Il Paradiso dei Bambini: testo consigliato per le ore di religione in tutte le scuole
Dati Articolo
Il Paradiso dei Bambini
Una bambina musulmana confessa ai genitori la sua passione per la compagna di classe Nadia, una cristiana, lamentando il fatto che vengono separate nell'ora di religione. Ingenuamente chiede: «Se mi faccio cristiana sto sempre con lei?». Il padre risponde: «Ogni religione è buona. I musulmani adorano Dio, i cristiani pure». E lei: «Perché lei lo adora in una stanza e io in un'altra?». Il papà taglia corto: «Chi lo adora in un modo, chi lo adora in un altro». Ma alla fine, dopo un serrato e logorante interrogatorio su Dio, Gesù, la vita e la morte, la bambina musulmana conclude irremovibile: «Voglio stare sempre con Nadia!». E chiarisce: «Anche nell’ora di religione!».
E' in definitiva il trionfo dell’umanità sul dogmatismo, dell'illuminismo sul fanatismo. Ed è questo lo spirito che dovrebbe ispirare la percezione del Natale come festa condivisa da cristiani e musulmani. Nel rispetto di una tradizione millenaria che salvaguarda un'identità cristiana autoctona e recependo un'interpretazione riformista dell'islam all'insegna della cultura della vita e della pacifica convivenza.
- Papà...
- Dimmi.
- Io e Nadia stiamo sempre insieme.
- Certo, tesoro: è la tua amica...
- In classe, in cortile, anche alla refezione.
- Bene! Nadia è una bambina bella e bene educata.
- Nell'ora di religione però io vado in un'aula e lei in un'altra.
Lanciai un'occhiata alla mamma e la vidi sorridere mentre era intenta a cucire. Sorrisi anch'io dicendo:
- Ma è solo nell'ora di religione...
- E perché?
- Perche tu hai una religione e Nadia un'altra.
- Come?
- Tu sei musulmana e Nadia è cristiana.
- Perché, papà?
- Sei ancora piccola. Un giorno capirai.
- No. Io sono grande!
- Ma no che sei piccola, tesoro!
- E perché sono musulmana?
Dovevo essere disponibile e accorto e soprattutto non tradire i nuovi sistemi educativi alla prima difficoltà.
- Il tuo papà è musulmano e la tua mamma è musulmana, per questo anche tu sei musulmana.
- E Nadia?
-I suoi genitori sono cristiani, perciò è cristiana pure lei.
- Forse è perché il suo papà porta gli occhiali...?
- Non c'entrano gli occhiali. E' che anche suo nonno era cristiano... dissi, deciso a risalire le generazioni senza smetterla finché non si fosse stancata e avesse finito per
cambiare argomento.
Ma ella riprese:
- Chi è meglio?
Riflettei un poco, poi risposi:
- La musulmana è buona e anche la cristiana è buona.
- Una dev'essere migliore per forza.
- Son buone tutt'e due.
- E se mi faccio cristiana per stare sempre con Nadia...?
- Non si può, amore. Ognuno deve restare come il suo papà e la sua mamma.
- E perché?
Ecco qua la tirannia dei nuovi metodi educativi!
- Non vuoi proprio aspettare quando sarai grande?
- No, papà.
- Bene. Lo sai cos'è la moda? A uno piace una moda, all'altro un'altra. Essere musulmani è l'ultima moda, per questo devi rimanere musulmana.
- Allora quella di Nadia è una moda vecchia!
Benedette tu e la tua Nadia! Nonostante la mia prudenza mi ero sbagliato e avevo finito col mettermi in un bel pasticcio.
- E' una questione di gusti... però ognuno deve restare come i suoi genitori.
- Dirò a Nadia che la sua è una moda vecchia e che la mia è nuova.
- Tutte le religoni sono buone - mi affrettai a dire - chi è musulmano adora Dio e chi è cristiano anche.
- Ma perché lei lo adora in un posto e io in un altro?
- Perché da una parte lo si fa in un modo e dall'altra in un altro modo.
- E perché?
- Lo saprai l'anno prossimo, o quello dopo. Per ora basta che tu sappia che sia i musulmani sia i cristiani adorano Dio.
- E chi è Dio, papà?
Restai sorpreso. Riflettevo, mentre prendevo tempo.
- Cosa ti ha detto la maestra?
- Ci ha letto una sura del Corano e ci ha insegnato le preghiere. Però chi è Dio non lo so.
Ci pensai su ancora, nascondendo un sorriso.
- E' il Creatore di tutte le cose.
- Di tutte?
- Di tutte.
- E che vuol dire Creatore?
- Vuol dire che è Lui che ha fatto ogni cosa.
- E come ha fatto?
- Con la Sua grande potenza...
- E dove vive?
- Ovunque nel mondo.
- E prima del mondo?
- Lassù.
- In cielo?
- Sì.
- Lo voglio vedere.
- Non si puo'.
- Nemmeno in TV?
- Nemmeno.
- Nessuno lo puo' vedere?
- Nessuno.
- E tu come lo sai che è lassù?
- Lo so.
- Chi te l'ha detto?
- I Profeti.
- I Profeti?
- Sì, come Muhammad.
- E lui come ha fatto a saperlo?
- Aveva una forza speciale.
- Una forza speciale negli occhi?
- Sì.
- E perché?
- E' Dio che lo ha creato così.
- Perché?
Mi dominai e risposi:
- Egli è libero di fare ciò che vuole.
- E quando lo ha visto com'era?
- Grande, forte, potente...
- Come te, allora.
Trattenni una risata:
- Nessuno gli è simile.
- E perché vive lassù?
- La terra non basta a contenerlo, ma Egli vede ogni cosa.
Si distrasse per poco, poi riprese:
- Ma Nadia dice che ha vissuto sulla terra.
- E' perché vede ogni luogo, così è come se vivesse dappertutto.
- Nadia ha detto che lo hanno ucciso.
- No, amore mio, hanno creduto di averlo ucciso, ma Egli è vivo e non muore mai.
- E il nonno, è vivo anche lui?
- No, il nonno non c'è più.
- Lo hanno ucciso?
- No. E' morto da solo.
- E come è morto?
- Si è ammalato ed è morto.
- Allora la mia sorellina che è malata morirà anche lei?
Mi adombrai e prevenni la reazione della mamma affrettandomi a dire:
- Ma no, guarirà!
- E allora il nonno perché è morto?
- Il nonno si è ammalato da grande.
- Anche tu ti sei ammalato da grande. Perché non sei morto?
Questa volta la mamma la rimprovero' ed ella resto' smarrita a guardare ora l'uno ora l'altra.
- Moriamo quando lo vuole Iddio.
- E perché Dio vuole che moriamo?
- Egli è libero di fare ciò che vuole.
- La morte è bella?
- Oh no, tesoro.
- E perchè Dio vuole una cosa brutta?
- E' bella quando è Lui a volerla.
- Ma tu hai detto che è brutta.
- Mi sono sbagliato, amore.
- Perché la mamma si è arrabbiata quando ho detto che tu muori?
- Perché ancora Dio non lo ha voluto.
- E perché lo vuole, papà?
- E' Lui che ci fa nascere e fa che ce ne andiamo.
- E perché?
- Vuole che facciamo delle cose belle prima di andarcene.
- E perché non restiamo?
- Non ci sarebbe spazio per la gente se tutti restassero.
- Così lasciamo tutte le cose belle.
- Andiamo dove ci sono cose migliori.
- Dove?
- Lassù.
- Da Dio?
- Sì.
- E lo vedremo?
- Sì.
- E sarà bello?
- Certo.
- Allora dobbiamo andare.
- Ma non abbiamo ancora fatto tante belle cose...
- Il nonno le ha fatte?
- Sì.
- Che cosa ha fatto?
- Ha costruito una casa e ha coltivato un giardino.
- E cosa aveva fatto Totò, il mio cuginetto?
Mi rattristai per un istante, poi volsi uno sguardo commosso alla mamma e risposi:
- Anche lui ha costruito una piccola casa prima di andarsene.
- Il figlio dei vicini invece mi picchia e non fa niente di bello.
- E' proprio un ragazzaccio.
- Allora non morirà.
- Solo quando Dio lo vorrà.
- Anche se non farà nessuna bella cosa?
- Tutti si muore. Chi fa cose buone va dal Signore e chi le fa cattive va all'inferno.
Lei sospiro' e tacque.
Avvertii quanto la cosa fosse stata impegnativa, ma non sapevo dire se avessi risposto bene o male.
La fila dei perché aveva risvegliato domande celate dentro me. La piccola non lascio' passare molto tempo prima di sbottare:
- Voglio stare sempre con Nadia.
Guardai verso di lei con aria interrogativa.
- Anche nell'ora di religione!
Scoppiai a ridere. Anche la mamma rideva.
Soggiunsi sbadigliando:
- Non me lo immaginavo che si potesse parlare di cose simili a questo modo.
Intervenne la mamma con aria consolatrice:
- La bimba crescerà e un giorno potrai spiegarle tutte le cose che sai a riguardo.
Mi girai allora alterato verso di lei per capire fino a che punto avesse parlato sul serio o se piuttosto mi prendesse in giro.
Ma già aveva ripreso il suo lavoro di cucito.
tratto da La taverna del gatto nero traduzione di Paolo Branca
Molto bello.Mi ha fatto pensare a quando ho letto su “Porto il velo,adoro i Queen” (Abdel Qader Sumaya) che la bambina era convinta che babbo natale fosse musulmano perchè ha la barba.L’innocenza dei bambini e la volontà di fare amicizia e di comunicare dimostra che tutti i problemi sono causati da noi adulti e che noi siamo vittima dei nostri stessi stereotipi che danno vita a pregiudizi che non devono esistere e che non sono congeniti ma li creiamo noi, lo facciamo da adulti quando invece dovremmo capire quanto ciò è sbagliato.L’ora di religione nelle scuole è essa stessa un nostro errore.Uscire dall’aula? Questo è pure peggio! Noi dovremmo studiare “storia delle religioni”, un’ora in cui ci spiegano quali sono le religioni, i simboli, le preghiere…Ed è inutile che ci nascondiamo dietro il fatto che il bambino si confonde(impara più lingue e le usa tranquillamente),no,il bambino osserva con lucidità,impara,discerne, siamo noi adulti che non sappiamo come insegnare questo,noi che non sappiamo nemmeno proporlo e rispondere alle loro domande dirette,noi che ci nascondiamo dietro una possibile reazione del bambino(quella reazione che ci aspettiamo da un bambino secondo la nostra idea da adulti e che magari un bambino non avrà mai).I confusi siamo noi.