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Arabia Saudita: quando la povertà è un tabù

di Redazione

Ehi, mi sa che “ci hanno preso in giro”. Così il blogger Feras Bugnah ha deciso di intitolare il suo cliccatissimo mini-documentario sulla povertà in Arabia Saudita.

Il documentario “Mal’ob a’alena” mostra immagini dei quartieri bassi di Riad.
“Non siamo in Somalia, siamo nella capitale saudita Riad – dice il giovane regista, che è anche la voce narrante – Siamo nel quartiere Aljaradiyah, a poca distanza dal centro”. La telecamera mostra il degrado del quartiere, mentre Boqnah spiega che il 22% della popolazione saudita è povera. Vari residenti del quartiere raccontano la loro condizione, tra case fatiscenti e pochi soldi per sfamare la famiglia.

Il documentario costituisce il quarto episodio di una serie pubblicata su YouTube negli ultimi due mesi dove Bugnah in tono quasi ironico racconta la società di Riad rivolgendosi prima ai benestanti residenti della città, e poi, alla loro risposta che tutto nel paese funziona bene, taglia sui bambini poveri che dicono: “no, non fanno nulla per noi”.

Verso la fine del video, Bugnah invita i sauditi ricchi a fare di più per affrontare il problema e incoraggia uno degli uomini intervistati a fare un appello diretto al re Abdullah per chiedere aiuto.
Re Abdullah ha reagito prontamente sbattendo Bugnah & collaboratori in galera.

Questione povertà risolta. E poi ci chiediamo perché l’Iran sia considerato “stato canaglia” e l’Arabia Saudita no. Semplice, qui il re ascolta ciò che dicono i suoi sudditi. Poi magari li incarcera, ma questo -evidentemente – ci importa poco.

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Francesca |

Noi sappiamo benissimo cosa succede in certi paesi anche se arrivano immagini che dimostrano l’opposto.Abbiamo imparato a non fidarci di ciò che vediamo e di ciò che sentiamo e i popoli questo anno hanno deciso di andare oltre l’omertà rischiando la vita pur di far conoscere al mondo la verità.Non funzionerà a lungo la tecnica di incarcerare e censurare,il mondo è cambiato

Pier Francesco |

Cara Yalla,
E’ evidente a questo punto che voi siete emanazione di potenti lobby occulte demo-pluto-giudaico-cristo-massoniche, che tentano in ogni modo di gettare discredito sulla Assoluta Santità del Custode: come vi permettete?? E’ chiaro che quel blogger è sicuramente un infiltrato del Mossad (o del Vaticano?) che è stato smascherato, e che quei “poveri bambini” sono solo attori pagati dal Nemico infedele!
:-) :-)

Va be’, nulla di nuovo sotto il Sole, i regimi sono uguali in tutto il mondo: va tutto ben, madama la marchesa. Ricorda un po’ la situazione che avevamo nell’Europa orientale ai tempi del giogo sovietico. I miei genitori ebbero la fortuna (?) di visitare Berlino Est e mi raccontano sempre la grande miseria evidente, mentre a loro (turisti) si cercava di non far mancare nulla e la guida di regime declamava gli straordinari risultati nella lotta alla povertà raggiunti dalla DDR. Guai però a chi faceva notare che c’ea qualche contraddizione tra le parole della guida e la realtà che in quel momento si dispiegava sotto gli occhi di tutti! Qui è pure più difficile, perché il Paese sarebbe in realtà il più ricco del mondo, ed è ovvio che è ancora più imbarazzante per i Custodi tentare di giustificare l’esistenza della povertà.