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Il mio non-Natale: lettere in Lapponia e la grande fuga

Il mio non-Natale: lettere in Lapponia e la grande fuga Dati Articolo
Sono anni che sento dire che a Natale sono tutti più buoni e che in questo periodo si crea nell’aria un’atmosfera magica.
Ma basta guardare film! Il Natale non è solo lucine, giocattoli, regali, abbuffate e Jingle Bells: gli addobbi spuntano già a Novembre non facendoti assaporare del tutto nemmeno i profumi autunnali. Spuntano venditori ambulanti che vendono ogni genere di gadget natalizio inutile, i negozi si riempiono di commesse/ studentesse isteriche che per arrotondare lavorano 90 ore al giorno e non sanno nemmeno piegare una camicia, il traffico è assurdo e i prezzi alle stelle.

I centri commerciali sgorgano di vere e proprie truffe definite offerte o promozioni per l’occasione. Certo, nei film di Natale siamo tutti più buoni: nuora e suocera preparano i frollini insieme e si accarezzano i capelli dichiarandosi reciproco affetto. I manager diventano perfetti padri di famiglia e non rispondono al BlackBerry, i nonni 80enni si vestono da Babbo Natale e si buttano giù dal camino, le mamme hanno una piega perfetta anche alle 7 di mattina e chiamano amore il proprio uomo dopo 30 anni di tradimenti, i ragazzini non fumano canne in compagnia ma vanno tutti in giro con la bicicletta con la baguette sotto le ascelle e salutano i vecchietti!!

Forse ho smesso troppo presto di credere nella magia del Natale, ma non per scelta. Da piccola musulmana vedevo tutti i bambini cattolici prepararsi a questo grande evento. Parlavano di Babbo Natale, della Befana, dei regali, dei pranzi e dei cenoni. Nella nostra famiglia non si festeggiava perche “non è la nostra festa” diceva mamma. Sono rimasta per anni ad aspettare fuori dalla finestra l’arrivo della Befana. Ho scritto centinaia di lettere a Babbo Natale. All’ufficio postale del mio vecchio quartiere mi conoscevano tutti: “Ecco la bambina che spedisce le lettere in Lapponia”- Se a Natale sono tutti più buoni allora perché da piccola nessun cristiano mi ha mai invitato a casa sua per festeggiare il Natale in compagnia? Perché tutti fanno buoni propositi per salvare il mondo ma nessuno pensa che basterebbe molto meno per fare del bene?
E come se non bastasse la frase che sentivo più spesso era e resta: “Ma cosa fai di bello a Natale”?

Ecco cosa faccio: scappo dalla folla di gente che me lo chiede, scappo dai regali confezionati e sempre uguali dell’Upim e del Coin. Scappo da pranzi dove ci si vede perché è Natale ma poi durante l’anno non ci si rivolge nemmeno la parola. Scappo dai telegiornali che per l’ennesima volta trasmettono il filmato “questo Natale gli italiani spenderanno in media x Euro a famiglia e mangeranno 2,5 panettoni a testa”. Scappo dai soliti discorsi sul tram e dai finti sorrisi delle farmaciste che mentre ti danno la scatola di antidepressivo ti dico a voce alta” Su con la vita e Auguri di Buon Natale”.

Scappo da tutto questo e vado in un posto dove il Natale non esiste, cosi posso far volare la fantasia e credere ancora che un giorno dalla piccola finestra della cucina vedrò volare la Befana e arriverà un pacco regalo tutto per me dalla Lapponia.


10 Responses to Il mio non-Natale: lettere in Lapponia e la grande fuga

  1. Andrea says:

    Bravissima!

  2. Marco says:

    @Maral ho incontrato babbo natale e mi ha detto di aver letto le tue letterine e che devi continuare a pensare che non sia tutto solo consumismo, i regali più belli sono quelli che si fanno …più di quelli ricevuti.

    Per quanto riguarda la cena di Natale il prossimo ti invito io, per tutti gli altri giorni puoi venire a cena quando di pare, anche in compagnia, basta che prima mi avvisi ;)

    Infine se nessuno ti ha invitato …forse vivi a Milano, in caso fossi stata a Napoli avresti ricevuto continuamente inviti per ogni ricorrenza comandata …e anche quelle non comandate.

    Ciaoooo e buon natale a tutti qualsiasi cosa rappresenti per ognuno di noi.

  3. guido says:

    è vero a napoli forse è un pò diverso, cmq il natale è molto commerciale anche a napoli. In ogni caso per evitare parte delle idiozie consiglio di spegnere la tele(ma il consiglio vale per tutto l’anno). e apprezzo molto quanto dice Marco, che i regali più belli sono quelli che si fanno, ed è già un miglior natale. quindi dai aspetto i prossimi regali

  4. Paolo says:

    Hai ragione, ma ciò che più mi colpisce è come questa giornata abbia perso quasi totalmente il suo significato più profondo, la nascita del Bambino, il quale ci richiama al mistero Divino.Penso siano stati veramente pochi coloro che hanno rivolto qualche minuto del proprio tempo ad una riflessione su Gesù, indaffarati nella corsa ai regali. Pochi si accorgono dei tanti fratelli cristiani e non, a cui sarebbe sufficiente un sorriso,una buona parola e la condivisione di un piatto. Una cosa è rimasta, l’augurio di Buon Natale, ma per quanto ancora??? Grazie per la tua testimonianza un abbraccio di gioia….

  5. Pier Francesco says:

    Quando ero bambino, c’era ancora la guerra tra Babbo Natale e Gesu’ Bambino, su chi fosse a portare i regali. Mi ricordo le dispute com la mia cuginetta: io, cresciuto in una famiglia molto laica, sostenevo ovviamente Babbo Natale mentre lei, frequentatrice della parrocchia e dell’oratorio, diceva Gesu’ Bambino. E poi via coi discorsi se ci vuole o no il presepe sotto l’albero! E che dire della notte del 24 passata in bianco, facendo finta di dormire, con la speranza di beccarlo mentre lasciava i pacchi sotto l’albero? Col passare degli anni, ha trionfato il vecchio vestito di rosso: è piu’ neutro, piu’ politicamente corretto (“cosi’ non si offendono le altre religioni….”, dicono) ma soprattutto piu’ adatto a fare da sponsor del consumismo!
    Devo dire che per me è fonte di grande tristezza, ora che sono adulto, vedere Babbo Natale ridotto a gadget e sponsor pubblicitario, con tutti quei cappellini rossi sulle teste delle commesse (ragazze: siete belle cosi’, non avete bisogno di fare le clown), le feste a tema, ecc…ecc…

  6. maral says:

    Hai proprio ragione..Ormai anche Babbo Nataale è ridotto male.Una cosa però me la chiedo: quando ero bambina io eravamo tutti molto piu ingenui. Ci credevamo a Babbo Natale. Oggi i bambini hanno la stessa ingenuità? Come fa un bambino che comincia ad usare L’iPAD a 2 anni a non riconoscere suo papà vestito da Babbo Natale?

  7. maral says:

    Per Paolo:

    Chi festeggia ormai non sa più perchè..Ci sono pochissime famiglie che cercano di preservarne ancora il valore religioso:ormai è un’occasione per abbuffarsi, comprare, ostentare e spendere in regali inutili.

  8. @Andrea says:

    Grazie e Buone Feste!!!!

  9. Deborah says:

    Ciao Maral, il Natale? E’ da anni che siamo in molti ad osservarlo da una finestrella. La sua magia è ridotta ad un piccolo fascio di luce. Il buonismo? Proviamo a distaccarci da retoriche ed escalation. La coreografia e i protagonisti riflettono un’immagine che da sempre si ripete: regali, Babbo Natale, pranzi e cene, luci ed alberi, la Befana, d’altronde è questo! Seppur non musulmana, in questo periodo vorrei scappare proprio come te, ma per dove? In un modo o nell’altro l’atmosfera del Natale mi raggiungerebbe ovunque perchè è dentro di me. Fortunatamente non siamo in pochi a soffermarci in merito; è bello riuscire a meravigliarsi ancora davanti a scenari fantastici che durano uno o due giorni. L’articolo mi ricorda “Nightmare Before Christmas”: cambiare e distorcere una tradizione antica potrebbe anche diventare un rischio forse spirituale? E’ quello che stiamo vivendo, ma è anche ciò che vogliamo alla fine. Siamo bravi e capaci quando tergiversiamo su noi stessi, siamo solleciti ad adeguare usi e tradizioni e a convergere verso nuove ambizioni ed ipocrisie. E’ da tempo che Babbo Natale e la Befana non sono più in grado di reggere il peso dei nostri atteggiamenti e delle nostre azioni e tanto più il peso delle richieste, soprattutto se penso a quanto è accaduto in Nigeria, e chissà in quanti altri luoghi! Se si continua così, forse un giorno dalla Lapponia sia Babbo Natale che la Befana ci saluteranno e ci lasceranno per servire un’umanità migliore, a quel punto non ci saranno più magie e luci colorate…
    (p.s. non scappare per favore Maral, scrivi ancora per noi!!)

  10. maral says:

    Cara Deborah,

    Certo che ne avremmo davvero bisogno di Babbo Natale. Da piccola lo consideravo un personaggio neutro, né musulmano né cristiano. Non avendo ricevuto nessu tipo di educazione religiosa e non capendo il significato di Dio mandavo a lui le richieste di pace nel mondo e le mie preghiere.

    Per ora non scappo, ho tante cose da fare ancora sulla Terra.
    A presto

    Maral

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