In un mondo sempre più virtuale dove si godono i tramonti africani da google earth, ci piace ricordare la figura del grande viaggiatore marocchino Ibn Battuta. Considerato il Marco Polo arabo, 700 anni fa ha viaggiato in lungo e in largo per il medio oriente (arrivando anche in Cina) per una trentina d’anni. Nonostante i suoi viaggi avventurosi e temerari, Ibn Battuta rimane sconosciuto in Europa e poco valorizzato nello stesso mondo arabo. Con l’ascesa dei mezzi di comunicazione e la retorica del villaggio globale però, i viaggi di Ibn Battuta diventano più attuali che mai. Il mondo che il viaggiatore marocchino aveva visitato, era globalizzato tanto quanto il mondo di oggi. I mongoli, che governavano su quasi tutta l’Asia centrale, la Russia e la Cina, permisero ai mercanti di tutto il mondo di percorrere quei territori e favorirono il libero scambio di prodotti e di persone. Insomma, Battuta fu...
Dal 1 agosto arriva su babel, il canale 141 di Sky dedicato ai “nuovi italiani”, una programmazione speciale dedicata al Ramadan, che comprende alcune delle più significative serie del mondo arabo degli ultimi anni. Il Ramadan, che quest’anno cade nel mese di agosto, non è solo il mese di digiuno, preghiera e astinenza per i credenti musulmani, ma è anche il momento di massimo share per le reti televisive di molti paesi arabi e non che trasmettono in questo periodo i loro programmi di punta. La televisione infatti gioca un ruolo importante durante la giornata e nelle ore attorno al pasto serale, l’iftar e il sohour, quello consumato prima dell’alba per prepararsi alla giornata di digiuno. Le varie emittenti studiano palinsesti specifici per questo periodo dell’anno tra cui spiccano le musalsalat, ovvero le serie tv prodotte appositamente per il Ramadan trasmesse in coincidenza con la rottura del digiuno, e capaci...
Sei ateo, sei ebreo sei cattolico, alla polizia di Dubai non importa. I non residenti e i turisti saranno arrestati se violeranno il warning preventivo sul divieto di mangiare in pubblico durante le ore del digiuno. Un bocconcino in pubblico va bene, ma se lo fai due volte, te la vedrai con la giustizia locale. Per i residenti di fede islamica e per i musulmani di altri paesi invece, nessuna second chance: si va in galera al primo boccone. Ma se a Dubai sono diventati così fiscali sul cibo, lo saranno anche sull’abbigliamento? Durante il Ramadan in fondo, si dovrebbe avere la sensibilità religiosa di non andare in giro mostrando cosce e sederi. Se si vieta di mangiare in pubblico, perché non vietare di mettersi in bikini? Ma non solo: se nel Ramadan bisognerebbe passare il tempo a leggere il corano e a meditare, allora bisognerebbe anche vietare di parlare...
Qualcuno dice che durante il Ramadan: i peccati valgono il doppio, le preghiere valgono il triplo rispetto a quelle recitate nel resto dell’anno, i divorzi non sono validi, le nascite dei bambini sono un particolare segno di benevolenza di Dio, etc… E cosa si può dire allora delle risate? Se una risata allunga la vita o allieva il dolore dello spirito, raccontarci delle barzellette sul Ramadan lo renderà forse un’esperienza che se non ci farà morire dalle risate, perlomeno ci aiuterà a non schiattare di fame, di sete e di caldo. E allora, prima la meditazione e poi la barzelletta. In fondo perché Il sorriso della mezzaluna non dovrebbe colpire anche nel mese sacro? Un contadino sta pregando e chiede: “Mio Dio, fa’ diventare il Ramadan come i mondiali di calcio. Uno ogni quattro anni e ogni volta in un paese diverso!” C’è un uomo balbuziente che si guadagna da...
Il Fatto Quotidiano titola “Borghezio e i mandanti morali di Breivik”, Il Messaggero opta per un più sobrio “Borghezio, la monocultura di chi non sa neanche scusarsi”. Spazio alle dichiarazioni del leghista su tutti i maggiori media italiani e non. Sul web (Facebook in particolare) si scatena la rivolta. In poche ore sono 10mila i fan del gruppo “Arrestate Mario Borghezio”. Poche ore dopo arriva anche la Procura di Milano che apre un’inchiesta sulle dichiarazioni dell’europarlamentare. Non crediamo serva certo sottolineare quanto quelle dichiarazioni siano state infelici, razziste e raccapriccianti. Soprattutto pensando ai congiunti delle vittime. La nostra d’indignazione però, è tutto, tranne che rivolta al politico leghista. Sì perché ci sdegna molto di più questa corsa, che ha contraddistinto tutto l’arco parlamentare ed istituzionale, all’obliteratrice della tolleranza. Un commento sprezzante alle parole di Borghezio per poter ricevere il pass e figurare nel gruppo di chi è aperto, pro integrazione...
I Media hanno spento i riflettori sulla Libia e su Muammar Gheddafi, noi li riaccendiamo parlando con Gianluca Barbera, studioso del Colonnello e autore del libro, Il Dittatore Utopista, storia e contro storia di Muammar Gheddafi. Dopo il blackout di informazioni, cosa può dirci della situazione libica, quali sono a suo parere i fatti più rilevanti delle ultime settimane? A parte i vari interventi video e audio del colonnello, direi che il fatto più rilevante è stato il mandato di cattura della corte penale internazionale, che come il solito presenta margini di ambiguità e si presta a un suo cattivo uso, ad arbitri, ma che forse non poteva essere evitato. E poi si è parlato di trattative segrete tra il governo americano ed emissari del colonnello, per una soluzione “onorevole”, che secondo me sarebbe l’unica virtuosa. Cosa c’è di vero nelle voci che parlano di un accordo con cui Gheddafi...
Al secondo “tavolo” delle seconde generazioni organizzato il 21 Luglio dall’Assessorato alle Politiche Sociali di Milano, Yalla Italia ha presentato alcune proposte all’assessore Majorino. Ecco alcuni dei nostri suggerimenti: • Workshop tematici e conferenze organizzati in collaborazione con il Comune, da proporre a scuole medie e superiori. Crediamo possano essere ottime occasioni per parlare di intercultura e cittadinanza attiva, attraverso il racconto agli studenti delle nostre storie personali e di gruppo. Storie positive contrapposte alla visione tipicamente adolescenziale (gli yallisti ne sanno qualcosa…) della diversità come una “zavorra”, un motivo di disagio ed emarginazione • “Consulenza” a studenti di origine straniera e ai loro genitori. Oltre a psicologi e mediatori culturali, sarebbe utile la presenza di seconde generazioni come riferimento tanto per gli studenti quanto per i loro genitori, affrontando i loro eventuali problemi di integrazione (bassa partecipazione a ricevimenti prof/genitori, ai momenti di aggregazione sociale, problema linguistico, culturale..) •...
In un momento nel quale noi tunisini, autoctoni ed emigrati, partecipiamo a costruire la democrazia nel nostro paese a colpi di incontri tra giovani militanti e “summer school” dei novizi indipendenti, siamo rimasti completamente scioccati e travolti dalla notizia di una strage che appunto ha visto morire giovanissimi raccolti sull’isola di Utoya per parlare di democrazia e per praticare la libertà. Quando il gesto atroce di un carnefice colpisce per zittire per sempre chi non se lo aspetta, il mondo intero deve fermarsi per riflettere su quello che viviamo, su quello che facciamo e vorremmo per i nostri figli. Da musulmana che in seguito alla strage dell’11 settembre ha visto crollare il suo mondo e mettere la sua gente in croce per l’atto di un gruppo di estremisti malvagi, nemici delle libertà, oggi sono indignata dalla reazione di quelli che nella notte della strage norvegese si sono nuovamente accaniti su...
Modernità e tradizione: ossimoro o possono davvero coesistere ai giorni nostri? Chiedetelo a Yaakov Swisa, venticinquenne israeliano, ideatore di Faceglat, il social network “kosher”, legittimo per le persone di religione ebraica (glatt è appunto il termine che si riferisce ad un certo criterio richiesto dai principi religiosi ebraici – kashrut – per certificare la qualità del cibo). Il pubblico a cui è riservato è composto dagli ultra-ortodossi, coloro che credono nella separazione dei sessi nella sfera pubblica e non hanno mai visto di buon occhio la tecnologia ed internet. Swisa afferma che Faceglat nulla ha a che vedere con i social network che “invadono” la rete e hanno trasformato la nostra comunicazione: approdati sulla home page, in lingua ebraica e inglese, indirizza gli uomini e le donne con due click differenti, rispettivamente a destra e a sinistra. Da qui in avanti, solo amicizie e contenuti (status, foto, etc.) da parte...
“L’abito non fa il monaco”. Modo di dire straconosciuto. Quante volte invece avete sentito dire “Iqra sopra e Rotana sotto”? Più che un vecchio modo di dire, questo è un neologismo vero e proprio, una sorta di battuta diffusa nel mondo arabo che in sostanza equivale alla summenzionata espressione italiana, mutuando però riferimenti alla società araba moderna, e in particolare a due canali televisivi arabi. Mentre Iqra infatti è un network prettamente dedito a letture coraniche ed argomentazioni religiose dal carattere puro e casto, Rotana, una sorta di mtv araba, incuriosisce con video clip musicali internazionali con balli sensuali come quelli di Shakira o le provocazioni di Lady Gaga, o addirittura ricorrendo a cantanti nostrane (libanesi in primis). Musulmane, una contraddizione o seduzione alternativa? Un “sexy hijab” che i network arabi hanno contribuito, forse involontariamente, a diffondere. Fare zapping sui canali arabi equivale ormai a godersi una passarella di “sfilate...