Caro Bossi, c’eravamo tanto amati…
Ed ecco che un’era finisce e un’altra inizia. Ahimè il nostro caro Umberto Bossi ci abbandona.
Nella serata dell’orgoglio leghista, tra discorsi, gente, boati e il Senatur, spacca Maroni: “…Umberto Bossi, non un pirla qualsiasi…”. Appunto! Maroni che con il suo sorriso impresso che non l’ha mai abbandonato, ribadiva: “..chi rompe le palle, fuori dalle palle…”. Chissà a quale elemento del partito si riferiva?
Beh, poco m’interessa dato che sono una calafricana! Il peggio del peggio! Madre calabrese e padre egiziano ex-immigrato. Purtroppo l’Italia è fatta pure di questo! A Milano dove ti giri ti giri terroni e extra-comunitari, non si respira più l’aria della nostra amata Padania.
Dopo il nero di cui si è ricoperto Bossi, tra le presunte messe nere della moglie, i fondi neri e la Nera del Carroccio mi chiedo il perché di tutto quell’astio verso gli extracomunitari, visto che a colori non siamo tanto lontani. Mi rendo conto che esiste un altro comune denominatore dato che la trota è un pesce, e molti immigrati arrivano via mare e di pesci ne vedono tanti. Sarà che il modo in cui si guadagnano da vivere è un po’ differente, ma non badiamo a queste piccolezze.
Cosa vuoi che siano 12 mila euro per fare il consigliere comunale e dopo i grandi sacrifici fatti dal nostro caro Renzo, che per 4 anni ha combattuto contro le discriminazioni per prendere la maturità? A lui è spettata una mini buona uscita di soli 40 mila euro. Grande perdita per la Lega.
Quegli immigrati invece, arrivano qui a rubare il lavoro agli italiani e a lavorare in nero, rovinando tutto ciò che è l’Italia e i valori reali della purezza di questo Paese! E loro, come minimo, hanno una buona uscita fatta di odio, di propaganda e discriminazioni. Niente diritti né cittadinanza a queste persone di seconda categoria. Questa gente non dovrebbe esserci in questo Paese, che vengono qui ci rovinano l’economia e hanno pure delle pretese!
Due pesi, due misure.
Ed ecco che dopo anni ha dovuto abbandonare la sua creazione, la migliore. Un duro colpo per Bossi che ha perso due piccioni con una fava. Un figlio che l’ha ridicolizzato con il suo comportamento e con gli scandali che lo riguardano, anche se non è indagato, e le dimissioni dal Partito.
Dopo anni di sacrifici sui due fronti, il Senatur ha capito che figlio e Lega non s’adda fa. Scusate la mia terronaggine ma è parte del mio sangue meticcio. Ma il signor Umbertino, che speranze aveva col Trota portandolo alla Lega? Dopo le discriminazioni scolastiche subite avrebbe dovuto insegnare l’uguaglianza e l’amore per il prossimo? Ma de che??? Ops, mò so cascata nella Roma ladrona!
Scherzi a parte, un grande dispiacere per me: Bossi con i suoi mille difetti è stato un pilastro della politica italiana, un protagonista del “Carosello” degli ultimi vent’anni..
Comunque un grande uomo che ha tenuto l’attenzione di una gran parte d’italiani su di noi, puntando i riflettori su questi neri, almeno li si può vedere. Bossi il genio padano, che abbandonandoci ci ha lasciato a Maroni, che già il nome è tutto un successo.
Chissà se questo è un addio o un arrivederci, ma se pensa di tornare noi l’aspetteremo a braccia aperte e a gambe levate!
Cara Sabrina che bel pezzo: fa sorridere e riflettere.
Ti faccio una proposta: se ti candidassi tu alla presidenza della Lega ?
Dopo tanti anni di disillusione, ornerei volentieri a votare: te naturalmente.
Ted hai assolutamente ragione!
hahahah! Edo un pensierino ce lo faccio… Ma non so quanto sarebbero contenti i dirigenti della Lega.
E’ troppo presto per esprimere un giudizio sereno ed obbiettivo sulla figura di Umberto Bossi, anche perché ritengo che l’esperienza leghista sia tutt’altro che conclusa: è un movimento dal forte radicamento territoriale ed esprime ancora numerosi amministratori locali, alcuni dei quali molto apprezzati dai propri cittadini.
A mio parere, Bossi ha avuto la grande abilità di intercettare un diffuso malcontento nel Nord, e il merito di aver portato alla luce del dibattito politico la cosiddetta “questione settentrionale”: il fatto, cioè, che vi fosse una parte importante del Paese che viaggiava a velocità diversa dll’altra parte e che non si sentiva adeguatamente rappresentata a livello politico (non dimentichiamoci che, prima di Berlusconi ed eccezion fatta per Craxi, il gotha della politica italiana era essenzialmente centro-meridionale). In parole povere: la dicotomia irrisolubile tra il piccolo imprenditore del lombardo-veneto contro il dirigente ministeriale romano.
Ha commesso però tanti errori: la violenza del linguaggio, il folklore eccessivo, la difesa di valori di retroguardia (tipo il localismo esasperato), tutte cose che non tenevano minimamente conto dei cambiamenti avvenuti nella società, interni e internazionali, negli ultimi 20/30 anni, cioè da quando la Lega è nata a oggi. Ma soprattutto mette una grande tristezza (almeno a me) verificare come sia caduto nei tipici peggiori vizi italici: il familismo, il partito come proprietà personale, la politica concepita come fonte di arricchimento.
” la difesa di valori di retroguardia (tipo il localismo esasperato), tutte cose che non tenevano minimamente conto dei cambiamenti avvenuti nella società, interni e internazionali, negli ultimi 20/30 anni, cioè da quando la Lega è nata a oggi. ”
valori di retroguardia? ![]()
Scusa , a parte la Lega, ma nessuno è obbligato a cambiare e a rinnegare i propri valori culturali e sociali RADICATI DA ANNI NELLA NOSTRA SOCIETA’ , CHE CI RAPPRESENTANO DI CUI ANDIAMO FIERI (cultura,fede,dialetti, tradizioni)perchè , come dici tu, ci SAREBBERO e ripeto sarebbero, cambiamenti interni ed internazionali.
A cosa ti riferisci? Al multiculturlismo imposto con prepotenza che in realtà NESSUNO vuole?
In tal caso ti ricordo che la maggiorparte degli italiani , se non quasi tutti, non hanno nessun intenzione di cambiare per quello. Non vogliono diventare multiculturali, ma conservare la loro cultura.
Chiedi agli italiani se per loro è giusto ADATTARSI a quei cambiamenti o rimanere italiani …poi vedrai che non è un pensiero solo di Bossi!
l’intercultura è un fatto irreversibile. Piaccia o meno. Come la poggia. Persino il Cardinal Scola parla apertamente di meticciato, non è una scelta, è la realtà. Invece che inveirle contro sarebbe saggio gestirla, ma su questo la Lega non ha più colpe di molti altri… anzi a me fa un po’ pena perché mi pare ci sia un certo accanimento nei suoi confronti, mentre rispetto ad altri partiti stanno facendo la figura piuttosto di ladri di polli che di veri ciarlatani fatti e finiti. E’ probabilmente un bene che i partiti passino attraverso questo purgatorio, non so però davvero se sapranno imparare qualcosa!
Non parlavo del multiculturalismo, alcuni aspetti del quale lasciano molto perplesso anche me. D’altra parte, come ha ben ricordato il Prof. Branca qui sopra, l’intercultura non è più una scelta. A meno di non decidere di estendere un reticolato elettrico lungo le Alpi da Ventimiglia fino a Trieste, e provare a fare una cosa analoga nel Mediterraneo.
Il problema è che la Lega non ha difeso l’”italianità” contro gli “stranieri”, ma ha spesso puntato a mettere gli Italiani gli uni contro gli altri, propagandando uno strano e anacronistico campanilismo, dove il dialetto sembra diventare più importante della lingua nazionale e dove l’orizzonte più lontano è il confine di provincia. Difendere questi “valori” secondo me è una battaglia di retroguardia, voler tornare inietro all’epoca dei miei nonni.
Si tratta ovviamente di una mia personalissima opinione.
“l’intercultura è un fatto irreversibile. Piaccia o meno”
Non è questione di piacere o meno,come se la cosa imposta deve essere accettata a forza, la questione è che la società non l’accetterà mai!
L’appartenenza , da secoli,alla propria cultura è un fatto reale, al di la di ogni discorso di sottomissione a ciò che si crede un fatto irreversibile e quuindi da subire.
Il malcontento degli autoctoni verso il multiculturale che avaza ci sarà sempre, che lo si voglia chiamare senso di appartenenza, difesa di valori o erroneamente razzismo.
Gli stranieri chiedono il diritto di tenersi la propria cultura portandola anche altrove. Allo stesso modo quel diritto ce l’hanno anche gli autoctoni che chiedono di non dover soccombere e distruggere la propria identità coltivata per secoli, per un millantato diritto di multiculturalità, tutto condito con la scusa che il multiculturalismo avanza, è cosa normale…bla bla bla.
Siccome rispetto la libertà di chiunque di tenersi le proprie culture, rivendico anche il diritto mio e di altri milioni di italiani, di conservare italiana la nostra terra.
Col rischio di passare per razzista , ritengo che ognuno dovrebbe tenere a casa propria le loro culture e di non imporle agli altri.
Non posso dire:”se vuoi stare in Italia trasformati e diventa come me” ma nemmeno posso dire:”riempiamoci di moschee, trasformiamo le città tipiche italiane in miscugli di architetture, usanze identità, togliamo le feste cristiane, eliminiamo i canti di natale ecc…”solo perchè gli altri hanno deciso di stare qui, in un paese tanto diverso.
Il rispetto è reciproco.
Non smetterò di ripetere che io posso capire le ragion degli stranieri, ma chi viene nel mio paese deve capire che la loro libertà finisce dove inizia quella degli altri, ancora di più se si trova in un luogo completamente diverso dal suo.
Cordiali saluti.
Per Ted. Hai perfettamente ragione. Cerchiamo di non abdicare e cerchiamo di farci rispettare , non dimenticando di avere per gli altri lo stesso rispetto.
già la lega dice anche giù le mani dalla nostra terra, roma ladrona, terroni ladri e assassini, federalismo, divisione… tante parole che piaciono inbocca alla gente e poi vengono indagati per corruzione e affari con l’ndrangheta che guarda caso sono terroni dopo aver preso miglioni ed aver cambiato di punto in bianco oppinione sul tav. questi bastardi non so se dicono tutto quello che pensano o è solo una maschera di certo quello che pensano è una politica fascista razzista e basata nel riempire le loro tasche! lega m…. bossi m….. borghezio ti espropriamo per sfamare l’africa infame!
La lega è un partito troppo legato al territorio gli altri non esistono. si sentono superiori agli altri italiani. Noi meridionali secondo loro non valiamo niente. Ricordiamo che siamo tutti italiani.
Bravo giovanni sono d’accordo
Ogni volta che sentivo uno speech di Bossi, anche quando era un po piu lucido, mi chiedevo come era possibile che un personaggio del genere potesse trainare tante persone, fondare un partito e cercare di dividere il nostro Paese, andando contro la Costituzione e i valori e gli eroi del nostro Risorgimento. Come e stato possibile dargli credito e farlo sedere in Parlamento









Non voglio difendere la Lega, premetto che non ho simpatie politiche per nessuno.
Ma ci tengo a sottolineare come ci si schiera contro la Lega criticando la sua propaganta anti immigrazione.
Si è presa negli anni gli epiteti di razzists, intollerante ecc. ma bisogna notare che la Lega è l’unico partito che ha gridato a gran voce quello che pensava.
Ma sotto sotto, senza prpaganda , in Europa molti partiti hanno le stesse idee e persino chi è al governo ora, in Italia, non sembera sorridere al’immigrazione, specie quella clandestina.
L’unica differenza tra la Lega e gli altri partitti è che dice ciò che pensa e non fa demagogia, nulla di diverso da chi si atteggia a buonista ma la pensa allo stesso modo.