Papà, mamma: siamo incinti!
Dati Articolo
Com'è essere una ragazza madre, di seconda generazione e di origini musulmane? Ce lo racconta Marwa, in questa emozionante seconda puntata...la rivelazione della sua "dolce attesa" alla famiglia!
Piccolissimo dettaglio, ma alquanto fondamentale...non ho parlato di me, di chi sono! Dunque...
Sono l'unica figlia femmina (detta anche "la ribelle") tra tre maschi, tutti nati e cresciuti in quel di Milano. I miei genitori sono emigrati dall'Egitto in Italia nei primi anni '70, questo significa genitori con cultura egiziana al 100% e di fede islamica.
I miei genitori sono moderati e hanno da sempre cercato di insegnarci la loro cultura e fede, senza però mai esagerare in questo.
Ricordo che da piccola, alla domenica, andavo in una scuola ad imparare le basi dell'islam, e ricordo molto bene delle canzoncine che ci insegnavano, ma solo ora, a distanza di tantissimi anni, riesco a capirne realmente il significato, mentre all'epoca mi divertivo a cantarle semplicemente perchè avevano una melodia piacevole.
Il termine "ribelle" mi é stato appioppato semplicemente perché vivo e ho vissuto da sempre all'occidentale, e ho imposto da subito la mia personalità ed i miei ideali.
Nonostante però i miei genitori siano di large vedute, cosa che ha facilitato il mio percorso, come la maggior parte dei genitori egiziani continuavano a sperare che la propria figlia seguisse le tradizioni e la cultura delle loro origini, ovvero sposare un ragazzo egiziano e musulmano - idea che hanno abbandonato quando ho presentato il mio primo fidanzato.
Questa volta però, non dovevo presentare qualcuno ai miei, bensì annunciare che sarebbero diventati NONNI!!
Torniamo a noi, e al fatidico momento in cui quel test ha cambiato la mia vita..
Il mio pensiero è andato subito al fatto che i successivi nove mesi per "lui" sarebbero stati uguali a sempre,mentre per me tutto sarebbe stato diverso, a cominciare da...subito!
Dopo un'infinità di tempo, e aver bevuto quantità improbabili di acqua per riprendermi dalla notizia, ho pensato... ma da quanto? Ma siamo sicuri che lo stick funzioni? Domani vado in ospedale a fare il prelievo.
L'indomani mattina, mi presento in ambulatorio per il prelievo del sangue, mi chiedono un importo da pazzi ,e mi dicono "beh poteva farsi fare l'impegnativa"..."cosa?" ho pensato, "a momenti non ricordo dove sto di casa, e lei mi parla di impegnativa?"
Dopo aver fatto il prelievo, rientro in ufficio, tesa come una corda di violino, aspettando che le lancette dell'orologio si muovano il più velocemente possibile,ma ovviamente quando si ha fretta il tempo è sempre troppo lento.
Nel pomeriggio mi chiamano: "il referto è pronto, quando vuole passi pure" ed io penso, ok,oooook, stai calma, manca poco e saprai!
La prima cosa che faccio l'indomani mattina è andare di corsa in ambulatorio. Entro, dico il mio nome e cognome, e la signora cerca nell'archivio la mia busta, mentre la guardavo non smettevo di pensare "MA QUANTO SEI LENTA?MUOVITIII, SU SU!!"...poco dopo eccomi lì con la busta in mano... io, il foglio, e i miei HCG (ormone che viene prodotto circa 7 giorni dopo la fecondazione)....i miei HCG indicavano 4632, ero di poco più di 4 settimane.
Esco dall'ambulatorio, con un sorriso da ebete stampato in viso, cerco nella mia borsa e prendo il cellulare. Lo guardo per qualche secondo, ed alla fine, quasi in automatico, digito il nome di mio fratello maggiore.
Come mai ho chiamato mio fratello? Mio fratello è mio amico, confidente, la persona con cui mi confronto sempre e comunque,nonostante le mille idee diverse.
L'ha presa bene, non me lo aspettavo? O forse sì? Poco importava , in quel momento non avevo la lucidità sufficiente per rispondere alle mie domande...perchè l'unica domanda che piano piano si faceva spazio era....DEVO DIRLO A PAPA'??!!...
Ho messo in stand by la famigerata domanda che stava prendendo il sopravvento, ed ho chiamato mia madre che tra la gioia, l'euforia e il pianto mi ha detto di essere felicissima per me. Io pensavo, fiuuuu, primo genitore andato...ma ora manca il papà! Come dirglielo? Lo affronto seriamente o lo faccio con ironia?
Nell'andare in ufficio continuavo a prepararmi discorsi su discorsi, su come dargli la notizia. Avevo paura? Cosa mi aspettavo? NON NE AVEVO LA PIU' PALLIDA IDEA...insomma non è una notizia che si può dare così su due piedi,no?...non posso andare lì e dirgli "ciao papà, volevo dirti che tra 9 mesi sarai nonno" !!!!NOoOoO ,assolutamente non così!
La domenica decido di pranzare da papà,e c'è da dire che di discorsi ne avevo preparati una decina circa , ma continuavo a cercare di sceglierne uno sul quale impostare il tutto, il tempo passava...ormai ero a un passo dall'incontrarlo, ma ancora non sapevo come gli avrei dato la notizia...insomma non si è mai pronti per dirlo ai propri genitori, o almeno io non lo ero!
Mi armo di forza e coraggio e vado a pranzo a ristorante di mio papà ..inizio a dirgli mmmmh cosa mangio, questo posso, e questo non posso ma lui non mi chiedeva il perchè ed il per come..ed allora nel giro di qualche secondo provo un nuovo discorso, ma anche quello niente, insomma dopo vari tentativi e dopo aver mangiato, finalmente viene a sedersi accanto a me ...ecco, io là ho iniziato a sudare freddo ma dentro di me ho pensato "ORA"...
lo guardo e dico " TI SENTI GIOVANE?" (mentre uscivano le parole, pensavo ma cosa stai dicendo??)
Lui: "OVVIAMENTE,SONO GIOVANISSIMO"
Io: "Bene, quindi sarai un nonno giovane??"
Lui "Eeeeh ora che lo diventerò!!"
Io :" lo sarai tra nove mesi"
Silenzio di qualche secondo, che pesavano come se fossero ore lunghe ed interminabili.. ma quando infine riesce a relizzare mi guarda e mi dice "MA CHI? IO? E DA CHI?", lo guardo e gli dico " TU, E DA ME!"
Lui: "Scherzi"
Io: "Per niente"
Lui :"Ok"
Io lo guardavo per leggere nei suoi occhi quello che le sue parole non osavano dire, gli sorrido, un sorriso tirato, e lo fisso in silenzio per cogliere il suo stato d'animo.
A quel punto decido di alzarmi e di lasciargli del tempo per metabolizzare la notizia.
Marwa Fouly
Leggi qui la prima puntata
Bellissimo..mi è piaciuto come il primo, bravissima Marwa!!! Un abbraccio
Cara Marwa,
Hai descritto benissimo questi momenti pieni di emozione, tra l’attesa del responso dell’ambulatorio e il tormento su quali parole dire ai familiari.
In tutta onestà: sei sicura che mamma e fratello non avessero già “preavvisato” il papà?
Wow… Mi lasci sempre senza parole… sei bravissima nel descrivere le emozioni e quello che hai provato… e anche se la storia la so… non vedo l’ora di leggere tutto in un fiato la “3° puntata”… Complimenti mamma Marwa… e un bacione alla piccola!!!
Ciao marwa,complimenti per l’articolo e per il bambino!sono elisa l’amica di andrea tuo fratello e leggendo quello che hai scritto mi sono venuti in mente quei bellissimi momenti passati a casa tua con te e la tua bellissima famiglia 12 anni fa in egitto!spero che ti ricordi e spero di rivederti presto visto che viviamo anche nella stessa città!bacio ciao
@ Giulia : Grazie mille
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@ Pier Francesco : Con tutta onestà ,ho affrontato da sola papà.. nè mamma ,nè fratello mi hanno aiutato in questo!!e credimi non è stato facile, e sopratutto avrei voluto riprendere il viso di mio papà quando realmente ha iniziato a capire.
@Alessandro: Ma grazie!!!,,bhè che dire, alla prossima puntata allora
@Elisa:UUUh mamma da quanti che non ti vedo e non ti sento? Sono cambiate un sacco di cose!! Urge incontro!! nel mentre ti ringrazio e ti abbraccio forte. al prossimo articolo, resta da queste parti
DELICATISSIMO! GRAZIE MARWA.
Luisella granzie a te per seguire la mia storia