |

Sulla questione dell’ingresso in moschea ai non-musulmani, ho avuto esperienze molto diverse da paese a paese. In Turchia, potevo entrare ovunque, anche nel santuario degli Aleviti a Konya; anche a Sofia, in Bulgaria, dove è presente una numerosa comunità turca e musulmana, sono potuto entrare tranquillamente nella moschea: anzi, è stato il primo monumento che ho visitato (era di fianco all’albergo :-P ). Al contrario, in Marocco non si poteva entrare da nessuna parte, eccezion fatta per la Grande Moschea Hassan II di Casablanca, che poi purtroppo ho solo visto stando sull’uscio poiché in quel momento c’era la funzione. Colleghi che sono andati negli Emirati Arabi mi hanno raccontato una situazione analoga: c’è una sola moschea a Dubai accessibile agli stranieri, che a questo punto sembra avere una funzione quasi più di tipo didattico per turisti che non propriamente religiosa. Mi è parso quindi di capire che ogni Nazione interpreta le norme a modo suo.
Accolgo l’invito del Prof. Branca ad ampliare la discussione su tematiche legate al rapporto Religione-Stato. La mia personalissima opinione è che peccato e reato sono due cose distinte, che a volte possono coincidere: un peccato (o, in generale, un’azione) diventa reato quando danneggia altre persone. Il punto fondamentale è che cosa s’intende per “danno”: ad esempio, due ragazzi che convivono stanno peccando in senso strettamente religioso, ma secondo la mia (e solo mia) concezione della società non fanno del male a nessuno, perché per definizione l’Amore è l’opposto del Male; il guaio è che magari le rispettive famiglie si sentono danneggiate nell’”onore”, e quindi chiedono che lo Stato sanzioni questo tipo di comportamento. Senza contare il fatto che lo Stato stesso giudica il comportamento “pericoloso” perché sfugge al suo controllo autoritario. In fondo, la situazione italiana non era molto diversa fino a pochi anni fa, e anche da noi esisteva la famosa “Buoncostume”, che pensiamo essere caratteristica esclusiva di qualche regime oscurantista e teocratico.
Sul fatto che in Egitto e in Tunisia qualcuno stia pensando di introdurre la Shari’a, non mi sembra che stiamo girando la testa dall’altra parte, tanto è vero che ne discutiamo abbondantemente: mi preme però ricordare che quel qualcuno ha ricevuto largo, larghissimo consenso popolare (così ci raccontano…), e quindi mi viene da dire che sia giusto così, anche perché penso che avrei/avremmo ben poco potere di intervento. D’altronde, ho sempre capito (correggetemi se sbaglio) che la Shari’a è una parte ESSENZIALE dell’Islam, che i musulmani considerino tale Legge di origine metafisica, quindi eterna, quindi valida per tutti i tempi e tutti i luoghi, in ogni caso superiore per sua stessa natura alla legge umana.
La domanda che pongo io a voi è quindi questa: può un fedele musulmano rifiutarsi di seguire la shari’a e continuare comunque a definirsi buon musulmano (e soprattutto, a essere visto come tale dagli altri)?

paolo branca |

l’ amico musulmano che non entrò in chiesa al funerale di mamma mi disse ‘noi non possiamo entrare’… per questo mi ha stupito ritrovarmelo a fianco in Duomo. Spero per lui che sia stato a motivo di una maturazione interiore e non solo perché voleva farsi vedere all’arrivo del nuovo vescovo.

Quanto alla shari’a che sarebbe parte essenziale dell’islam ho molte riserve:

1. non è mai stata codifcata, quindi nella sua stessa natura c’è una elasticità che sarebbe compromessa dalla sua adozione come legge di uno stato moderno
2. ha parti ormai inapplicate o inapplicabili (es. schiavitù)
3. quando si sono liberati dal colonialismo i paesi islamici hanno adottato costituzioni e istituzioni d’origine europea senza esser costretti a farlo, ma perché vi riconoscevano garanzie di libertà e giustizia

insomma mi pare che sia uno slogan buono a imbonire gli sprovveduti, per concentrarsi su questioni ideologiche e non misurarsi coi problemi veri e quotidiani

infine, che merito ci sarebbe a rispettare i precetti religiosi perché costretti (in quanto perseguiti come reati)?

Pier Francesco |

Caro Professore,
Io non so se sono sprovveduti, ma mi sembra di notare che sono tanti: spero di essere smentito, ma è questo l’aspetto più sconsolante della vicenda.
Sono assolutamente d’accordo con lei che non c’è alcun senso nel rispetto imposto di un precetto religioso, e infatti credo che questo sia la grande contraddizione con la quale si devono misurare gli Stati “etici”: chi crede, segue un precetto perché ci crede, e non ha bisogno di costrizione; chi non crede, non può. Il punto è che forse il concetto stesso di “non-credente” (agnostico, ateo, quello che si vuole) non è neppure contemplato nella cultura di alcuni popoli: se è vero che in questi Paesi, la religione è un’informazione da stampare sulla carta d’identità o sul passaporto, significa che quelle categorie di persone sopra menzionate non avrebbero neppure diritto di cittadinanza. E secondo me, non sarà mai realmente possibile separare Stato e Religione se prima non si accetta questa realtà.
E’ altrettanto vero che i Paesi arabi appena liberatisi dal colonialismo adottarono costituzioni e istituzioni di stampo europeo, ma erano anche altre epoche. Innanzitutto, non dimentichiamoci che le guerre di liberazione furono condotte da persone (militari, intellettuali, ecc…) di chiara istruzione e formazione europea; in secondo luogo, il concetto di “Occidente” aveva un’estensione assai più ristretta di oggi, intendendo con ciò solo il modello di società capitalistico. Per un arabo degli anni ’60 (come per chiunque, in realtà), il socialismo non era Occidente, ma la sua controparte. Oggi non è più così: mi sembra, cioè, che tutto ciò che geograficamente è nato in Europa (nazionalismo, capitalismo, socialismo, liberismo, mettiamoci anche il cristianesimo, ecc…) venga rigettato per il solo fatto di essere nato in Europa. Ieri leggevo su “La Stampa” un’intervista di Domenico Quirico a un salafita tunisino che esprimeva più o meno questi stessi concetti, e altre amenità, concludendo che quelle ideologie avevano portato nel suo Paese solo corruzione e miseria. Il ragazzo, ovviamente, non ha però indicato alcuna proposta per ridurre la disoccupazione o aumentare i salari, ma questa è un’altra storia… Io vedo questa mentalità come una sorta di razzismo alla rovescia, ma mi rendo perfettamente conto che possa trovare proseliti negli animi odierni, esacerbati da decenni di soprusi.

paolo branca |

capisco perfettamente che capitalismo, comunismo e via discorrendo hanno deluso… ma invocare come panacea una religione è un inganno che secoli di storia smentiscono. Trovate pure una terza via, ma che sia tale nella realtà e in questo i giovani arabi nati o cresciuti qui potrebbero/dovrebbero dare un contributo fondamentale. Se non loro, chi? Se non ora, quando?

Andrea |

Sabri, ma io non parlavo di religione… Parlavo di legge!
L’apostasia in egitto è un reato, lo sapevo per “sentito dire” da persone che erano scappate all’estero, ma l’ho riconfermato subito digitando su google “apostasia egitto”…

Secondo questo articolo del corriere, sarebbe stata introdotta nel 94, abbastanza di recente quindi…

http://archiviostorico.corriere.it/1994/gennaio/23/Egitto_pena_morte_agli_apostati_co_0_9401232003.shtml

Luis Vieira |

Teste de comentario.

Nelly Nellina |

nn mi piacciono le religioni in se’ sono l’oppio dei popoli tutte le guerre del mondo fatte in nome di Dio vuol dire che ormai da quando la terra e’ vivibile nn abbiamo imparato nulla ! ci sara’ sempre l’odio verso chi nn la pensa come te!la stiìoria insegna altrimenti nn ne parlewremmo nemmeno piu’!!!