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Nata musulmana, convertita alla libertà

di Maral Shams

Fin da piccola appena dicevo di essere iraniana mi chiedevano subito: “Allora, sei musulmana? Allora, credi in Allah”? All’inizio per educazione e per timidezza rispondevo: “Sì, sono musulmana, si credo in Dio”. Ora che sono un po’ meno timida e più consapevole rispondo NO.
Sì, sono musulmana di nascita, come tu sei cristiano, buddista, ebreo, induista…ma NO, non sono praticante, non credo in Allah e non ho mai portato il velo, mai lo porterò e mai lo imporrei.
Com’è possibile che di fronte alla mia origine iraniana non ci sia domanda più interessante della mia fede?

“In cosa credi allora?”, mi chiedono molti. Credo nel rispetto reciproco, nella libertà di pensiero, nella parità dei sessi, nell’amore per le piccole cose, nel mio analista, nell’amicizia e in tutti i ‘vizi’ salutari, credo a tutte le religioni e a nessuna.

Credo che ogni religione abbia degli aspetti meravigliosi e altri degradanti. Come faccio a sposare una fede che non condivido appieno? Potrei mai sposare un uomo che un giorno mi picchia e mi toglie il fiato e il giorno dopo mi prende la mano e mi accarezza?

Conosco molte persone che pregano cinque volte al giorno, professando fede assoluta ma poi mentono, tradiscono, feriscono. Essere credenti non vuol anche dire comportarsi secondo certe norme? O vuol dire solo non bere alcol, portare il velo, non mangiare maiale, non avere rapporti sessuali “just for fun”?

Non credo di essere una persona meno profonda e meno bella solo perché non pratica e non crede. Anzi, a dire il vero credo di avere una marcia in più rispetto a chi si dichiara musulmano o cristiano solo perché nato in un determinato contesto. È vero, sono nata musulmana, ma grazie al cielo ho avuto la possibilità di conoscere le altre religioni e capire davvero se appartenevo o meno alla cultura in cui ero nata, e di questo devo ringraziare i miei genitori per non avermi mai imposto alcunché. Sì, perché spesso si tratta proprio di questo, di un’imposizione.

Poi c’è chi dice che porta il velo per scelta, perché ci crede, perché lo sente dentro. Io credo che sia un’illusione. Si crede perché le persone attorno a noi hanno voluto farci credere. Basti pensare solo al battesimo. Nasce un bimbo e immediatamente i genitori decidono di battezzarlo. Il battesimo non era mica il primo passo verso l’adesione ufficiale alla Chiesa Cristiana? Ora, io mi chiedo come possa un esserino di 3 giorni decidere di aderire alla Chiesa…ovvio che non può, sono i suoi genitori che decidono per lui.
Anch’io da piccola pregavo accanto a mia nonna 5 volte al giorno, lo facevo perché mi divertiva imitarla e mettermi il chador con i fiorellini…. ma da qui a dire che da piccola pregavo e credevo ci passa un oceano.

Di una cosa però sono convinta. Chi vive con la fede soffre meno perché tanto siamo di passaggio e c’è sempre la speranza di qualcosa di più bello. Se uno pecca può sempre chiedere perdono e “se mi va male sulla terra, mi andrà meglio in cielo” dicono molti credenti. Beh…io non posso attaccarmi a questa speranza. O vivo bene questa vita oppure l’ho buttata via…non ci sono santi che mi aspettano, non ci sono premi nell’aldilà e non mi spunterà il terzo occhio per la mia elevata spiritualità.

Certo è che anche da non credente mi emozionerà sempre immaginarmi piccola con il chador colorato, mi fanno tenerezza i nipoti della mia amica ebrea che seguono tutti i rituali, rispetto chi crede che in un animale ci sia un spirito divino, chi prega parlando col sole e con gli alberi, chi vede la madonna piangere e chi crede che siamo solo cellule senza anima. Rispetto tutti ma scelgo di non scegliere, e non chiedetemi più se sono musulmana!

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daniela |

Il titolo dell’articolo è parecchio fuorviante,lascia intendere che chi è nato musulmano o chi ci sia diventato non sia libero,dato che contrapponi “musulmana” e “libertà”. -”Conosco molte persone che pregano cinque volte al giorno, professando fede assoluta ma poi mentono, tradiscono, feriscono. Essere credenti non vuol anche dire comportarsi secondo certe norme? O vuol dire solo non bere alcol, portare il velo, non mangiare maiale, non avere rapporti sessuali “just for fun”?” -ma secondo te la gente,appartenente a qualunque religione,è perfetta? Quante volte cerchiamo di fare del nostro meglio per poi purtroppo fallire? Non bisogna mai mettere in dubbio la buonafede di chi ci prova. La marcia in più secondo me ce l’ha chi riesce a convivere con tutti i tipi di razzismo e xenofobia indirizzati verso il mondo islamico in Occidente,e riesce sempre a restare se stesso. Dici che secondo te chi porta il velo per scelta o perchè ci crede è solo vittima di un’illusione. Come puoi tu giudicare i sentimenti più intimi di una donna che decide di coprirsi il capo? Ho studiato le principali religioni del mondo,parlato con gente di tutte le fedi e sai cosa ho capito? Ho capito che le persone più intolleranti alla fine sono gli atei!

Sara Mago |

Daniela,

suggerisco di rileggerti, e ti renderai conta che l’intollerante non è chi ha scritto quest’articolo, ma tu stessa.
E dire, con forza e chiarezza, che l’Islam non è giusto, che il velo, e la distinzione tra donne degne di rispetto e donne non degne, sulla base di un fazzoletto in testa.. che non è giusto un Dio che preferisce l’uomo rispetto alla donna.. un dio che punisce anche con la morte attraverso la mano di altri uomini.. non è nè razzismo, ne xenofobia: E’ LIBERTA’, libertà di dire ciò che si ha nel cuore e ciò che si pensa.
Ti faccio notare inoltre, che chi ha scritto ques’ articolo non è una donna occidentale, ma iraniana.. anche se, la contrapposizione tra occidente ed oriente io credo non esista, è solo una contrapposizione che fa comodo ai potenti, e fammelo dire Daniela: tu ci sei caduta in pieno.

Sabrina |

Cara Sara ti pregherei almeno di togliere Dio da una discussione di umani, grazie!

Mario |

Trovo giusto che in una discussione di umani si parli di Dio.

Sabrina |

E allora è giusto che se ne parli nei giusti termini.

Mario |

Il problema è definire i giusti termini.Piuttosto, Sabrina, mi stupisce che tu non trovi che l’immagine di Dio della foto che correda l’articolo di Maral sia islamicamente blasfema. In Tunisia è successo il finimondo quando hanno programmato su Nessma TV il film animato Perseplis da cui è tratta. La condanna del mondo islamico è stata quasi unanime. E tu non dici niente.

Sabrina |

La noto soltanto adesso… Hai ragione! Ricordo che alle medie ho strappato delle pagine da un libro di storia di cui ho fotocopiato solo il testo perche’ c’erano delle immagini che raffiguravano il Profeta.
Trovo assurda anche quest’immagine!

maral |

Per Daniela:
Con il termine libera intendo libera da qualsiasi schema, definizione, imposizione. Si nasce liberi solo nella foresta, perchè in qualsiasi altro contesto avremmo sempre delle imposizioni. Il titolo è chiaramente una provocazione per tutti quelli che come te non sanno andare oltre alle parole.
Inoltre, non ho detto che tutti i credenti sono degli illusi..non lo penso e non mi permettere di giudicare milioni di persone diverse tra loro..se leggi bene l’articolo noterai che ho usato la parola ” alcuni”.
Avrai anche conosciuto tutte le religioni, ma ti manca un fattore fondamentale: la comprensione! Infatti, se leggi bene ti accorgerai che non ho mai detto di essere atea. Non praticare una religione in particolare non vuol dire essere atei. Il mondo non è o bianco o nero. Ci sono le sfumature, e in mezzo a queste sfumature ci sono io, che credo in mille cose e che amo le persone per quello che sono e non per la loro fede. Questo è credere.

SaraMago |

Il mio compagno è musulmano, io dopo tanto studio e voglia di comprendere, e perchè no convertirmi.. ho deciso di non farlo, anzi, ho riscoperto i valori cristiani.
In me è cresciuta la consapevolezza che Dio c’è, ed è impossibile non credere come mi ero illusa precedentemente. Ma non è nell’Islam. Questo è il mio perscorso. Detto questo, io esperimento Dio in ogni cosa, anche nel mio amore.. come c’è tanto amore anche nelle parole di Maral.
Perchè Dio è amore e libertà.. cosa che non trovo nelle vostre parole Sabrina e Daniela.
Tra l’altro, le persone più intolleranti che ho incontrato nel mio perscorso di invito.. si triceravano dietro una sbandierata cultura, che non è altro che visione a senso unico ed impositiva, e non riuscivano ad accettare che un’altra persona, di cultura pari se non superiore, non la pensassero ne sentissero come loro.
Grazie Maral

Sabrina |

“che non è giusto un Dio che preferisce l’uomo rispetto alla donna.. un dio che punisce anche con la morte attraverso la mano di altri uomini” .. queste sono state le tue parole.. Io non ho mai giudicato nessuno, ma non mi va bene che si dicano parole del genere dato che sono delle supposizioni tue. Mi fa piacere che abbia ritrovato la tua fede, ma se sei convinta del Cristianesimo fallo accrescendo il tuo credo senza denigrare il mio. Noi siamo umani e siamo noi a dare un interpretazione alle cose. Se c’è da giudicare, dobbiamo giudicare noi stessi.

SaraMago |

Supposizioni mie? Per favore sabrina :-) queste tue affermazioni lasciano ben capire il tuo stato di conoscenza. L’amore per un uomo a volte rende ciechi, ecco, spero che sia questo quello che ti sta succedendo. Lo spero per te.

paolo |

non mi danno affatto fastidio gli atei, credo anzi che sia un bene che dichiarino di esserlo senza venir per questo disprezzati. La mia speranza non sta nella fede dei credenti, ma nel fatto che Dio – per chi ci crede – non pare proprio sia un misantropo. Temo che siano stati gli esseri umani a travisare le Sue parole per giustificare i propri comodi: il Corano non valuta ‘ontologicamente’ la donna inferiore all’uomo più di quanto sembri fare la Bibbia e nessuno dei due Testi condanna la schiavitù… Leggere alla lettera senza contestualizzare è tipico dei fondamentalisti, dai quali mi dissocio totalmente. Se poi qualcuno che la fede non ce l’ha o la perde per strada mi rimprovera per le colpe storiche della mia religione, forse vale la pena che mi faccia un bell’esame di coscienza e verifichi se almeno qualche buona ragione per non sentirsi attratto magari ce l’abbia…

Sara Mago |

Paolo, scusami non fare paragoni facili senza contestualizzare. L’uomo e la donna nell’unione sono una cosa sola, ed entrambi rispondono a Dio ( quindi non la donna risponde all’uomo, ne viceversa) Così e’ (ed e’ anche scritto :) Inoltre: convengo su ciò che scrivi. I testi, sono scritti da uomini, ispirarati ma pur sempre uomini con i loro limiti. Inoltre i testi sono stati scritti in luoghi diversi, in epoche diverse, in lingue diverse. Vanno letti per intero, e non estrapolati, devono essere contestulalizzati anche storicamente . Così e’ la Bibbia ed i vangeli. Il Corano invece e’ vissuto in maniera differente, come parola diretta scesa di Dio, tale e quale. Punto.

paolo |

mi permetto di ricordare che il rito civile del matrimonio, in Italia e non in paese islamico, prevedeva fino a non molto tempo fa che “il marito stabilisce dove risiederà la famiglia…”. Ora si dice, non da molto: “i coniugi stabiliscono di comune accordo dove risiederà la famiglia”… come si vede, anche in assenza di un contesto religioso, ce ne vuole per emanciparsi da certe abitudini.
Quanto al Corano come testo non interpretabile è una questione aperta e dibattuta da secoli tra i musulmani e dire che sia così significa dare per scontato che abbiano ragione i letteralisti. Ci sono, e non solo tra loro, e fanno danni, ma che sia il solo modo d’intenderla e di praticarla è storicamente insostenibile. Punto

Francesca |

Mi è piaciuto molto questo articolo,non ne condivido tutti gli aspetti in quanto ho opinioni diverse ma mi piace la spontaneità con cui è stato scritto,la sincerità e finalmente qualcuno scrive quello che ha dentro senza lasciarsi condizionare da falsi moralismi,dalle critiche che potrebbe comportare e dall’abitudine, che caratterizza molti articoli, di ripetere concetti di altri senza esprimere la propria opinione

maral |

Ciao Francesca,

Mi fa molto piacere leggere questo commento. L’ho scritto non per provocare o con la pretesa di sapere la verità. Ho scritto solo quello che pensavo, che in realtà rappresenta quello che molti pensano ma che non vogliono o non possono dire. Cerco di scrivere senza retorica, per arrivare a tutti senza offendere nessuno. Ovvio che poi vengo fraintesa e criticata, ma succede sempre quando ci si espone in prima persone e con coraggio.
Grazie ancora!

Maral

Francesca |

Tu continua a scrivere cosi Maral,non abbiamo bisogno di “minestre riscaldate” e articoli tutti uguali.Nel tuo ci sono i sentimenti,condivisibili o meno,non importa,è importante che l’articolo sia vivo e tu esprimi questa vitalità. La gente deve imparare a leggere al di là delle parole

Pier Francesco |

Cara Maral,
Mi associo ai complimenti all’articolo.
Tuttavia, sia detto in totale simpatia e amicizia, mi sa che un po’ ti sei contraddetta: ora dici che non volevi provocare, però nella tua prima risposta a Daniela sostieni che “il titolo è chiaramente una provocazione”. Capisco che il titolone fa parte delle tecniche del giornalismo, noi lettori ci caschiamo tutti, però…
:-)
Più che provocatorio, lo trovo effettivamente fuorviante, perché sembra contrapporre la fede alla libertà. Ci sarebbe da dibattere per l’eternità sul significato di libertà, e forse questa non è la sede più indicata (anche se sarebbe interessante, ci potremmo provare).
Trovo invece molto giusta la riflessione sul fatto che un conto è essere cattolici/musulmani/ecc… e un altro è essere di cultura cattolica/musulmana/ecc…: spesso sono due cose ben distinte, ed è importante riconoscerlo come fai tu. Un giorno, un mio amico, mi disse proprio questo: che non era cattolico, nel senso che non metteva piede in una chiesa da anni (tranne che da turista), non si confessava da anni, in sostanza considerava le religioni come delle favole, ma si sentiva comunque di cultura cattolica, perché il contesto nel quale era nato e cresciuto era profondamente influenzato dal cattolicesimo.
Quanto alla domanda sull’Iran e sul tuo essere musulmana, mi sembra ovvia la risposta: se chi te la pone è un “occidentale”, devi avere la pazienza di perdonarlo/a perché è semplicemente dovuta al fatto che l’unica immagine che riceviamo noi del Paese è associata all’Islam, e pochi conoscono l’immensa cultura “non-islamica” di questa grande nazione; se la domanda te la fa un musulmano, allora non saprei…

maral |

Ciao,
Si, il titolo voleva essere una provocazione. E’ vero. Ma non l’articolo, non volevo provocare nessuno..e sinceramente la religione non occupa un posto tale nella mia vita da crearne una questione. Anzi direi Impatto zero. Ho scritto questo articolo per caso e mi sono divertita a vedere certe reazioni che mi confermano solo il fatto che sulla carta tutti si professano rispettosi e di ampie vedute, ma non appena si toccano certi tasti in una maniera fuori dagli schemi prefissati allora quella libertà mentale viene meno e molti diventano aggressivi. E’ vero, io mi sono presentata per quella che non crede, ma torniamo alla solita domanda: Cosa vuol dire credere? E chi crede cosa fa di diverso da me che dico di non credere? Negli ultimi giorni sono stata a delle riunioni buddiste e ho festeggiato la Pasqua ebraica a casa della mia amica. Ho partecipato all’evento dall’inizio alla fine, con profondo rispetto, curiosità e divertimento. Trovando nei loro rituali qualcosa di familiare. La stessa sensazione di familiarità l’ho avuta anche a casa di alcuni amici cattolici il giorno di pasquetta. E lo stesso provo quando entro in una moschea e mi sento a mio agio. Rispettare vuol dire partecipare in silenzio e accettare che attorno ci siano persone che fanno della loro pratica una ragione di vita, pur non condividendola.
E forse dalle reazioni polemiche ( e senza argomentazioni) che ho percepito attorno a me, mi rendo conto di essere piu credente di quello di quanto pensassi. Certo non credo in un essere onnipotente che ci guarda dall’alto, Credo invece che la vera richezza sia la diversità-
E sono d’accordo con te sulla differenza tra fede e cultura/tradizione. Io per esempio per abitudine familiare o per tradizione non mangio carne di maiale e non bevo alcolici. Ma se dovessero chiedermi il perchè della mia scelta risponderei onestamente che è una scelta piu salutare che religiosa. E certo non posso definirmi praticante solo per questi piccole abitudini..

Luca |

Buona sera, è molto che leggo il vostro sito e volevo innanzitutto porvi i miei complimenti per la passione con cui lavorate .. ho letto l’articolo e mi ritrovo molto in quello che dice la donna, io faccio parte delle seconde generazioni nate qui in Italia (da padre e madre marocchini) e sono nato nell islam, ma dopo ricerche e riflessioni proprie ho deciso di lasciare questa religione, si lo so che è una cosa vista male dai musulmani, ma la mia coscienza e i miei valori sono profondamente diversi da quello che insegna il Corano, ma la cosa che mi ha fatto pensare è che l’apostasia è punita con la morte nell’islam, non voglio ne polemizzare ne urtare le coscienze di chi crede in questo credo, ma la mia domanda è : come spieghereste il fatto che un uomo o donna non possono abbandonare la propria religione perchè rischiano la morte? e non parlo dei paesi occidentali ma di quelli tradizionalisti (Arabia in testa) .. se la domanda è vista come provocatoria o non idonea chiedo scusa e ritiro la questione, anche se mi piacerebbe avere un vostro parere

Takumi |

Scusa un attimo! Vorrei sottolineare una cosa. Tu hai detto che sei Iraniana,giusto? Bene,intanto prima di scrivere questo articolo dovevi pensare un pò e farti delle domande.
L’Islam è una delle religioni piu’ praticate al mondo,ormai in Italia quelli che si convertono sono piu’ di 4 mila persone ogni anno, e sai perchè? Vai a chiederlo a loro. Islam significa Pace,è una religione da rispettare..questo articolo l’hai fatto per prendere in giro questa religione? Beh,cara..meglio se lo elimini visto che non è carino da parte tua fare queste cose. L’islam ti divieta di fare tante cose,non per renderti la vita difficile ma solo per proteggerti..sopratutto se sei donna. La donna nell’Islam non deve scoprire i capelli e il corpo ed è meglio cosi..se vedi tutta quella gente che va in minigonna e maglie scollate alla fine ne vedono di brutte. Una donna che copre le sue bellezze avrà un marito fedele,degno di lei,che la possa proteggere. Le ragazze con il seno fuori alla fine vengono apprezzate solo per le loro bellezze visibili e non per l’aspetto interiore.Avete visto in Tv? E nei giornali? UOMO ISLAMICO PICCHIA SUA MOGLIE. “Uomo islamico?” .. quell’uomo al minimo può essere chiamato Uomo Sporco mostro! Altro che Islamico!!
Viene riconosciuto Islamico perchè picchia una donna? Ma se non avrà mai letto una pagina di Corano! Ma per piacere..
Prima di fare questi articoli apri bene gli occhi..è per il tuo bene.
Vita bella o non bella prima o poi morirai anche tu,no? Quindi è meglio se segui una buona strada..