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Presidenziali egitto 2012: scegli il tuo faraone

di Andrea Boutros

Manca poco più di una settantina di giorni ormai alle tanto attese presidenziali egiziane. Dopo manifestazioni, scioperi, ed elezioni delle due Camere, è arrivato il turno di mettere i puntini sulle i: al via il 23 maggio le elezioni del nuovo raìs.
Con il forfait del non poi così amato El-Baradei – quasi un capriccio del diplomatico Premio Nobel – la cerchia degli eletti (o degli eleggibili) si stringe a sette candidati.

Neanche a dirlo, il primo è Amr Mousa, diplomatico di valore ed ex segretario generale della Lega Araba, le cui posizioni sul vecchio regime, però, sembrano contrastanti. Pare, infatti, che la sua candidatura alla segreteria della Lega Araba nel 2001 fosse stata auspicata proprio dallo stesso Mubarak, “per allontanarlo – si dice – dalla politica interna egiziana”, tutto questo, nonostante le recenti (comunque prerivoluzionarie) dichiarazioni che appoggiavano la possibile candidatura dell’erede al trono Gamal Mubarak.
Dopo un lungo periodo d’indecisione sul da farsi, circa un anno fa, alla domanda:
“Sarà uno dei candidati alle prossime presidenziali?”
Risponde: “Inshallah, sarò uno di loro”.

Hazem Salah Abu Ismail, nonostante la volontà, annunciata più volte dalla Fratellanza Islamica, di non presentare nessun candidato alle presidenziali, è uno dei tre islamisti in corsa per il titolo di raìs. Salafita ultraconservatore, si è fatto conoscere all’elettorato nelle vesti di ospite dei più disparati talk show egiziani e non solo. Il suo programma è stato chiaro fin da subito: applicare gradualmente la Sharia islamica alle leggi del Paese. A partire dalla chiusura immediata – la prima cosa che ha promesso di fare, una volta eletto – delle case di produzione del vino e dei night club. Si presenta come un possibile presidente “non dittatoriale”, e sempre pronto a farsi esautorare in caso di negligenza. Un suo classico: la pesante critica a Nasser e a Sadat.

Il secondo islamista è Abdel Moneim Aboul Fotouh, un moderato con idee liberali, famoso per la presidenza dell’Unione dei Medici Arabi e per la polemica a Sadat nelle vesti di rappresentante degli studenti.
Da sempre in prima linea nelle proteste, al fianco dei giovani di piazza Tahrir, Aboul Fotouh, dal ruolo dirigenziale che ricopriva all’interno della Fratellanza Islamica, si è ritrovato espulso dal partito per aver trasgredito l’ordine di non presentarsi alle presidenziali.

Della stessa scuola di pensiero di Aboul Fotouh, abbiamo Mohammad Salim Al-Awa, un pensatore e studioso islamico a capo dell’Associazione egiziana per la Cultura e il Dialogo. Data la vicinanza politica che c’è tra i due, corre voce che ci sia la mezza idea di presentare un’unica candidatura. Al-Awa non ha mai negato quest’opzione.

Ma non poteva mancare il candidato del regime: Ahmed Shafik. Primo ministro dell’ultimissimo Governo rivoluzionario dell’egida Mubarak, completa il suo cursus honorum come comandante in capo dell’Aviazione Militare egiziana (non troppo diverso dallo stesso ex presidente insomma), e con diversi ministeri nei precedenti Governi. Tuttavia il suo legame col vecchio sistema è troppo palese, e probabilmente lo SCAF (Consiglio Supremo delle Forze Armate) presenterà un altro candidato – che però è ancora un po’ tentennante. Si chiama Nabil El-Araby, ed è appena stato nominato segretario della Lega Araba.

Ma il più giovane dei candidati, proviene dalle fila della sinistra egiziana: Khaled Alì, è un avvocato e attivista che si è sempre battuto contro la corruzione del Governo e del settore privato. Ma la sua crociata non si ferma alla corruzione, perché come vuole il suo slogan (“Esaudiremo il nostro sogno”), gli obiettivi da raggiungere sono la giustizia sociale, lo sviluppo dei diritti dei lavoratori, un bilanciamento pubblico-privato, e la protezione delle risorse naturali. Considera l’istruzione, un’arma per l’attenuazione della povertà, e non si presenta legato a nessun partito. Si autodefinisce il “candidato dei poveri”: è supportato da attivisti, studenti, contadini e genericamente dai pensatori di sinistra.

E dulcis in fundo abbiamo una donna, una bella donna: Bothaina Kamel, ex presentatrice e attrice TV, da sempre in conflitto con i Governi precedenti ed esponente del movimento “Kefaya” (di cui fa parte anche lo scrittore Alaa Al-Aswani), movimento considerato preludio della Rivoluzione in Egitto. Si considera socialdemocratica (nonostante non si fosse presentata con nessun partito) e rappresentante “dei poveri, delle donne e degli emarginati di tutto il Paese”. È convinta che la vittoria di queste elezioni non dipenda tanto dal numero di voti presi, quanto dalla realizzazione degli obiettivi del 25 gennaio. Non va proprio d’amore e d’accordo con lo SCAF, ma considera un buon candidato Aboul Fottouh, di cui non le dispiacerebbe diventare vicepresidente.

Per concludere la nostra rassegna però, non aspettatevi riflessioni profonde o battute finali, ma solo una parentesi ironica e amara, dedicata al povero Ayman Nour, condannato a due anni di carcere per aver fatto concorrenza al presidente Mubarak nelle elezioni del 2005. Pensavate forse che quest’anno avesse potuto rappresentare per lui la realizzazione dei suoi sogni di gloria? Ingenui.
In Egitto la moralità viene prima di tutto, e come dice molto chiaramente la Costituzione: “Nessun condannato o ex detenuto ha il diritto di offrire la sua candidatura per le elezioni di Presidente della Repubblica”.

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Pier Francesco |

Caro Andrea,
Tutto si può dire, tranne che manchi la varietà.
Ho una curiosità, o meglio un dubbio: perché parli di elezione del “raìs”? Sarà sicuramente per colpa della mia ignoranza della lingua araba, ma ho sempre associato a questa parola un’accezione negativa, del tipo “dittatore”, “duce”, o simili. In questo caso, e a prescindere da chi venga eletto, mi pare che si tratti dell’elezione di un presidente che dovrebbe operare in un contesto più democratico (si spera) del precedente, nel senso che i suoi poteri dovrebbero essere bilanciati da altri organi costituzionali, o no?

Randa Ghazy |

Caro Pier Francesco, non è colpa della tua ignoranza ma della cattiva immagine che i nostri presidenti hanno trasmesso :-( “Raìs” infatti significa semplicemente presidente

Noor |

Fotouh? E’ un falso ipocrita talebano. Anche se non fa più parte della fratellanza ne condivde ideali e pricipi. Sarebbe, se eletto presidente, una catastrofe per l’egitto e per le donne. A lui bisognerebbe fare il falsivity test…

Mario |

Mi sembra ormai evidente, visti anche gli eventi di questi ultimi giorni http://english.alarabiya.net/articles/2012/03/11/200032.html e http://www.egyptindependent.com/node/708086 che l’Egitto sarà governato dagli islamisti, cioè i Fratelli Musulmani, i Salafiti e gli altri due partiti islamisti minori. Mi sembra che certe tendenze gradualiste che vengono dal Qatar siano messe ormai da parte, visto il rapporto di forze e di consenso tra la gente emerso anche dalle strane elezioni parlamentari. Rimane ovviamente la speranza o l’illusione che il Qatar sganci i quattrini. Anche per quanto riguarda il presidente sono già stati definiti i requisiti http://en.aswatmasriya.com/news/view.aspx?id=c1e3e1c7-58ec-4f55-91f8-c6f882af6889 e, forse, anche un candidato comune http://www.egyptindependent.com/node/708076 Ieri in tarda serata ho dato un’occhiata ad Al Arabia che dedicava un lunghissimo spazio di approfondimento alle ultime vicende parlamentari egiziane con ospiti in studio. Vedendo le immagini del parlamento non mi sono impressionato conoscendone già la composizione, ma credo che vedendo anche solo le facce , le poche donne rigorosamente separate e velatissime, tanti italiani che si sono recati in Egitto in anni neanche tanto lontani per i più svariati motivi rimarrebbero sorpresi a dir poco nel vedere un aspetto così “talebano”. La danza del ventre e Umm Khultum sembrano risalire al paleolitico.

Andrea |

Ahhh Pier Francesco! Se c’era una cosa che mi dava fastidio era quando chiamavano Gheddafi “raìs”! …se c’era qualcosa che non era, quello era proprio il rais!

Edo |

Per essere precisi l’inico a cui spetta il titolo di faraone è lui: http://www.youtube.com/watch?v=ZgaXMGakaVc

Pier Francesco |

@ Edo,
Pienamente d’accordo con te.
C’è solo il piccolo ostacolo che prima deve spodestare lo Zingaro dal trono, e sarà molto dura.

Andrea |

Non riesco a vedere il video di Edo, di che parla?

PierPio |

Gentile Noor , le tue considerazioni sbattonono contro la realtà che Mario ha così ben delineato. Ti riporto un estratto di un editoriale in inglese apparso su Al-Masry Al-Youm al cui testo integrale ti rinvio http://www.egyptindependent.com/node/709881 e che lucidamente sostiene che le forze della rivoluzione non hanno seguito in Egitto in sintonia con quanto affermato dal Qaradawi, protettore di Fotouh : “Islamists might claim that they accept the pro-democracy groups when they appear in the media, but they deny them the right to mingle with the public. In other words, it seems that Islamists — at least most of them — perceive non-Islamist groups as a necessary cosmetic rather than legitimate participants in the political sphere. Whoever read the interview with Sheikh Yusuf al-Qaradawi — recognized as an enlightened preacher and one of the most important supporters of Abouel Fotouh — that was published on 1 March in Al-Shorouk newspaper will see how the prominent sheikh describes non-Islamist groups as alien to society. “They do not have a future,” he said.”

Edo |

@Andrea: era una battuta, il mio faraone è El Shaarawi che ho lanciato anche al fantacalcio.
@Pier Francesco: lo Zingaro ha già capito che è un fenomeno, vedrai che l’anno prossimo è inamovibile…

Andrea |

Edo! Hahahah ah ecco, era solo che non mi si apriva proprio il link!

noor |

@PierPio, l’articolo in inglese sottoscrive il mio pensiero su Fotouh. tanto per esere chiari, chi ha condiviso per 40 anni gli ideali e i valori della fratellanza musulmana non cambia imprinting. E poi sai cosa: I fratelli musulmani di oggi dicono di essere più democratici di quelli del passato, che hanno rinunciato alla violenza ect ect. E Fotouh che fa? Li molla. Ma come, proprio ora che la fratellanza si è convertita alle dinamiche democratiche Fotouch dice che non si trova a suo agio con i suoi vecchi amici?

Maira |

Per caso qualcuno di voi mi sa dire come facciamo a votare da qui per le presidenziali?

Andrea |

Ciao Maira!
A dire il vero non è che io ne sappia molto in argomento… Non so nemmeno cme devo fare per fare il rakam el kaumy! Anche perché sono di genova, e un andirivieni per milano mi è parecchio scomodo …
Secondo me può aiutarti qualcuno sul gruppo facebook del Negma però!

Pier Francesco |

Cara Noor,
Hai ragione, l’imprinting non si cambia.
Se dovessimo però guardare tutti quelli che qui da noi nel passato si dichiaravano fascisti o quelli che gridavano Viva l’Unione Sovietica addavenì Baffo’, e che ora sono tutti “sinceramente democratici”, non dovremmo manco andare a votare…
:-)