L’audace impresa di spiegare l’Islam ai Leghisti
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La prima cosa che colpisce è il colore della copertina, il verde: è il colore della Lega Nord, verde erba come la Padania, che abbiamo visto sfoggiare in tantissime circostanze, dalle bandiere di Pontida ai fazzoletti dei suoi rappresentanti.
Il verde, però, pur con una gradazione cromatica leggermente diversa, è anche il colore dell’Islam. Forse qualcuno dovrebbe dirlo a Calderoli.
Verde Padania e verde Islam, apparentemente agli antipodi e paradossalmente uniti nell’analisi diretta e lucida contenuta nell’ultimo libro di Khaled Fouad Allam, L’Islam spiegato ai leghisti. Il sociologo algerino non risparmia nessuno, svelando e mostrando, attraverso le accuse e i luoghi comuni a cui ci ha abituato la Lega negli anni, i nodi da sciogliere dell’Islam e del mondo occidentale per giungere ad una svolta.
Il mondo islamico, infatti, deve accendere i proiettori sulla donna, la democrazia, la mancanza di memoria storica che impedisce una riflessione e un’evoluzione della civiltà islamica. Allam evidenzia delle analogie tra la Storia alla fine del XI secolo e la situazione attuale, in cui “le spinte democratiche e liberali sono soffocate dal fondamentalismo e dal radicalismo islamico” e in cui il mondo islamico a contatto con l’Occidente è bloccato in un limbo, tra tradizione e modernità.
D’altro canto, per l’autore, l’Occidente deve affrontare le questioni del multiculturalismo, della Turchia che potrebbe, grazie alla sua tripla valenza (asiatica, araba ed europea), essere una notevole risorsa per l’Europa; c’è anche la paura dell’ “Eurabia”, fomentata dall’islamofobia che il sociologo chiama “più colta” e la necessità di ribadire che “la democrazia è un diritto di tutti, e che non esistono popoli o culture ad essa inadatti e altri più preparati”, perché ciò implica una relazione di ineguaglianza che impedisce a priori l’integrazione.
Allam citando un passo di Simone Weil, contenuto in un articolo di Aldo Bonomi, ben delinea la matrice dell’azione leghista: “Lo sradicamento è di gran lunga la più pericolosa malattia delle società umane, perché si moltiplica da solo. Le persone realmente sradicate non hanno che due comportamenti possibili: o cadere in un’inerzia dell’anima quasi pari alla morte, o gettarsi in un’attività che tende sempre a sradicare, spesso con metodi violentissimi, coloro che non lo sono ancora”. Il sociologo algerino nota, però, che la Lega Nord agisce su due piani, la “ridicolizzazione dell’avversario” e la conoscenza delle tematiche attraverso un attento studio della materia da parte dell’élite, alimentando l’ancestrale paura dell’ “altro”.
Il capitolo più interessante risulta essere quello sulla sua esperienza a Mazara del Vallo (dove è consulente del sindaco sul tema dell’immigrazione) da quando scoprì la Sicilia (al –Sikiliyya) due anni dopo l’arrivo in Italia. Ripercorrendo la storia dell’isola attraverso gli edifici, la sua gente e il dialetto, traccia i contorni del più riuscito laboratorio di integrazione delle culture del Mediterraneo, una sorta di “melting pot” ante litteram. Ed ecco che i “terroni” hanno di che insegnare al popolo del senatùr, mostrando loro che forse il Sole delle Alpi e la Mezzaluna fanno parte dello stesso universo.
Khaled Fouad Allam
L'islam spiegato ai leghisti
Piemme Edizioni - 2011
182 pagine
prezzo € 15,50
Bellissimo libro, anche se il titolo è un po’ fuorviante: è un saggio più sulla Lega Nord che sull’Islam!
Proprio contro la retorica leghista (e non solo, purtroppo…) invitiamo a leggere e diffondere i 10 valori dei musulmani progressisti!