Sokol Haxhia:ecco perchè i paesi arabi sono perfetti per i calciatori
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Il suo sogno era il pallone a scacchi. E, da bambino, aveva tutte le carte in regola per diventare un campione.
La storia è quella di Sokol Haxhia ( nella foto: il terzo in piedi a sinistra), albanese nato a Tirana nel ’74, cresciuto come calciatore nella squadra più importante della capitale: la Dinamo.
Tutti sostenevano che avesse la stoffa dei migliori. Di quelli che poi hanno fatto carriera in Europa. Di famiglia umile e senza più sogni in Albania, Sokol, nell’agosto del 1991, si buttò in uno di quei famosi barconi affollati di gente che raggiunsero la costa di Brindisi.
Un viaggio della speranza verso la patria del calcio: l’Italia.
Chiunque lo veda giocare resta impressionato dalle sue capacità, così tutto fila liscio fino a quando un dolore fitto alla schiena non lo blocca.
Così, dopo due interventi di ernia al disco, ancora giovanissimo, è costretto a lasciare il calcio professionistico. Sembrava finita, ma Sokol non si è mai dato per vinto. Nel frattempo si stabilisce in Toscana, conosce una ragazza italiana, Elisa, la sposa (oggi sono una bella famiglia formata anche dai due figli Marco ed Helena) e inizia a lavorare in una azienda che ha rapport con le pubbliche amministrazioni.
E' ancora il calcio il suo pallino: nel 2006, superando l’esame specifico, acquisisce la licenza di agente Fifa e apre una società SportX management, che assiste calciatori. Oggi è procuratore di trenta atleti in tutto il mondo, tra i quali Erjon Bogdani, campione albanese oggi in forza al Cesena in serie A.
La sua è una storia avvincente, di uno straniero che, in Italia, ha saputo costruirsi da solo, raggiungendo il successo. Ma lo abbiamo contattato anche perché dal 2010, è stato uno dei primi procuratori a mettere a punto il trasferimento di un calciatore nei paesi arabi, con il passaggio dell’attaccante Migen Memelli, capocannoniere del campionato Albanese, al Al Faisaly, squadra che milita nella “Serie A” dell' Arabia Saudita e successivamente acquistato dal Al Taawon. “Per me è stato facile capire le loro usanze islamiche – racconta Sokol - sono nato in Albania dove quasi il 75 per cento della popolazione è musulmana. Nel calcio arabo non è difficile l’integrazione per i giocatori stranieri.
Ne sono accettati solo tre per ogni squadra e tutti sono considerati dei fuoriclasse, avendo quindi le migliori condizioni per stare bene”. Sokol Haxhia, aggiunge anche: “Sai cosa penso? I paesi arabi sono perfetti per un calciatore. Vita sana, cibo meno pesante, niente alcool, poche tentazioni. E’ perfetto”.
E dell’Italia, invece, cosa pensi? E’ stato difficile per te integrarti e raggiungere il successo nel mondo del calcio?
“All’inizio ho avute molte difficoltà in Italia, anche perché sono arrivato nel period in cui, raggiungevano l’Italia decine di migliaia di albanesi a volta.
E se è vero che in tutte le cose c’è il buono e il cattivo (e vale anche per gli albanesi), i più ignoranti, ci vedevano tutti uguali. Per questo è stata dura, ma oggi sono un uomo soddisfatto: ho una bella famiglia in questo paese e un lavoro che amo, anche perché riuscire ad affermarsi nel mondo del calcio in Italia è difficile come vincere al Superenalotto”.
Cosa pensi dell'Islam? Si puo lavorare nel calcio e metter da parte le differenze culturali e religiose?
“Le idee e la fede religiosa delle persone, vanno sempre rispettate. Ognuno deve essere libero di credere in quello che vuole e parlare di Islam per me è un onore, anche perché più della metà degli atleti che assisto sono musulmani. Se parti da questo principio e hai rispetto, nel calcio si puo lavorare bene. Alla fine non esistono molti problemi di integrazione: in serie A, B, Lega pro, giocano tantissimi ragazzi di fede islamica”.
E se ti chiedessi: oggi ti senti italiano?
“Mi sento parte della nuova generazione italiana, perché ho passato piu anni della mia vita qui in italia. Se siamo inteligenti oggi è facile convivere e imparare dalle persone che hanno origini diverse dalla tua. E bello vedere una società senza pregiudizi, razzismo, violenza. Ma ancora l’Italia deve fare qualche passo in avanti”.
La primavera Araba ha influenzato il tuo business?
“Il mio lavoro mi porta a fare trattative in tanti paesi arabi, anche se ultimamente sono concentrato in Svizzera, perché là ho uno dei piu grandi talenti del calcio Albanese: l'attacante Armando Sadiku.
Comunque in generale non ho avuto riscontri negative per quello che è successo. Mi dispiace solo che in Siria sia stato fermato il campionato e molti giocatori di talento ora si trovano senza squadra.
Per questo, mi preme dire e mi fa piacere mettermi a totale disposizione per qualsiasi giocatore musulmano avesse bisogno del mio aiuto. L’importante è avere un requisito: il talento”.
Ho conosciuto Sokol due anni fa. E’ una persona intelligente e un business man. Ottimo lavoro. Tiene alto il nome della Valdinievole
Grande ragazzo….mi ricordo di te quando sei arrivato a montecatini e facevi il cameriere.sono felice per te e la tua famiglia. Te lo meriti.
Come hai fatto? Per il titolo di studio? Anch’io vorrei diventare Agente Fifa ma non sono riuscito diplomarmi.
Questa è una bellissima storia di come tutto è possibile nella vita. Tutto è possibile.Mai arrendersi.Bravo Sokol
Sokol è un ragazzo che stimo molto. Ha una bella famiglia e un lavoro che ama.Ma ha sudato molto per il suo successo.Si dovrebbe imparare molto da lui.
Ho conoscuto sokol poco setimane fa,avevo sentito parlare di lui in tante ocasioni, come a livorno calcio e di altri amicci in albania.Ho avuto l’onore di conoscere da viccino, al suo studio e ho visto in lui un grande uomo di rispeto e di cultura sportiva.Mentre parlavo con lui ho visto nei suoi occhi un uomo felice, che amava il calcio.E io dico che di questi uomini ha bisogno il calcio.Bravo Sokol continua cosi sei una bandiera per tutti.
Conosco bene Sokol e anch’io ho scritto della sua storia. E’ un ragazzo che ha fatto tanta strada, partendo da un situazione non molto facile. In Valdinievole, oltre che essere amico di tutti, è anche un esempio per coloro che hanno lasciato il proprio paese e, da soli, provano a costruirsi una vita in Italia. Sono contento che Ebla abbia fatto questa intervista. Le storie pulite come la sua sono utili. E trasmettono speranza per tutti, anche per noi italiani che siamo troppo abituati a lamentarci e a giustificarsi con la cosiddetta crisi economica.
Mi piacerebbe molto conoscere questa persona. Ma in quale parte d’Italia si trova Sport X?
Ciao Fernando, la sede di SportX Management si trova a Ponte Buggianese (Pistoia) Toscana.