Marocco: così bello, così splendido, così accogliente e così rovinato..
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E' dura per i marocchini che vivono in patria, ma lo è anche per i marocchini europei che tornano nel loro paese d'origine.
Come Omar e Nadia, due marocchini che vivono e lavorano in Belgio, tornati in Marocco per ottenere il certificato di nascita della loro figlia. Tahar Ben Jelloun, nel libro Marocco, Romanzo, racconta la loro esasperazione per ottenere un certificato.
Figuriamoci quella dei giovani alla ricerca di un lavoro. Sono talmente esasperati che si devono dare fuoco.
Ecco alcuni passaggi del libro:
"Numero di ore passate negli uffici pubblici durante questi mesi di andirivieni da una scrivania all'altra, senza contare i viaggi a Bruxelles per portare i documenti richiesti dalla pubblica amministrazione: 50 ore.
Numero dei documenti preparati e fotocopiati: 43.
Somma investita in questo affare:23,483 dirham.
Ma la cosa più terribile è che questa faccenda ha avuto delle conseguenze sulla salute della coppia: Omar ha messo su cinque chili ( lo stress). Nadia è diventata insonne ed è seguita da un medico per una depressione.
Per quanto riguarda la piccola, lei sorride alla vita, ingnara del pasticcio in cui si sono messi i suoi.
Ho riportato questa storia per lei. Non credo che il racconto faccia sì che il cittadino d'ora in poi sia trattato con dignità e lealtà, nè che si vinca la corruzione o dimunisca il grado di frustrazione e gelosia di alcuni piccoli funzionari mal pagati che non sopportano di vedere altri marocchini avere successo altrove.
Lascio l'ultima parola alla coppia: «Questo paese è meraviglioso, ma per viverci bisogna conoscerne i codici; non padroneggiarli può portare alla follia!».
Questa stessa follia l'hanno sperimentata anche alcuni europei che hanno voluto stabilirsi in Marocco per creare una piccola impresa o per viverci da pensionati. I più furbi si fanno aiutare da quei marocchini che conoscono gli ingranaggi e gli intrallazzi dell'amministrazione. Altri si scoraggiano e ripartono chiedendosi perchè un paese così bello, una terra così splendida, un popolo così accogliente siano rovinati da una burocrazia che si accanisce sulla gente modesta e si piega alla volontà dei ricchi. Perchè il quadro non sia completamente nero, diciamo che le cose stanno cambiando, ma a dosi omeopatiche".
Il libro è stato pubblicato in Italia nel 2010. Due anni dopo, le cose sono diventate nere. Nero carbone.
difficile vero!!!ma e espirato dalla francia chi complica tutto….
Sono stato in vacanza in Marocco lo scorso anno e ho effettivamente trovato un bellissimo paese con gente cordiale, ma con una burocrazia asfissiante, a volte anche per i turisti. La cosa che più mi è rimasta impressa è stata che tutte le volte che arrivavamo in una certa città, alla reception dell’albergo dovevamo sempre compilare il modulo nel quale scrivere anche la località di provenienza in Marocco, per cui: all’albergo di Fes dovevi dire che arrivavi da Marrakech, a Rabat dovevi dire che arrivavi da Fes, a Casablanca dovevi dire che arrivavi da Rabat, e così via, per tutto il giro! Forse la polizia aveva paura che ci perdessimo?

Sono s’accordo con Imane: mi sa tanto che sono stati un po’ troppo influenzati dai Francesi, anche se non credo che noi Italiani avremmo saputo far meglio…