Per mio papà, l’identità non è un brand
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Wind, Tre, Vodafone Italia o Tim l’operatore telefonico in Italia è una scelta che riflette il carattere: i volubili inseguono l’offerta più allettante, innovando piano tariffario e/o operatore con la stessa frequenza con cui si cambiano d’abito; i fedeli sono tali per pigrizia o per amore; gli irritati butterebbero tutte le sim che possiedono nel Naviglio, come la sottoscritta.
Agli operatori che tutti conosciamo e che ho citato se ne è aggiunto in tempi recenti un altro: Blanda Mobile è il primo operatore mobile telefonico arabo in Italia, nato per iniziativa di Arabia Mobile Services S.r.l. e dunque di Vodafone Egypt
Ha tariffe concorrenziali: dai 10 centesimi di Euro al minuto (IVA inclusa) per i telefoni fissi in Egitto, Marocco, Algeria e i mobili in Egitto ai 30 centesimi per i mobili in Marocco e Algeria; 25 cent al minuto verso la rete fissa e 40 verso i cellulari in Tunisia.
Ha scelto di farsi poca pubblicità perché confida nel meccanismo del passa parola tra i numerosi nordafricani immigrati in Italia.
La strada, che porta ad intercettare e fidelizzare 150 mila clienti, potrebbe essere più in salita di quanto preventivato.
Perché? La faccenda mi ha incuriosito: detesto i cellulari ma ho deciso di indagare sommariamente la questione una sera a cena dai miei genitori, conducendo un’indagine di mercato su mio padre.
La cavia era perfetta: è arabo, ha un telefono dual sim e la propensione a usarlo con estrema frequenza (tra l’altro anche per seccare costantemente moglie e figli), telefona con cadenza settimanale ai nipoti in Egitto sia sulla linea fissa che su quella mobile.
Gli ho posto tre domande: cambiare operatore mi pare infatti una scelta che ha senso solo se, in via alternativa, una persona è insoddisfatta del suo operatore attuale ovvero un altro operatore si dimostra più conveniente ovvero vi sono ragioni identitarie-sentimentali per farlo.
Mio padre ha risposto che non era insoddisfatto degli attuali operatori, che il nuovo non gli pareva tanto migliore tenuto conto anche delle tariffe per le chiamate nazionali (e in effetti non è che gli arabi in Italia comunichino unidirezionalmente con la madrepatria e non tra loro), che l’origine “araba”, addirittura “egiziana” non motivava a sufficienza un cambiamento (e in effetti le Società non hanno una cittadinanza, hanno solo più prosaicamente una sede e dei profitti eventuali di cui l’Egitto non beneficia se non indirettamente). Il test spiega in modo sommario perché Bladna Mobile non ha (ancora?) sfondato.
Non so perché la questione mi abbia interessato o forse sì: mi chiedo se l’ascesa di strategie di marketing che fanno leva sul fattore nazionalistico o etnico non debba scontrarsi e misurarsi con il fatto che il consumatore non è né passivo né acritico e difficilmente sceglie per puro spirito campanilistico, fosse anche solo l’acquisto di una sim card.
Cara Sissy,
Mi fa piacere sapere che esiste qualcun altro, oltre a me, nel gruppo degli “irritati”. Diciamo poi che una parte di me appartiene anche alla categoria dei fedeli per pigrizia.
Sono sostanzialmente d’accordo sull’idea che il consumatore non guarda la nazionalità di un certo bene per l’acquisto, a meno che non si tratti di un prodotto strettamente legato alla propria cultura o tradizione: per fare un esempio, magari un marocchino non comprerebbe un cous-cous prodotto in Germania, se ha la possibilità di acquistarne uno originale “fabriqué au Maroc” del quale si fida un poco di più (credo…).
Non è certo però il caso delle SIM Card, dove anch’io penso che il marketing nazionalistico ha ben poco senso. Probabilmente, però, dipende molto anche da popolo a popolo. Non so come siano gli Arabi, ma mi sento di dire con una certa sicurezza che gli Italiani non guarderebbero minimamente all’aspetto etnico per molte cose (a meno degli esempi di cui sopra); da questo punto di vista, la recente campagna pubblicitaria martellante della nostra casa automobilistica principe è forse molto romantica e deamicisiana, ma a mio parere lascia il tempo che trova; per non parlar del fatto che, in omaggio al patriottismo, la stessa società ha più volte minacciato di chiudere gli stabilmenti in Italia per aprirli all’estero (scusa la divagazione)!
Per contro, sono pronto a giurare che un Francese, per volare da A a B, sarebbe disposto a fare 4 scali pur di usare la linea aerea francese, anche se un’altra compagnia a parità di prezzo offrisse la stessa tratta con volo diretto!