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Le donne di piazza Tahrir, libere “prima e dopo di loro”

Le donne di piazza Tahrir, libere “prima e dopo di loro” Dati Articolo

Le donne di Piazza Tahir stanno subendo di tutto, come racconta questa coraggiosissima attivista:




Nei giorni in cui le donne egiziane scendono in piazza Tahrir per rivendicare il loro ruolo paritario accanto agli uomini e per denunciare le violenze di cui sono state fatte oggetto, la grazia poetica di Joumana Haddad ci ricorda il significato e il valore della parola donna:


DONNA

Nessuno può immaginare
Quel che dico quando me ne sto in silenzio
Chi vedo quando chiudo gli occhi
Come vengo sospinta quando vengo sospinta
Cosa cerco quando lascio libere le mie mani
Nessuno, nessuno sa
Quando ho fame quando parto
Quando cammino e quando mi perdo,
E nessuno sa
che per me andare e' ritornare
Che ritornare e' indietreggiare,
che la mia debolezza e' una maschera
E la mia forza e' una maschera,
E che quel che seguira' e' una tempesta.


Credono di sapere
Ed io
glielo lascio credere
E avvengo.


Hanno costruito per me una gabbia
affinche' la mia libertà' fosse una loro concessione
E ringraziassi e obbedissi
Ma io sono libera prima e dopo di loro,
con loro e senza di loro
Sono libera nella vittoria e nella sconfitta
La mia prigione e' la mia volontà'!
La chiave della prigione e' la loro lingua
Ma la lorol ingua si avvinghia intorno al mio desiderio
E il mio desiderio non lo potranno mai domare.


Sono una donna.
Credono che la mia libertà' sia loro proprieta'
Ed io
glielo lascio credere
E avvengo.


2 Responses to Le donne di piazza Tahrir, libere “prima e dopo di loro”

  1. Pier Francesco says:

    Cara Randa,
    Dentro di me resta sempre la stessa domanda: quante sono queste donne coraggiose? E anche gli uomini?
    Fermi restando tutti i dubbi sulla loro regolarità, le elezioni egiziane hanno avuto un risultato che io trovo decisamente sconsolante, perché mi hanno fatto balenare il sospetto che due terzi degli Egiziani condividono una visione della società, che a me appare reazionaria e liberticida, su temi fondamentali come libertà di religione (e non), diritto di famiglia e codice penale. Una visione della società dove lo Stato è autorizzato a compiere violenze e soprusi sui cittadini-sudditi.
    Queste donne audaci che lottano per i loro diritti avranno sicuramente il sostegno morale (di piu’ non saprei cosa fare) del blog di Yalla e dei suoi lettori, ma temo che non lo riceveranno dai loro connazionali.

  2. Andrea says:

    Mamma mia ragazzi, roba da “1984″…

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