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Acqua di cocco e altri accorgimenti per superare Ramadan e caldo torrido

Acqua di cocco e altri accorgimenti per superare Ramadan e caldo torrido Dati Articolo Medici e nutrizionisti lo ripetono ogni estate: “Bere molto e mangiare alimenti ricchi di acqua è l'unico modo per superare stanchezza o cali di pressione”. «Il problema è soprattutto che la gente beve poco e non si accorge di farlo», spiega la dottoressa Michela Barichella, responsabile della struttura di Dietetica e nutrizione clinica Icp di Milano.

Quindi, se oltre al caldo, bisogna affrontare anche il Ramadan? Prima di tutto è necessario modificare le proprie abitudini alimentari e mangiare molta piu' frutta e verdura di stagione, anche sotto forma di centrifugati e minestre fredde, latte e yogurt, gelati e ghiaccioli. Il digiuno è infatti una delle pratiche religiose che agisce prima di tutto sul fisico e poi, in seguito, anche a livello psichico, anche se il vero obiettivo è adorare Allah Onnipotente. Con l’ arrivo del Ramadan i pasti si condensano a mattina e sera, senza l'assunzione di alimenti per un lungo periodo di tempo (dall’ alba al tramonto) e, anche se la nostra dieta viene radicalmente modificata, non dovrebbe alterare il nostro peso.
Io, praticando il Ramadan da molti anni, raccomando l’assunzione di cibi energetici, in vista di lunghe ore di digiuno. E quindi sì ad alimenti ricchi di fibre che hanno una digestione lenta (sostengono l’organismo circa otto ore) e che vengono chiamati carboidrati complessi: orzo, frumento, avena, semolino, fagioli, lenticchie, farina integrale e riso non raffinato. Quelli invece a digestione veloce (sostengono l’organismo non più di tre/quattro ore) si chiamano carboidrati raffinati: sono i cibi che vengono bruciati in fretta e contengono ingredienti come zucchero e farina bianca.

Secondo i dottori infatti, grano integrale, cereali, semi, verdure (fagiolini, piselli e spinaci), frutta con la pelle, frutta secca (albicocche secche, fichi, prugne e mandorle) sono tutti esempi di alimenti che contengono fibre. Comunque i pasti nel periodo di Ramadan dovrebbero essere ben bilanciati e contenere cibi di ogni classe classe alimentare. Sconsiglio piatti fritti, speziati, uova, lenticchie, che sovraccaricano lo stomaco, anche se solitamente se ne fa largo uso. Da inglese devo tristemente dire di non bere nemmeno il té che fa perdere più urina e quindi sali minerali, di cui il corpo ha bisogno durante tutto il giorno. Fondamentali nella dieta sono invece i datteri, eccellente fonte di zuccheri, fibre, carboidrati, magnesio e potassio e anche le mandorle, molto proteiche e con meno grassi. Da non dimenticare nemmeno le banane che contengono potassio, magnesio e carboidrati. Per combattere la sete, tra l’eftar e il momento in cui si va a dormire è necessario un largo consumo di acqua (due/tre litri al giorno) e succhi di frutta (aranciata, limonata, succhi di carote, barbabietole, verdure in generale) per bilanciare il livello di liquidi in tempo, evitare problemi di salute ed essere meglio disposti alla preghiera. Da eliminare totalmente sono, invece, le bevande gassate. Molto indicata invece è l’acqua di cocco, alimento completo.

La durata delle ore di digiuno, nel Ramadan, non supera mai le dieci ore. Secondo i medici questo ritmo non è in grado di privare l'organismo di grandi energie e i rischi per la salute non sono gravi, anche se i disturbi possono essere numerosi: stanchezza, vertigini, sonnolenza che però scompaiono dopo avere mangiato. Si può anzi affermare che sotto certi punti di vista, a parte i sacrifici che questo digiuno comporta, può essere anche benefico per il corpo. L'organismo infatti brucia grassi, riserve inutili che, durante il resto dell'anno, si accumulano inutilmente.

Anche molti dietologi concordano sugli aspetti positivi di tale pratica: il sistema intestinale si purifica e il digiuno aiuta a debellare una serie di disturbi legati all’alimentazione (infiammazioni del colon, mal di stomaco, obesità, iper-tensione). Nonostante questo, durante il sacro mese del Ramadan, è comunque importante seguire dei consigli per non sottoporre il fisico a uno stress eccessivo: il prolungato digiuno durante un mese molto caldo, infatti, mette a dura prova il metabolismo.

Ah dimenticavo…è importante anche dove si digiuna: la tentazione generata dal profumo dei cannoli siciliani o della pastiera napoletana non aiuta molto a evitare gli attacchi di fame e sicuramente la vista del tuo amico al mare con una limonata fresca non aiuta a tenere a bada la sete...ma se vivi in Yemen o Dubai, dove c'e il "coprifuoco" del cibo, puoi (tranquillamente) resistere ai momenti di crisi!


2 Responses to Acqua di cocco e altri accorgimenti per superare Ramadan e caldo torrido

  1. akasha says:

    Concordo con l’articolo!

    Dal punto di vista nutrizionali, la religione islamica assieme a quella ebraica, sono molte valide: non mangio maiale da 4 mesi, sto diventando praticamente vegetariana, spizzicando il pollo ogni tanto.
    Quella cattolica, forse per ‘contaminazioni’ con i Paesi Nordici, quindi con altro metabolismo, ha permesso di mangiare ancora il maiale.

    Perchè è considerato impuro, precetto religioso da seguire, il maiale? Costa mantenerlo e al caldo la carne non si mantiene (scusa il gioco di parole).

    E oltretutto, ho letto in vari libri di nutrizione che digiunare una volta al mese è un toccasana al fisico: basta rifletterci, se ci si riposa dopo 6 giorni di lavoro, perchè non fare riposare fegato, reni e gli altri organi?

    Spero di non esser andata fuori tema, ciao!

  2. Ebla says:

    Il digiuno è il mezzo che la natura utilizza per liberare il corpo dai tessuti malati, dagli eccessi alimentari e dagli accumuli di scorie e tossine. Il nostro metabolismo si regge infatti su due attività in equilibrio: l´anabolismo (costruzione) e il catabolismo (distruzione di materia organica), che produce continuamente scorie eliminate attraverso gli organi escretori (reni, fegato, intestini, pelle, vie respiratorie). In ogni organismo vivente il cibo, dopo essere stato digerito, viene assimilato dalle cellule che eliminano in seguito le scorie metaboliche (cataboliti). Molte sono le energie che il nostro corpo impegna per la digestione e l´assimilazione: se si mangia in continuazione il nostro organismo ha poche energie a disposizione per eliminare tutte le scorie prodotte dall´attività catabolica e digestiva ed esse si accumulano e producono tossiemia. Durante il digiuno cessando la digestione e acquietandosi la mente, tutta l´energia dell´organismo viene utilizzata per lo smaltimento dei rifiuti, le tossine. Non assumendo cibo dall´esterno, il corpo si nutre delle proprie riserve con il processo dell´autolisi (digestione dei propri tessuti). Essa è sempre guidata dalla nostra meravigliosa vis medicatrix naturae: i tessuti sono persi in ragione inversa alla loro utilità, viene metabolizzato il glicogeno epatico, i centri nervosi non vengono toccati, sono riassorbiti i tessuti anormali (cisti, tumori, ascessi, cellulite, edemi, trombi, ecc…).Per quanto riguarda ‘non mangiare maiale’ è un po’ piu’ complicato.

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