Egitto: piccoli, poveri ma già globalizzati
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Il professor Paolo Branca e la quarta ed ultima puntata ( per ora) del diario sul suo ultimo viaggio al Cairo.
Sul Cairo calano le prime ombre della sera. Il mio albergo è a Zamalek, elegante quartiere-isola sul Nilo con negozi alla moda e molti stranieri.
Forse per farmi un piacere, forse perché si può raggiungere la loro sede a piedi, il Centro Italiano di Cultura l'ha scelto in zona. Non è di lusso, ma confortevole. Ci torno dopo una giornata stressante: il traffico e le distanze mettono a dura prova la resistenza di chi non c'è abituato. Ma sono di buon umore: incontri interessanti, molte notizie, ospitalità e gentilezza incomparabili.
Una bambina mendicante, scalza e poco pulita, mi si avvicina e chiede l'elemosina. Le allungo una banconota da 5 pounds, una bazzeccola per me: circa 60 centesimi di euro. La prende, ma me la rende subito. Resto interdetto e la guardo con aria interrogativa.
“Devi comprarmi tu da mangiare!” chiede risoluta.
“Come mai? - rispondo – non puoi acquistare tu del pane al negozio?”
“Non mi lasciano entrare” commenta e mi prende per mano, conducendomi fino all'ingresso di un McDonald.
Capisco e le faccio segno di entrare con me, insieme al fratellino di poco più grande e non messo molto meglio che nel frattempo ci ha raggiunti. Si precipitano a guardare nella teca i giochi offerti in omaggio. Comprendo l'antifona, ma chiedo ironico: “Ma volete mangiare o giocare?” Non attendo neppure la risposta e m'informo.
I giochi sono in regalo per chi acquista un Happy Meal. Ne ordino 4, in totale circa 8 euro... Di lì a poco i due ragazzini ricevono un vassoio con 4 bicchieroni di pepsi e un enorme sacco che contiene panini e giochi.
Escono felici e mi danno un bacio sulla guancia. Con quella cifra avrebbero potuto avere molte più cose da mangiare, per loro e per la mamma che mendica un po' più in là tenendo in braccio un bimbo più piccolo, e magari anche per papà, probabilmente disoccupato.
Ma seppure poveri non sono stupidi. Hanno capito che da McDonald non si compra solo da mangiare, ma qualcosa di più: uno status, oltre che dei giocattoli.
Mi chiedo se un mendicante milanese farebbe la stessa cosa... non credo proprio! Analfabeti e male in arnese, hanno già capito tutto... Dovevo fargli una ramanzina sulla salubrità dei cibi tradizionali? Magari una reprimenda sulle multinazionali del fast-food?
I bambini, almeno ogni tanto, vanno accontentati, ma soprattutto vanno ascoltati e capiti. Io la so lunga, ma loro la sanno ancor più lunga di me. Impara qualcosa, professore! Qualcosa che nei libri non c'è ma è molto più interessante.
Piccoli cairoti sfortunati, non ho fatto quasi nulla per voi, ma voi avete fatto molto per me, e ve ne sono grato.
Per rileggere le altre puntate:
Quando c’era lui…caro lei!
Dignità, giustizia e libertà!
Egitaliani mai partiti dal Cairo
I bambini di oggi sono molto perspicaci e chi vive ogni giorno di stenti è costretto per spirito di sopravvivenza a inventarsi delle strategie.La spontaneità con cui lo fanno sorprende e trova noi adulti impreparati ma è pur giusto che vivano la loro vita da bambini in modo spensierato senza doversi comportare da piccoli adulti.Questo articolo dovrebbero leggerlo quelli che in Egitto non voglio rinunciare al loro potere e stanno attaccati saldamente e vergognosamente alla loro poltrona
Io l’ho sempre creduto… lei è un angelo, caro prof