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Elezioni egiziane: cambiare tutto per non cambiare niente…

di Rania Ibrahim

E te pareva! È stato il mio primo commento ( qui riportato nella versione più educata e proponibile) appena sono iniziate a circolare le prime indiscrezioni e i risultati del primo turno delle presidenziali egiziane. Ma come! Dopo mesi di rivoluzioni e la voglia di stravolgere tutto, costati al mio popolo sangue dolore e tanto sacrificio, chi mi vedo sul podio a contendersi la presidenza? Morsi e Shafik.

A questo punto, avrei anche potuto smettere di scrivere e spegnere il computer perché ci sarebbe poco da dire, abbiamo detto tanto, forse troppo, e i risultati? Per quanto mi riguarda, una catastrofe. Io non ho potuto votare, ma i miei genitori sì, i miei amici e parenti l’hanno fatto. E con il senno di poi, preferisco il fatto di non aver potuto esprimere il mio voto…mi sarei arrabbiata ancora di più.

Certo è il popolo che ha scelto. Lo rispetto. Ma non posso comprendere il fatto che milioni di persone da un anno a questa parte ogni giorno si ripetono che vogliono il cambiamento, la rivoluzione, e poi, una volta data loro democraticamente la possibilità, non cambiano una mazza. Anzi per usare un proverbio popolare egiziano : È tornata Rima a far la vita di prima.

Scusate lo sfogo, molto personale.

Capisco che i Fratelli Musulmani in Egitto, e il loro candidato Mohamed Morsi sia l’unico dei candidati con alle spalle la grande organizzazione di un partito (Libertà e giustizia) con un controllo capillare del territorio. In più, gli Sheikh delle moschee hanno chiesto ai fedeli di votare per l’esponente della fratellanza nei sermoni del venerdì. Insomma rappresentavano l’unico partito realmente organizzato, presente da decenni e che forse è riuscito a portarsi a casa il risultato anche con metodi poco limpidi praticati durante i mesi della campagna elettorale, tra brogli documentati alle legislative e voti comprati a suon di carne, zucchero, medicinali e pane distribuito ai ceti più poveri.

Mi chiedo fino a quanto dureranno ora che hanno ottenuto questo risultato? Staremo a vedere cosa saranno capaci di fare e se riusciranno a realizzare tutte le promesse fatte a destra e a manca.

Dalla padella alla brace…un po’ come se ad un povero condannato a morte venisse chiesto:”preferisci la sedia elettrica o l’impiccagione?”…questo è il mio pensiero per quanto riguarda il voto di ballottaggio previsto a giugno. Anche perché non avrei mai pensato che Ahmed Shafiq sarebbe riuscito ad ottenere così tanti voti, anche se oramai sono ufficiali le denunce da parte di deputati e intellettuali che accusano Shafiq di frodi elettorali.

Mi chiedo: ma chi ha fatto questa rivoluzione, che cambiamento credono di ottenere avendo votato in questo modo?

Sono molto delusa. Per mesi e mesi gongolavo fiera ed orgogliosa per quanto stava avvenendo in Egitto, ho partecipato a conferenze, trasmissioni, dove con tanta gioia esprimevo quanto i miei occhi filtravano dalle immagini che quotidianamente la tv ci presentava. Ero carica e felice. Anche quelle immagini più tristi, più dure, più sanguinose di repressione estrema, le esorcizzavo, pensando che per ottenere la libertà avremmo dovuto sacrificare quanto di più caro avevamo, i nostri figli, i nostri mariti, i nostri vicini, tutto.

Ha perso Piazza Tahrir. Questo è quello che penso io, la signora nessuno.

Bastava non disperdere voti in più candidature, avremmo vinto. Bastavano Abul Futuh, Sabbahi e Khaled Ali. E il risultato sarebbe stato un altro.
Mursy alla conferenza stampa organizzata per strombazzare la sua vittoria ha dichiarato:«Daremo la vicepresidenza a uno dei candidati che non ha superato il primo turno». A questo punto spero tanto nel socialista nasseriano Sabbahi, uno dei fondatori del movimento Karama (dignità)il mio preferito, uno di quelli che in Piazza Tahrir c’era, ha ottenuto il terzo posto con circa il 20% di voti, e che a mio avviso incarna l’unica alternativa al populismo nazionalista e islamista che aleggia nell’Egitto di questi giorni.

A parte quanto avvenuto in Egitto,non si può non commentare i dati dei voti degli espatriati, i milioni di egiziani che vivono sparsi in tutto il mondo. Non avevo dubbi sui risultati provenienti dal Golfo e dall’Arabia Saudita, ma sapere che in Europa, negli USA, in Italia soprattutto, la maggioranza delle preferenze sia andata al partito islamista mi lascia basita, ancora di più allibisco nel vedere una militanza, così estrema da parte di seconde generazioni che chiedono per loro tutto all’Italia riempendosi la bocca di parole come uguaglianza, democrazia, diritti delle donne, laicismo, libertà, e poi votano per un partito che ha una visione tutta sua di questi concetti universali, palesi, sanciti, ma non sempre rispettati.

Naturalmente tutto quanto sopra è frutto del personalissimo sfogo di una signora nessuno…

Per sentire l’opinione dell’intellettuale Nawal Al Saadawi, qui un’intervista della blogger Azzurra Meringolo
Su brogli e risultati falsati, potete leggere questo articolo di Limes
Sugli Ikhawan e Shafik, un altro articolo interessante di Emergency

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Pier Francesco |

Cara Signora Nessuno,
(e Polifemo chi lo fa? :-D :-D )
Non ti offendere, ma mi sembra che stai ragionando un po’ troppo da italiana (diciamo da occidentale, va).
Io non mi stupisco più di tanto, se al ballottaggio sono arrivati uno dei Fratelli Musulmani e un vecchio gerarca di regime.
I partiti islamisti hanno ottenuto un grande successo alle elezioni, ed era quindi ragionevole aspettarsi che almeno piazzassero un candidato al ballottaggio.
Così come penso che non ci si debba meravigliare per il risultato di Shafik. Un conto è la “piazza”, un altro è la “maggioranza silenziosa”, e questo vale in tutto il mondo. Siamo sicuri che il regime di Mubarak non godesse di consenso? Non parlo di consenso ideologico, ovviamente, ma di semplice opportunismo. Siamo sicuri che le clientele politico-militari-affariste che lui aveva creato non coinvolgessero un pubblico più ampio fatto di legioni di funzionari, pubblici impiegati, insegnanti, burocrati, ecc… e rispettive famiglie? Non dimentichiamoci poi che alla Rivoluzione è seguito un lungo periodo di caos e di instabilità (creato ad arte? Chi può dirlo…), con conseguenti seri danni all’economia. Ecco quindi che tutta una moltitudine di gente ha visto perdere i suoi guadagni (piccoli, magari, ma proprio per questo ancora più preziosi), e non ci mette molto ad accusare la Piazza Tahrir di essere stata la causa della rovina e dell’insicurezza.
Poi parliamo dei Copti (10 milioni, mica bruscolini): si possono fidare dei Fratelli Musulmani, al di là delle belle parole pubbliche e delle preghiere collettive, fatte forse più che altro ad uso e consumo di Al-Jazeera? Mi sa che hanno preferito affidarsi nelle mani di un ex-militare piuttosto che di un islamista.
Personalmente penso che il grande errore delle opinioni pubbliche occidentali sia stato quello di aver creduto che i giovani di Piazza Tahrir (istruiti, tecnologici, aperti al mondo, soprattutto coraggiosi, ecc…) fossero rappresentativi della società egiziana, ed è da qui che nasce la nostra delusione.

Randa Ghazy |

Pierfrancesco, non sminuirei la rappresentatività di quanti sono scesi a Tahrir. Se anzichè disperdersi tra Abdel Fotouh, Sabbahi e altri avessero votati compatti, avrebbero vinto alla stragrande. Un conto è protestare in piazza, un conto è tradurre in volontà politica coesa questo malcontento, non era semplice. Lo spiega bene Paola Caridi: http://invisiblearabs.com/?p=4646

Randa Ghazy |

Per ultimo, ti ricordo che Sabbahi ha perso di pochissimi punti percentuali e che ha vinto al Cairo, Alessandria, Port Said. Tutti i centri urbani più importanti.

Rania Ibrahim |

Caro Pier F., non mi stupisco affatto…a dire il vero sapevo che sarebbe accaduto questo. Dico solo che sono delusa, anche se il risultato di Sabbahi, mi ha ripagato, anche se non del tutto delle mie aspettative. Hai ragione, penso all’occidentale, perchè ho respirato da sempre aria di libertà di espressione, di scelte, dunque mi aspetto che tutti possano godere di tale privilegio, invece mi sbaglio. Ti dico, non mi irrita la vittoria dei FM quanto quella di Shafik, il tuo ragionamento sugli interessi personali, economici, di casta politico-militare non fa una piega, anzi sottoscrivo. Iio stessa ho tantissimi conoscenti e amici che hanno condotto in prima persona la campagna di quel personaggio…e ti assicuro che rappresentano la medio alta borghesia, insomma quelli che non vanno a letto con la pancia vuota. Per gli altri quelli che invece mangiano ful e felavel tutti i giorni quando gli va bene, ci hanno pensato bene altri ad accaparrarseli, distribuendo zainetti e libri scolastici all’inizio dell’anno scolastico, distribuendo generi alimentari e medicinali a chi nella vita non ha nulla da perdere ai poveri sfruttati da sempre e anche in questa occasione. Per quanto riguarda i copti, non posso biasimarli, hanno scelto forse il male minore?probabilmente si. Che dire staremo a vedere, io comunque rimango delusa, ma forse ho sognato troppo, dovrei cercare di rimanere un po’ più con i piedi per terra. W il mio Egitto, non quello li.

Leone |

Non è un po’ troppo di parte?
Mursy è nuovo e i Fratelli Musulmani sono anni che fanno opposizione…

L’Egitto d’opposizione non è solo Piazza Tahrir…
Piazza Tahrir non è il 25 gennaio e senza i fratelli musulmani la protesta sarebbe miseramente fallita…quindi escludere i fratelli musulmani o non riconoscerne il reale peso è mentire o essere del tutto ciechi.

D’altronde l’odio verso l’islam e coloro che portano avanti un progetto islamico in qualsiasi parte del mondo prevale sulla lucidità che s’impone, ma che non riesce ad applicarsi, la democrazia ma soprattutto quelli che fanno finta di essere democratici.

rania ibrahim |

Gentile Leone, di parte io?beh, forse un pochino, ma mi pare di aver espresso il mio pensiero, le mie frustrazioni, la mia delusione. Per l’appunto la signora nessuno, che pero’ sommando i voti di shafik e sabbahi e altri si arriva a più del 60 percento di egiziani che la pensano un pochino come me, tutti quelli che non hanno scelto i FM.non capisco quando parla di Islam a chi si riferisce, resto convinta dell’unicita’ imprescendibile di una parola LAICITA’…e no credo che un partito strutturalmente islamico, possa garintire questo concetto fondamentale. Grazie

Leone |

“clap clap clap”

Anche il Corriere della Sera lasciava spazio a Magdi Allam per potersi esprimere e sfogarsi come voleva…

Se questa è giustizia, libertà e laicità…

comunque sono opinioni, rispetto la tua e io sono ospite su questa piattaforma che ha raggruppato un gruppo di giovani straniero-musulmani e non per far leggere alla società occidentale quanto i giovani (bianchi o neri che siano) sono uguali…e ora l’occidente grida che siete integrati :)

Ora capisco come mai gli italiani convertiti all’Islam stanno lontani da voi…e me ne dispiace.

Si conoscono approfonditamente un filosofo o un poeta palestinese, libanese o siriano e conosciamo Muhammad (saws) così come i Cristiani che hanno abbandonato la religione conoscono Gesù (as)…

marco |

non sò chi sono peggio, i salafiti nati è cresciuti in quell’ambiente claustrofobico oppure i pervert…. ops scusate, i convertiti!!!!

Rania io appoggio la tua linea, ma hai mancato di dire una cosa importantissima. Cioè che circa il 50% degli egiziani non ha votato!!!

Se fai i conti, per un assurdo meccanismo fatto di asentsione, mancati accordi tra i progressisti hanno vinto i soliti noti, perchè che poi vincesse Morsi si sapeva.

Infine i salafiti non avevano rappresentanza al voto perchè il loro candidato era stato escluso, i salafiti non voterebbero i fratelli musulmani ritenuti troppo propensi al dialogo e al compromesso.

Ad ogni modo io ne conosco molti che semmbrano super moderni, poi parli di religione e di come si dovrebbe vivere e sembra di essere precipitati nel 1200, non mi sorprendo che qualcuno che conosco e con cui rido, scherzo, parlo di donne e di cose divertenti da fare poi vota i fratelli musulmani, che vogliono che la femmina sia coperta, vergine e possibilmente interagisca poco fuori di casa.

Beh comunque le speranze non sono perse perchè il cambio di mentalità avviene con il tempo, da noi il cambio forte si è avuto con l’illuminismo, non dico che dovrete aspettare 300 anni …ma considerando la velocità dei movimenti nelle società non dovrete aspettare così tanto. Sicuro un sex and city ambientato al Cairo non ci sarà mai ..però qualcosa di sostanziale potrà cambiare credo.

In bocca al lupo amici amici egiziani.

Beslama

Francesca |

Bell’articolo! Mi ritrovo molto in questa delusione e mi aspettavo il cambiamento,il progresso,la libertà di opinione,i diritti umani e un maggior rispetto per la donna ma poi penso che le persone egiziane a cui sono legata sono colte,studiano,ragionano e non rappresentano tutto l’Egitto,quello legato al regime per la sola paura di cambiare,quello che corrompe con un pacco di farina e quelli che si lasciano corrompere con un pacco di farina. Avevo creduto in una svolta ma dentro di me sapevo che laddove regna la corruzione,i voti si comprano,alle elezioni si imbroglia e le violazioni si ignorano. A questo punto spero che non cambi nulla perchè si rischia di finire peggio,basta guardare le foto iraniane del 1979 e quelle di oggi.In ogni caso non condivido le scelte “estremiste” di coloro che vivono in Italia,mi sembra egoistico godere della democrazia e votare per far subire la sharia ai connazionali,inoltre perdonami ma mi sembra di basso livello ed è una ignoranza che potrei vagamente giustificare in chi muore di fame e che per un pacco di farina fa questo ma che non posso giustificare tra le seconde generazioni

Rania A. |

voglio dire agli egiziani che vivono nell’Arabia Saudita e che non sono mai pochi,che se hanno scelto Moursy allora devono essere abbastanza coraggiosi e venire a vivere qui in Egitto a vedere “il progetto rinascimento” come dice Moursy..mi dispiace troppo e non ho tanto da dire perche’ mi sono stancata e non servono piu’ a niente le parole,abbiamo parlato tanto ma invano e alla fine vincono i peggiori!!!!!
ma voglio anche dire che non e’ stato tutto il popolo a scegliere quei due,tanti hanno scelto gli altri candidati democratici ma il problema come hai detto tu,che i candidati sono stati tanti e i voti sono stati divisi….
e sai cosa faro’ al bollettaggio?? andro’ a votare ma invece di scegliere uno dei 2 candidati,scrivero’ il nome di Hamdin Sabahy!!!!!!!

Saada |

:( me too :O sono davvero non so come dire tra scioccata, delusa, amareggiata, preoccupata, meravigliata perchè se io scrivo A non puo uscire B quindi molte persone hanno votato per shafik e morsi :( e questo non me lo aspettavo dopo un anno della rivoluzione. Inoltre voglio rammentare cio che ha detto Randa Ghazy: Sabbahi ha vinto nei CENTRI URBANI. Questo significa che forse nelle periferie avevano un altro pensiero, non unito a quello delle altre città. Mi dispiace per il #25jan :( davvero!!

GAP |

Potrei mettere una firma sotto questo articolo. Pensavo anche io dal primo momento: chiedere di scegliere tra Shafiq e Mursy é come chiedere se preferisci la corda o la pistola….Il voto a Mursy: dovrebbe ssere proibito nelle moschee dare indicazioni di voto, purtroppo so bene che in realtà tutte le moschee d’Egitto per un mese hanno ripetuto ad ogni sermone del venerdì: “Votate Mursy”, parlando anche di ricompense divine…Maldetta sinistra mia, che ci facciamo sempre del male con le nostre divisioni….bastava un candidato unico tra Hamdiin Sabbahi, Abu Ezz el Hariri (non dimenticatelo)Khaled Ali, Abul Futtuh….e sarebbe dovuto essere Hamdiin Sabbahi, perché quello più in grado di intercettare il voto laico rivoluzionario. E’ stato a che un errore aver considerato Abul Futtuh nel campo dei rivoluzionari…ci ha fatto disperdere quel mezzo milione di voti che darebbe bastato a Hamdiin di superare Shafiq…

GiuGiu |

Bell’articolo.
Ti do il mio personalissimo punto di vista su quello che sta accadendo…non solo in Egitto.
Il governo di Mubarak così come quello di Ben Ali e di Gheddafi stavano lì perchè piazzato e sostenuto da paesi occidentali (con particolare riferimento agli USA) con i quali vi erano accordi economici (risorse energetiche & company) molto molto delicati.
Per anni gli stati occidentali hanno permesso loro di fare un pò quello che volevano purchè ci fosse sempre il vantaggio economico per loro.
In particolare poi Egitto e Tunisia erano i paesi più filo-occidentali.
Negli ultimi 15/20 ha cominciato a muoversi qualcosa. Qualcosa che molto probabilmente viene da un’altra forza organizzata e finanziata.
Una forza che ha interesse a dominare i paesi arabi e a renderli abbastanza immobili…qual è l’unica cosa in grado di rendere “malleabili” e “obbedienti” i popoli arabi? qual è quella cosa che li accomuna al di là dei confini nazionali e delle forti differenze mashreq / maghreb ?? cosa è in grado di far loro fare cose che altrimenti non farebbero mai? Ma la religione ovviamente! L’oppio dei popoli!
Ecco questa forza sta manovrando nuovamente grazie alla religione questi popoli (e ovviamente sì anche grazie a biechi regalini, passati come solidarietà e beneficenza moralmente e religiosamente giusta).
Chi è questa forza…io un’idea ce l’ho ma…si accettano smart guesses!
Quando Bouazizi si diede fuoco credevo ancora nella rivolta popolare…quando questa rivolta popolare ha cominciato ad essere così ben organizza, cadenzata e ripetitiva e ad effetto domino ho cominciato a dubitare della libera iniziativa del popolo…

Francesca |

Si Giugiu ma il popolo ha un cervello,dovrebbe pur usarlo! Capisco che la fame annebbia la vista ma chi fame non ha? Chi frequenta università e social network non dovrebbe avere una mentalità chiusa!Un giovane che vota estremisti religiosi o vecchio regime,è un giovane senza neuroni,senza idee,senza futuro! E non ditemi che è una opinione.Non si può accettare che studio,conoscenza,storia e cultura vengano buttate nella spazzatura!E più di ogni altra cosa,non si può aspettare che gente colta e di buon cuore,soffra per le decisioni di questi grandissimi imbecilli!

lisa gambarelli |

Cara Rania, aspetto sempre con trepidazione i tuoi articoli nei quali, coniugando ironia e profondità, riesci a rendere comprensibili delle situazioni alquanto complicate. Concordo in pieno su cià che hai scritto riguardo le elezioni e credo che l’unico aspetto poisitivo sia che… tra 4 anni gli egiziani potranno rimediare a questo errore.

Mario |

Cara Rania, dovresti essere felicissima dei risultati delle elezioni. Dovresti trovarle molto “migliori” delle elezioni parlamentari di fine 2011. Studiati bene i risultati , l’affluenza , la legge elettorale , i concorrenti e chi li sostiene , gli apparati che ci sono dietro, le incredibili tribune politiche che abbiamo visto sulle TV egiziane. Facciamo finta che non ci siano voti comprati con la carne fresca e gli esami a domicilio (magari ci fossero qui in Italia gli ambulatori mobili che usano i Fratelli Musulmani per comprare consenso). Quanto ai risultati elettorali dei pochissimi egiziani che hanno votato in Italia e a Milano in particolare direi che non stupiscono, se pensiamo solo che molti dei pochi votanti sono giovani acculturati che frequentano i centri islamici di Milano che sono da sempre gestiti da islamisti dei vari orientamenti e il sostegno agli islamisti egiziani viene espresso esplicitamente su facebook e sui vari forum islamici italiani. Non è una sorpresa.

Davide |

Questo articolo esprime esattamente tutto quello che ho pensato anche io, che sono italianissimo, anzi piemontese, quando ho visto il risultato delle elezioni…It’s a long hard road out of hell….

Ibrahim |

Personalmente non mi sono formato un’opinione precisa sulla questione, se non per il fatto che in fondo è in gran parte l’esercito a muovere le fila della situazione, col patrocinio statunitense. Credo però che chi non ha mai fatto nulla o quasi per l’Egitto dovrebbe guardare con rispetto ad un movimento che, con tutti i suoi limiti, opera da decenni per la popolazione egiziana, da diversi punti di vista – dei quali quello dell’istruzione religiosa è solo uno tra gli altri, e forse nemmeno il più sentito dal “cuore” del popolo egiziano. Laicamente, credo che un movimento di questo genere di sia guadagnato il diritto a contribuire al governo dell’Egitto, come invece i partiti tradizionali non hanno quasi mai fatto, in particolar modo negli ultimi anni.

Duccio A. |

La strada per la Democrazia è ben più lunga di un paio d’anni… In Italia, per esempio, ancora non è compiuta (a meno di avere degli standard molto, ma molto bassi). L’importante però è la direzione in cui si va. Oggi c’è un po’, almeno un briciolo di democrazia in più rispetto a ieri? Sì? E allora bisogna esserne contenti. Con questo vento di cambiamento che sta soffiando un po’ ovunque abbiamo ottenuto comunque moltissimo in poco tempo. La strada però è molto lunga, bisogna esserne pienamente coscienti per non cedere allo sconforto. Per arrivare alla meta in fondo basta continuare a remare nella direzione giusta. Con coraggio, senza stancarsi e senza mai cedere alla tentazione dell’astensionismo (non solo dal voto ma più in generale dalla Partecipazione). Lo diceva (cantava) bene Gaber: Libertà è Partecipazione.

Romeo Bertossi |

Hai scritto un bel pezzo,complimenti,non mi è chiara una cosa : com’è che tu non hai potuto votare mentre tanti tuoi compatrioti qui in Italia lo hanno fatto?Per altro facendoti,non a torto,arrabbiare?

Gasser |

Credo che l’articolo sia stato scritto a mente un poco troppo calda senza soffermarsi su un’analisi dei dati che invece potrebbe rendere molto più comprensibile la vittoria al primo turno dei due candidati che rappresentano meno la rivoluzione.

Innanzitutto, l’affluenza alle urne é stata piuttosto bassa, si parla di poco più del 50% degli aventi diritto. Per quanto mi riguarda mi sarei aspettato un’affluenza decisamente più alta ma credo che si possa leggere questo dato alla luce delle elezioni parlamentari che avevano registrato un’affluenza poco più alta del 60% e che aveva portato alla vittoria dei Fratelli Musulmani. Il lavoro compiuto in parlamento in questi mesi é stato a dir poco deludente. Molti rivoluzionari e non alla luce dei risultati poco soddisfacenti in termini politici ed economici hanno deciso che non fosse il caso di andare a votare. Segno di sfiducia.

Ma torniamo alle elezioni presidenziali. Morsy vince, é vero, ma vince male, considerando il fatto che Abo El Futuoh (appoggiato dai salafiti tra gli altri) si è accaparato molti voti che sarebbero dovuti andare al candidato ufficiale dei Fratelli Musulmani (che hanno tra l’altro tirato un colpo basso allo stesso Abo El Futuoh candidando un loro uomo dopo aver esplicitamente detto che si sarebbero messi da parte durante le presidenziali, ma vedendo candidarsi un loro ex uomo hanno pensato fosse giusto “fermarlo” in tempo).

Capitolo ShafiK. Vince un ex del regime. Vince grazie alla poca affluenza ma in particolare grazie anche al voto degli egiziani copti che sono molto preoccupati di un possibile avvento dei Fratelli Musulmani anche alla presidenza. Molti si chiederanno perchè scegliere allora Shafik e non uno come Sabbahi, molto semplice, durante il periodo di Mubarak i copti erano al “sicuro”. Un ex esponente del regime di Mubarak comporta in qualche modo una maggior sicurezza mentre Sabbahi rappresenta una novità e le novità sono difficile da prevedere se avranno un effetto positivo o negativo su una determinata minoranza che giustamente si sente in pericolo dopo i recenti episodi drammatici che hanno portato alla morte di molti copti.

Perchè alla fine vincono i due candidati più populisti? L’Egitto volente o nolente é un paese con una grandissima percentuale di analfabeti, circa il 49% della popolazione, e molti vivono ancora in aree rurali dove la rivoluzione non è arrivata. Questa fetta della popolazione è molto conservatrice e si basa essenzialmente su dogmi religiosi, la religione e le tradizioni sono tutto. Ecco, ora andiamo a leggere i dati: Sabbahi vince nei più grandi centri abitati, poli centrali della rivoluzione e cioè Cairo, Alessandria e Port Said, perde invece praticamente dappertutto nelle campagne, terreni fertili per Morsy esponente della Fratellanza e Shafik. Tutto sembra tornare.

Un risultato più o meno annunciato, certo che una vittoria di Shafik in pochi potevano sospettarla ma è anche vero che era lecito aspettarsi molti voti a suo favore.

Detto questo. Sabbahi vince nelle zone della rivoluzione ma non basta perchè torno a ripetere la rivoluzione egiziana ha portato come dire solo i “borghesi” in piazza e poche persone delle zone più rurali.

Ora, quale sia il male minore tra Shafik e Morsy? Non saprei, ma la mia analisi porta a dire che forse sarebbe quasi meglio avere Shafik per controbilanciare la fratellanza in parlamento, la mia è un’analisi prettamente cinica che porterebbe sicuramente ad una senzazione di vuoto per moltissimi che hanno dato tutto per la rivoluzione, quindi da questo punto di vista per evitare un abbatimento psicologico sarebbe meglio Morsy.

Duole sottolineare come alla fine la rivoluzione abbia dato un colpo netto alla situazione di prima ma non abbastanza per dare vita ad un nuovo Egitto. E questo è un peccato. Ma per il capitolo rivoluzione ci vorrebbe tutto un reportage a parte.

rania ibrahim |

Grazie Gasser, analisi dettagliata e impeccabile. Detto questo volevo sottolineare che il mio articolo ha raccolto il mio sfogo, un mio personale commento a un sentimento di delusione per le sorti del mio Paese, perdonami se invece di dati sull’affluenza, sui candidati e sulle dinamiche dei partiti e dei vari schieramenti, le ho lasciate a parte per esprimere in poche righe, le mie emozioni, ne avevo bisogno. Comunque grazie

Gasser |

Ciao Rania, ho visto che il tuo era uno sfogo e l’ho trovato più che lecito. Ho solo cercato di dare un riferimento più oggettivo :)
Diciamo che c’è una bella complimentarità tra il tuo sfogo e la mia analisi :)