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Arrivederci, Bonelli

Arrivederci, Bonelli Dati Articolo “Come salutarvi, dunque, se non augurandovi buona lettura?” È così che ci saluta nel suo ultimo editoriale Sergio Bonelli, il più grande editore italiano di fumetti morto lunedì mattina a causa di una breve malattia.

Bonelli è conosciuto come il fratellastro di Tex (creato dal padre Gian Luigi), creatore di Mister No e Zagor, editore di Nathan Never e Dylan Dog. Eppure la lista di personaggi della Sergio Bonelli Editore che si è fatta spazio nel cuore degli italiani, è molto più lunga ed include anche un personaggio meno noto di cui vi voglio parlare oggi: Volto Nascosto.

Volto Nascosto è un leggendario guerriero-profeta islamico che indossa una maschera d’argento e conduce la battaglia della resistenza Etiope contro l'italiano invasore. Infatti la miniserie di 14 episodi si colloca alla fine del ottocento nel contesto storico della Guerra di Abissinia che si svolse tra l’Italia e l’Etiopia. Il paradosso di questa guerra fu che nacque dalle diverse interpretazioni di un trattato di pace noto come il Trattato di Uccialli (1889), in cui l’Italia e l’Etiopia stipularono un’alleanza politica e commerciale.

Volto Nascosto è un giusto; un guerriero valoroso che combatte per il suo popolo e la cui identità rimane un mistero. Il suo vero volto è stato mangiato via dalla lebbra e lui rappresenta un’intero popolo, colpito da malattie, povero e disperato, ma che combatte per la propria libertà.

Nonostante il formato bonelliano tradizionale, fascicoli brossurati con 96 pagine di 16x21 cm, Volto Nascosto, uscito nel 2007, fu per molti versi innovativo per la grande casa editrice milanese.

La novità è rappresentata soprattutto dal fatto che a fare la parte dei “cattivi”, siano gli italiani, invasori, colonizzatori e sfruttatori di un’Africa contesa tra le varie potenze europee. È anche interessante come colui che invece dà il titolo alla serie ed è dipinto come un eroe sia un guerriero e profeta islamico. Questo particolare punto di vista rende le vicende narrate ancora più accattivanti. Sergio Bonelli era sicuramente un rivoluzionario nel mondo della fumettistica, ma non solo. È chiaro che un milanese doc che a quasi ottant’anni si spinge a pubblicare una serie come questa, è una persona illuminata e coraggiosa.

In un mondo attuale che vede nell’Islam il nemico, è bello che ci siano libri e fumetti come questo, che fanno scaturire delle analisi di coscienza sul nostro passato, neanche troppo remoto, da “cattivi”. Mentre nel fumetto non tutti gli italiani sono cattivi, oggi ironicamente tutti i musulmani lo sono, almeno secondo i mass media...

*Da ottobre sarà in edicola Shangai Devil, l’ultima miniserie della casa editrice di Bonelli, che vede come protagonista lo stesso Ugo Pastore, degno erede della maschera d’argento di Volto Nascosto, nel contesto storico della Cina del 1897.


3 Responses to Arrivederci, Bonelli

  1. Pier Francesco says:

    Cara Sabika,
    Scusa se esprimo i miei dubbi, senza nulla togliere all’originalità dell’opera, ma peronalmante non ci vedo nulla di realmente audace. Non so fino a che punto la scelta del tema di questa storia sia veramente legata a un desiderio di smuovere le coscienze su un triste episodio della nostra Storia o semplicemente la necessità di creare un’ambientazione “esotica” e che al tempo stesso vedesse coinvolti personaggi italiani, al fine di attirare maggiormente l’attenzione del pubblico.
    Per trattare un argomento del genere, più che un fumetto, io preferei un telefilm (una “fiction”, come si dice oggi), che in genere ha un impatto più “duro” sullo spettatore.

  2. Il marinaio says:

    Caro Pier Francesco, chi ti parla è un lettore abituale di fumetti Bonelli. Una curiosità: ma tu hai letto i 14 numeri di “Volto Nascosto”? Non è che le tue parole sono mosse semplicemente da un senso di sufficienza nei confronti del ‘medium’ fumetto? Se così fosse, per ricrederti non devi fare altro che procurarti la serie in questione, nonché, per limitarci alle opere realizzate da Gianfranco Manfredi (autore, sceneggiatore), un numero qualsiasi di “Shangai Devil”, ora in edicola, o della serie conclusa “Magico Vento” (un western in cui il protagonista, più che un giustiziere, ha il ruolo di mediatore di conflitti). Il fumetto in casa Bonelli ha quasi sempre un taglio realistico, una caratterizzazione delle psicologie dei personaggi, una ricostruzione degli sfondi storici da non invidiare niente ai migliori romanzi di letteratura “alta”. Io che come lettore seguo da sempre i “Wu Ming” posso dire, per esempio, che la ricostruzione del mondo della Frontiera in “Magico Vento” è molto più dettagliata e interessante che quella di “Manituana”.. Un saluto!

  3. Pier Francesco says:

    Caro Marinaio,
    No, ammetto di non aver mai letto il fumeto in questione.
    Posso dirti che mio padre era Tex-Willer-dipendente e mio fratello ha la collezione di tutti i Dylan Dog. Quindi in casa mia il Bonelli era ben noto.
    Io, purtroppo, mi sono limitato ai classici della Disney, quando erano pubblicati da Mondadori: Paperino, Topolino e soprattuto il mitico Zio Paperone sono stati dei pilastri della mia infanzia, e guai a chi me li tocca!
    :-) :-)
    Come ho scritto nel mio commento precedente, bisogna capire le ragioni della scelta di un simile tema. Detto questo, rimango sempre della mia idea che il fumetto sia principalemte uno strumento di evasione. A mio parere, se si vuole approfondire la conoscenza della Storia si dovrebbero leggere i saggi scritti dagli storici, e possibilmente più di uno anche sullo stesso argomento, poiché persino nella Storiografia esistono le interpretazioni, tipo storici di destra o di sinistra, laici o cattolici.

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