Immigrazione e consumi culturali nell’Italia del meticciato
Dati Articolo
Edito nel 2011, Immigrazione e consumi culturali. Un'interpretazione pedagogica di Mariangela Giusti è il frutto di una ricerca qualitativa che la docente ha effettuato nel 2010, indagando consumi culturali prodotti e fruiti dai cittadini immigrati in Italia e da cittadini nativi.
Mariangela Giusti ha deciso di indagare luoghi e situazioni reali che dovrebbero entrare a far parte della riflessione della pedagogia interculturale. Ci racconta storie di migranti e dei rispettivi figli, e ci parla di quelle seconde generazioni che contribuiranno ad alimentare una cultura meticcia e aperta al diverso. Chi meglio di Yalla Italia quindi per porle qualche domanda?
1. Come sono stati scelti i luoghi cittadini che hanno mosso la sua ricerca?
Nel libro si parla di alcuni musei presenti in alcune città piccole e medio/grandi che hanno organizzato dei percorsi di conoscenza rivolti anche ai nuovi cittadini immigrati. Queste occasioni culturali sono state riferite direttamente dalle persone che abbiamo contattato e intervistato. Nell’ultimo capitolo del libro si descrive un luogo specifico di Milano (il mercato dell’Est di Cascina Gobba): anche in questo caso, si è parlato di quel luogo cittadino in quanto è stato rammentato e citato dalle persone intervistate.
2. Quali sono state le metodologie del suo lavoro?
Il libro prende spunto da un ricerca di tipo qualitativo che è stata condotta nel corso del 2009/inizio 2010 con la tecnica dell’intervista in profondità. Sono state contattate e incontrate 97 giovani donne e donne adulte immigrate in Italia da vari paesi del mondo. Per le interviste si è utilizzata una traccia con poche aree d’interesse: i motivi della partenza, le reti etniche di sostegno, gli eventuali spostamenti fra città (legati a lavoro, studio, formazione), i consumi culturali, la situazione attuale, difficoltà, sogni, aspettative per il futuro. (vedi nota 34 a pagina 30)
3. Nel libro si delinea una cultura meticcia, incrociata, aperta all'altro. A che punto siamo effettivamente?
Diverse situazioni di cui si parla nel libro hanno dato buoni risultati; nel complesso credo che la situazione sia in costruzione e che tutte le occasioni e le opportunità debbano essere perseguite e coltivate.
4. Dai suoi capitoli emergono nuovi codici di comunicazione. Tra questi, quali le sono sembrati quelli più innovativi e capaci di inserirsi nell'attualità che viviamo?
Indubbiamente l’esperienza di Yalla Italia è stata ed è innovativa e positiva nella direzione di creare comunicazione e conoscenza fra nativi e immigrati arabi di seconda generazione. Anche i siti web (nel testo ne sono stati ricordati diversi nel capitolo tre) sono importanti per avviare e permettere comunicazione e conoscenza. Non mi sento di fare delle “graduatorie”:credo che i diversi codici siano ugualmente importanti per i diversi gruppi di persone che più li utilizzano.
5. Vi sono scuole che hanno deciso di adottare come libro di testo la sua opera e prendere spunto dai laboratori da lei descritti?
Il libro si rivolge prevalentemente a studenti universitari che si stanno formando a professioni educative (dove la dimensione interculturale deve essere tenuta in forte considerazione), a operatori degli enti locali, a insegnanti, a esperti che lavorano nelle amministrazioni pubbliche. Il libro è stato adottato in alcuni corsi universitari e di sicuro i laboratori rappresentano spunti per lavorare nell’ambito della formazione.