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Un mese in prigione

Un mese in prigione Dati Articolo Sei ateo, sei ebreo sei cattolico, alla polizia di Dubai non importa. I non residenti e i turisti saranno arrestati se violeranno il warning preventivo sul divieto di mangiare in pubblico durante le ore del digiuno. Un bocconcino in pubblico va bene, ma se lo fai due volte, te la vedrai con la giustizia locale.
Per i residenti di fede islamica e per i musulmani di altri paesi invece, nessuna second chance: si va in galera al primo boccone.

Ma se a Dubai sono diventati così fiscali sul cibo, lo saranno anche sull’abbigliamento?
Durante il Ramadan in fondo, si dovrebbe avere la sensibilità religiosa di non andare in giro mostrando cosce e sederi. Se si vieta di mangiare in pubblico, perché non vietare di mettersi in bikini? Ma non solo: se nel Ramadan bisognerebbe passare il tempo a leggere il corano e a meditare, allora bisognerebbe anche vietare di parlare al cellulare a voce alta in pubblico per non disturbare la gente che medita. O no?

A Dubai si è superata la soglia della razionalità e non si rispetta la libertà di scelta di seguire i precetti del mese sacro o meno.
Capisco che quando arriva il Ramadan scatta qualcosa di veramente contraddittorio nella psiche di molti musulmani. Ma invece di minacciare la gente per un calippo sulla spiaggia a 45 gradi, basterebbero piccoli accorgimenti, del tipo togliere quei mega cartelloni pubblicitari che sponsorizzano lattine di coca cola e sprite freschissime o l’ultimo modello dell’ I-Phone in giro per Dubai.
In fondo, se a Dubai tirano su dei palazzi faraonici in un mese, che ci vuole ad abbassare i cartelloni pubblicitari per trenta giorni?

Noor Gamyla


2 Responses to Un mese in prigione

  1. Francesca says:

    Veramente ridicolo!La religione non segue regole dittatoriali ma segue il sentimento e la fede.E’ un qualcosa di interiore che caratterizza la persona e che ispira ogni azione della quotidianità.A Dubai la gente presterà la propria attenzione a non trasgredire piuttosto che ha sentire la parola di Dio dentro di sè,questo allontana da Dio non avvicina.In ogni caso,come hai ben evidenziato Noor,il mondo non è fatto di soli musulmani e le leggi vanno fatte per il popolo che può credere in Dio o meno.Complimenti a coloro che hanno proposto e approvato a Dubai tutto questo,un altro esempio di uso distorto dell’Islam.E le alte cariche dell’Islam che di solito si alterano per sciocchezze dove sono ora? Perchè non dicono alla gente che non è questo il vero Islam???

  2. Francesca says:

    Comunque riguardo l’immagine dell’articolo,non condivido la presenza della sigaretta accanto al pane e all’acqua.Ai musulmani a cui piace dettare regole alle donne premettendo la frase “è scritto..” e dando indicazioni del tutto personali ricordo che fumare è vietato non solo durante il Ramadan ma sempre!E che la fine del digiuno relativo al Ramadan, non indica che dopo un caffè debbano accendersi una sigaretta.Il “vietato fumare” esiste a Dubai?

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