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"il blog delle seconde generazioni"

Per amore di Gerusalemme

Per amore di Gerusalemme Dati Articolo Sono stato fortunato.
Ho potuto conoscere da vicino tanti elementi che fanno di questa città qualcosa di unico: per l'ebraismo Yerushalaym (la città delle due paci, quella terrena e quella celeste), per il cristianesimo la Gerusalemme divina contrapposta alla Babilonia infernale, per l'islam semplicemente al-Quds, la Santa..., luogo dell'antico Tempio di Salomone, del Santo Sepolcro di Gesù, della moschea di al-Aqsa e del santuario della Cupola della Roccia.

Piena di luoghi e di simboli che ne costituiscono la morfologia e sono passati di mano in mano più volte nel corso dei secoli e dei millenni, senza che nessuno paia aver potuto dichiarare mai definitivamente: “è mia”, “è solo mia”, “è per sempre mia”, escludendo gli altri.
Ai Gebusei il re Davide dovette strapparla per farne la capitale del suo regno, alla sovranità ebraica venne sottratta dai romani che la distrussero, ai bizantini ormai cristiani la presero gli arabi musulmani che se la videro contestata poi dai crociati, per tornare in mani islamiche non molto tempo dopo e restarvi fino alla fine dell'Impero Ottomano e divenire già durante il controllo britannico il centro delle terre contese tra le mire sioniste e un'embrionale nazionalismo palestinese.

Troppo importante per tutti per essere solo di qualcuno.
Destino apparentemente ingrato ma forse simbolico di un posto come nessun altro. Bella nelle possenti mura del Tempio che sprofondano nella terra fino alla roccia almeno per altrettanti metri di quanti spuntano alla luce del giorno.
Per la Via Dolorosa percorsa ogni anno da oltre un milione di pellegrini cristiani. Per l'haram al-sharif (il sacro e nobile recinto della spianata) che ospita due luoghi di culto islamici secondi per rilevanza solo alla Kaaba della Mecca e alla Moschea-tomba del Profeta a Medina.
Eppure l'impressione è che i figli delle tre grandi fedi monoteistiche che si rifanno ad Abramo mentre la visitano, e pure quelli che ci abitano, rappresentino mondi paralleli che si sfiorano appena, sostanzialmente ignorandosi, tanto nei vicoli della città vecchia che nei viali di quella moderna.

Un'elegante libreria dell'area pedonale dello shopping Mamilla non ha neppure un libro in arabo, in compenso poco oltre la porta del suq trovo persino la traduzione araba del Mein Kampf di Adolf Hitler! Come dice un salmo “Per amore di Gerusalemme non tacerò...”: questa città deve semplicemente scegliere di diventare quel che da sempre è chiamata ad essere, rifiutando di appartenere solo a qualcuno per divenire davvero di tutti e per tutti la Città della pace, la Gerusalemme celeste, la Santa dell'unico Dio e perciò luce di tutte le genti.


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Maha

  • Buona fortuna da Maha!


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