Balotelli è il prototipo dell’italiano
Oggi siamo tutti amici, tutti buoni, tutti bravi. I media italiani, come da copione, sono saliti sul carro del vincitore.
L’emblema è l’apologia di Balotelli fatta dagli stessi giornalisti che fino a un minuto prima dell’inizio della sfida contro la Germania non perdevano occasione per sottolinearne il lato da bad boy.
Questa è la stampa bellezza, disse qualcuno. La realtà è tutta un’altra e basterebbe entrare in uno dei tanti bar italiani, gli stessi dove il vecchio informato di turno sapeva tutto sull’affaire Moggi prima che esplodesse, per capirlo.
Balotelli è sempre stato amato da tutti. Quella sua pelle nera non è mai stata un’obiezione. Per gli italiani la sua presenza in nazionale è sempre stata data per scontata.
In questo Paese su certe cose non si scherza: se hai i piedi buoni in Nazionale ci devi andare. Ma non sono solo i piedi a far sentire vicino e amato Super Mario.
Perchè Mario da Brescia non è solo italiano: è il prototipo dell’italianità.
Quell’esibizione di muscoli fiera è l’espressione più lampante del nostro machismo. La corsa sugli spalti dopo la partita il più bel ritratto del nostro essere mammoni.
Il Balo ha un grande talento che gli permetterebbe di superare ogni sfida con estrema facilità ma, come da tradizione tricolore, che si accompagna con una capacita’ quasi chirurgica nel complicarsi la vita.
La sua svogliatezza e pigrizia arrivano direttamente dal dna italico che, sempre da copione, scompaiono magicamente quando il gioco si fa duro.
Chi di noi onestamente non sente di volergli bene? Chi non prova simpatia per questo ragazzone che dopo due goal in una semifinale europea dedica l’impresa alla sua mamma?
Dove sono tutte le starlette televisive e le cattive compagnie?
Come ogni italiano Balotelli semplicemente è spesso nel posto sbagliato al momento sbagliato. Geniale ma schivo. Un po’ Gianburrasca e un po’ Loepardi. Così complicato, confuso eppure completo da togliere il fiato.
Ecco il perchè dell’irresistibile invidia dei media (italiani e stranieri) e dell’amore incondizionato del popolo.
Lorenzo Maria Alvaro
Quali atteggiamenti sono dannosi? E quali sarebbero queste cattive compagnie?
Gli atteggiamenti dannosi, ad esempio, possono essere certi comportamenti che ti costano l’ammonizione. Lo show della statua è stato bellissimo, lo riconosco: ha fatto crepare di invidia noi maschi flaccidi e ha mandato in visibilio le femmine arrapate. Il guaio è che si è beccato un cartellino giallo; ne bastava un altro (gli avversari lo conoscono ormai, e non ci mettono nulla a provocarlo…) e stasera non giocava, per la grande gioia di Ikar Casillas tra i pali e di Piqué, che non deve stare a marcarlo.
Con “cattive compagnie” (espressione non inventata da me, ma che ho ripreso dall’articolo), intendo tutto quello strano mondo di procuratori e affaristi che piazzano i calciatori da una squadra all’altra nel corso di uno stesso campionato, e che a mio avviso sono una delle rovine del calcio in tutta Europa: quelli che adulano senza scrupoli ragazzotti ben piazzati, ma forse un po’ ingenui, per qualche loro interesse. E purtroppo ci sono anche le cattive compagnie veramente cattive: si pensi a certe frequentazioni che aveva Maradona.
Le starlette? Per quelle, non ci sono problemi fin che sei famoso, ma poi spariscono di colpo non appena scompari.
![]()
Comunque, come disse quel genio immenso della verità giornalistica che risponde al nome di Marco Travaglio: “speriamo che l’Italia perda, perché altrimenti insabbieranno calciopoli”. Mi chiedo una cosa, visto che si parla spesso in questo sito di cittadinanza: che voi sappiate, è revocabile?








“Balotelli è sempre stato amato da tutti. Quella sua pelle nera non è mai stata un’obiezione. Per gli italiani la sua presenza in nazionale è sempre stata data per scontata.A ben ricordare”: sono assolutamente d’accordo.
A ben ricordare, due anni fa la Patria era tutta unita nel sostenere che la causa principale del disastro sudafricano era la mancata convocazione di Cassano e Balotelli da parte di Lippi.
Sono anche d’accordo sul fatto che Balotelli sia un prototipo di italianità. Il guaio è che molti dei suoi atteggiamenti possono essere dannosi alla squadra.
“Dove sono tutte le starlette televisive e le cattive compagnie?”: adesso si sono un attimo defilate, poi torneranno.